Posts Tagged ‘Tabacco’

Cannabis meno dannosa di alcol e tabacco: occorre cambiare l’ipocrita politica proibizionista

ottobre 5, 2008
Donatella Poretti, Marco Perduca *
La cannabis e’ meno dannosa di alcolici e sigarette. Lo sostiene la Global Cannabis Commission della Ong Beckley Foundation, in un rapporto messo a punto in vista della revisione della politica delle Nazioni Unite in materia di droga nel 2009. Nel documento, oltre a sottolineare il fallimento dell’attuale strategia proibizionista, si chiede un cambiamento di rotta. La proposta, destinata a sollevare non poche polemiche, e’ di liberalizzare la marijuana all’interno di un “mercato controllato”, soggetto a tasse, regole precise, obbligo di eta’ minima per l’acquisto (1).
E’ esattamente quanto andiamo sostenendo da anni, e che abbiamo dettagliato il primo giorno della legislatura con due proposte di legge “gemelle” elaborate in collaborazione con l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori): una per legalizzare il consumo ed il commercio della cannabis, l’altra per proibire l’alcool ed il tabacco (1) Delle due l’una: o si prende atto che la politica proibizionista e repressiva non sta funzionando, legalizzando una sostanza come la cannabis; oppure si decide che il proibizionismo funziona e lo si applica fino in fondo, vietando sostanze infinitamente piu’ dannose come l’alcool ed il tabacco.
Quello che e’ certo e’ che oggi la strategia adottata contro le droghe e’ fortemente ambigua ed ipocrita. A fronte di zero morti causati dalla cannabis, l’alcool ed il tabacco producono ogni anno circa 130mila morti solo in Italia, oltre 5 milioni di decessi nel mondo. Nonostante cio’, si puo’ finire in carcere fino a 20 anni per il possesso di cannabis superiore a 0,5 grammi, mentre e’ possibile acquistare e consumare quantita’ illimitate di alcool e tabacco.
Legalizzando la cannabis:
– sarebbe eliminata una buona parte delle entrate su cui vivono le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici;
– sarebbe possibile controllare la qualita’ della sostanza, evitando che i milioni di italiani che ne fanno uso fumino cannabis geneticamente modificata o peggio tagliata con altre sostanze sconosciute e talvolta letali (vedi il caso del giovane di Torino, il cui spinello conteneva crack cocaina).
– sarebbe separato il mercato della cannabis da quello delle droghe pesanti, evitando il facile contatto degli spacciatori coi milioni di giovani loro “clienti”, a cui vendere prodotti piu’ lucrosi perche’ creano dipendenza, tipo cocaina ed eroina.

(1)     I nostri disegni di legge:
– legalizzazione cannabis: http://www.aduc.it/dyn/parlamento/arti.php?id=235099

– proibizione tabacco e alcool: http://www.aduc.it/dyn/parlamento/arti.php?id=235100

* senatori Radicali- Partito Democratico

(1) http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18743

fonte: aduc.droghe
Annunci

Usa. Studio: se sposi un fumatore sei a rischio ictus

luglio 30, 2008

30 luglio 2008
 
Non solo cattivo odore in camera da letto e mozziconi dappertutto. Per chi ha sposato un fumatore aumentano, infatti, i rischi di subire un ictus. E questo anche se il malcapitato non ha mai acceso una sigaretta in vita sua. Insomma, la colpa e’ tutta delle ‘bionde’ altrui. Lo rivela uno studio dell’Universita’ di Harvard (Usa), che ha monitorato i dati relativi a oltre 16.000 persone, in uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine. Secondo i ricercatori, diretti da Maria Glymour, per chi non ha il vizio delle bionde ma ha sposato un fumatore il pericolo di ictus sale fino al 72%. Il fumo passivo dunque fa male anche in casa.
Gli studiosi hanno esaminato persone ‘over 50′, sposate, per un periodo di oltre 9 nove anni. Dopo aver aggiustato i risultati, per tenere conto anche degli altri fattori di rischio ictus, si e’ visto che per i non fumatori che convivono con un tabagista il pericolo e’ reale. E passa dal 42% in piu’ fra quanti non hanno mai acceso una sigaretta, al 72% di chi -anche per un breve periodo- si e’ fatto contagiare dal vizio del marito o della moglie. Al contrario, aver sposato un ex fumatore non aumenta il pericolo di ictus. Questo suggerisce che il rischio crolla se il partner si decide a buttare il pacchetto. 
“Questi risultati -spiega la Glymour- indicano che il fumo del proprio compagno di vita aumenta i pericoli di ictus per non fumatori ed ex fumatori. E che i benefici legati al fatto di smettere -conclude- si estendono anche al proprio sposo”.    

fonte: aduc droghe

Olanda. Pochi giorni ancora per fumare spinello ‘impuro’ nei coffee shop

giugno 22, 2008

Giorni contati per lo spinello nei coffee shop olandesi. Dal primo luglio nei Paesi Bassi sara’ vietato fumare tabacco in bar, ristoranti e locali pubblici. Le nuove regole, gia’ in vigore in molti altri Paesi europei, non avrebbero niente di strano se non riguardassero anche quei locali dove, per legge, dal 1976 si puo’ liberamente consumare hashish o marijuana. La cannabis, venduta legalmente nei coffee shop, e’ l’ingrediente principale, ma per fare uno spinello e’ indispensabile anche il tabacco, tranne nel caso in cui si fumi solo ‘erba’. La quantita’ dipende dal consumatore, ma e’ tuttavia necessario avere del tabacco per ‘rollare’ una canna, come spiegano minuziosamente anche i siti online dedicati agli amanti dell’argomento. Paradossalmente, dunque, in Olanda, nei locali pubblici autorizzati si potra’ continuare a fare uso di droghe leggere, ma non a fumarle mescolate con il tabacco, quindi niente joint, canna o spinello che dir si voglia. ‘I coffee shop saranno trattati come tutti gli altri locali pubblici. Sarebbe sbagliato fare eccezioni, la gente non capirebbe’, avverte il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende. ‘In un caffe’ si va per bere qualcosa, in un ristorante per mangiare, ma quando si va in un coffee shop e’ per fumare’, ribatte Marc Jacobsen, a capo dell’associazione nazionale dei proprietari di coffee shop, che ha chiesto al governo di prendere speciali provvedimenti per questi locali. E i diretti interessati, i consumatori? Stando ad una serie di interviste realizzate finora nella citta’ olandesi, non sembrano preoccuparsi piu’ di tanto. Se sara’ necessario ‘compreremo l’erba e andremo a fumare a casa’, dicono. Intanto ci sono coffee shop, soprattutto ad Amsterdam, che gia’ stanno allestendo luoghi separati per offrire ai clienti la possibilita’ di continuare a fumare sul posto. Altri si stanno attrezzando mettendo a punto strumenti alternativi. Come il cosiddetto ‘vaporizzatore’, un apparecchio elettrico che dovrebbe consentire di trasformare direttamente la cannabis in vapore da inalare evitando cosi’ l’uso di tabacco e cartine. Molti si chiedono poi come potranno essere attuate le ispezioni per verificare se si fumano spinelli ‘puri’ oppure contenenti anche tabacco, dannoso per la salute di chi lavora nei coffee shop piu’ che per coloro che hanno deliberatamente scelto di usare droghe. Da tempo nella permissiva Olanda il vento e’ cambiato anche nei confronti delle droghe leggere: in alcune citta’ si e’ cominciato a chiudere i coffee shop vicino alle scuole, in altre e’ stato vietato il consumo di cannabis ai poliziotti, anche fuori dal lavoro ‘per dare l’esempio’. Giro di vite infine per ostacolare il cosiddetto turismo dello spinello. L’iniziativa ha provocato una protesta infuocata dei comuni di frontiera del Belgio dopo che quelli dell’Olanda hanno spostato i bar del fumo nelle zone periferiche di confine, proprio per ostacolare il turismo della droga nelle citta’.

fonte: aduc.droghe