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Australia. Pazienti utilizzano cannabis per alleviare sintomi schizofrenia

agosto 15, 2008

15 agosto 2008

Secondo i dati pubblicati dall’International Journal of Mental Health Nursing, la cannabis allegerisce i sintomi della schizofrenia.
Ricercatori della Flinders University, in Australia del Sud, hanno intervistato 30 malati tra i 18 e i 65 anni, consumatori di cannabis. La meta’ ha risposto di fumare la cannabis per ridurre i sintomi della malattia. Tra questi, 25 malati la consumano anche per ridurre l’ansia, 21 per dimenticare i traumi infantili connessi alla malattia, 12 perche’ la sostanza aiuta la spiritualita’, per 10 la sostanza rende piu’ chiara e forte la voce, e per 8 essa aumenta l’energia fisica e mentale, e 8 la vorrebbero legalizzata per ridurre l’ansia connessa all’uso di una sostanza di fatto “fuorilegge”.
Commentando la notizia, il dottor Mitch Earleywine, consigliere della NORML e autore del libro “Understanding Marijuana: A New Look at the Scientific Evidence”, ha dichiarato che le testimonianze dei malati avvalorano la tesi secondo la quale l’associazione tra la malattia e la cannabis potrebbe essere questione di automedicazione. “Non e’ la cannabis che causa la schizofrenia. Sono i malati che notando i sintomi, prendono la marijuana per alleggerirli”.

fonte: aduc droghe

Il falso mito della marijuana di una volta…

maggio 30, 2008
di Marco Bazzichi

Un po’ per apprensione, un po’ perché purtroppo è vero, molti tra coloro che hanno avuto un certo tipo di esperienze negli anni Sessanta e Settanta, invitano i figli a non seguire il proprio esempio perché la “maria” che circola oggi non è più sana come una volta. Questo luogo comune, tutto da verificare, ci invita comunque a riflettere sull’evoluzione della qualità dei derivati della canapa più facili da reperire illegalmente. Molti pensano, spiega un’approfondita analisi di NORML, che l’erba di oggi è molto più potente di una volta. Dagli anni Sessanta in qua la “skunk”, che è il nome dato dai britannici alla forma ibrida di cannabis, avrebbe potenziato di 25 volte il principio attivo del THC. Questa è una leggenda. Ve ne sono altre messe in giro apposta dai proibizionisti. Poiché i consumatori di droghe leggere di 30,40 anni fa sono diventati degli adulti non schizofrenici, violenti e senza lavoro, ma, anzi, poiché ricordano con piacere quell’epoca, i proibizionisti devono dire che oggi c’è da stare attenti: oggi sì che la marijuana è pericolosa. Però tutti gli studi condotti in questo senso dimostrano il contrario:

STUDY: ElSohly et al. USA (1980–97) = 35,213 seizures measured; 91% marijuana, 4% sinsemilla, 6% ditchweed; THC Average 2.0% (1980)–4.5% (1997); Minimum 0.0%, Maximum 29.86%, Sinsemilla Max 33.12%

STUDY: ONDCP USA (1983–2006) = 59,369 seizures measured; no breakdown of type; THC Average ~4.0% (1983)–8.5% (2006)

STUDY: Poulsen and Sutherland New Zealand (1976–96) = 1,066 seizures measured; 57.5% leaf, 42.5% bud; THC Average Leaf 1.6% (1978–82)–1.0% (1994–96), Buds 3.8% (1976–82)–3.4 (1994–96); Leaf Minimum 0.2%, Maximum 4.2%, Bud Minimum 0.7%, Maximum 9.7%

STUDY: EMCDDA Austria (1997–2003) = 2,268 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~2% (1997)–~2% (2003);
Czech Republic (1997–2003) = unknown seizures; 100% Marijuana; THC Average ~2% (1997)–~6% (2003)
Germany (1997–2003) = 17,403 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~5% (1997)–~8% (2003)
Netherlands (1999/2000– 2001/2002) = 523 samples from coffeeshops; 28% Marijuana, 72% Sinsemilla; THC Average Marijuana ~5% (1999/2000)–~5% (2001–02), Sinsemilla: ~8% (1999/2000)–~13% (2001–02)
Portugal (1997–2003) = 149 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average ~1% (1997)–~1% (2003)
STUDY: Niesink et al. Netherlands (2000/2001– 2006/2007) = 562 samples from coffeeshops; 26% Marijuana, 74% Sinsemilla; THC Average Marijuana 5.0% (2000/2001)–7.0% (2003/2004)–6.0% (2006/2007), Sinsemilla 11.3% (2000/2001)–20.4% (2003/2004)–16.0% (2006–07)

STUDY: Baker et al. UK (1975–81) = 335 seizures measured; 100% Marijuana; THC Average 3.4% (1975)–4.9% (1981); Minimum 0.2%; Maximum 17%

STUDY: Eaton et al. UK (1998–2004) = unknown seizures; no breakdown of type; THC Average 7.9% (1998)–12.7% (2004)

STUDY: Licata et al. Italy (1997–2004) = 947 seizures; Loose marijuana (5%), Kilobricks (55%), Buds (26%), Home produced (15%); THC Average 2.5% (1997)–15.0% (2004)

Pur non essendo disponibili dati che arrivino agli anni Sessanta, dal 1975 si nota comunque che il contenuto medio di THC si attesta sul 2%-4% per “l’erba di una volta” e tra il 5 e l’8,5% ai giorni nostri. Ma la potenza non si calcola dal contenuto di THC. Il THC, che è quel che ti dà alla testa, se è più concentrato, non significa che è più potente. E’ come bere due lattine di birra da 3 gradi alcolici o una da 6: si assume la stessa quantità di alcol.

fonte: aduc.droghe

Cannabinoidi nella capoccia

maggio 28, 2008

Quando asserisco che un uso (soprattutto smoderato o quanto meno cronico) di cannabinoidi in età adolescenziale è dannoso per l’organismo, dico una verità, ma certamente è assai lontana dalla definizione “ti fotte la vita”.
Un uso smoderato di inalanti tossici o di allucinogeni (specie di sintesi) ti possono fottere la vita, non la canapa.
Un uso cronico di sostanze alcaloidi che incidono notevolmente sulla degenerazione delle cellule cerebrali, ti fotte la vita…non la canapa.
Henry Aslinger, fu il primo a voler dimostrare che la cannabis portasse alla schizofrenia.
Ci fece anche un film (Refeer Madness)…e per un bel po’ di tempo la maggior parte della gente ci ha creduto.
Questo è stato uno dei pochi errori di zio Harry.
In principio riuscì a tritare tutti i documenti che in qualche maniera scagionavano il THC, ma poi s’imbatté in alcuni medici/ricercatori che riuscirono a smentirlo con delle prove…e ne vennero fuori tre cose:
1 Un’indagine sulla canapa commissionata dalla città di New York (trattato La Guardia)
2 La base per ulteriori studi sui cannabinoidi e le malattie mentali (Lester Grinspoon)
3 Una ricca figura di merda per Aslinger. (ma comunque non si arrese)
Stando alle ultime ricerche, gli studiosi sospettano fortemente che la schizofrenia sia genetica (manca solo di individuare il gene che la trasmette).
Per cui, a puttane tanti anni di propaganda contro la cannabis.

Non esistono casi evidenti di grossi scompensi (fotterti la vita) dovuti all’assunzione cronica di cannabinoidi…ma…
Studi recenti, hanno messo in evidenza, un’incidenza notevole da parte dei cannabinoidi, sul S.N.C. (sistema nervoso centrale).
Il recettore principale a cui si lega il THC (cannabinoide psicoattivo ) si trova anche nell’ipotalamo (CB1).
Nell’ipotalamo, risiedono i punti nevralgici che regolano tantissime funzioni (fame, temperatura corporea, sete, ritmi cardiaci) del nostro organismo …fra cui l ‘umore.
Quando siamo pischelli, il nostro cervello è in fase di “costruzione”…vi faccio un esempio:
Fate conto che, quando nascete, il vostro cervello è un cantiere aperto…ci sono i muratori che stanno costruendo e c’è un architetto che dirige i lavori.
I lavori procedono secondo il progetto originale.
A questo punto, l’architetto (che non ha mai fumato prima d’ora) si fa un cannone.
All’architetto s’incasina il progetto originale…e comincia a far un po’ di testa sua…alcune cose le sistema per benino…altre le incasina…allontanandosi dal progetto originale.
Risultato? Una casa che, certo, sta su ed è abitabile, ma non rispetta il progetto originale (creato dal Grande Architetto) …e a lungo andare gli inquilini di quella casa se ne renderanno conto.
Ciò si traduce in una predisposizione, da parte di fumatori precoci, al manifestarsi di ansia cronica o attacchi di panico, quando cresceranno.(iperstimolazione umore)
Molto probabilmente, saranno lenti nelle associazioni mentali, rispetto alla media, o avranno difficoltà a ricordare le cose, ma siamo ancora molto lontani dal fotterti la vita.
Ma questo capita anche quando l’architetto si fa una canna, mentre i lavori sono ancora alle fondamenta (donna incinta che assume cannabinoidi).
Poi, un’ ipertimolazione di quelle zone, all’adulto “serve” per ritornar pischello…al pischello non serve…ha dentro di se ancora la “droga” endogena primordiale, che ahinoi…quasi per tutti andrà pian piano spegnendosi…e la! si che potete accendere i cannoni!!!
Per cui se siete pischelli, desistete…se conoscete pischelli, convinceteli a desistere…però spiegategli il perchè…non gli ditegli solo di non farlo e basta!…

Alla prossima lezione!

Ah dimenticavo…
Ma quanto durano i lavori? cioè, quando è che possiamo assumere cannabinoidi senza interferire con il lavoro di costruzione?
Non si sa con certezza…o è talmente individuale, che non può far statistica. Uno studio molto recente (non ricordo se australiano o statunitense) ha ipotizzato che la soglia che determina il cessato pericolo per tutti… è 40 anni.
Caspita, aspettare 40 anni per farsi una canna?…Sarà!…comunque personalmente, empiricamente, didatticamente, mi sento di dire…Lontani da tutte le forme di iperstimolazione almeno fino ai 16 anni! (alcol compreso…anzi soprattutto)
Poi certo varia molto da caso a caso…ma ricordate (per ora) che se davvero non volete aver nessun tipo di “problema”, ma proprio nessuno, incominciate a 40 anni.
In conclusione…tenete sempre bene a mente cosa dice il vecchio saggio:
“E’ la dose che fa il veleno”…di tutte le cose…e questo vale anche per gli adulti.

a cura del professorTiacca

fonte: tiaccaciproduzioni.org