Italia. Trieste. Giovanardi annuncia conferenza nazionale sulle dipendenza. Radicali: propaganda

ottobre 4, 2008

03 ottobre 2008

Avra’ luogo a Trieste – presumibilmente dal 12 al 14 marzo – la prossima Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze ‘un momento di approfondimento e di bilancio – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, Droga e Servizio civile, Carlo Giovanardi ieri nel capoluogo giuliano dove ha incontrato il presidente della regione Renzo Tondo e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza – sulle nuove sfide da affrontare in Italia su questo tema’. Tondo e Giovanardi hanno gettato le basi di un evento che portera’ a Trieste circa un migliaio di persone con l’obiettivo di fare il punto sulle politiche regionali e nazionali contro le diverse forme di tossicodipendenza. Tondo ha confermato a Giovanardi pieno appoggio alla realizzazione della Conferenza, sottolineando l’urgenza di avviare un tavolo tecnico per la gestione logistica dell’evento. ‘Crocevia tra Mitteleuropea e Balcani, Trieste si conferma a tutti gli effetti – ha detto Giovanardi – la sede piu’ adatta, dopo Palermo, Napoli e Genova, per un’iniziativa di questa portata’.

Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani) ha dichiarato:
Giovanardi preparerà una bella conferenza di propaganda elettorale (in primavera vi saranno le elezioni europee e provinciali). Il sottosegretario cita le precedenti tre conferenze nazionali (Palermo, Napoli e Genova) dimenticandosi di ricordare che si sono tenute rispettivamente nel 1993, 1997 e 2000. L’art. 1, comma 15, del DPR 309 del 1990 (testo unico sugli stupefacenti) prescrive che il Presidente del Consiglio dei Ministri deve convocare la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze ogni tre anni. Quindi, Silvio Berlusconi avrebbe dovuto convocarla già nel 2003 e nel 2006 (qui c’è il concorso di colpa di Romano Prodi, che subentrò a Berlusconi nel maggio del 2006).
Ennesima dimostrazione che, anche nel campo delle tossicodipendenze, in Italia per il potente la legge è un optional; per i comuni mortali, il discorso cambia: due giorni fa, in base all’art. 73 della legge citata, un cittadino che coltivava in casa due piante di cannabis è finito in carcere e rischia anni di galera.

fonte: aduc.droghe

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