Italia. Giovanardi prova a fermare stragi con il suo strumento preferito…le tabelle

settembre 23, 2008

Dopo le discusse tabelle della legge Fini-Giovanardi sulle quantita’ massime per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale, Giovanardi lancia altre tabelle, questa volta contro le stragi del sabato sera. Ma anche queste tabelle, contenenti le indicazioni dei tassi di alcol nel sangue per ogni bicchiere che si beve, hanno portato polemiche, soprattutto fra i gestori, preoccupati per l’obbligo che scatta da oggi. In caso di inadempienza degli obblighi, previsti dal decreto, rischiano fino a trenta giorni di chiusura, ma in molti sembrano non essere ancora a conoscenza delle nuove norme e per il momento, almeno alcuni di questi, non intendono adeguarsi. ‘Fin quando non saro’ ufficialmente avvisato non affiggero’ nessuna tabella’, ha commenta il responsabile di un locale del centro di Roma. Arriva intanto la prima bottiglia di vino Made in Italy con la scritta ‘Se bevi non guidare’. L’invito alla prudenza, ha fatto sapere la Coldiretti, e’ stato apposto dall’azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all’accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert) sulle bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino e interessa 450 mila bottiglie. Una iniziativa volontaria che secondo il produttore nasce ‘da una precisa scelta aziendale orientata alla qualita’ e alla tutela del consumatore’. Le tabelle sono leggibili, ha detto Emanuele Scafato, responsabile del Centro dell’organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol, e dell’ Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanita’, che difende l’utilita’ di queste dalle critiche di poca comprensibilita’. Per renderle ancora piu’ chiare, l’Istituto ha elaborato una versione a colori che mettera’ a disposizione sul sito dell’Istituto, Epicentro. ‘Il loro obiettivo e’ informare – ha spiegato Scafato – e sono state gia’ testate con i ragazzi nei pub e nelle discoteche. I giovani hanno infatti affermato, di fronte a diverse versioni, di non trovare difficolta’ a leggerle e comprenderle’. Le tabelle, inoltre, dovranno essere esposte in modo leggibile e dovranno essere poste all’ingresso, all’uscita e dentro i locali. Ma le norme, ha detto Carlo Giovanardi, senatore del Pdl e sottosegretario con delega alla famiglia, alla droga e al servizio civile, ‘rischiano di essere vanificate dall’atteggiamento ostruzionistico di organizzazioni sindacali che ritengono che i loro interessi economici vengano prima di tutto. A suo tempo la Fipe-Confcommercio tento’ di bloccare fino all’ultimo momento l’approvazione della legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, prevedendo la rovina di bar e ristoranti. Oggi, la stessa organizzazione contesta l’esposizione delle tabelle alcolemiche nei locali dove si svolgono attivita’ di intrattenimento. Nel frattempo, il Silb (locali di intrattenimento) contesta la legge che vieta la somministrazione di alcolici in questi locali dopo le due di notte, denunciandone la incostituzionalita’, e purtroppo troppi giudici sospendono i provvedimenti di chiusura dei locali che violano la norma in vigore’. ‘E’ opportuno a questo punto – conclude il sottosegretario – che la Corte Costituzionale si pronunci per chiarire al Parlamento e al Paese se nel nostro ordinamento il profitto economico viene prima della tutela della vita e della sicurezza dei cittadini’. La Fipe-Confcommercio oggi ha precisato che le tabelle sui tassi alcolemici non dovranno essere esposte in tutti i locali pubblici ma solo in quelli ‘ove si svolgono con qualsiasi modalita’ ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente all’attivita’ di somministrazione di bevande alcoliche’.    

L’economia dei locali notturni, dove quasi piu’ nessuno paga il biglietto d’ingresso, si regge solo sulla vendita di bevande: per questo nessun gestore esporra’ le tabelle sull’alcol in maniera visibile. E’ l’opinione del dj Aniceto, testimonial di numerose campagne antidroga in tv e on line. Rivolgendosi direttamente al sottosegretario Carlo Giovanardi, di cui dice di apprezzare e stimare lo sforzo, Robbie Aniceto si dice sicuro che le tabelle non avranno molto successo, anche perche’ esporle ‘intaccherebbe l’impostazione fashion di molti locali e un messaggio di questo tipo risulterebbe deprimente’. ‘Non mi vorrei sbagliare, ma gia’ me li vedo fare tappezzeria nei bagni’. Il dj auspica comunque che le tabelle antialcol siano esposte dappertutto, anche nei supermercati, negli autogrill e nei ristoranti ‘e non solo ghettizzate nei pub e nelle discoteche’, e sottolinea che ‘la lotta alla droga e all’alcol deve iniziare dalla famiglia: dovrebbe esistere una scuola per i genitori, per educare bene i figli. Nelle disco mi e’ sempre capitato di vedere diciottenni pieni di soldi e con macchine potenti. E da dove vengono queste cose se non dai genitori?’.

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