Patente, ecco come sarà il test anti-droga

settembre 7, 2008

5 settembre 2008

ROMA – La sperimentazione dovrebbe scattare già a fine settembre, massimo entro i primi di ottobre, ma ancora non si sa nulla (o quasi) sul test antidroga che dovrebbe consentire ai giovani di ottenere il via-libera per la patente. Nei giorni scorsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, titolare delle deleghe per la lotta contro le droghe e per il servizio civile, ha confermato che l’esperimento scatterà entro il prossimo mese oltre che nel capoluogo sardo anche a Foggia, Verona e Perugia. A mettere appunto gli ultimi dettagli è il Dipartimento nazionale politiche antidroga (Dnpa) che in queste ore sta contattando le Regioni per completare la preparazione del progetto.

“Con ogni probabilità la sperimentazione decollerà ad ottobre nelle quattro città scelte – spiega Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento – ma non è escluso che in seguito possa estendersi anche ad altre regioni. L’idea è semplice: prevedere l’inserimento del drug-test nel momento in cui il candidato sta presentando i documenti per il foglio rosa, chiedendo al medico certificatore di indicarlo nell’idoneità alla guida”. Già oggi, infatti, gli aspiranti patentati devono superare la visita medica per ottenere il lasciapassare sanitario: visita oculistica, riflessi e il colloquio per l’anamnesi del medico. Presto, almeno nelle città-campione, ci sarà anche la voce relativa alle droghe.

“Ovviamente il medico chiederà al soggetto se faccia uso di droghe – prosegue Serpelloni – e nel caso abbia dei dubbi, chiedere al candidato di sottoporsi al drug-test sulle urine per poter rilasciare il certificato. Il test ha tre valenze: capire se il soggetto abbia fatto uso di droghe rilevabili nell’immediatezza dell’esame o, comunque, quattro o cinque giorni prima. Poi c’è la funzione deterrente e la terza è quella di rendere più specifico e completo il certificato di idoneità alla guida, che sino a oggi non prevedeva in alcun modo questo tipo di analisi”. Ma in pratica, cosa succederà? “Tutta dipende dal medico certificatore – conclude il direttore del Dipartimento nazionale politiche antidroga – potrà chiedere al candidato di sottoporsi al test e, in caso di positività, sospendere temporaneamente il rilascio del certificato. In caso di rifiuto, invece, spetterà a lui decidere se rilasciare o meno la certificazione sotto la sua diretta responsabilità. È chiaro che questa campagna ha una finalità soprattutto deterrente, anche perché sappiamo bene che esistono droghe che non possono essere rilevate in questo modo come l’Lsd, la chetamina o i funghi allucinogeni, per i quali occorrono altri tipi di analisi. I costi del drug-test sono minimi e restano a carico del candidato, proprio per questo abbiamo escluso il rilevamento dai capelli che sarebbe stato troppo costoso”.

Già in queste ore il Dnpa contatterà le regioni dove sta per decollare la sperimentazione, riunendo attorno ad un tavolo anche motorizzazioni civili e aziende sanitarie. Completati i preparativi, verrà firmato il decreto per il via definitivo, probabilmente entro la prima decade di ottobre.

Fonte: diregiovani.it

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