Italia. A fine settembre parte sperimentazione test antidroga per ottenere la patente

settembre 3, 2008

3 settembre 2008

Chi usa droghe non potra’ prendere la patente. Manca meno di un mese, poi a Cagliari scattera’ la mini rivoluzione che rendera’ obbligatorio il test anti-droga per i giovani che vogliono imparare a guidare. In contemporanea, l’iniziativa interessa anche Foggia, Verona e Perugia. E nel capoluogo sardo i preparativi sono gia’ iniziati da qualche settimana, cosi’ da consentire al massimo entro i primi di ottobre il decollo del progetto. L’annuncio e’ arrivato nei giorni scorsi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, titolare delle deleghe per la lotta contro le droghe e per il servizio civile . Completata la sperimentazione a Cagliari, la nuova norma potrebbe essere estesa in tutta Italia, prima del 2011 che e’ il termine ultimo deciso dall’Unione Europea per l’entrata in vigore in tutto il continente delle nuove leggi contro gli abusi di alcol e di droghe che vieteranno a tutti la possibilita’ di guidare se le analisi certificheranno l’assunzione abituale o una dipendenza.
È scattato, dunque, il conto alla rovescia per l’operazione che punta ad arginare il drammatico fenomeno degli incidenti stradali legati all’uso di stupefacenti, togliendo di fatto l’autorizzazione alla guida ai consumatori abituali di droghe.
Gia’ da giorni alla Motorizzazione civile di Cagliari i dipendenti stanno lavorando per informare le scuole guida del capoluogo e mettere appunto gli ultimi dettagli per l’avvio della sperimentazione. Manca ancora una data, ma le indiscrezioni trapelate in queste ore confermano che il provvedimento ministeriale sarebbe ormai pronto e in procinto di essere firmato. Resta da capire quale sara’ l’analisi utilizzata per effettuare il narco-test sugli aspiranti possessori del foglio rosa.
Nei laboratori del Sert di Cagliari, il servizio regionale tossicodipendenze, esistono varie possibilita’ di accertamento: oltre ai marcatori che segnalano l’uso di stupefacenti attraverso la saliva o gli altri liquidi corporei, esistono infatti anche ricerche piu’ approfondite che consentono di risalire al passato, verificando anche la presenza “storica”.
L’indagine sui capelli, ad esempio, consente di andare a ritroso nel tempo, verificando anche l’assunzione di droghe entro i novanta giorni. E se il test dovesse risultare positivo, allora il ragazzo dovra’ dire addio alla patente (ma vale anche per il patentino obbligatorio per i motorini) e, nel caso di un minorenne, scattera’ immediatamente anche la segnalazione alle famiglie. La decisione di inserire Cagliari tra le citta’-cantiere per la sperimentazione potrebbe essere legata non tanto all’elevato numero degli incidenti stradali mortali, che pure sono stati numerosi, bensi’ alle indagini effettuate dalla Asl sui consumi di stupefacenti. Nell’ultima, completata la scorsa primavera, era emerso che un quarto dei ragazzi sardi si era gia’ ubriacato a 15 anni, mentre uno studente su quattro delle superiori ha fumato uno spinello almeno una volta.

“Un ragazzo di venti anni non e’ un delinquente. Qualcuno pero’ non doveva dormire: perche’ dare una macchina di quella portata a un ragazzo di venti anni? Questo mi fa pensare. Secondo me il narcotest dovrebbe essere obbligatorio. Mi auguro che la morte di mia figlia possa servire sia per fornire alle forze dell’ordine dei mezzi: possiamo anche togliere la macchina a questi ragazzi, non per cattiveria ma per salvargli la vita”. Cosi’, Antonio Gerardi, padre di Nelly, la ragazza incinta morta in uno scontro frontale con l’auto guidata da Pietro Galasso, 20enne risultato positivo alla cocaina, ha parlato oggi a “Mattino Cinque” della necessita’ di nuove regole per la sicurezza stradale.
“Mia figlia mi ha lasciato all’interno una speranza -ha proseguito il padre della ragazza- il suo sacrificio deve servire per salvare altri ragazzi come lei e come gli altri ragazzi che hanno causato la sua morte. Dobbiamo cercare di fermare queste persone prima che causino a se’ e agli altri dei danni come purtroppo sono successi”. All’intervista ha preso parte anche Gianluca, fidanzato di Nelly e padre del bambino che la ragazza portava in grembo, che aggiunto: “Io fondamentalmente sono una persona buona. A queste persone non ci penso. Non ne voglio sapere, non mi interessa. Venti anni li ho avuti pure io e a venti anni l’ho fatta pure io qualche stupidaggine con la macchina”.
Nel corso dell’intervista il giovane ha poi ricordato Nelly: “Volevamo una famiglia semplice, normale di gente per bene. Non ci sono parole per descrivere chi era Nelly, era un angelo, due angeli e ce li hanno portati via. Quando mi ha detto di essere incinta l’ho riempita di fiori -conclude Gianluca a “Mattino Cinque”- La mamma li ha portati in chiesa perche’ erano troppi”.

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