Usa. Fatto il test, trovato l’inganno

agosto 22, 2008

22 agosto 2008

Katia Moscano
Secondo Amitava Dasgupta, professore di patologia dell’universita’ del Texas, dipartimento di medicina, e’ sempre piu’ facile falsificare i risultati dei test antidroghe. Lo ha sentito il quotidiano Chicago Tribune.
“Ho iniziato ad interessarmi alle falsificazioni quando il nostro ospedale ha iniziato ad eseguire i test. Andai a casa, e telefonai ad 800 numeri telefonici trovati online, e scoprii che potevo comprare qualsiasi cosa per falsificare i test, bastava pagare. Non e’ chiaro come mai ci siano cosi’ tanti prodotti”, ha dichiarato alla riunione annuale dell’Associazione chimica, che si e’ tenuta a Washinghton.
“Il settore e’ enorme, con un sottobosco incredibile. Soldi alla mano, si puo’ acquistare il kit “Quick Fizz Detox Tablets” per 31,99 dollari oppure l’Urine Luck per 35″.
Itossicodipendenti, nel passato, aggiungevano candeggina, aceto o prodotti per la casa per falsare i test delle urine, e mentre prima si compravano “campioni puliti” ora ci si dirige verso prodotti che ne alterino la consistenza. Prodotti da ingerire o da mischiare con le urine.
Il professore e’ sorpreso da quanto le persone possano essere credulone. “Alcune pensano che questi prodotti siano efficienti perche’ costosi. Spesso non lo sono e altre volte sono le persone a non saperli adoperare”.
La marijuana e’ la sostanza piu’ usata. Altre sostanze sono la cocaina, le metanfetamine, allucinogeni sintetici e le benzodiazepine, con un aumento del consumo di ecstasy, e droghe sintetiche. “Malgrado l’aumento di queste sostanze che falsificano i test”, ha continuato Dasgupta, “i test sui dipendenti rivelano a livello nazionale una diminuzione del consumo”.
Mediamente, i datori di lavoro inviano per la certificazione i test dei dipendenti al Substance Abuse and Mental Health Services Administration (SAMHSA).
Secondo i dati del SAMHSA, il 42,9% dei lavoratori a tempo pieno sono esaminati al momento dell’assunzione, e il 29,6% sono costretti dai datori di lavoro a fare i test negli anni a seguire.
Nel 2007, il 3,8% dei risultati furono positivi, rispetto al 18,1% del 1987. “Il personale sanitario, quelli della Difesa e quelli delle compagnie aeree da anni sono esaminati”, ha dichiarato Sue Murphy, manager del National Human Resources Association. “Ora anche altri settori si rivolgono ai test, come quello delle costruzioni, dell’insegnamento e dei servizi pubblici. Questo rivela un aumento di consapevolezza del problema del consumo. Non ci sono solo test prima di essere assunti, ma anche durante gli anni di servizio”.
Ma i datori come reagiscono ai metodi per falsare i test?
Con Internet, questi prodotti ci saranno sempre, ma la DEA e lo FBI vegliano attivamente, e le compagnie sanno dell’esistenza di questi prodotti che alterano i risultati.

fonte: aduc droghe

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