La cannabis terapeutica allevia il dolore neuropatico

giugno 27, 2008

27 giugno 2008

Una nuova ricerca sulla cannabis terapeutica dimostra che fumare marijuana lenisce il dolore neuropatico anche se puo’ temporaneamente rallentare alcune abilita’ mentali.
Lo sostengono i ricercatori della University of California, Davis in un rapporto pubblicato sull’edizione di giugno della rivista scientifica The Journal of Pain.
Lo studio si e’ concentrato su 38 pazienti affetti da dolore neuropatico che hanno smesso di fumare cannabis 30 giorni prima della sperimentazione.
Durante le sessioni, che si sono svolte ogni tre giorni, i pazienti hanno fumato sigarette di cannabis con livelli differenti di Thc o senza Thc.
Dopo aver fumato, i pazienti hanno classificato l’intensita’ del dolore. Il livello di sofferenza era inferiore nei pazienti che avevano fumato sigarette con livelli piu’ alti di Thc. Infatti, e’ stata notata una relazione indirettamente proporzionale fra la quantita’ di Thc inalata ed il livello del dolore.
L’effetto della cannabis sul dolore e’ di una o due ore.
I pazienti hanno anche esperito test sulla memoria prima e dopo l’assunzione di cannabis. I risultati hanno mostrato un maggior declino della memoria nei pazienti che avevano assunto maggiori quantita’ di Thc.
I ricercatori hanno quindi suggerito attenzione nel prescrivere la cannabis terapeutica, specialmente ai giovani, in quanto vulnerabili agli effetti psichiatrici della sostanza.

Fonte: aduc salute

Una Risposta to “La cannabis terapeutica allevia il dolore neuropatico”

  1. carmagnolas Says:

    da: aduc.it

    Secondo il Center for Medical Cannabis Research dell’universita’ della California, dosi controllate di marijuana potrebbero alleviare i dolori neuropatici. Fumo che allevia i dolori, ma non offusca la mente.
    I dolori neuropatici possono essere causati da lesioni alla spina dorsale, sclerosi multipla e da qualsiasi altro danno al sistema nervoso, e tipicamente sono curati con anti depressivi, oppiacei e anti infiammatori.

    Nella sua ricerca, il dottore Barth Wilsey e i suoi colleghi hanno esaminato 38 malati, somministrando loro una alta dose di THC (7%- 9 THC), ad alcuni una dose minima (3,5% 9THC), e ad altri un placebo.
    Ogni partecipante ha fumato le tre diverse sigarette, ed e’ stato impedito loro di fumare la marijuana, privatamente, nei 30 giorni precedenti la ricerca.

    Le dosi basse e alte hanno prodotto i medesimi livelli di sollievo dal dolore, anche se con le alte dosi i malati erano piu’ propensi a sentirsi inebriati o confusi, ed inoltre hanno rivelato un deficit di attenzione, nella memoria, nella coordinazione motoria e velocita’. Le dosi basse hanno provocato ugualmente problemi alla memoria e nell’apprendimento, ma con effetti minori.

    Wilsey avverte che la marijuana terapeutica dovrebbe essere prescritta con “attenzione”, tenendo presente lo stile di vita dei malati. Inoltre, soprattutto nei pazienti giovani potrebbero esistere il rischio che si sviluppino psicosi.

    Il team sta studiando gli effetti delle sigarette contenenti 1,75% 9 di THC, per stabilire se un dosaggio molto basso puo’ alleviare i dolori senza provocare effetti collaterali. Stanno anche studiando l’efficacia di un vaporizzatore ad hoc.

    Intanto il Governo federale prosegue nella creazione di un centro nazionale per la tossicodipendenza da cannabis, investendovi milioni di dollari.


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