Cannabis, in Scozia pensano di liberalizzarla

giugno 11, 2008

10 giugno 2008

La Scozia e il suo parlamento iniziano a pensare ad una nuova strategia per affrontare il consumo di droghe e alcol e come obiettivo si propongono entro il 2025 di dimezzarne l’uso. E per fare ciò hanno nominato una commissione di esperti, il Scotsland’s Future Forum che nel convegno di ieri Fresh Perspectives on Alcohol & Drugs ha detto, anzi scritto chiaramente, che per arrivare all’obiettivo del 2025 è necessario legalizzare la cannabis, tassandola, e creare delle “camere di consumo” per l’uso delle altre sostanze stupefacenti. Sganciando, così la cannabis dal resto delle droghe che sarebbero da trattare secondo procedure più sanitarie.

 Dal rapporto Approaches to Alcohol and Drugs in Scotland emerge che se fino ad oggi la questione droga è stata trattata come una “questione legale” , la nuova prospettiva la dovrebbe riportare in quella che è una “questione per la salute” e per il benessere delle persone, chiedendo che un po’ più di risorse siano assegnate al trattamento di ricerca, monitoraggio e valutazione.

I risultati emergono dall’analisi del consumo di droga in camere assistite al fine di evitare gli elevati decessi per overdose, e la trasmissione di malattie quali le varie epatiti e l’AIDS. E’ inoltre emerso che il carcere è improduttivo e insostenibile per i piccoli reati sul consumo di alcol e droga. Ma per scansare ogni equivoco alla BBC i vari portavoce del parlamento e dei singoli Onorevoli hanno in sostanza dichiarato che sebbene lo studio sia interessante, per il momento non sarà presa alcuna decisione. Intanto in Inghilterra si sperimenta la somministrazione monitorata di eroina al fine di recuperare il tossicodipendente.

Infine, è stata riportata l’esperienza del Canada , attraverso le parole del Senatore Larry Campbell, che ha ha partecipato alla sperimentazione del 2003 di “camere di somministrazione” e che ha ribadito che la dipendenza dalla droghe è una malattia.
Ha detto: In clinica somministriamo circa 600 dosi giornaliere, ci sono state 1000 overdose, ma nessuno è mai morto. Se fossero avvenute per strada o in un vicolo sicuramente qualcuno avrebbe perso la vita. In secondo luogo abbiamo iniziato a stabilizzare le epatiti e l’HIV. E la maggior parte dei pazienti sono seguiti per ridurre la dipendenza che in molti casi è diminuita.

Fonte: BBC

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