Barbano, un grave esempio di malainformazione

giugno 10, 2008

Mi ha sorpreso molto la recensione del volume di Alessandro Barbano “Degenerazioni – Droga, padri e figli nell’Italia di oggi” (ed. Rubettino).

Fatto salvo che è sicuramente necessario informare a tutto campo, mi pare sia stato dedicato troppo spazio, e troppo acritico, a un testo che è uno dei peggiori esempi di giornalismo e malainformazione che si possa immaginare.

La tesi di fondo (la “questione morale”, la mancanza di valori ecc…) è stantia, superata, ideologica: buona per gente che si fa un’idea della questione solo leggendo i giornali (magari solo i titoloni) e vuole alimentare un pò di sempre proficuo allarmismo, ergendosi a difensore dei “mores”. Tutto questo non c’entra nulla, ma proprio nulla, con il consumo di cannabis.

Ma la cosa peggiore, che secondo me andava rilevata da chi ha recensito il libro, e di cui invece non ho trovato cenno, è che a supporto delle sue teorie da oratorio Barbano cada in un errore che in un Paese civile gli dovrebbe costare l’espulsione dall’ordine dei giornalisti: nella migliore delle ipotesi non controlla le fonti, nella peggiore se ne frega, conscio del fatto che o uno certe cose le sa per mestiere, oppure le prende per buone e non le va a controllare.

Mi spiego: Barbano supporta la sua tesi citando (tra gli altri) il famoso articolo di David Nutt sulla Cannabis apparso su Lancet, quello che anche l’Independent travisò un anno fa, per giustificare il suo cambio di fronte in materia di liberalizzazione di droghe leggere suscitando grande scalpore.
Come certamente sapete, quell’articolo non parlava affatto della pericolosità della cannabis, al contrario ne proponeva la declassificazione (e, in verità, lo scopo della ricerca di Nutt era capire su che basi si costruiscono le tabelle sulle sostanze, non quale droga faccia peggio).

Barbano ci fornisce le sue opinioni (ben vengano, viva la libertà), ma lungi dal dichiararlo, finge che siano evidenze scientifiche. Così facendo, mente e viene meno al suo mandato di giornalista.
Ritengo che questo sia molto grave.

Luca Borello (ricercatore e documentalista in materia di uso di sostanze presso il Centro Studi del Gruppo Abele)

fonte: aduc.droghe

Una Risposta to “Barbano, un grave esempio di malainformazione”

  1. lucaborello Says:

    Sono l’autore di questo articolo. Sono contento che l’abbiate scelto, vi chiederei solo di sostituirlo con la versione adesso in linea su aduc.droghe, che presenta argomentazioni più dettagliate e circostanziate. Debbo precisare inoltre in oltre che, pur lavorando per il Gruppo Abele, quelle spresse sono mie opinioni professionali che non rispecchiano necessariamente
    quelle del Gruppo.


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