A San Patrignano la tossicodipendenza si combatte anche con l’alcool

maggio 31, 2008

di Pietro Yates Moretti

Per San Patrignano, indiscutibilmente un punto di riferimento dell’attuale politica sulle droghe, non esiste differenza fra droghe pesanti e droghe leggere. Una canna fumata per rilassarsi una tantum pone lo stesso rischio alla salute individuale e collettiva di una iniezione di eroina. Cosi’ come chi condivide uno spinello con un amico e’ da perseguire (per cessione di stupefacenti) alla stregua di uno spacciatore di eroina. Questa filosofia e’ stata fatta propria dalla legge attuale sulle droghe, la cosiddetta Fini-Giovanardi, che non distingue ai fini delle sanzioni, anche penali, il consumo o possesso di qualsiasi sostanza illegale, dalla cannabis all’eroina.
Indipendentemente dal giudizio che possiamo dare su questo approccio -il nostro e’ estremamente negativo- appare evidente che anche San Patrignano qualche eccezione alla regola la fa. E la fa per una sostanza che, ancorche’ legale, e’ oggi una delle piu’ letali al mondo, seconda solo al tabacco: l’alcool. Vediamo…

“Prodotti enogastronomici, vini pregiati, degustazioni, lezioni con chef stellati, convegni e l’ area ‘goodfood’ con le coltivazioni in alternativa alla droga sono protagonisti di ‘Squisito’, manifestazione inaugurata a San Patrignano e dedicata all’enogastronomia. ‘San Patrignano – dice Andrea Muccioli, responsabile della comunita’ – luogo di rieducazione e di recupero per i ragazzi non e’ un posto isolato, ma un luogo che dialoga col mondo. E ‘Squisito’ e’ un’occasione importante per raccontare questa realta’ e l’impegno dei ragazzi tutti direttamente coinvolti nella organizzazione di questo evento. ‘Squisito’ permette ad esperti del gusto e della gastronomia di confrontarsi con i ragazzi che stanno diventando professionisti nei vari comparti agroalimentari’. (Da un lancio dell’agenzia Ansa)

Ma il vino, si obietta, non e’ un superalcolico e lo si puo’ bere in maniera responsabile.  Uhmmm… allora qualche differenza fra droga leggera e droga pesante c’e’. O no? Infatti, tutte le argomentazioni che comunemente vengono portate contro la legalizzazione della cannabis sono molto, ma molto piu’ calzanti nel caso del vino:
dicono: la cannabis porta al consumo di sostanze piu’ pesanti. Anche il vino, specialmente perche’ la sostanza stupefacente in questo caso e’ la stessa identica dei superalcolici, anche se diluita.
dicono: la cannabis e’ una sostanza che fa ‘sballare’. Anche il vino. Provate a berne anche solo un bicchiere a stomaco vuoto
dicono: la cannabis potrebbe creare dipendenza. Il vino la puo’ creare senza ombra di dubbio. Negli Stati Uniti un buon 15-20% degli alcolizzati lo e’ divenuto con birra e vino durante i party universitari.
dicono: la cannabis potrebbe far male alla salute. Anche il vino, senza alcun dubbio

Chi fra voi lettori e’ contrario alla legalizzazione della cannabis e al contempo un appassionato degustatore di vini (lo e’ anche il sottoscritto, tempo e portafogli permettendo), non potra’ non aver pensato: tutto dipende dall’uso che se ne fa! Una cosa e’ bere un bicchiere di vino a cena, un’altra e’ sgolarsene tre bottiglie la mattina a colazione. E poi, solo una piccolissima parte di chi beve vino diventa un alcolizzato!
Siamo d’accordo, d’accordissimo. E’ una questione di uso ed abuso. Il problema e’ che queste (giustissime) affermazioni valgono anche per la cannabis. Chi fuma uno spinello non lo fa necessariamente per sballarsi, sfuggire alla realta’, per isolarsi dall’umanita’. Magari lo fa per rilassarsi alla fine della giornata, preferendola alla mezza bottiglia di vino che altri scelgono per lo stesso motivo. Cosi’ come solo una piccolissima parte di chi si fa una canna finisce nel tunnel della dipendenza da droghe pesanti. Basti pensare che secondo alcune stime, circa la meta’ dei giovani italiani ha provato la cannabis almeno qualche volta, ed un quarto di loro fuma spinelli con una qualche regolarita’. Davvero ci dobbiamo aspettare mezza generazione di eroinomani ed alcolizzati?
Quel che e’ sicuro e’ che oggi diversi produttori industriali di una sostanza alcolica come il vino vengono premiati da una comunita’ di recupero dalla tossicodipendenza. Al contrario, quello che si coltiva qualche piantina di cannabis sul terrazzo per uso esclusivamente personale, viene incarcerato e condannato ad una vita da ex galeotto.
Questa, anche per i piu’ ottusi, non puo’ non apparire per quello che e’: una incolmabile contraddizione. Contraddizione che ogni anno a San Patrignano si celebra in occasione di ‘Squisito’.

fonte: aduc.droghe

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: