Cannabinoidi nella pancia

maggio 28, 2008

… che è nata prevalentemente per cercare di chiarire il ruolo dei cannabinoidi sullo stimolo della fame, sul dispendio energetico ed il conseguente accumulo di grassi.
Ma, partiamo con una piccola premessa:

Modalità d’assunzione dei cannabinoidi.

Sostanzialmente, esistono tre modi d’assunzione. La cannabis può essere:
Fumata, ingerita, inalata.
Siamo a conoscenza del fatto che in alcune tribù del Marocco, esiste una pratica di assunzione tramite iniezione di hashish, ma non è una pratica diffusa e la sconsigliamo vivamente.
Fumata. Con l’ausilio di una cartina, un filtro e spesso del tabacco, la canapa viene fumata dalla stragrande maggioranza dei consumatori.
I principi attivi vengono assorbiti attraverso le vie respiratorie e raggiungono il flusso sanguigno, e successivamente il cervello entro 5-10 minuti dall’assunzione e permane mediamente per 1-3 ore.
Ingerita. Per far si che la molecola del THC si attivi, c’è bisogno di un solvente naturale o chimico o di una combustione. Accertato che il THC è liposolubile(si scioglie nel grasso), viene spesso utilizzato come una vera e propria spezia in tantissime ricette culinarie, dagli antipasti ai dolci .
L’assorbimento da parte dell’organismo avviene gradualmente attraverso la digestione; gli effetti cominciano 1-2 ore dopo l’ingestione e possono durare anche fino a 10-12 ore.
Inalata. Numerosi pazienti, assumono le infiorescenze di cannabis, inalandole tramite un vaporizzatore. Così facendo evitano i danni del fumo.

Detto questo passiamo al tema principale della lezione.
Prima di tutto, vi siete mai chiesti il perché dopo una canna vi viene fame? (fame chimica)
Alcuni ricercatori statunitensi, hanno scoperto che il desiderio di cibo attiva le stesse aree cerebrali (ipotalamo) collegate alle emozioni, alla memoria e alla ricompensa che vengono attivate dal desiderio di “droghe”. Secondo il principale autore dello studio, i risultati sono consistenti con l’ipotesi che tutti i tipi di desiderio umano, che siano verso il cibo, le droghe o i capi di abbigliamento alla moda, condividano meccanismi comuni”.
Insomma il CB1 (recettore Cannabinoidi e endocannabinoidi) è un importante regolatore dei meccanismi che controllano l’assunzione del cibo e i dati confermano l’eminente ruolo del
sistema cannabinoide nel controllo dei meccanismi di bilancio energetico.
I più attenti di voi, avranno sicuramente sentito parlare in questi giorni di un “farmaco anti-fame”
Il RIMONABANT (così si chiama) agisce come un cannabinoide, ma al contrario del THC, inibisce l’assunzione di cibo e, come alcuni cannabinoidi, è causa di un aumento del dispendio
energetico e un’azione diretta sul metabolismo dei grassi.
Empiricamente, si è propensi a ipotizzare che un consumo assiduo e cronico di cannabinoidi, determini la riduzione del peso corporeo.
A meno che il soggetto, non sia predisposto ad ingrassare (coporatura grossa, ossa grosse), un assuntore cronico di costituzione normale, difficilmente potrà dirsi grasso…addirittura obeso.
Infatti è rara, per un “normale”, una tendenza ad ingrassare notevolmente, nonostante i quotidiani saccheggi del frigorifero in preda alla “fame chimica”.
Cosa leggermente diversa accade a chi mangia compulsivamente per disturbi patologici e non assume cannabinoidi, è molto più facile che ingrassi…fino a diventare obeso.
Ma qui le ricerche sono appena cominciate…stanno lavorando per noi (o per loro?)
Ritornando allo stimolo della fame, c’è da dire due cose abbastanza importanti:
Primo. Ormai si è quasi certi che è il cannabinoide Delta9 THC, il maggior responsabile dello stimolo della fame, come anche è merito suo, la netta proprietà antiemetica, e che anzi, in un composto sintetico con prevalenza altri cannabinoidi (CBN CBD e non il THC) si è riscontrato addirittura l’effetto contrario, cioè una riduzione dell’appetito.
Secondo. Proprio per queste due capacità, la cannabis è caldamente consigliata a chi deve fare i conti perennemente con l’inappetenza o la nausea.
Ma una cannabis controllata nei valori di THC, CBD CBN sempre uguali e a portata di tutti coloro che ne facciano richiesta.
Non avendo la possibilità di coltivarla, chi si cura con la canapa, deve obbligatoriamente ricorrere al mercato nero, e di conseguenza viene a contatto con un prodotto che cambia ogni volta.
La canapa ha vari “strain” o qualità , che variano assai in percentuale di cannabinoidi (le sative sono assai diverse dalle indiche).
Poi, il THC se mal conservato si degrada facilmente e diventa CBN (che va meglio per i dolori nevralgici o muscolari) e lo “spaccino” che ve lo vende, l’ultima cosa a cui fa attenzione, è la conservazione del prodotto…e poi è normale che il paziente non ci capisce più una beata mazza!…oppure deve fumare come una ciminiera per raggiungere l’effetto che avrebbe avuto fumando UNA sola canna di cannabis controllata in percentuale di THC CBD e CBN.
Ma per ora, nel nostro paese, è utopia pura…
Esistono dei farmaci di sintesi, ma sono poco incisivi, non hanno le stesse proprietà della cannabis naturale…e hanno un sapore di merda!!
Per ora vi saluto e vi do appuntamento alla prossima lezione che avrà come titolo:
“Cannabinoidi nel cuore”…parleremo sia dell’amplificazione emotiva che i cannabinoidi stimolano, che del ruolo del THC come protettore del cuore e delle arterie.

Vorrei aggiungere una cosa.
Dovete sapere che in genere capita così:
Un committente (quasi sempre grossa azienda farmaceutica) commissiona una ricerca specifica su alcune proprietà dei cannabinoidi.
I ricercatori scoprono delle importanti interazioni fra i cannabinoidi e il nostro organismo nello specifico.
Arrivati a questo punto il committente commissiona la messa a punto di un prodotto di sintesi che abbia le stesse caratteristiche del naturale.
Non ci si riesce e si abbandona il progetto.
Poi si riprende (perché questi sono infami, ma non coglioni), cercando sempre di “creare” un prodotto sintetico del tutto simile all’originale.
Prendiamo il Sativex della G.W. pharmaceutical ad esempio.
E’ uno spry sublinguale dal sapore schifoso. Ma questo non è importante. Non ha gli stessi effetti benefici della cannabis…e addirittura è stato capace di farci scappare il primo morto per assunzione di cannabinoidi di sintesi (una signora inglese).
Bravi!…le avessero permesso di coltivarsi il prodotto fuori al balcone…non sarebbe successo.
Ma questo per ora non ci riguarda…noi adesso stiamo imparando…vedrete una volta che abbiamo imparato tutto per benino e abbiamo acquistato consapevolezza, come la Storia cambierà!! (forse)

a cura del professorTiacca

fonte: tiaccaciproduzioni.org

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