Cannabinoidi nella capoccia

maggio 28, 2008

Quando asserisco che un uso (soprattutto smoderato o quanto meno cronico) di cannabinoidi in età adolescenziale è dannoso per l’organismo, dico una verità, ma certamente è assai lontana dalla definizione “ti fotte la vita”.
Un uso smoderato di inalanti tossici o di allucinogeni (specie di sintesi) ti possono fottere la vita, non la canapa.
Un uso cronico di sostanze alcaloidi che incidono notevolmente sulla degenerazione delle cellule cerebrali, ti fotte la vita…non la canapa.
Henry Aslinger, fu il primo a voler dimostrare che la cannabis portasse alla schizofrenia.
Ci fece anche un film (Refeer Madness)…e per un bel po’ di tempo la maggior parte della gente ci ha creduto.
Questo è stato uno dei pochi errori di zio Harry.
In principio riuscì a tritare tutti i documenti che in qualche maniera scagionavano il THC, ma poi s’imbatté in alcuni medici/ricercatori che riuscirono a smentirlo con delle prove…e ne vennero fuori tre cose:
1 Un’indagine sulla canapa commissionata dalla città di New York (trattato La Guardia)
2 La base per ulteriori studi sui cannabinoidi e le malattie mentali (Lester Grinspoon)
3 Una ricca figura di merda per Aslinger. (ma comunque non si arrese)
Stando alle ultime ricerche, gli studiosi sospettano fortemente che la schizofrenia sia genetica (manca solo di individuare il gene che la trasmette).
Per cui, a puttane tanti anni di propaganda contro la cannabis.

Non esistono casi evidenti di grossi scompensi (fotterti la vita) dovuti all’assunzione cronica di cannabinoidi…ma…
Studi recenti, hanno messo in evidenza, un’incidenza notevole da parte dei cannabinoidi, sul S.N.C. (sistema nervoso centrale).
Il recettore principale a cui si lega il THC (cannabinoide psicoattivo ) si trova anche nell’ipotalamo (CB1).
Nell’ipotalamo, risiedono i punti nevralgici che regolano tantissime funzioni (fame, temperatura corporea, sete, ritmi cardiaci) del nostro organismo …fra cui l ‘umore.
Quando siamo pischelli, il nostro cervello è in fase di “costruzione”…vi faccio un esempio:
Fate conto che, quando nascete, il vostro cervello è un cantiere aperto…ci sono i muratori che stanno costruendo e c’è un architetto che dirige i lavori.
I lavori procedono secondo il progetto originale.
A questo punto, l’architetto (che non ha mai fumato prima d’ora) si fa un cannone.
All’architetto s’incasina il progetto originale…e comincia a far un po’ di testa sua…alcune cose le sistema per benino…altre le incasina…allontanandosi dal progetto originale.
Risultato? Una casa che, certo, sta su ed è abitabile, ma non rispetta il progetto originale (creato dal Grande Architetto) …e a lungo andare gli inquilini di quella casa se ne renderanno conto.
Ciò si traduce in una predisposizione, da parte di fumatori precoci, al manifestarsi di ansia cronica o attacchi di panico, quando cresceranno.(iperstimolazione umore)
Molto probabilmente, saranno lenti nelle associazioni mentali, rispetto alla media, o avranno difficoltà a ricordare le cose, ma siamo ancora molto lontani dal fotterti la vita.
Ma questo capita anche quando l’architetto si fa una canna, mentre i lavori sono ancora alle fondamenta (donna incinta che assume cannabinoidi).
Poi, un’ ipertimolazione di quelle zone, all’adulto “serve” per ritornar pischello…al pischello non serve…ha dentro di se ancora la “droga” endogena primordiale, che ahinoi…quasi per tutti andrà pian piano spegnendosi…e la! si che potete accendere i cannoni!!!
Per cui se siete pischelli, desistete…se conoscete pischelli, convinceteli a desistere…però spiegategli il perchè…non gli ditegli solo di non farlo e basta!…

Alla prossima lezione!

Ah dimenticavo…
Ma quanto durano i lavori? cioè, quando è che possiamo assumere cannabinoidi senza interferire con il lavoro di costruzione?
Non si sa con certezza…o è talmente individuale, che non può far statistica. Uno studio molto recente (non ricordo se australiano o statunitense) ha ipotizzato che la soglia che determina il cessato pericolo per tutti… è 40 anni.
Caspita, aspettare 40 anni per farsi una canna?…Sarà!…comunque personalmente, empiricamente, didatticamente, mi sento di dire…Lontani da tutte le forme di iperstimolazione almeno fino ai 16 anni! (alcol compreso…anzi soprattutto)
Poi certo varia molto da caso a caso…ma ricordate (per ora) che se davvero non volete aver nessun tipo di “problema”, ma proprio nessuno, incominciate a 40 anni.
In conclusione…tenete sempre bene a mente cosa dice il vecchio saggio:
“E’ la dose che fa il veleno”…di tutte le cose…e questo vale anche per gli adulti.

a cura del professorTiacca

fonte: tiaccaciproduzioni.org

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