La situazione politica (Ass. Naz. Estimatori Canapa)

maggio 25, 2008

Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa
Bologna, 28 gennaio 2007
VAG61 via Paolo Fabbri 110

In questi anni in Italia i movimenti hanno subìto gravi sconfitte. Il pacifismo è un esempio, ma all’antiproibizionismo non è toccata una sorte migliore.
Cinque anni di governo del centro sinistra, poi cinque del centrodestra e ora di nuovo centrosinistra (all’epoca dell’assemblea, ndr), ma la situazione è andata peggiorando.
Oggi è in vigore una legge sulle droghe peggiore di quella modificata dal referendum del 1993, il quale è stato cancellato, con un colpo di spugna, dal decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi nella primavera del 2006.

La maggioranza politica di centro-sinistra, attualmente al governo(nel 2007, ndr), ha fissato nel proprio programma i seguenti impegni:
– una giustizia penale uguale per tutti
– la garanzia di un rigoroso rispetto dell’inviolabilità della libertà personale
– l’incentivo di programmi di cura delle tossicodipendenze al di fuori delle strutture detentive
– l’abolizione delle sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale

La situazione sembrerebbe risolta, ma il tempo sta passando e poco o nulla viene fatto. Gli impegni assunti nel programma non sono ancora stati mantenuti, si perde tempo e intanto continua l’assurda repressione nei confronti degli estimatori della canapa.

Il raddoppio della quantità massima detenibile effettuato dal decreto Turco (poi abrogato, ndr) non affronta infatti la questione del mercato nero e della possibilità di autocoltivare canapa per uso personale.
Il decreto Turco sdogana inoltre (seppur raddoppiandola) il concetto di quantità massima detenibile, il che è come avvallare il ritorno alla “dose media giornaliera” abrogata dal referendum del ’93.

È sorprendente che nessuno parli di incostituzionalità del decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi, dal momento che annulla e ribalta il risultato di un referendum popolare. E’ ingiustificato il fatto che non sia ancora stato abrogato.
Questo è molto grave.

La situazione odierna è dunque così riassumibile:

– il verdetto popolare del referendum ’93 non è stato rispettato
– il programma del governo attualmente in carica non è ancora stato attuato
– lampanti ingiustizie vedono come protagonisti “famosi e potenti” cocainomani liberi di espatriare o di tornare tranquillamente alle loro attività
– almeno 1/3 dei parlamentari consuma abitualmente sostanze vietate
– gli estimatori della canapa, rei di coltivare una pianta per aver deciso di non dare soldi alle mafie, subiscono regolari persecuzioni
– le mafie prosperano e le sostanze che mettono in circolazione sul mercato nero sono fuori controllo.

L’assemblea si è espressa molto chiaramente sulla necessità di pensare a nuove forme di iniziativa che non diano luogo a scontri ma ricerchino e propongano chiavi di lettura diverse affrontando la questione a partire da una vera evoluzione culturale.
Non possiamo stare ad aspettare che qualcuno decida per noi: occorre che i milioni di cittadini che vogliono far tornare la canapa nella normalità abbiano voce.

I governanti sono molto interessati al loro posto e noi dobbiamo essere in grado di far pesare, nelle loro scelte politiche, le nostre proposte e il nostro voto.

Occorre respingere ogni interferenza Vaticana, rivendicando la natura laica e di reciproca tolleranza della politica e ricordando ai cattolici che l’alcol contenuto nel vino da messa è una droga pesante, responsabile di milioni di morti, che viene tranquillamente pubblicizzata senza scandalo per nessuno.

In questo governo ci sono alcuni che sembrano muoversi nella nostra direzione, come il ministro Paolo Ferrero (il primo ad aver detto qualcosa di chiaro sul rapporto tra canapa e droghe legali e sul rapporto fra pericolosità delle sostanze e proibizione…) e questo ci lascia qualche speranza. Però non bisogna rischiare di cadere nella fiducia cieca, né delegare aspettando che vengano a darci qualche contentino.
Ma se non ci interpellano è anche perché non abbiamo nessuno che ci rappresenti, non siamo visibili.
documento postato da Giovanni Foresti

fonte : mariuana.it

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