Dal Marocco ad Amsterdam in una sola fumata

maggio 24, 2008

Quando un giovane amico italiano dice: “vado ad Amsterdam” il pensiero non corre al formaggio olandese o ai musei. Immancabilmente, un sorriso malizioso rivela quale immagine si stia formando nella mente dell’interlocutore: nuvole e nuvole di fumo, aroma di hashish. Fumo che avvolge i famosissimi “coffee-shops”, dove l’hashish si compra come le caramelle. E si fuma in tranquillità.

Chi va ad Amsterdam pensa che le droghe leggere siano, in Olanda, del tutto legali. La realtà è più complicata: sono vietate, ma sono tollerate, e sono oggetto di direttive che non hanno forza di legge. In breve, fumare implicerebbe solo una multa, che però non viene mai comminata. Questa tolleranza si chiama “gedogen”.

Una zona grigia di questa portata ha però i suoi limiti: un coffee-shop non può assolutamente vendere droghe pesanti. Può possedere al massimo 500 gr di merce nel suo magazzino. Non può venderne più di 5 gr. a persona, sempre che si tratti di adulti e non di minori. Non può farsi pubblicità. Se rispetta queste regole, potrà condurre tranquillamente il suo commercio. La distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere è fondamentale, in Olanda. Il fumo è tollerato, anche perchè considerato un fatto sociale inevitabile: i consumatori regolari di hashish e marijuana sono circa 700.000. Si sviluppano così misure sociali volte a contenerne gli effetti, mentre d’altro canto sono attive stringenti politiche sanitarie volte alla lotta contro le droghe pesanti.

Ma la domanda è d’obbligo: da dove viene tutto questo “materiale”?

Ecco che arrivano le vere stranezze. Infatti, se in Olanda è il fumo è praticamente legale, è illegale…importarlo. Ma, da qualche parte, bisogna pure che arrivi. Inoltre, visto che nel menu dei coffee-shops c’è scritto sempre “fumo marocchino”- con tanto di indicazione della regione di provenienza- non ci possono essere dubbi che l’hashish abbia passato la frontiera.

È dagli anni ’70 che – come recentemente riportava il settimanale indipendente marocchino Telquel – i coffee-shops olandesi hanno vissuto un vero e proprio boom. Molti sono stati aperti dagli stessi marocchini emigrati, orginari del Rif, la zona del Nord in cui si coltiva la cannabis. Gli anni ’80 sono stati gli anni d’oro del fumo marocchino: oltre ad essere buono, era l’unico importabile, a causa del contesto internazionale.

Negli anni ’90 il governo olandese si è accorto che il fenomeno cominciava a prendere dimensioni preoccupanti: quindi, i controlli si sono intensificati, soprattutto per impedire che l’Europa venisse invasa- come infatti avviene, dall’hashish proveniente dall’Olanda, tramite il mercato nero.

La stessa Unione Europea ha preso a protestare contro la tolleranza olandese. Molti coffee-shops non in regola sono stati chiusi, e il rilascio di nuove licenze è congelato. Nel frattempo, il mercato locale si sta adeguando: spopola la coltivazione dell’erba “casalinga” chiamata Skunk, che viene addizionata con sostanze chimiche per darle un effetto più potente. I poliziotti sorvolano la campagna in elicottero, con telecamere a raggi infrarossi, per individuare le coltivazioni. I marocchini d’Olanda, però, continuano a preferire il loro hashish: almeno, è naturale. E i controlli della polizia non sembrano giungere fino alle frontiere.
Fonte: la differenza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: