Orlando Ruggero, Moretti Livio, Stampa alternativa, Meyer Gertrud – 21 gennaio 1973

maggio 20, 2008

Interventi di Ruggero Orlando, Livio Moretti, Stampa Alternativa, Gertrud Meyer, “Lettera firmata”

SOMMARIO: In seguito alla pubblicazione sul IL MESSAGGERO di una lettera di Marco Pannella (testo n.1071) che, prendendo spunto dall’arresto di 17 studenti accusati di fumare hascisc, sostiene la necessità di depenalizzare le “non-droghe”, si apre sul quotidiano romano un dibattito sulla droga.

(IL MESSAGGERO, 21 gennaio 1973)

continua….
(Siamo alla terza puntata del dibattito aperto dalla lettera di Marco Pannella sulla marijuana e gli arresti di giovani. L’esponente radicale sosteneva – sintetizziamo per comodità del lettore – che la caccia agli studenti fumatori è una persecuzione perché non si tratta di delinquenza ma di atti pressoché innocui repressi in base a una legge che tutti riconoscono assurda (ma se ne sta facendo un nuova che sarebbe peggiore) e annunciava che per protesta avrebbe fumato pubblicamente hascisc. Nella seconda puntata, tra le lettere polemiche con Pannella, facevano spicco quella del prof. Rocci e del lettore Anania cui oggi si riferiscono alcuni degli scriventi. Forse per naturale alternarsi di opinioni, non sono arrivate sino a ieri sera altre lettere di oppositori che ora sollecitiamo a vincere la pigrizia e a prendere la penna in mano, perché abbiamo inteso aprire un dibattito che cesserebbe d’esser tale se fosse monocorde. Alcune avvertenze: stiamo ricevendo lettere troppo lunghe e invitiamo tutti a prendere

esempio da Ruggero Orlando il cui intervento è conciso come dovrebbero essere tutti. In secondo luogo, dobbiamo avvertire che non pubblicheremo lettere anonime. Che gli interessati ce lo chiedano o meno, abbiamo abbastanza buon senso per omettere certe firme, ma chi scrive senza avere il coraggio di comunicare neppure a noi la sua identità, sarà senz’altro cestinato. Il problema è serio, molte sono le sue facce: va discusso in modo serio e responsabile.)
“L’esperienza americana di Ruggero Orlando”
“Condivido il senso di urgenza espresso da Marco Pannella circa il bisogno di legiferare a nuovo sulla droga.

“Ho vissuto diciotto anni negli Stati Uniti. Possibile che in Italia non si approfitti delle tragiche esperienze altrui?

La marijuana o l’hascisc, entrambi derivati dalla canapa indiana, non sono assuefacenti né estremamente pericolosi. Sono semplicemente sconsigliabili, come gli alcoolici, specie per chi guida l’automobile.

“La proibizione e la lotta ad oltranza contro essi porta letteralmente masse di giovani a contatto con gli speculatori clandestini e quindi con i derivati dell’oppio (morfina ed eroina) che distruggono il cervello e la vita. Gli speculatori guadagnano su queste ultime droghe somme spropositatamente superiori a quelle del traffico della marijuana e hanno quindi interesse a che i loro clienti ne prendano l’indiscutibile vizio.

“E’ attualmente la massima tragedia americana, di cui sono responsabili governanti e poliziotti fanatici e indiscriminati nel protezionismo. Sociologi e psichiatri che hanno studiato i precedenti americani temono di qui a breve scadenza un’esplosione epidemica e inguaribile di morfinomania ed eroinomania in Italia”.

Ruggero Orlandi (Camera di Deputati)
“Polemica col lettore Anania”
“Dice Vito Anania, “maestro di scuola, insegnante di diritto, e quindi di morale”: chi “non ha perduto il senso dello Stato e delle sue stesse funzioni istituzionali” deve difendere la società dal “cannabinomane”. E chi è il cannabinomane? “il drogato con hascisc”, dice Anania. “Colui che fa uso talmente cronico ed eccessivo delle preparazioni della canapa (kif in Marocco) da averne danni fisiopsichici”, riporta lo psichiatra A. Benabud, uno dei più feroci nemici della canapa. Benabud trovò qualche centinaio di “cannabinomani” in tutto il Marocco, dove il kif è fumato da milioni di persone (cfr. Benabud A. Psychopathological Aspects of tua Cannabis Situation in Marocco). Sarebbe interessante chiedere ad Anania di portare al “Messaggero” qualche cannabinomane italiano se riesce a trovarlo: perché i medici italiani da quarant’anni aspettano di vederne uno.

“Nella divertente lettera di Anania apprendiamo anche che la dannosità dell’hascisc è per lui un “dato”, visto che c’è una legge penale che ne vieta il consumo. Si potrebbe ricordare ad Anania che nel 1500 c’era una legge penale che vietava il tabacco o che negli anni ’30 delle leggi penali che vietavano la costituzione di partiti politici o che in alcuni Stati americani c’è una legge penale che commina parecchi anni di carcere alle coppie sposate che indulgono nel cunnilinctus, ma è più interessante fare un salto nella libreria del nostro amico, che dice di aver consultato libri editi in epoca recentissima.

“Il “Come agiscono i farmaci sul corpo umano” del prof. Pietro Benigno (ed. ERI, 1961) è l’unico da lui citato, ed effettivamente è più recente del “Milione” di Marco Polo da lui non studiato per documentarsi sugli assassini che fumano o sui fumatori che uccidono. Da questo libro, che sulla scia del vecchio screditatissimo manuale del Porot includeva la canapa fra gli stupefacenti, il nostro amico ricava il concetto di assuefazione-tossicomania: e, usando tutta la sua fantasia, lo affibbia all’hascisc! L’unico punto su cui tutti i farmacologi sono d’accordo da trent’anni sulla canapa è che “non” dà assuefazione. Ma il tossicomane di hascisc, prosegue lo scatenatissimo Anania – e cita Benigno, che riferiva queste parole al tossicomane di oppiacei, droghe pesanti – “è disposto a commettere qualunque bassezza per procurarsi lo stupefacente, ormai divenuto indispensabile alla sua vita”.

“E’ necessario citare Maure and Vogel, Chopra, Murphy, ecc. ecc., dove affermano, sulla base di ricerche statistiche, che non esiste alcun legame tra criminalità e uso di marijuana, anzi “…si è osservato che uno dei più importanti effetti di questa droga è di pacificare e mandare in estasi il soggetto così che non c’è nessuna tendenza alla violenza, che è invece osservabile con una certa frequenza nelle intossicazioni da alcool”? No, perché si resterebbe subito traumatizzati ancora dall’incalzante Anania, che ci sconvolgerebbe con la sua angoscia di fronte al problema: “dove e come si procurano il molto denaro che sempre più necessariamente occorre loro per fumare la canapa indiana?” Possiamo solo informare l’Anania dei prezzi correnti (500 lire per un paio di sigarette, 6.000 lire per un chilo di kif in Marocco), sperando però con molta serietà che quest’ultima notizia non gli crei un problema di coscienza tentandolo a scavalcare le “false paure” dell’hascisc per raggiungere quel piacere implicitame

nte nascosto nell’oggetto troppo disinformatamente temuto”.

Livio Moretti, studente di medicina

Fonte: Radicali.it

continua……

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