Orlando Ruggero, Moretti Livio, Stampa alternativa, Meyer Gertrud – 21 gennaio 1973 (2)

maggio 20, 2008

“Fa peggio l’alcool della canapa indiana”
“Scriveva il prof. Franco Rocci, presidente del Movimento Internazionale per la Difesa della Famiglia: “…non mi sembra scientificamente e medicamente esatto paragonare i derivati della canna (?!?!) indiana nei loro possibili danni con l’alcool o con il tabacco”. Scriveva anche: “…in materia di droga è quasi fatale il passaggio dalle sostanze più leggere e meno alteranti a quelle più alteranti…”.

“Poiché il prof. Rocci non fornisce le fonti attraverso le quali è giunto a queste conclusioni, forse queste non meriterebbero una precisazione: che ci sembra comunque opportuna perché qualcuno potrebbe, nella disinformazione dilagante, ritenere i presidenti di associazioni per la difesa della famiglia, quasi fatalmente esperti nel campo della “droga”.

“Sul problema dell’escalation dalla marijuana a droghe più pesanti abbiamo i seguenti dati:

Commissione Nazionale Anglo-Indiana per lo studio dell’abuso della canapa (Indiano Hemp Drugs Commission) 1893-94: tre anni di ricerca, con un lavoro riassuntivo finale in 7 volumi.

Comitato del Governo della zona del canale di Panama: cfr. The Military Surgeon, novembre 1933. Commissione del sindaco di New York Fiorello La Guardia: Il problema della marijuana nella città di New York, a cura della New York Academy of Medicine, 1944. Congresso della Commissione Parlamentare annuale sull’abuso dei narcotici (White Huose Conference on Narcoties ando Drug Abuse), 1962.

Rapporto ufficiale della Commissione interdisciplinare nominata dal parlamento inglese e presieduta dalla baronessa Wootton (Official Report Huose of Comons: “Wotton Report”), 1968.

Commissione nazionale di ricerca del Governo del Canada: The Interim Report on non-medical drug use (Le Dain Report), 1970.

Commissioni nazionali interparlamentari sul problema della marijuana del governo australiano (1971) e olandese (1972).

Stati Uniti: Commissione nazionale sulla marijuana e sull’abuso di droghe (Marijuana: A signal of misunderstanding) nominata dal presidente Nixon, 1972.

Accademia della Scienza di New York, 1972: Studio sul ruolo della canapa nel passaggio a droghe più pesanti.

“Si sono citati soltanto gli studi collettivi e ufficiali, perché citare solo i più importanti fra i lavori scientifici condotti da “équipe” private e le analisi comparate degli studiosi avrebbe portato via troppo spazio: tutte queste ricerche sono unanimi nel riconoscere “inesistente” un qualsivoglia ruolo giocato dalla marijuana e dall’hascisc nella formazione delle tossicomanie da oppiacei o altre droghe pesanti.

“”Tutte” queste ricerche discutevano proprio e anche un possibile paragone fra marijuana e alcool e tabacco, ed erano concordi nell’affermare che la tossicità della della marijuana è sicuramente “inferiore” a quella dell’alcool, anche in relazione ai danni psichici, ben conosciuti per l’alcool, assolutamente non provati o inesistenti per la marijuana. Chi volesse dati più particolareggiati o estesi su questi studi, può scrivere a “Stampa alternativa”, casella postale 741, Roma”.

“Stampa alternativa”, centro di controinformazione”
“Una tedesca che si congratula”
“Ho letto sul giornale del 16 gennaio 1973, una lettera, firmata da Marco Pannella. Si tratta di una dichiarazione di fumare apertamente dell’hascisc in una piazza romana.

“Mi congratulo del coraggio del signor Pannella (sono cittadina tedesca, la mia conoscenza dell’italiano è limitata come vede chiaramente), ma anche della decisione di pubblicare la suddetta dichiarazione.

“Con questa decisione finisce un atteggiamento medievale della maggior parte, se non completa, della stampa italiana, di cercare le streghe dove chiaramente non si trovano.

“Rapporti scientifici di illustri professori, capacità internazionali, hanno confermato l’innocività dell’hascisc, usato, naturalmente con ragione (sappiamo benissimo cosa succede quando si beve troppo alcool, caffè, o si prendono 3 tranquillanti al giorno come ho visto fare tante persone a Roma). Mi sembra strano che queste persone non si rendano conto (o non vogliono rendersi conto) che sono praticamente dei “pericoli pubblici”.

“In ogni caso mi auguro, se il signor Pannella dovrà fumare in pubblico, sia in compagnia di altre 1000 persone, 2000, 3000”.

“Gertrud Meyer”
“Un poliziotto hippy che si è convertito”
“Sono un poliziotto-hippy; ho fatto dei corsi di specializzazione, mi sono fatto crescere i capelli e ho passato un anno intero tra gli hippies italiani.

“Per tutto il primo periodo non ho fatto niente, ho solamente guardato e imparato: cosa facevano, come parlavano, come erano le ragazze… stavo nel giro, e ho provato la droga in modo che fossero più sicuri di me. Poi, dopo un po’, ho capito che a fumare li capivo anche molto meglio, quello che loro avevano dentro, il loro modo di vivere, la loro musica.

“Bisogna porre degli argini a questo dilagare degli stupefacenti: ci credo ancora veramente. Però mentre prima ero contento quando arrestavano qualcuno, adesso ci sto molto male. Uno di loro mi ha detto: anche voi siete amore, è uno che si farà due anni e uscirà ridotto uno straccio, una larva umana davvero.

“Adesso io non ce la faccio più e così vi ho scritto: un hippy mi ha detto: in America c’era un sergente, che lo chiamavano Sergente Sunshine come i trip, perché una volta era andato a un processo e si era messo a fumare e si era fatto arrestare e diceva ai giudici che l’hascisc non fa male, che è tutto uno sbaglio, un vero imbroglio.

“Se arrestano Pannella quando lui andrà a fumare per protesta, mi faccio arrestare anch’io”.

“Lettera firmata”

Fonte: Radicali.it

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