Usi medici della canapa e del THC parte 1

maggio 16, 2008

Osservazioni generali

Ci sono notevoli differenze nelle conoscenze sugli usi medici della canapa e dei cannabinoidi nelle diverse malattie.

Per la nausea e il vomito associato con la chemioterapia anticancro, l’anoressia e la cachessia nell’HIV/AIDS, la spasticità nella sclerosi multipla e nelle lesioni traumatiche del midollo spinale, ci sono forti evidenze di benefici medici.

Per molte altre indicazioni, come epilessia, disturbi del movimento e depressione ci sono molti meno dati disponibili.

Tuttavia, le prove scientifiche per una specifica indicazione non riflettono necessariamente il reale potenziale terapeutico per una data malattia.

Gli studi clinici con singoli cannabinoidi o, meno spesso, con preparazioni della pianta intera (canapa fumata, estratto di canapa in capsule) sono spesso stati ispirati da esperienze positive aneddotiche di pazienti che avevano usato prodotti grezzi di canapa.

Gli effetti anti-emetici, stimolatori dell’appetito, rilassanti, analgesici e l’uso terapeutico nella sindrome di Tourette furono tutti scoperti in questo modo.

Osservazioni accidentali hanno anche rivelato effetti terapeuticamente utili. Ciò è avvenuto in uno studio su pazienti con malattia di Alzheimer, in cui il fine principale era l’esame degli effetti stimolatori dell’appetito del THC.

Ma non solo aumentò l’appetito e la massa corporea, ma anche diminuirono i comportamenti anormali fra i pazienti. La scoperta della diminuzione della pressione endo-oculare con la somministrazione di THC, all’inizio degli anni 1970, fu anch’essa dovuta a una felice casualità.

Altre interessanti indicazioni che non sono state scientificamente investigate, ma restano problemi comuni nella moderna medicina possono beneficiare del trattamento con canapa e cannabinoidi.

Per questa ragione, negli ultimi tre-quattro anni sono state condotte delle indagini interrogando le persone che usano canapa a scopo terapeutico.

Sono state condotte sia come interviste orali non standardizzate nel corso di ricerche sul potenziale terapeutico della cannabis da parte di istituzioni scientifiche o statali (in Gran Bretagna, il Select Committee sulla scienza e la tecnologia della Camera dei Lord, negli USA l’Institute of Medicine) sia come indagini anonime utilizzando questionari standardizzati.

Nausea e vomito

Il trattamento degli effetti collaterali associati alla chemioterapia antitumorale è l’indicazione meglio documentata dei cannabinoidi, con circa 40 studi (THC, nabilone, altri analoghi del THC, canapa).

La maggior parte degli studi è stata condotta negli anni 1980. Il THC deve essere dato a dosi relativamente alte, per cui i suoi effetti collaterali si manifestano abbastanza spesso.

In uno studio, il THC è stato inferiore alla metoclopramide ad alte dosi. Non ci sono confronti del THC con i moderni antagonisti della serotonina.

Mentre il dronabinol è meno accettato nel trattamento degli effetti collaterali della chemioterapia, nella medicina popolare i cannabinoidi rimangono ben accettati e sono spesso usati anche in altre cause di nausea, incluse l’AIDS e l’epatite.

Anoressia e cachessia

Un effetto stimolatore dell’appetito del THC è stato osservato con dosi giornaliere refratte, per un totale di 5 mg. Se richiesto, la dose giornaliera può essere aumentata fino a 20 mg.

In uno studio a lungo termine di 94 pazienti con AIDS, l’effetto stimolatore dell’appetito del THC è continuato per mesi, confermando il miglioramento dell’appetito notato in uno studio più breve di 6 settimane. Su una scala visiva analogica, il THC ha raddoppiato l’appetito rispetto a un placebo.

I pazienti hanno tendenzialmente mantenuto un peso stabile lungo un periodo di sette mesi. Un effetto positivo sul peso corporeo fu anche riportato in 15 pazienti con malattia di Alzheimer che in precedenza rifiutavano il cibo.

Spasticità

In piccoli studi clinici del delta-9-tetraidrocannabinolo, nabilone e canapa, è stato osservato un effetto benefico sulla spasticità provocata da sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale.

Fra gli altri sintomi influenzati positivamente, dolore, parestesie, tremore e atassia. Nella medicina popolare ci sono segnalazioni di miglior controllo della vescica e dell’intestino.

C’è anche qualche evidenza aneddotica di benefici della canapa nella spasticità dovuta a lesioni cerebrali.

Disturbi del movimento

Ci sono alcune segnalazioni aneddotiche positive di una risposta terapeutica alla canapa nella sindrome di Tourette, la distonia e la discinesia tardiva. L’uso nella sindrome di Tourette è attualmente oggetto di studi clinici.

Molti pazienti hanno solo un modesto miglioramento, tuttavia alcuni mostrano una risposta notevole o addirittura un completo controllo dei sintomi. Nei pazienti con SM, a seguito della somministrazione di THC si è avuto un beneficio nell’atassia e una riduzione del tremore.

Nonostante occasionali segnalazioni positive, nessun successo obiettivo è stato osservato nel parkinsonismo o nella malattia di Huntington.

Tuttavia, i prodotti a base di canapa potrebbero dimostrarsi utili nella discinesia indotta dalla levodopa nella malattia di Parkinson, senza peggiorare i sintomi primari.

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