Usi medici della canapa e del THC parte 2

maggio 16, 2008

Dolore

Ci sono solo pochi studi clinici dei cannabinoidi in condizioni dolorose. In uno studio, il THC orale si è dimostrato efficace nel dolore da cancro in dosi di 15 o 20 mg. Tuttavia alcuni pazienti ebbero effetti collaterali intollerabili.

In uno studio in doppio cieco su un singolo caso, un paziente con febbre mediterranea familiare chiaramente ridusse il suo bisogno di oppiacei quando riceveva il THC rispetto a quando riceveva il placebo.

La canapa è stata usata con successo nella moderna medicina popolare in una moltitudine di condizioni dolorose, tra cui l’emicrania e altre forme di cefalea, malattie muscolo-scheletriche, artrite, nevralgie, neuropatie, dismenorrea, colite ulcerosa, malattia di Crohn, ecc.

Glaucoma

Nel 1971, durante una ricerca sistematica sugli effetti della canapa in consumatori sani, fu osservato che essa riduceva la pressione endo-oculare.

Nei 12 anni seguenti sono stati fatti numerosi studi in soggetti sani e in malati di glaucoma con canapa e diversi cannabinoidi naturali e sintetici. La canapa diminuisce la pressione interna dell’occhio del 25-30% in media, a volte fino al 50%.

Alcuni cannabinoidi non psicotropi, e in misura minore, anche alcuni costituenti non-cannabinoidi della canapa diminuiscono la pressione endo-oculare.

Epilessia

L’uso nell’epilessia è fra le più antiche indicazioni storiche della canapa. Esperimenti su animali hanno fornito prove degli effetti antiepilettici di alcuni cannabinoidi.

L’effetto anticonvulsivo della fenitoina e del diazepam sono stati potenziati dal THC. Secondo pochi “case report” del XX secolo, alcuni pazienti epilettici continuano a utilizzare la canapa per controllare un’altrimenti incontrollabile malattia convulsiva.

L’uso di canapapuò occasionalmente scatenare convulsioni.

Asma

Gli esperimenti per studiare gli effetti antiasmatici del THC o della canapa datano principalmente dagli anni 1970, e sono tutti studi “in acuto”.

Gli effetti di una sigaretta di canapa (2% THC) o del THC per bocca (15 mg), rispettivamente, corrispondono all’incirca a quelli di dosi terapeutiche dei comuni broncodilatatori (salbutamolo, isoprenalina).

Siccome l’inalazione di preparati di canapa può irritare la mucosa bronchiale, la somministrazione orale o un altro sistema alternativo sarebbero preferibili.

Pochissimi pazienti hanno sviluppato broncocostrizione dopo inalazione di THC.

Dipendenza e astinenza

Secondo “case report” storici e moderni,. la canapa è un buon rimedio per combattere i sintomi da astinenza nella dipendenza da benzodiazepine, oppiacei e alcool.

Per questa ragione, è stata chiamata da alcuni “droga di passaggio all’indietro”. In questo contesto, sia la riduzione dei sintomi fisici dell’astinenza che dello stress collegato alla sospensione dell’abuso di droghe può avere un posto fra i suoi benefici.

Sintomi psichiatrici

Un miglioramento dell’umore nella depressione reattiva è stato osservato in diversi studi clinici con il THC.

Ci sono segnalazioni addizionali che riferiscono un beneficio con i cannabinoidi in diversi disturbi e malattie psichiatriche, come disturbi del sonno, sindromi ansiose, sindrome bipolare, distimia.

Vari autori hanno espresso differenti punti di vista su canapa e sindromi psichiatriche. Mentre alcuni enfatizzano i problemi causati dalla canapa, altri ne promuovono le potenzialità terapeutiche.

Molto probabilmente i prodotti a base di cannabis possono essere sia benefici che dannosi, a seconda del caso specifico.

Il medico curante e il paziente devono essere aperti a una valutazione critica dell’argomento, ed essere franchi su entrambe le possibilità.

Malattie autoimmuni e infiammazione

In diverse sindromi dolorose secondarie a processi infiammatori (p.es. colite ulcerosa, artrite) i prodotti a base di canapa possono agire non solo come analgesici, ma anche dimostrare capacità anti-infiammatorie.

Per esempio, alcuni pazienti che usano canapa riferiscono una minore necessità di steroidi e di FANS. Inoltre, ci sono alcune segnalazioni di effetti positivi dell’automedicazione con canapa in condizioni allergiche.

Non è ancora chiaro se i prodotti a base di canapa possono avere un effetto rilevante sui processi eziopatogenetici delle malattie autoimmuni.

Sindromi varie e miste

Ci sono numerose segnalazioni positive da parte di malati in condizioni patologiche che non possono essere facilmente inquadrate nelle categorie precedenti, come gli acufeni, la “sindrome di stanchezza cronica”, la “sindrome delle gambe irrequiete”, e altre.

Diverse centinaia di possibili indicazioni della canapa e del THC sono state descritte dai vari autori.

I prodotti a base di canapa spesso hanno ottimi effetti in malattie con una sintomatologia multiforme, coperta dallo spettro delle azioni del THC.

Per esempio, nelle sindromi dolorose di origine infiammatoria (p.es. artrite), o accompagnate da un tono muscolare aumentato (p.es. crampi mestruali, lesioni del midollo spinale), o in malattie con nausea e anoressia, accompagnate da dolore, ansia e depressione (p.es. AIDS, cancro, epatite C).

fonte: Cannabis-med

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: