Canapa ed emicrania

maggio 16, 2008

Carol Miller, una malata di emicrania classica, descrive la sua esperienza come segue: ho avuto il mio primo attacco di emicrania a scuola, quando avevo quattordici anni.

Gli effetti ottici di scintillio e tremolio, che inizialmente mi parvero curiosi, mi logorarono la vista al punto che non riuscivo a leggere cosa c’era scritto sulla lavagna. Chiesi il permesso di uscire dall’aula, entrai in infermeria e vomitai per diverse ore finché mia madre non venne a prendermi.

Dopo che questa situazione si era ripetuta diverse volte, mia madre mi portò dal nostro medico, amico intimo di famiglia e vicino di casa, dal quale mi facevo visitare molto spesso perché avevo un sacco di allergie.

Lui e mia madre si trovarono d’accordo sull’idea che i mal di testa fossero causati dalla recente morte della mia sorellina, così lui non mi prescrisse niente contro la nausea e il dolore. Nonostante i mal di testa continuassero con una certa regolarità, fu soltanto in college che mi venne diagnosticata l’emicrania e che ricevetti le prime cure.

All’infermeria del college mi diedero l’Ecotrin [aspirina rivestita], che mi fu di qualche aiuto per il mal di testa ma non per gli effetti ottici o per la nausea. Mi fece venire anche un tremendo bruciore di stomaco.

Una volta il dolore era così forte che mi fecero un’iniezione di Demerol [un oppiaceo sintetico], che spazzò via il dolore pressoché completamente, ma mi lasciò in uno stato di delirio. Alle volte prendevo uno sciroppo al gusto di banana (probabilmente codeina) che mi faceva venire molto sonno.

Ricordo che era difficile farcela nel periodo degli esami di fine anno perché ero davvero sconvolta. Oltre tutto quella era la stagione in cui la mia asma peggiorava notevolmente.

Dopo la laurea, mentre lavoravo all’Università dell Indiana, fui visitata da un medico privato che mi prescrisse il Mudrane [un’associazione di farmaci che comprende efedrina e fenobarbitale], avvertendomi che dava assuefazione. Smisi di prenderlo perché mi sembrava che riducesse la mia pressione a valori così bassi che riuscivo a malapena a lavorare.

Dopo che mi fui trasferita a San Francisco mi diedero da prendere il Darvon [propossifene, un altro oppiaceo], ma me ne servii solo per poco tempo perché mi faceva venire l’esantema.

Per un certo tempo avevo preso l’aspirina insieme alla codeina, ma trovavo che questa combinazione di farmaci mi rendesse terribilmente stitica. Quando rimasi incinta del mio primo bambino, ero molto preoccupata per le mie cure.

Un amico mi disse che non c’era una medicina che potessi prendere senza correre rischi, e mi suggerì di ricorrere alle erbe. Stavo studiando erboristeria e mi preparavo a un parto naturale, perciò questo suggerimento mi sembrò giusto. Provai lo scullap, un tè leggero di valeriana e camomilla, e poi la lavanda.

I tè avevano un effetto calmante e il ritmo di vita più lento, dopo che avevo lasciato il mio lavoro, mi fecero bene: le emicranie diventarono rare.

Diversi anni dopo le emicranie ritornarono, e mio marito mi disse che aveva letto che la canapa andava bene per il mal di testa. Ero sbalordita.

Due tiri e un breve riposo allontanarono completamente la nausea e il mal di testa. Non appena mi accorgevo di quel particolare tremolio nel campo visivo che mi preannunciava un’emicrania in arrivo, potevo fumare un po’ di canapa e schiacciare un breve pisolino: l’emicrania non si manifestava affatto.

In genere ero pronta a tornare al lavoro nel giro di mezz’ ora. Mi dava uno straordinario senso di potere avere finalmente un tale controllo sulle mie emicranie.

Nei diciotto anni che sono passati da quando ho cominciato a fare uso di canapa per alleviare l’emicrania, mi sono fatta sorprendere diverse volte senza la mia canapa quando ero lontana da casa. Una volta provai a prendere il Tylenol e mi accorsi che era abbastanza efficace contro il dolore, ma per niente contro la nausea e gli effetti ottici.

Anche le mie figlie maggiori (che ora hanno diciassette e ventun anni) sono soggette a emicranie occasionali, che hanno cominciato a manifestarsi con le prime mestruazioni. Entrambe traggono uno straordinario sollievo dalla canapa.

Mia madre soffre di forti mal di testa, ma non ha mai fatto uso di canapa perché è illegale. Se la passa veramente male con i medicinali che le hanno prescritto: ha problemi di nausea, stitichezza, pressione alta. Le dico spesso che quando la canapa sarà legale, e lei la userà per la prima volta e si renderà conto di quanto ha sofferto inutilmente per tutti questi anni, allora si arrabbierà sul serio.

Il sollievo dall’emicrania potrebbe essere semplicemente un altro effetto analgesico della canapa, ma uno studio suggerisce che ci sia di mezzo qualcosa di più.

Si è scoperto che il THC inibisce il rilascio di serotonina dal sangue dei malati di emicrania durante un attacco (ma non in altre occasioni).

Questa conclusione necessita di conferme e il suo significato rimane oscuro, ma potrebbe essere un indizio utile per ulteriori ricerche.

fonte: Hanf-info

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