Utilizzo Terapeutico della Cannabis nella Medicina Araba

maggio 15, 2008

UTILIZZO TERAPEUTICO DELLA CANNABIS NELLA MEDICINA ARABA
di Indalecio Lozano

Gli scienziati arabi spiegavano le proprietà curative della canapa secondo i principii della teoria degli umori tramandata dai greci. Come è noto, secondo questa teoria ogni erba medicinale possiede un temperamento specifico, determinato dai gradi di calore, umidità, freddo e secchezza. Inoltre, gli arabi accettavano in linea di massima l’opinione di Galeno sul potere riscaldante e rinsecchente del seme di canapa. Ciò nonostante, alcune autorità riverite avevano opinioni divergenti e spiegavano che i semi di canapa sono di natura fredda oppure una miscela di parti calde e fredde.8 Ancora maggiore è il disaccordo nella determinazione dei gradi di calore e secchezza della pianta dal momento che i medici arabi parlano di gradi che vanno dal primo al terzo. Non è però tanto strano visto che non potevano trovare informazioni in materia nelle opere di Galeno o Dioscoride e che il concetto di temperamento e relativi gradi non ammette una valutazione empirica paragonabile a quella dei metodi scientifici odierni.
Le parti della pianta più usate in terapia erano i semi e in minor misura le foglie. La preparazione variava a seconda della malattia, e si usavano l’olio ricavato dai semi e il succo estratto dalle foglie o dai semi verdi.
Veniva poi somministrata per uso topico in forma di pomata, per via nasale, orale, instillata nelle orecchie oppure ingerita in forma liquida o solida. È raro che siano citate le dosi specifiche del trattamento, anche se sembra che fosse usata di solito come semplice medicazione.

1. Trattamento delle infezioni auricolari
Il primo utilizzo terapeutico della canapa documentato nella letteratura araba risale ai secoli VIII-IX, agli anni di Yuhanna b. Masawayh (161-243/777-857), il quale sostiene che l’olio ricavato dal seme di canapa instillato nell’orecchio prosciuga l’“umidità” (rutuba) generata all’interno dell’organo, una proprietà che i medici successivi attribuiranno invece al succo dei semi medesimi. Negli stessi anni di Ibn Masawayh venivano tradotte in arabo le opere di Galeno e Dioscoride, da cui i medici arabi avrebbero imparato l’utilità del succo dei semi della canapa verde nel trattamento dei dolori auricolari causati dall’ostruzione del canale. In conformità a questa tradizione Ishaq b. Sulayman al-Isra’ili (morto dopo il 341/953 ) afferma che l’olio di semi di canapa seda il dolore all’orecchio causato dal “freddo” (bard) e dall’umidità nell’organo, e ci riferisce anche per la prima volta le sue doti fluidificanti per facilitare la liberazione del canale ostruito. Nel XII secolo il botanico di Malaga Ibn al-Baytar (morto nel 1248 ) prescrive l’olio di semi di canapa per curare i “gas” (rih) nell’orecchio. Un secolo dopo un altro andaluso, il poligrafo di Granada Lisan al-din b. al-Jatib (713-776/1313-1374) raccomanderà l’uso di questo olio misto a “galbano” (una resina aromatica giallognola estratta da alcune piante asiatiche della famiglia del sedano e del prezzemolo) per sedare il “dolore rovente” (al-waya al-harr) associato al tinnitus aurium. Verso la fine del XVI secolo Dawud al-Antaki (morto nel 1008/1599) parla del modo in cui le foglie della “canapa anatolica” (al-qinnab al-rumi), come la definisce, uccide i vermi entrati nell’orecchio, aggiungendo che queste foglie hanno proprietà evacuative, e se le si usa per imbottire l’orecchio ogni materia estranea in esso annidata sarà espulsa.

2. Vermicida e vermifugo
Le proprietà vermicide e vermifughe della pianta sono citate per la prima volta nella letteratura medica araba da Abu l-Hasan Isa b. Hakam, più noto come Masih al-Dimasqi (morto dopo il 225/840), il quale spiega che la canapa uccide i vermi (al-didan) che crescono nel corpo. Tra l’XI e il XII secolo l’autore anonimo dell’Umdat al-tabib sostiene che chiunque abbia i vermi nell’ano dovrebbe assumere i semi di canapa visto che i loro gusci si riempiranno di parassiti che saranno quindi espulsi con le feci. Due secoli dopo, il lessicografo Muhammad b. Yaqub al-Firuzabadi (729-817/1329-1415) afferma che i semi della pianta, se ingeriti o spalmati sul ventre sotto forma di unguento, uccideranno gli ascaridi (habb al-qar).

3. Trattamento delle infezioni della pelle
Ibn Masawayh ha anche il merito di essere stato il primo a parlare dell’utilità della canapa nel trattamento delle infezioni della pelle, sostenendo che si rivela utile quando si desidera rimuovere la forfora dalla testa e dalla barba, per il quale scopo consiglia di lavare la parte affetta con il succo ottenuto schiacciando le foglie della pianta. Comunque non era questa l’unica parte della pianta usata per questa terapia, e nel X e XI secolo Ibn Sina (370-428/980-1037) raccomanda allo stesso scopo l’olio dei semi. Tre secoli dopo, al-Firuzabadi sostiene che i semi sono utili per il trattamento della vitiligine (al-bahaq) e della lebbra (al-baras).
Per quanto riguarda la cura delle infezioni della pelle a metà tra la dermatologia e la cosmetica, dovremmo ricordare che al-Razi (251-313/865-925) è stato il primo a consigliare le foglie di canapa come sostituto dell’azadirajt (Melia azadirachta L.) per stimolare la crescita dei capelli. Le foglie dovrebbero essere messe a mollo in acqua prima di venire applicate alla radice dei capelli, come indicato da Yahya Ibn Yazla (morto nel 493/1100).

4. Depurativo
Le prime notizie sulle proprietà depurative della canapa risalgono al summenzionato al-Dimasqi, secondo il quale il succo dei semi di canapa somministrato per via nasale sarebbe un depurativo del cervello. Questo uso è citato anche da Tabit b. Qurra al-Harrani (219-288/834-901), che inserisce la canapa tra i semplici strumenti per la purificazione della porzione superiore del fegato dato che eliminerebbe le eventuali ostruzioni dell’organo. A questo scopo consiglia l’assunzione di semi di canapa con un metical di “ojimiel” (in spagnolo arcaico, indica una medicina con il miele).

5. Diuretico
La prima menzione delle proprietà diuretiche della canapa risale al IX secolo ed è dovuta a Ishaq b. Imran (morto nel 294/907), che anticipa di undici secoli le scoperte della farmacologia moderna. Secondo il già citato Ishaq b. Sulayman, questa proprietà dei semi della canapa sarebbe dovuta al suo potere riscaldante.

6. Antiepilettico
I medici e farmacisti arabi anticiparono di parecchi secoli anche le attuali scoperte riguardanti il potenziale terapeutico della canapa nel trattamento dell’epilessia. Sappiamo che tra il X e l’XI secolo esso è citato da Ali b. al-Abbas al-Mayusi (morto attorno al 400/1010), che per il trattamento di questo morbo consiglia la somministrazione per via nasale del succo estratto dalle foglie. Tuttavia nel Quattrocento al-Basri riporta nel suo Rahat al-arwah un caso (che sostiene di citare dall’al-Mansuri di al-Razi) in cui le foglie di canapa sono introdotte come rimedio pertinente la cura diretta dell’epilessia. Tuttavia, data la natura della fonte che riporta l’episodio, abbiamo motivo di dubitare dell’autenticità dell’attribuzione ad al-Razi.

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