GUARIRE CON L’ERBA

maggio 15, 2008

In un convegno il caso di Giampiero Tiano
In via sperimentale, l’esperimento riguarda per ora il solo British Columbia. La marijuana allevia il dolore e la nausea associati a Aids, sclerosi multipla e altre malattie. Una bustina con trenta grammi di erba essiccata verrà venduta al prezzo di 100 euro

SAN GIOVANNI IN FIORE (Cosenza) Giampiero Tiano, trentuno anni, è socio fondatore dell’Associazione cannabis terapeutica (Act), nata con l’aiuto di Giancarlo Arnao. Epilessia dal 1992 per incidente stradale, Giampiero assumeva barbiturici contro le crisi. Stava male: ricoveri frequenti, episodi critici, fegato a pezzi, niente stimoli sessuali, il pensare confuso e una vita con funzioni ridotte, specie a livello sociale. In testa il suicidio; poi, una lettura sulle proprietà terapeutiche della cannabis. Si informa e sperimenta da solo, fumando per la prima volta lo spinello. Funziona, verifica, prende fiducia e parte per lavoro. A Perugia, lo pescano con una scorta di marijuana e s’inguaia con la giustizia. Senza l’erba, però, è costretto ad andare in ospedale. Perdonato dalla giustizia a patto di mollare la marijuana, la salute si fa precaria: non riesce a lavorare, torna a casa per difficoltà economiche. Intanto, fra rinvii di prassi e scioperi degli avvocati, la causa con l’assicurazione, successiva al sinistro, finisce senza nulla di fatto. Il tempo trascorre, Giampiero viaggia come rappresentante di caffè. Segue la ricetta personale, compra da un pusher, coltiva in stanza della cannabis. I carabinieri lo pedinano, l’accusano di spaccio, gli sequestrano i vasi. Segue un procedimento penale che finisce con un’assoluzione grazie ad alcune dichirazioni mediche conservate e de sibite al giudice. Gli confermano e levano la patente in un tempo solo, per uso sistematico di Thc. Licenziato, è riconosciuto invalido integrale e riceve un avvisao di garanzia per fatti a cui è estraneo. Ieri, a San Giovanni in Fiore, il paese in provincia di Cosenza in cui Giampiero vive, si è tenuto un convegno sugli usi terapeutici della cannabis promosso da Provincia di Cosenza, gruppo consiliare di Rifondazione comunista e Act – che rappresenta una prima vittoria per Giampiero, la cui legittima richiesta per un farmaco prodotto dal ministero della Salute olandese giace all’Asl di Crotone. Salvatore Grasso, cardiologo e presidente dell’associazione, centra la dialettica ideologica fra proibizionisti e progressisti, il cui mancato superamento origina ritardi nella sperimentazione e terapia. Parla di una proposta di legge in parlamento per superare le gravi lacune della normativa vigente sull’importazione di specialità medicinali con derivati della cannabis. Giampaolo Grassi, dell’Istituto sperimentale per le colture industriali, mostra i vantaggi di preparati naturali, rispetto ai sintetici. Andrea Pelliccia, neuropsichiatra della Sapienza di Roma, evidenzia l’uscita dal coma di una paziente di Campobasso curata con Thc di sintesi e le buone risposte del cannabidiolo nella cerebropatia epilettica grave. Angelo Averni, del foro di Roma, rileva dei profili d’incostituzionalità nell’attuale limitazione a otto giorni delle terapie concannabinoidi. Francesco Crestani, rianimatore dell’Asl di Rovigo parla della canapa contro il dolore. Nonostante la storia terapeutica e i risultati evidenti su pazienti farmacoresistenti, la normale applicazione medica della cannabis è però ancora lontana. Soltanto per partito preso.

Fonte: Il Manifesto di Emiliano Morrone

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