Canapa e glaucoma – Testimonianza parte 2

maggio 14, 2008

Fumare canapa mi disgustava terribilmente, così il mio dottore e io decidemmo che sarebbe stato meglio per me prenderla sotto forma di biscotti. Mi avvertì che me ne sarebbe servita di più rispetto a quando la fumavo. Mi diede una ricetta che richiedeva un’oncia di canapa per ricavare un ‘infornata di ventiquattro biscotti: una scorta per dodici giorni.

Non sapevo dove andare a prendere la canapa e non sempre avevo la possibilità di procurarmela. Una volta che la mia pressione intraoculare era diventata troppo alta, il mio medico se ne procurò un po’ per me. Mi fu consegnata a mano dalla sua segretaria. Povera donna, come tremava!

Le sue mani erano fredde come il ghiaccio quando mi porse il sacchetto. Ringraziai Dio per la compassione di quelle persone. Sapevo che il prezzo corrente di un’oncia andava dai trenta ai quaranta dollari, ma la segretaria mi chiese soltanto quindici dollari. Una cosa del genere non poteva continuare, naturalmente, così cercai di ottenere la canapa legalmente.

Non riuscivo a trovarne a sufficienza, così dovevo continuare a prendere la pilocarpina. Quando la pilocarpina ricominciò a farmi vedere i cerchi, il mio medico era fuori città e dovetti andare in un’altra clinica.

Quando il medico ospedaliero preposto all’assistenza si rese conto che stavo facendo uso di canapaper curare il mio glaucoma, sembrò molto disgustato. Mi sbatté in faccia due prescrizioni e mi mandò a casa senza avermi dato istruzioni o avvertimenti. Quei due farmaci sono stati i più orribili in cui mi sia mai imbattuta in vita mia.

Il Diamox mi consumò tutto il potassio che avevo in corpo e mi lasciò completamente apatica. I miei bambini dovevano arrangiarsi da soli perché, quando tornavo a casa, potevo soltanto andare a letto. In quel periodo non avevo abbastanza denaro per comprare il secondo farmaco, lo ioduro di fosfolina, che alla fine provai, trovandolo insopportabilmente doloroso.

Mi rivolsi al giornale della mia città e raccontai a un giornalista del mio uso di canapa nel corso di un ‘intervista telefonica. Parlai senza dare il mio nome o una fotografia, perché temevo di perdere il mio posto di lavoro e l’affidamento dei miei figli.

Tuttavia molte persone capirono che quella storia era la mia e vennero allo scoperto, confessandomi che fumavano canapa regolarmente e promettendo che mi avrebbero aiutato a trovare la canapa quando fosse stato possibile. Potete immaginare la mia sorpresa! Alcune di queste persone erano colleghi di lavoro, altri erano membri rispettabili della comunità.

Nessuno di loro, neanche uno, era un balordo, come io ero stata indotta a pensare che ogni fumatore di canapa dovesse essere.

fonte: Confinizero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: