Chi ha paura della cannabis?

maggio 10, 2008

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Immaginate di essere fermati dalla polizia stradale per un controllo. In macchina avete 12 bottiglie di Valpolicella, una cassetta di Moët et Chandon e 2 bottiglie di Chivas Regal, abbastanza da sbronzare un reggimento, ma se non siete sbronzi per i flic va tutto bene. Poi quel guastafeste del pastore tedesco si mette a fiutarvi e a scodinzolare con l’aria di avere trovato un tesoro, i flic vi fanno una perquisizione in piena regola e nella tasca dei vostri jeans che cosa trovano? 550 milligrammi di cannabis. Orrore! Vi mettono le manette, vi portano al commissariato, vi sbattono in cella come un delinquente e il giorno dopo vi fanno il terzo grado per sapere se siete uno spacciatore. Se siete fortunati, ve la cavate con 2 anni di galera. Così vanno le cose con la legge attuale. Anche 5 chili e mezzo di cannabis sarebbero meno potenti di tutto quell’alcool, ma la legge se la prende con quei 550 milligrammi. Il ministro Livia Turco aveva innalzato il limite a 1 grammo (!) la quantità massima oltre la quale scattano le sanzioni penali, ma il Tar del Lazio ha pensato bene di sospendere il decreto sotto le pressioni dei soliti benpensanti.

E’ una storia tragicomica che riflette un partito preso. L’alcool è responsabile del 60 per cento delle malattie mentali, di oltre la metà degli incidenti stradali, di innumerevoli incidenti sul lavoro, di malattie che hanno un enorme costo sociale ma anche un bambino può comprarsi una bottiglia di whisky al supermercato e le bevande alcoliche sono vendute perfino nei ristoranti sull’autostrada, mentre la legge se la prende con la cannabis che non fa niente. Certo, se esagerate può farvi male, ma questo vale anche per l’acqua. Al massimo, con un po’ di buona volontà, può aiutarvi a concentrarvi sul presente sfumando il ricordo del passato e la pressione del futuro. E’ come se il presente durasse di più e per questo i musicisti l’adorano, soprattutto quelli di jazz che hanno bisogno di tempo per inventare le frasi. In ogni caso si tratta di un effetto molto blando, certamente non comparabile a quello di un bicchiere di vino. A me, per esempio, lo fa soltanto perché me lo hanno detto. Ma la legge se la prende con la cannabis e sapete perché? Perché il consumatore di alcool, anche quando è un alcolizzato all’ultimo stadio, consuma una droga legale ed è un supporter dei valori tradizionali mentre il consumatore di cannabis è considerato un pericoloso sovversivo. Almeno in Italia, perché in Svizzera e in Olanda la cannabis è in vendita libera senza conseguenze particolari. Anche in quei paesi è il consumo di alcool a fare macelli.

“La calamità della droga non si cura rendendo tutto più facile”, ha detto il berlusconiano Di Virgilio, rivolgendosi a Livia Turco. Allora perché l’alcool è in vendita libera?

Fonte: Blog-La stampa

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