Proibizionismo: il parere di un Nobel

maggio 9, 2008

Dario Fo (e famiglia) lanciano un appello per la legalizzazione della marijuana, per lo meno a scopo terapeutico.


Il Ministro della Sanita’ Veronesi e’ un ministro di una nuova specie: pensa. Ha avuto il coraggio di dire che il divieto di consumare marijuana e’ una follia. Le ragioni sono evidenti. Scusate se lo diciamo ma chi si oppone alla legalizzazione non ci fa una bella figura. Innanzi tutto la marijuana non e’ una droga pesante. Il suo effetto e’ inferiore a quello dell’alcool.

L’alcool da assuefazione fisica la marijuana no. L’alcool provoca migliaia di morti all’anno per i danni che causa all’organismo, la marijuana neanche uno. Esiste una dose mortale di alcool, non esiste una dose mortale di marijuana realmente assorbibile, ci si addormenta prima (cioe’ per ammazzarsi con la marijuana ne serve un quintale e te la devono lanciare in testa dal sesto piano).

L’alcool provoca buona parte degli incidenti stradali: centinaia di morti, migliaia di feriti e miliardi di danni; chi fuma marijuana e’ invece un autista piu’ prudente, al di sopra dei 60 chilometri orari di velocita’ si sente in imbarazzo. Gli ubriachi sono spesso violenti, i cannabisti sorridono un po’ angelici e non reagiscono nemmeno quando li provochi duramente tirando in ballo la condotta sessuale della loro mamma.

Non e’ vero che il consumo di marijuana induce al consumo di cocaina e eroina. In Olanda dove il consumo e’ legale da 30 anni il numero dei tossicomani e’ inferiore alle medie europee. Nel resto d’Europa coloro che hanno fumato marijuana qualche volta, sono ormai centinaia di milioni di persone. Il numero dei tossicomani e’ enormemente piu’ basso. Sostenere che il consumo di marijuana provoca il passaggio all’eroina e’ come dire che chi vota a destra rischia di ritrovarsi a essere padrone di una rete televisiva.

Per contro il fatto che la marijuana sia stata dichiarata illegale permette alle organizzazioni mafiose che controllano il mercato di intascare somme astronomiche di denaro con il quale inquinare il sistema economico e sociale italiano. Guardando quel che e’ successo in America grazie al proibizionismo sugli alcolici, si puo’ capire che la prima cosa da fare se si vuole realizzare una lotta contro le droghe e’ di legalizzarle per togliere il traffico dalle mani della mafia. E in questo caso non parliamo solo della marijuana ma di tutte le droghe illegali. E anche se paragoniamo gli effetti della marijuana con quelli del tabacco ne vien fuori che quest’ultimo e’ di gran lunga piu’ tossico e nocivo.

Con tutto questo non vogliamo dire che la canapa indiana faccia bene. E’ un intossicante e, come il caffe’, il the e il pepe ha effetti negativi sull’organismo umano. Lo abbiamo sempre sostenuto. Pero’, ultimamente siamo restati sconcertati davanti a alcune esperienze di cui siamo stati testimoni. Una nostra parente, giunta a superare i 70 anni senza aver fatto esperienze psichedeliche, una signora normale insomma, ha iniziato a soffrire moltissimo per un male chiamato “bocca che brucia”, un disturbo urente che, nonostante il nome, non ha nulla di erotico ed e’ invece molto doloroso. Ha visitato i migliori specialisti, ha fatto ogni tipo di cura arrivando a spendere 64 milioni in 3 anni, tra analisi cliniche e medicamenti. Era disperata, poi un giovane medico le ha detto: “Signora si faccia una bella canna di marijuana senza tabacco.” Questa nostra parente ha seguito i consigli del medico e in pochi giorni e’ guarita ed e’ anche di ottimo umore.

La sua canna quotidiana ha sostituito i farmaci ansiolitici e antidepressivi (tutte sostanze legali piu’ dannose per l’organismo della cannabis). Un altro nostro amico, gravemente ammalato di tumore, era, oltretutto, distrutto dalla chemioterapia. Ogni 2 giorni prendeva 6 pastiglie di Zofran (costo 181 mila lire). Ma non riusciva comunque a mangiare niente, vomitava tutto. Poi si ricordo’ di aver letto sugli incredibili effetti terapeutici della canapa indiana per mitigare la nausea da chemioterapia. Grandi problemi per trovare un po’ di questa erba proibita. Riesce a comprarne 50 mila lire, smette di prendere lo Zofran e si fa invece mezzo litro di tisana di marijuana.

Ne beve 2 dita ogni volta che gli viene la nausea. Ha ripreso a mangiare e addirittura i dolori sono quasi spariti. Insomma, a volte la marijuana fa bene. E allora, anche chi e’ contrario alla legalizzazione della marijuana potrebbe condividere una legge che consenta di prescriverla per scopi terapeutici e di venderla in farmacia (come accade in Svizzera e in California) visto che, come si e’ detto, ha effetti collaterali infinitamente piu’ blandi di altre medicine e funziona molto meglio. E se fosse venduta legalmente potrebbe costare meno di 100 lire al grammo. E si potrebbero usare gli scarti della pianta per alimentare i vitelli. Molto meglio che nutrirli con carne di bovino in polvere.

La Mucca Pazza e’ pericolosa, la Mucca Fatta no. E per concludere un appello: stiamo raccogliendo testimonianze dirette sull’uso terapeutico della cannabis (www.alcatraz.it/forum) Per ulteriori informazioni sulla sull’uso terapeutico della canapa www.medicalcannabis.it

Dario Fo, Franca Rame e Jacopo Fo

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