Cibo dalla canapa parte 1

maggio 9, 2008

Cibo dalla canapa

Quando si parla del potenziale commerciale della Canapa, la maggior parte della gente pensa al vestiario, ai tessuti, al cordame e simili. Anche se il seme di canapa è molto più nutriente di quello di soia in quasi tutti gli aspetti ed altrettanto versatile, la tipica reazione alla canapa in quanto cibo è che ha limitate applicazioni al di là delle barrette di noccioline al cioccolato e dei biscotti. Nonostante questo, sono convinto che il potenziale della canapa come ingrediente per il cibo nelle nazioni industrializzate e specialmente gli Stati Uniti, incontra o supera quello per i tessili. E per una semplice ragione: gli acidi grassi essenziali.

Gli Acidi Grassi Essenziali


Il Dottor Udo Erasmus, un´autorità sui grassi e gli oli alimentari, ha dichiarato l´olio di canapa “L´olio naturale maggiormente bilanciato” per il suo alto contenuto ed il rapporto ottimale 1:3 dei due acidi grassi essenziali Omega-3 Linolenico (LNA) ed Omega-6 Linoleico (LA). Il suo profilo insolitamente ben bilanciato significa che si potrebbe usarlo tutta la vita senza mai soffrire da mancanza di Acidi Grassi Essenziali. E contiene anche l´Omega-6 Gamma Lonolenico (GLA) che lo rende unico tra gli oli commestibili (nessun altro olio da semi comuni contiene il GLA).

Cos´è tutto questo chiasso attorno agli Acidi Grassi Essenziali? Considerate questo: in anni recenti i consumatori hanno cambiato le loro diete riducendo, e in molti casi eliminando, la loro assunzione di grassi nella dieta alimentare. Diete basate sulle teorie ed i libri della Dott.ssa Pritkin e Mc Dougall parlano del 10 % di calorie provenienti dai grassi, e le nuove linee guida ufficiali Americane suggeriscono che le calorie dai grassi ammontino al 30%.

II consumatori hanno recepito il messaggio alla grande, e le compagnie di prodotti alimentari hanno risposto introducendo sul mercato nuovi prodotti con ridotto quantitativo di grasso o senza grasso ad una velocità fenomenale. E le riviste delle industrie alimentari tutte proclamano il nuovo mantra: “eliminare i grassi”. Un forte aumento, nell´industria di prodotti alimentari, precedentemente stagnante è stato in imitazioni, intensificatori, e riempitivi, inventati semplicemente per sostituire o ridurre i grassi nel cibo.

Ma cosa succede quando il grasso viene ridotto nella dieta? Più che per energia concentrata, la ragione per cui gli esseri umani devono consumare grassi è di acquisire un´adeguata quantità dei due acidi grassi essenziali LNA e LA… ecco perché sono chiamati “essenziali” mentre gli altri sono semplici “acidi grassi”. Le tipiche sorgenti di grasso alimentari moderne (l´olio di mais e di soia) sono purtroppo carenti o sprovvisti degli acidi grassi essenziali, in più essi di solito vengono idrogenati, eliminando quindi la loro bontà.

Dato che questa già sottile quantità di acidi grassi essenziali viene ulteriormente ridotta da una dieta che tende ad eliminare i grassi, la loro assunzione si ritrova al di sotto dei livelli richiesti. Col passare del tempo si sviluppa una mancanza di acidi grassi essenziali.

Questa mancanza può condurre a funzionamenti neurologici e visivi anormali, ipertensione, sbilanciamento ormonale, difficoltà di rimarginare le ferite e nella crescita delle cellule, mentre una mancanza di GLA può provocare artrite e sindrome premestruale.

La dose giornaliera raccomandata di LA è dal 3% al 6% di calorie (tra i 9 e i 18 gr., circa 0.5 once o un cucchiaino), e circa 1/3 per l´LNA (da qui il rapporto ottimale di 1:3). L´unico modo per prevenire la mancanza di Acidi Grassi Essenziali è di consumarne in una quantità abbastanza alta relativamente agli altri grassi (aumentando la percentuale di calorie dai grassi apportati dagli acidi grassi essenziali). Per cui la qualità dei grassi nella dieta è molto importante, specialmente quando si riduce la quantità di grassi.

In parole povere, pensate agli Acidi Grassi Essenziali come ai grassi “buoni”, e tutti gli altri come ai “cattivi”. Questo concetto diventerà popolare nei mesi ed anni a venire attraverso i mass media. E quando lo sarà, il cibo a base di canapa e l´olio di canapa saranno in cima alla lista dei “grassi buoni”, dato che sono l´80% degli Acidi Grassi Essenziali.
(immediatamente seguiti dal lino, la primula, la borraggine, ed altre fonti minori di acidi grassi essenziali.

Ma mentre questi contengono uno o entrambi di tali acidi grassi, nessuno è paragonabile come quantità di entrambi più il GLA che contiene la canapa).

Dato che la tendenza verso i “nutriceutici” (sostanze nutritive o cibo che prevengono malattie) continua, il crescente numero di consumatori sofisticati chiederà grassi “buoni” e salutari dal proprio cibo, e la canapa è nella miglior posizione per incontrare tale richiesta.

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