Autocoltivazione contro la recessione

maggio 4, 2008

I 4 milioni di consumatori di marijuana in Italia spendono ogni anno 8 miliardi di euro (16.000 miliardi delle vecchie lire). E l’uso di cannabis è destinato ad aumentare di altre centinaia di migliaia di unità nel breve periodo. La gran parte di questa montagna di miliardi va alle mafie nostrane, una quota alla microcriminalità dello spaccio di strada.

Negli ultimi anni, un numero crescente di consumatori (ormai verso i centomila) si è orientato verso la coltivazione di poche piante per uso personale. Così facendo, realizza tre obiettivi. Sottrae centinaia di milioni alla criminalità organizzata, che col traffico della droga diventa sempre più potente. Produce per le proprie esigenze una marijuana domestica più igienica di quella di strada (che passa per mille mani e non solo) e non adulterata con prodotti estranei, spesso tossici. E, dato che la produzione domestica ha dei costi bassissimi, realizza un risparmio pro-capite di 2.000 euro l’anno.

La maggior parte dei consumatori continua ad acquistare al mercato nero. Il motivo è semplicissimo: ha paura dei rischi. La coltivazione è vistosa e dura mesi. Ogni anno vengono scoperte migliaia di coltivazioni domestiche. Tre su quattro dei fermati vengono arrestati. E poi, nei tribunali, salvo alcune sentenze di assoluzione, la pena media sta tra i sei e gli otto mesi (di più per i recidivi). Se la maggior parte dei consumatori passasse alla coltivazione domestica, tornerebbero nell’economia legale dei normali consumi 6-7 miliardi di euro, non male in un periodo di bassissima crescita.

Le famiglie avrebbero un altro vantaggio: i figli non andrebbero a fare acquisti all’ipermercato di strada, dove un certo tipo di spacciatori approfitta del contatto per rifilare ai ragazzi roba tipo eroina o cocaina, magnificandone le qualità e minimizzandone i rischi («ma no, se la sniffi non muori mica, è bbona, il fumo è roba da bambini»), magari a prezzi stracciati o gratis le prime volte. Tre giorni fa a Porta a porta, Fini ha detto che per il problema delle carceri già sovraffollate (50.000 detenuti), si potrebbero depenalizzare alcuni reati minori: «Invece della pena, lavori socialmente utili». Forse nel caso dell’autocoltivazione, si potrebbe ipotizzare invece una piccola multa, in quanto il danno (a chi?) sarebbe difficilmente dimostrabile.
In Belgio, tre anni fa il governo rossoverde depenalizzò la coltivazione di poche piante per uso personale. Poi, le coalizioni di centrodestra hanno confermato questa misura.

di GUIDO BLUMIR fonte: il manifesto 25/4/2008

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: