Hempyreum’s Weblog


Italia. Giovanardi accusa Don Gallo e Pannella di ‘inneggiare allo spinello’
Ottobre 17, 2008, 6:41 pm
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16 ottobre 2008

‘E’ stato provato scientificamente che le droghe fanno male e Don Andrea Gallo e Marco Pannella devono smettere di dire che lo ’spinello ‘e’ bello”. Con queste parole il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi, si e’ rivolto al leader radicale e al fondatore della comunita’ di San Benedetto al porto di Genova, durante la presentazione della ‘Campagna Informativa 2008 contro la droga’ a Palazzo Chigi.
‘La prossima settimana andro’ a trovare don Gallo e gli diro’ che ci sono tante cose belle che si possono comunicare ai giovani’.

Fonte: aduc droghe



CANNABIS: BOOM COLTIVATORI FAI-DA-TE, SEQUESTRI +64%
Ottobre 4, 2008, 8:01 pm
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04 ottobre 2008

Nel giardino. Sul balcone. In cucina. Nell’armadio. Nella vasca da bagno. La cannabis, per crescere, ha bisogno di poco: i semi giusti, terra di buona qualita’, luce (se e’ il caso, artificiale) quanto basta. Tanto che gli italiani, forti delle informazioni scambiate clandestinamente tra i fan dello spinello o scaricate dal web, sembrano essere diventati un popolo di coltivatori fai-da-te. La conferma arriva dalle cronache: sui giornali conquistano spazi solo i maxisequestri di hashish e marijuana, ma i mattinali delle forze dell’ordine, negli ultimi mesi, sono un lungo rosario di piantine piu’ o meno rigogliose strappate a una pletora di insospettabili “growers” (gli autocoltivatori per hobby) fatta di studenti, impiegati, insegnanti, liberi professionisti, operai, casalinghe, pensionati, gente di tutte le eta’ e di tutte le estrazioni sociali. Quanti sono? Impossibile dirlo. Anche se sulla rete, tra un blog di amanti della “maria” e l’altro, c’e’ chi azzarda una stima choc: 2 milioni. “Sembra un numero iperbolico – ammette Marco Contini, segretario degli antiproibizionisti.it – ma ha una sua credibilita’, laddove si pensi che i consumatori di cannabis, nel nostro Paese, hanno superato la soglia dei 4 milioni e 200mila. E ci sta che poco meno di uno su 2 sia tentato dalla prospettiva di autoprodurre, con una modica spesa, un impegno limitato e lontano da occhi indiscreti, l’erba per il proprio fabbisogno”. Secondo l’ultimo Rapporto sulle tossicodipendenze curato da palazzo Chigi, gli italiani tra i 15 e i 64 anni che consumano abitualmente la cannabis e i suoi derivati sono 14 su 1000, ma il loro numero sale al 14,6% (in termini assoluti, 5,4 milioni di uomini e donne) se si includono quanti nel 2007 si sono fatti almeno uno spinello.

Fonte: repubblica



Svizzera. Giovani: bevono e fumano meno di altri, ma amano lo spinello
Ottobre 4, 2008, 11:44 am
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23 settembre 2008

BERNA – Gli adolescenti svizzeri bevono e fumano un po’ meno rispetto ai loro coetanei europei e nordamericani, ma sono molto più attaccati allo spinello: è quanto emerge da un’inchiesta condotta in 41 paesi e i cui risultati sono stati pubblicati oggi dall’Istituto svizzero di prevenzione dell’alcolismo e altre tossicomanie (ISPA).

Il 31% dei 15enni svizzeri ha ammesso di aver già fumato cannabis, molto più della media del 18% registrata sul piano internazionale: il 12% (il doppio dei coetanei stranieri), ha consumato canapa nel mese precedente l’indagine.

Lo studio “Health Behaviour in School-aged Children” (HBSC) si basa su dati del 2006 e li confronta con le cifre del 2002. Secondo l’ISPA in questi quattro anni il calo del consumo di alcol in Svizzera è stato notevole. Alla voce ubriachezza la Confederazione si trova oggi ben al di sotto della media: il 23% dei quindicenni elvetici ha ammesso di essersi già ubriacato almeno due volte, contro il 33% della media internazionale. I risultati concernenti il consumo regolare sono invece meno rallegranti: circa il 22% degli adolescenti svizzeri beve alcol almeno una volta la settimana, contro il 26% dei coetanei stranieri.

La diminuzione del consumo di tabacco rilevato in Svizzera è superiore a quello registrato su scala internazionale: se nel 2002 il 23% dei giovani svizzeri fumava almeno una volta la settimana contro il 24% dei coetanei internazionali, nel 2006 il tasso elvetico è sceso al 15%, mentre quello europeo e nordamericano si è arrestato al 19%.

“Gli ultimi sviluppi sono positivi, ma non devono mascherare il fatto che sono sempre troppi gli adolescenti che bevono e fumano”, osserva Michel Graf, direttore dell’ISPA. La sigaretta è comunque meno di moda: secondo l’ISPA gli sforzi compiuti a favore dei non fumatori e il dibattito pubblico sul fumo passivo hanno contribuito a sensibilizzare la popolazione. Alla stessa stregua, anche il calo rilevato nel consumo di canapa è riconducibile alla maggiore consapevolezza dei pericoli per la salute. Il divieto di fumare nei locali pubblici potrebbe inoltre aver frenato anche il consumo di spinelli.

L’inchiesta HBSC tiene conto anche dell’ambiente in cui vivono gli adolescenti. Secondo l’ISPA il fatto che i genitori siano al corrente di cosa facciano i figli e di chi frequentino significa che in famiglia si è instaurata una relazione aperta che può avere un effetto preventivo. Interessante anche la valutazione sull’impegno scolastico: il 71% dei quindicenni si sente poco o per nulla stressato dal lavoro scolastico, il 20% si dichiara abbastanza stressato e il 9% molto stressato. Il numero di adolescenti che consuma regolarmente sostanze che rendono dipendenti, in particolare tabacco, è proporzionalmente maggiore tra coloro che si sentono molto stressati dalla scuola. (ATS)

Fonte: swissinfo



Multe per chi si droga in strada, sull’ordinanza è già polemica
Settembre 24, 2008, 12:41 pm
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È l´ordinanza a cui lei, storica sostenitrice della comunità di San Patrignano, tiene di più: quella sulla droga. Ma è anche il testo più contestato fra i quattro che Letizia Moratti si prepara a firmare: una multa di 500 euro per chi sarà sorpreso a consumare sostanze stupefacenti in un luogo pubblico. Senza distinzioni fra uno spinello, una striscia di cocaina o dell´eroina. Perché, come spiega il vicesindaco Riccardo de Corato, «è il consumo soprattutto tra i giovani che vogliamo disincentivare punendo l´esempio negativo». L´accordo con il prefetto Gian Valerio Lombardi c´è: «Sulla lotta al consumo di droga si interviene sul decoro: non si potrà farlo in pubblico, davanti a tutti», dice.

L´ordinanza potrebbe entrare in vigore già a ottobre. Ma le critiche non mancano. È «inutile», per usare le parole del capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino; «demagogica», come la definisce il verde Maurizio Baruffi o «ipocrita» per i Radicali. Anche il leghista Matteo Salvini si aspettava di più: «Bene l´ordinanza, ma sinceramente ci sembrava prioritario vietare il consumo di alcolici in tutte le strade e i parchi. Lo richiediamo con forza al sindaco. Più di una canna, è questo il problema più grave per la salute e l´ordine pubblico da affrontare a Milano».

Sanzioni da 500 euro: l´indicazione dell´amministrazione è di uniformare tutte le multe alla tariffa massima consentita dal decreto Maroni, che ha concesso ai sindaci poteri speciali in tema di sicurezza. Ed è proprio «per prevenire e contrastare le situazioni di degrado e isolamento come lo spaccio, lo sfruttamento della prostituzione, l´accattonaggio e l´abuso di alcol» che il Comune sta lavorando con la prefettura alle nuove ordinanze. La stretta arriverà per chi assumerà sostanze stupefacenti sotto gli occhi di tutti, in un parco, in strada, in un locale. Linea dura anche per clienti e prostitute, per chi imbratterà i muri con graffiti, contro l´accattonaggio molesto. Ma accanto alla repressione ci sarà anche l´aiuto sociale. Lo assicura la stessa Moratti, volata a New York per parlare di Expo all´Onu: «Le ordinanze saranno associate a politiche per coloro che intendono seguire percorsi di inserimento e recupero sociale».

In attesa del testo, come si accennava, sono già iniziate le polemiche. Il Pd con Majorino dice: «Non mi convince né questa ordinanza né il meccanismo. E comunque non mi sembra la priorità su cui concentrare gli sforzi della polizia locale, che dovrebbe occuparsi dei delinquenti e di presidiare i quartieri periferici. Su tutti i testi, poi, entro la fine dell´anno chiediamo un confronto trasparente sui risultati ottenuti». Baruffi lancia una provocazione: «Già oggi un pubblico ufficiale ha il dovere di intervenire di fronte al consumo di droga. Aggiungere il decoro non ha nessun senso né dal punto di vista della repressione né della prevenzione. Se è questo il problema meglio prendere in considerazione luoghi protetti e sotto controllo medico come avviene in Olanda o in Germania con le stanze del buco».

Favorevole, invece, l´opinione del capogruppo di An, Carlo Fidanza: «Basta con il buonismo antiproibizionista. È un provvedimento sacrosanto sacrosanto, un utile deterrente contro lo spaccio e il consumo nonché uno sprone al governo per rendere ancora più rigida la normativa nazionale. Resta l´allarme cocaina: su questo è necessario un lavoro comune con la polizia e i gestori dei locali». Durissimi i Radicali: «La Moratti sceglie, ipocritamente, di costringere alla clandestinità i consumatori, incrementando il suo atteggiamento proibizionista e repressivo. Occorre davvero una legge speciale o le esigenze di cassa del Comune superano le già criminalizzanti leggi in vigore?

fonte: milano.repubblica.it



Italia. Test antidroga sulle strade, medici perplessi da proposta Giovanardi

24 agosto 2008

Continuano le reazioni alla proposta del sottosegretario Carlo Giovanardi di affiancare medici ed infermieri alla polizia stradale per condurre test antidroga ai conducenti d’auto.

E’ giusto fare controlli, e’ impossibile farli a tappeto, su tutti: occorre selezionare le persone, come chi commette infrazioni ed incidenti, e magari i momenti topici che possono essere la notte e gli week end. Lo dice il farmacologo e direttore dell’Istituto di ricerca farmacologica ‘Mario Negri’ di Milano Silvio Garattini. “Non esiste la modica quantita’ – spiega Garattini – chi usa sostanze stupefacenti lo fa per avere certe sensazioni e non e’ comunque nelle condizioni di guidare in modo corretto non avendo risposte rapide e riflessi pronti”. Dunque, “e’ giusto – precisa Garattini – fare controlli come si fanno per l’alcool ma mirati e selettivi, per chi commette infrazioni, e soprattutto di notte e negli week end: non e’ possibile farli su tutti”.

Serviva un segnale forte, che fosse pure un valido deterrente, perche’ siamo in una situazione di vera e propria emergenza sociale: la prevenzione resta l’arma migliore ma i suoi risultati arrivano nel medio lungo periodo. E’ l’opinione sui test antidroga del Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi per il quale “le Forze dell’Ordine sapranno utilizzare i test in modo flessibile, intelligente ed appropriato”. Dunque, visti i quotidiani incidenti mortali causati, dovuti all’uso di sostanze stupefacenti, “nell’immediato, subito – nota Falconi – qualcosa, nella situazione di emergenza in cui siamo, andava fatto: ci voleva un segnale forte che funzionasse pure da deterrente, da usare con flessibilita’ ed intelligenza, da parte delle Forze dell’Ordine verso cui non nutro dubbi”. Resta quindi la prevenzione da fare soprattutto nelle scuole e nelle famiglie “due istituzioni purtroppo in forte crisi – conclude Falconi – E allora si investa di piu’ e meglio nella scuola pubblica e nella famiglia: i risultati pero’ verranno nel tempo ed oggi bisognava rispondere all’emergenza sociale per cui i test sono un segnale giusto e forte oltre che, credo, utile”.

I test antidroga su strada, meglio se a farli sono i medici, vanno bene, quel che non condivido affatto sono i test preventivi per la patente e il patentino: una vera idiozia di dubbia legalita’. A parlare e’ la senatrice dei Radicali eletta nelle del Pd e membro della Commissione Sanita’ del Senato, Donatella Poretti, sul piano di prevenzione antidroga disposto dal sottosegretario Carlo Giovanardi. “I test antidroga su strada, come gia’ in uso per l’alcool, vanno benissimo – aggiunge la Poretti – sono una buona iniziativa per la prevenzione ma a patto che le verifiche le facciano i medici e che non si criminalizzino i ragazzi che vanno in discoteca: gli incidenti non sono infatti causati solo da costoro”. Insomma, competenze giuste ed equilibrio nell’uso dei test. Quel che non piace alla Poretti sono, invece, i test preventivi per patente o patentino. “Un esame fatto prima del conseguimento della patente e’ “del tutto inutile – precisa – e l’unico strumento efficace sono i controlli stradali, come ci indicano la Commissione europea e l’Oms”, che relegano l’Italia all’ultimo posto nella Ue per controlli stradali: nel periodo 2003-06, solo il 3% della popolazione e’ stata sottoposta a test alcolemico presso check-points della polizia stradale almeno una volta e solo l’1% piu’ di una volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in Germania 17% e 7%; Olanda 23% e 14%; Finlandia 26% e 38%. “A seconda dell’esame impiegato si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all’alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell’esame – spiega la Poretti – Con l’esame del sangue, infatti, le tracce di alcool spariscono in poche ore, mentre quelle della cannabis rimangono fino a 30 giorni. Tutto questo a fronte del fatto che il 30-50% degli incidenti stradali e’ causato proprio dall’alcool”. Insomma, se i test su strada vanno bene, “per allinearci ai paesi europei su controlli stradali con etilometro e test tossicologici che sono il migliore strumento – conclude la Poretti – di prevenzione e riduzione degli incidenti”, i test preventivi per patente e per patentino sono inutili ed illegittimi.

Serve una campagna sull’interesse per la realta’ umana, propria e degli altri: una noto o un’auto sono di fatto un’arma potenziale di autodistruzione e di distruzione, si tratta di saperle usare bene per se stessi e gli altri. E’ quanto sostiene lo psichiatra Francesco Riggio in merito ai test antidroga di Giovanardi che, tra l’altro, chiosa lo psichiatra, “sono molto costosi”. Insomma, ha qualche dubbio sull’iniziativa? “Si’ perche’ non mi convince il modo di affrontare e risolvere le tragedie che quotidiamente si consumano sulle strade – risponde lo psichiatra – non si risolve cio’ con test e controlli e poi non vorrei che cio’ diventasse un sistema”. Ossia, solo provvedimenti e misure di repressione e niente prevenzione. “Anche chi usa sostanze o alcool, ed il loro effetto di alterazione lo producono a seconda della quantita’ introdotta, non e’ detto che procuri un danno a se stesso o agli altri: dipende da quanto il soggetto e’ consapevole del proprio stato ed e’ la consapevolezza che lo rendera’ prudente – spiega Riggio – Se la consapevolezza viene meno e – aggiunge – scatta l’indifferenza allora si’ che il soggetto diventa pericoloso per se’ e per gli altri”. Dunque, e’ l’indifferenza il vero nemico da affrontare? “Senz’altro e direi meglio: e’ l’anaffettivita’ che – conclude lo psichiatra – fa perdere l’amore, il senso per la vita per se stessi e per gli altri: ecco fare una campagna sull’interesse per la realta’ umana sarebbe una svolta e una vera rivoluzione”.

‘Sono sorpreso dalle dichiarazioni del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Dott. Bianco, che adduce problematiche, ed in fondo si dichiara contrario, ai test antidroga che il Sottosegretario alle politiche antidroga, Giovanardi, in collaborazione con il Ministro Matteoli e la Polizia Stradale, avviera’ in via sperimentale venerdi’ prossimo sulle strade di alcune citta”. E’ quanto afferma Domenico Di Virgilio, vice presidente del gruppo parlamentare delPdl della Camera. ‘A questo punto mi chiedo – evidenzia Di Virgilio – si vuole o non si vuole fare prevenzione ? Si vuole o non si vuole salvaguardare i cittadini da incoscienti e irresponsabili che pur avendo assunto sostanze stupefacenti od alcool in eccesso, o entrambe, si mettono alla guida mettendo a rischio non solo la propria vita ma soprattutto quella di altre persone? Insomma la prevenzione e’ o non e’ uno dei cardini della medicina attuale?’. ‘Controllare se chi si mette alla guida, sia giovani che escono dalle discoteche, o chiunque altro, e’ nelle condizioni psico-fisiche per non essere un pericolo pubblico per se’ e per gli altri – ribadisce Di Virgilio – costituisce davvero una violazione dei diritti personali? A mio modesto modo di vedere assolutamente no, perche’ tutelare la salute dei cittadini e’ un diritto sancito non solo dal buon senso ma dalla stessa Costituzione italiana. Le cronache riportano pressoche’ quotidianamente incidenti mortali causati non solo dall’alcool ma anche dalla droga – conclude Di Virgilio – e, allora, le istituzioni non possono stare a guardare; e’ il momento di agire, e quindi plaudo all’iniziativa del Sottosegretario Giovanardi che invito a non demordere!’

Il prossimo incontro previsto per meta’ settembre del comitato centrale dell’ordine dei medici si occupera’ anche del contributo chiesto alla categoria nei controlli sulle strade con i test antidroga. Lo ha reso noto il vice presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Maurizio Benato. Nell’incontro, ha aggiunto Benato, i vertici dell’ordine dei medici esamineranno le misure introdotte. ‘Si tratta di questioni da approfondire, considerando i vari aspetti che riguardano l’impegno dei medici che – ha concluso – non si sono mai tirati indietro nel contribuire a progetti per la salute pubblica’.

Fonte: aduc droghe



Giappone. Aveva spinello nel portafogli, federazione radia lottatore di sumo
Agosto 21, 2008, 4:51 pm
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21 agosto 2008

La federazione giapponese di sumo ha deciso di radiare dal circuito professionistico il giovane lottatore russo arrestato per possesso di droga, un piccolo quantitativo di cannabis rinvenuto per caso in una ‘canna’ custodita nel portafoglio smarrito. Si tratta di un provvedimento eccezionale, fino ad oggi mai preso nella centenaria storia della disciplina tradizionale nipponica. Toshinori Wakanoho, nome di battaglia del ventenne Gagloev Soslan, era stato arrestato lunedi’ con l’accusa di violazione della legge sulle sostanze stupefacenti, che considera un crimine perseguibile penalmente anche il semplice possesso di droghe, comprese quelle cosiddette leggere, per uso personale. La polizia era giunta sulle tracce del lottatore in modo assai rocambolesco dopo il ritrovamento del portafoglio smarrito di Soslan, al cui interno era stata trovata una sigaretta fatta a mano, dall’odore inequivocabile, che aveva fatto scattare le indagini. Il lottatore ha immediatamente ammesso le proprie responsabilita’, affermando di aver ricevuto la droga da un conoscente russo. La federazione di sumo ha accolto inoltre le dimissioni del maestro di Soslan, Magaki, che in passato era gia’ stato multato per violenze sui propri allievi. La radiazione del lottatore russo rappresenta un nuovo duro colpo per l’immagine dell’antico sport, che lo scorso anno era stato scosso dallo scandalo del nonnismo con la morte da percosse di un giovane lottatore.

fonte: aduc droghe



Usa. L’indipendente Ralph Nader contro la guerra alla droga
Agosto 11, 2008, 12:29 pm
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11 agosto 2008

Il candidato indipendente alla presidenziali Ralph Nader trova ridicola la guerra ai piccoli consumatori di droga. Sono tutte energie sottratte alla lotta alla criminalità organizzata, ma è tutto il concetto di “war on drugs” a finire sotto accusa: “spendiamo 50 miliardi di dollari all’anno per individuare, indagare e incarcerare persone che fondamentalmente si procurano la droga soltanto per sé”.
Secondo Nader, dalla folle “war on drugs” arrivano danni ingenti alla comunità, con la sottrazione di soldi alla polizia, al giustizia e alle carceri. Queste risorse andrebbero usate semmai per una più seria lotta alla criminalità organizzata: “le prigioni -aggiunge Nader- andrebbero svuotate di tutti i consumatori ‘non violenti’ di droga e riempite con i criminali veri e propri”. Come per l’alcolismo, la tossicodipendenza è più una questione da clinica di recupero.
A Nader ribatte aspramente l’Agente speciale Michael Sanders, portavoce della DEA di Washington. Secondo Sanders, primo: l’uso di marijuana alla lunga provoca danni alla salute e al cervello, secondo: anche le piccole di dosi provengono dalle grandi organizzazioni di narcotraffico. Insomma, meglio il carcere di uno spinello.

fonte: aduc droghe



Australia. Studio: con lo spinello meglio il rap del pop
Luglio 11, 2008, 11:42 am
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Lo spinello lega bene con la musica rap e va meno d’accordo con quella pop.

Una ricerca australiana, condotta su quasi mille ragazzi, ha mostrato l’esistenza di un legame tra il tipo di musica ascoltata e la tendenza a fare uso di droghe leggere.

Lo rivela la Fondazione Mariani, di Milano, diventata in questi anni un punto di riferimento per gli studi su musica e cervello.

In particolare, lo studio ha dimostrato che ‘lo spinello va forte tra i frequentatori di eventi musicali in cui si ascolta rap o musica dance e house, ed e’ un po’ meno diffuso tra i fan del pop’.

La ricerca, condotta dal gruppo che fa capo a Megan Lim del Centro di epidemiologia e ricerca sulla salute pubblica dell’Istituto Macfarlane Burnet di Melbourne, aveva lo scopo di studiare la diffusione delle droghe leggere nelle diverse culture giovanili urbane e di identificare i luoghi piu’ appropriati per intervenire con le campagne di prevenzione.

Per questo, i ricercatori hanno diffuso dei questionari al pubblico di un festival musicale e ne hanno raccolti 939, tutti compilati da ragazzi tra i 16 e i 29 anni.

Il risultato e’ stato chiaro: il 46% di loro ha dichiarato di aver fatto uso di droga negli ultimi mesi (soprattutto cannabis), una percentuale decisamente piu’ alta di quella rilevata nella media dei ragazzi di quell’eta’ da uno studio nazionale del 2004, che si attestava sul 18%.

In particolare, si e’ visto che in testa ai consumatori di droga si trovano i ragazzi che amano la musica piu’ ascoltata nelle discoteche. Ed e’ li’, conclude lo studio, che si deve intervenire.

fonte: Aduc droghe



Italia. Aveva fumato uno spinello, auto confiscata
Giugno 4, 2008, 10:58 am
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Guidava l’auto dopo essersi fumato uno spinello: gli hanno sequestrato l’auto e forse non la riavrà mai più. E’ successo a un giovane lombardo in Liguria: Alessandro B., 21 anni, dopo aver perso il controllo della sua Audi A2 è rimasto coinvolto in un incidente senza gravi conseguenze per la sua salute. Ben diverse, invece, sono state quelle penali, perché Alessandro B. non solo è stato denunciato alla procura della Repubblica, ma si è visto sequestrare ai fini della confisca anche l’auto, come prevede il decreto legge in vigore dal 23 maggio scorso e che ha modificato alcune norme del Codice della strada e inasprito le sanzioni a carico di chi guida in stato di ebbrezza (con valore alcometrico oltre la soglia cioè di 1,5 g/l) o appunto sotto gli effetti di stupefacenti.

In questi casi scatta il sequestro dell’auto (a condizione che chi è alla guida sia anche il proprietario) a cui seguirà poi la confisca, se l’automobilista sarà condannato o patteggerà: in pratica l’auto non la rivedrà più e se vorrà guidare, dovrà comprarsene una nuova. E l’auto o finirà all’asta o sarà utilizzata dalle forze dell’ordine come già succede con le vetture che vengono sequestrate a spacciatori o alla malavita.

Nel caso in questione avvenuto a Savona, il giovane avrebbe guidato la macchina, secondo quanto contestato dagli agenti della polizia stradale di Genova, sotto l’effetto di una «canna», dal momento che agli accertamenti clinici ai quali è stato sottoposto all’ospedale San Paolo, sarebbe risultato positivo ai «cannabinoidi». Il nuovo decreto non pone (come nel caso dell’ubriachezza) dei limiti minimi: per quanto riguarda droghe, un automobilista rischia la confisca dell’auto o anche se ha fumato un solo spinello, se poi risulta «in uno stato alterato dal punto di vista psicofisico». Ma non sarebbe stato appunto il caso del ventunenne, denunciato dalla Polstrada per guida sotto l’effetto di stupefacenti. Il magistrato di turno, Maria Chiara Paolucci, ha chiesto il sequestro penale della macchina «ai fini della confisca» al giudice delle indagini preliminari.

Il caso del ragazzo «sballato» di Savona arriva subito dopo quello che ha visto protagonista una 21enne piemontese. In vacanza in Riviera, qualche giorno fa la ragazza si è imbattuta in un controllo a Cervo (in provincia di Imperia) ed è risultata positiva al test dell’etilometro. si era messa al volante e guidava con un tasso alcolemico di 2,23 g/l, ben oltre la soglia di 1,5 fissata dal decreto. Anche lei, se condannata, si vedrà confiscare la macchina.

fonte: la stampa