01 ottobre 2008
La maggioranza dei cittadini crede che sia giusto legalizzare la marijuana per uso medico, cosi’ come vorrebbe una legge meno restrittiva sulle staminali embrionali.
Il sondaggio richiesto dal Detroit News-WXYZ Action News, con altre tre stazioni televisive pubbliche, rivela che il 59% (contro il 37% contrarie) delle persone e’ favorevole alla somministrazione terapeutica della marijuana, dietro prescrizione medica.
Le donne sono risultate piu’ favorevoli con il 63%, gli abitanti di Detroit con il 60%, e i Democratici con il 68%. Nella popolazione maschile, il 51% si e’ dichiarato d’accordo. I Repubblicani hanno espresso il 49% dei consensi.
Se nelle elezioni di novembre la Proposition 1 passasse, il Michigan diventerebbe il 13esimo Stato a legalizzare la marijuana terapeutica.
E’ stimato che siano circa 50mila i malati che potrebbero accedere a questo servizio.
Il sondaggio sulla possibilita’ di eliminare alcune restrizioni sulla ricerca sulle cellule staminali rivela che il 50% e’ favorevole alla ricerca sulle staminali embrionali, contro il 32% contrari. La percentuale tra le donne e’ stata del 57%, contro il 42% degli uomini. Il 56% degli abitanti dell’area metropolitana di Detroit si e’ detta favorevole, contro il 45% degli abitanti delle altre aree dello Stato.
Il Michigan ha una delle leggi piu’ severe sulla ricerca sulle staminali embrionali: gli scienziati che adoperano embrioni “nuovi” per la ricerca sono soggetti a 10 milioni di multa e rischiano 10 anni di detenzione.
Fonte: aduc salute
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: anti infiammatorie, anti ossidanti, batteri resistenti alle normali medicine, marijuana terapeutica, Norml, parassita della pelle, Paul Armentano, proprieta’ anti batteriche contro la malaria, stafilococco aureo
13 settembre 2008
Alcuni componenti non cannabinoidi della marijuana posseggono importanti proprieta’ anti batteriche contro la malaria, lo stafilococco aureo e altri batteri resistenti alle normali medicine.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Phytochemistry e condotta dall’Universita’ del Mississippi (National Center for Natural Products Research) rivela che undici componenti (non cannabinoidi) della cannabis posseggono qualita’ contro la malaria e contro un comune parassita della pelle, e che alcuni hanno anche qualita’ anti infiammatorie e anti ossidanti.
Il direttore della NORML, Paul Armentano, ha dichiarato: “Questo si intende quanto si parla di marijuana terapeutica, ossia l’efficacia, provata, dell’intera pianta a fini medici. Non si intende nulla di piu’ e nulla di meno”.
E’ la seconda ricerca in poco tempo che conferma le proprieta’ antibatteriche della cannabis.
Fonte: aduc droghe
29 agosto 2008
SYDNEY – Il 70% degli australiani sono a favore dell’uso terapeutico della cannabis, e quasi per meta’ sostengono l’uso di eroina. Circa il 20% dei maschi e il 15% delle femmine ha detto di aver fumato marijuana nei 12 mesi prima del sondaggio. Oltre il 65% vede con favore i programmi di scambio di aghi e siringhe. Sono i principali risultati del sondaggio sull’uso di droghe, condotto dall’Istituto australiano di sanita’ e welfare, che ha interrogato un campione di 23 mila persone.
Fonte: ansa
29 agosto 2008
Per la prima volta da quando e’ stata approvata la legge sulla marijuana terapeutica, il ministro della Giustizia Jerry Brown e’ intervenuto nel dibattito, pubblicando delle linee guida che cercano, in parte, di limitare la frizione tra le leggi statali e quelle federali.
Con la sua relazione, di 11 pagine, intende aiutare i malati arrestati per il consumo della marijuana, facendo una distinzione tra essi e coloro che consumano e coltivano illegalmente la sostanza. Queste direttive sono uno scudo contro le ingerenze federali.
“Speriamo che gli agenti federali non si occupino piu’ delle persone malate”, ha dichiarato in una intervista.
Le linee guida riaffermano la legalita’ del consumo terapeutico la cui vendita avvenga solo nei centri autorizzati e non per fini di lucro.
“Questo e’ un passo enorme”, ha dichiarato Kris Hermes del Safe Access, gruppo pro marijuana terapeutica. “Speriamo che il Governo federale capisca che lo Stato della California non intende indietreggiare”.
La DEA e l’Ufficio Nazionale Antidroghe non hanno rilasciato dichiarazioni, mentre la polizia ha accolto favorevolmente le linee guida, perche’ chiariscono la politica da adottare. “Per molti anni abbiamo brancolato nel buio”, ha detto Jerry Dyer, capo della polizia di Fresno e presidente dell’Associazione di categoria.
Brown invita i malati a richiedere la carta identificativa per la marijuana, e chiede alla polizia di accettarla come prova del consumo medico della sostanza.
Fonte: aduc salute
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: legge contro il licenziamento per terapia con marijuana, marijuana terapeutica

24 agosto 2008
Il Senato dello Stato della California ha approvato una legge che tutela i diritti di chi assume marijuana terapeutica. L’ AB 2279 si prefigge di proteggere migliaia di pazienti in California soprattutto dalle discriminazioni sul posto di lavoro. La proposta era arrivata in discussione nel mese di maggio, e ora è sul tavolo del Governatore in attesa del definitivo imprimatur. L’ideatore della legge è il democratico Mark Leno, eletto a San Francisco. Lo hanno aiutato Patty Berg, Loni Hancock e Lori Saldaña, tutti democratici. Lo spunto per la riforma legislativa venne dalla sentenza dalla Corte Suprema della California contro Ross V. Rangingeire, del quale fu riconosciuto come giusta causa il licenziamento per uso di droga, anche se fuori dal posto di lavoro. Eppure Ross consumava soltanto la marijuana prescritta dai medici.
Fonte: aduc salute
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: california, carta d'identità, marijuana terapeutica, usa
05 agosto 2008
Chiedere al paziente di mostrare la carta di identità, prima di dargli la marijuana terapeutica, non è incostituzionale: lo stabilisce una sentenza della Corte d’Appello della California. Alla sentenza si è arrivati in seguito alla denuncia fatta dalla Contea di San Diego contro la NORML di San Diego e lo Stato della California. L’obbligo del documento è previsto dalla legge del Senato 420, recepito da una legge del 2003. Nella sentenza del giudice Alex McDonald si afferma che non vi è conflitto tra la SB 420 e la legge federale e che “le norme sul riconoscimento dell’identità sono giustificate dalla prevenzione dell’uso per piacere personale, e non per terapia, della marijuana”.
fonte: aduc droghe
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: cannabis, marijuana terapeutica
22 luglio 2008
Ai membri della commissione salute del Parlamento neozelandese e’ stato chiesto di legalizzare il consumo terapeutico della marijuana.
I sostenitori della marijuana terapeutica sono stati auditi dalla Commissione, a cui viene richiesto che sia modificata la legge a riguardo.
Billy McKee, tra i sostenitori del cambiamento, ha dichiarato che spesso i consumatori sono disoccupati e osteggiati dai familiari, e accade che quando la coltivano siano derubati. La sua casa per dieci volte e’ stata visitata dai ladri, e il suo cane ucciso.
Per un altro sostenitore, la marijuana terapeutica darebbe ai giovani il messaggio che e’ un medicinale e non qualcosa da usare per “ribellione”.
fonte: Aduc droghe
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: marijuana, marijuana terapeutica, regolamentazione marijuana
30 giugno 2008
Una commissione indipendente composta da ex amministratori governativi ha dichiarato il fallimento della guerra alle droghe, e i sindaci delle tre maggiori citta’ hanno acconsentito a sostenerne le raccomandazioni.
Il prestigioso comitato chiede politiche alternative: la marijuana terapeutica, l’aumento dei centri per la disintossicazione e dei programmi per il metadone, la disponibilita’ delle siringhe sterili per i tossicodipendenti, la decriminalizzazione di tutte le droghe, la tassazione e la regolamentazione della marijuana.
I sindaci di San Juan, Caguas e Mayaguez hanno proposto le proprie citta’ per l’attuazione dei progetti pilota.
Per il comitato, l’alto numero di omicidi e atti criminali sono un grave problema, causati dai traffici connessi alle droghe, e se le raccomandazioni fossero accolte porterebbero benefici alla sicurezza pubblica, ossia ridurrebbero il crimine, il numero dei detenuti, e delle infezioni di HIV ed epatiti.
Fonte: aduc droghe
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: thc, canapa, sclerosi multipla, aids, endocannabinoidi, cbd, neuropsichiatria, marijuana terapeutica, terapia del dolore
Situazione legislativa sull’uso dei cannabinoidi in medicina
L’industria farmaceutica ha prodotto negli ultimi anni differenti cannabinoidi sintetici, alcuni dei quali sono stati registrati per uso terapeutico e commercializzati in diversi paesi. In particolare vanno citati il dronabinol in commercio in Germania, Olanda e negli USA prodotto dalla Solvay Pharmaceuticals, Inc. ed il nabilone, con proprietà farmacologiche simili al THC ed in commercio in Gran Bretagna, Canada e Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, Israele e Sudafrica, prodotto dalla Cambridge Laboratories Ltd, UK. Entrambi i prodotti sono approvati per il trattamento della nausea e del vomito nelle chemioterapie antitumorali e nell’anoressia in malati di AIDS. Il dronabinol è disponibile anche nell’Unione Europea come farmaco generico. Recentemente si sono aggiunte due specialità medicinali a base di infiorescenze di Cannabis Sativa, disponibili dal 1 settembre 2003 nelle farmacie olandesi. In Canada, Gran Bretagna e più di recente negli USA è invece stato approvata la vendita del THC: CBD per il trattamento del dolore nei pazienti con SM. In Canada, unico paese al mondo, dal 2001 è consentito fare uso, possedere e coltivare marijuana per scopi medici. Tali pratiche sono disciplinate da Marihuana Medical Access Regulations per pazienti oncologici o affetti da sclerosi multipla, malati di AIDS, epilettici, malati terminali. Dal 23 ottobre 2004 il governo ha ammesso la distribuzione della marijuana medica attraverso la rete delle farmacie. Attualmente, circa 800 pazienti canadesi sono autorizzati a fare uso e a possedere marijuana per scopo medico. In Italia l’uso medico dei derivati della cannabis è molto difficoltoso poiché non esistono fonti legali di approvvigionamento e non esistono sul mercato italiano prodotti a base di Cannabis e derivati. Invece è possibile importare legalmente dall’estero questi prodotti, in particolare da altri paesi dell’U.E., naturalmente su prescrizione medica (art. 2 del D.M. 11/02/1997 che riguarda l’importazione di specialità medicinali registrate all’estero). Nel recentissimo DL (marzo 2006) la Cannabis ed i suoi derivati sono stati inclusi nella tabella I, dove trovano posto quelle sostanze che non trovano nessun impiego terapeutico e che, quindi, non possono essere prescritte. L’ex ministro Storace ha emesso un decreto che permetteva, per i 90 giorni successivi, di utilizzare le norme della vecchia legislazione. Tuttavia la procedura è molto complessa e richiede l’autorizzazione del Ministero della Salute – Ufficio Centrale Stupefacenti, l’intervento della farmacia ospedaliera o altra farmacia della ASL territoriale di competenza, o l’intervento del magistrato. Va rilevato che tale procedura, per la sua complessità, si è ripetutamente rivelata una sorta di “percorso ad ostacoli”, fonte di intoppi burocratici, disguidi, ritardi, che espongono i pazienti che la utilizzano a grandi disagi, mettendo spesso in discussione la possibilità di effettuare con continuità la terapia.
Prof. Rosanna Cerbo
Neurologist and Psychiatrist; Professor of Neurology, 1st School of Medicine and Surgery, La Sapienza University, Rome, Italy
Fonte: leadershipmedica