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Dopo le discusse tabelle della legge Fini-Giovanardi sulle quantita’ massime per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale, Giovanardi lancia altre tabelle, questa volta contro le stragi del sabato sera. Ma anche queste tabelle, contenenti le indicazioni dei tassi di alcol nel sangue per ogni bicchiere che si beve, hanno portato polemiche, soprattutto fra i gestori, preoccupati per l’obbligo che scatta da oggi. In caso di inadempienza degli obblighi, previsti dal decreto, rischiano fino a trenta giorni di chiusura, ma in molti sembrano non essere ancora a conoscenza delle nuove norme e per il momento, almeno alcuni di questi, non intendono adeguarsi. ‘Fin quando non saro’ ufficialmente avvisato non affiggero’ nessuna tabella’, ha commenta il responsabile di un locale del centro di Roma. Arriva intanto la prima bottiglia di vino Made in Italy con la scritta ‘Se bevi non guidare’. L’invito alla prudenza, ha fatto sapere la Coldiretti, e’ stato apposto dall’azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all’accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert) sulle bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino e interessa 450 mila bottiglie. Una iniziativa volontaria che secondo il produttore nasce ‘da una precisa scelta aziendale orientata alla qualita’ e alla tutela del consumatore’. Le tabelle sono leggibili, ha detto Emanuele Scafato, responsabile del Centro dell’organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) per la promozione della salute e la ricerca sull’alcol, e dell’ Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanita’, che difende l’utilita’ di queste dalle critiche di poca comprensibilita’. Per renderle ancora piu’ chiare, l’Istituto ha elaborato una versione a colori che mettera’ a disposizione sul sito dell’Istituto, Epicentro. ‘Il loro obiettivo e’ informare – ha spiegato Scafato – e sono state gia’ testate con i ragazzi nei pub e nelle discoteche. I giovani hanno infatti affermato, di fronte a diverse versioni, di non trovare difficolta’ a leggerle e comprenderle’. Le tabelle, inoltre, dovranno essere esposte in modo leggibile e dovranno essere poste all’ingresso, all’uscita e dentro i locali. Ma le norme, ha detto Carlo Giovanardi, senatore del Pdl e sottosegretario con delega alla famiglia, alla droga e al servizio civile, ‘rischiano di essere vanificate dall’atteggiamento ostruzionistico di organizzazioni sindacali che ritengono che i loro interessi economici vengano prima di tutto. A suo tempo la Fipe-Confcommercio tento’ di bloccare fino all’ultimo momento l’approvazione della legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, prevedendo la rovina di bar e ristoranti. Oggi, la stessa organizzazione contesta l’esposizione delle tabelle alcolemiche nei locali dove si svolgono attivita’ di intrattenimento. Nel frattempo, il Silb (locali di intrattenimento) contesta la legge che vieta la somministrazione di alcolici in questi locali dopo le due di notte, denunciandone la incostituzionalita’, e purtroppo troppi giudici sospendono i provvedimenti di chiusura dei locali che violano la norma in vigore’. ‘E’ opportuno a questo punto – conclude il sottosegretario – che la Corte Costituzionale si pronunci per chiarire al Parlamento e al Paese se nel nostro ordinamento il profitto economico viene prima della tutela della vita e della sicurezza dei cittadini’. La Fipe-Confcommercio oggi ha precisato che le tabelle sui tassi alcolemici non dovranno essere esposte in tutti i locali pubblici ma solo in quelli ‘ove si svolgono con qualsiasi modalita’ ed in qualsiasi orario, spettacoli o altre forme di intrattenimento congiuntamente all’attivita’ di somministrazione di bevande alcoliche’.
L’economia dei locali notturni, dove quasi piu’ nessuno paga il biglietto d’ingresso, si regge solo sulla vendita di bevande: per questo nessun gestore esporra’ le tabelle sull’alcol in maniera visibile. E’ l’opinione del dj Aniceto, testimonial di numerose campagne antidroga in tv e on line. Rivolgendosi direttamente al sottosegretario Carlo Giovanardi, di cui dice di apprezzare e stimare lo sforzo, Robbie Aniceto si dice sicuro che le tabelle non avranno molto successo, anche perche’ esporle ‘intaccherebbe l’impostazione fashion di molti locali e un messaggio di questo tipo risulterebbe deprimente’. ‘Non mi vorrei sbagliare, ma gia’ me li vedo fare tappezzeria nei bagni’. Il dj auspica comunque che le tabelle antialcol siano esposte dappertutto, anche nei supermercati, negli autogrill e nei ristoranti ‘e non solo ghettizzate nei pub e nelle discoteche’, e sottolinea che ‘la lotta alla droga e all’alcol deve iniziare dalla famiglia: dovrebbe esistere una scuola per i genitori, per educare bene i figli. Nelle disco mi e’ sempre capitato di vedere diciottenni pieni di soldi e con macchine potenti. E da dove vengono queste cose se non dai genitori?’.
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25 giugno 2008
L’impianto della legge sulla droga Fini-Giovanardi “ha retto” e in particolare l’introduzione della soglia quantitativa ha “dispiegato pienamente i suoi effetti positivi”. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, secondo cui i principi a cui si atterra’ il governo restano quelli di ritenere un illecito drogarsi e quello di affiancare a repressione e prevenzione una decisa azione di recupero del tossicodipendente. Nessuno spazio nel programma dell’esecutivo invece avranno le cosiddette “stanze del buco” e misure che puntano alla “riduzione del danno”. Presentando la Relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze, Giovanardi ha spiegato che qualsiasi terapia “deve essere finalizzata al recupero e non alla cronicizzazione”. Secondo Giovanardi vanno tenute ben distinte le due figure, e i relativi aspetti sanzionatori, di spacciatore e consumatore, quest’ultimo vittima al quale possono essere applicate soltanto sanzioni amministrative. Le statistiche sugli ingressi di tossicodipendenti in carcere dimostrano che l’effetto negativo della norma che ha introdotto la soglia quantitativo dell’uso personale di droga “non c’e’ assolutamente stato”; nel 2007 gli ingressi nelle strutture penitenziarie e’ ammontato a 27.985, il 27% del totale degli ingressi, una percentuale che si e’ rivelata stabile. La norma del testo unico e’ stata “accolta favorevolmente dagli operatori – ha osservato Giovanardi – cui e’ stato semplificato e agevolato il proprio compito, senza provocare affatto quei paventati effetti catastrofici circa la possibilita’ che il semplice consumatore di droga potesse irrimediabilmente finire in carcere”. Occasione di dibattito e confronto su quanto avvenuto finora e come affrontare il futuro sara’ – ha detto ancora Giovanardi – la quinta conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, il cui svolgimento e’ previsto per i primi mesi del 2009. “Inviteremo tutti gli operatori a partecipare e ci auguriamo che non ci siano defezioni ideologiche come e’ successo nell’ultima edizione”.
Obiettivo della Conferenza e del governo e’ di attuare una decisa opera di prevenzione nei confronti dei minorenni: bisogna intercettare precocemente il problema e informare la famiglia che dovra’ essere supportata adeguatamente al fine di gestire con efficacia la fase di scoperta e del successivo intervento.
Occorre “giocare d’anticipo” e intercettare precocemente ogni segnale che possa far capire ai genitori l’uso anche occasionale di alcol e droga da parte dei propri figli, cosi’ da poter avviare prima possibile i ragazzi ai percorsi di recupero. Giovanardi ha insistito sulla pericolosita’ della cannabis che puo’ lasciare “buchi nel cervello”: secondo un recente rapporto pubblicato dalla Casa Bianca nel 2007 la marijuana ha raggiunto il massimo livello di sempre di concentrazione di Thc, il principale principio attivo contenuto nelle sostanza, tale da provocare serie ripercussioni alla salute, con patologie cerebrali.
Giovanardi ha infine assicurato che “da qui a poche settimane” saranno resi effettivi i controlli sulle categorie di lavoratori a rischio, in attuazione del’art.125 del T.U. 309/90, che prevede specifici accertamenti di carattere sanitario volti ad evidenziare l’assunzione, occasionale o continuata, di sostanze stupefacenti.
FACILISSIMO TROVARLA A SCUOLA – La scuola e’ uno dei luoghi in cui i ragazzi italiani trovano la droga piu’ facilmente. La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata oggi rivela che il 31,3% degli italiani (tra i 15 e i 64 anni) e il 51% degli studenti (tra i 15 e i 19 anni) trova le sostanze illegali in modo ‘facile’ o ‘piuttosto facile’. A scuola il 12% ci trova facilmente eroina, il 26,4% la cannabis, il 5,7% gli stimolanti e il 4% gli allucinogeni. In discoteca il 15% degli studenti dice di poter comprare eroina, il 25% cocaina, oltre il 30% cannabis.
COCAINA E’ IN PARLAMENTO,NEGARLO E’ NEGARE REALTA’ “In Parlamento c’è la cocaina, non dirlo sarebbe negare la realtà”. Cosí il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Sul tema, in ogni caso, per Giovanardi bisogna fare chiarezza, perchè “non è vero che ne fa uso la metà dei parlamentari”.
85 ITALIANI SU 100 DISAPPROVANO GLI SPINELLI – Gli italiani sono abbastanza consapevoli dei rischi per la salute connessi al consumo di droghe, e hanno una forte opinione negativa sul loro uso, anche se esso si limita agli spinelli: e’ quanto emerge dalla Relazione. La maggior parte degli intervistati dagli autori della ricerca, infatti, disapprova l’uso di qualunque sostanza illegale (84,6%) e percepisce il rischio derivante dal farne uso (89,8%). Per la cannabis, il 70% esprime preoccupazione e l’80% ne biasima il consumo: si e’ quindi invertita la tendenza che aveva portato, negli ultimi anni, a una diminuzione della percentuale di chi disapprova gli spinelli.
IN DDL SICUREZZA MISURE SU SMART DRUG E PUBBLICITA’ – Nel Disegno di legge che accompagnera’ in Parlamento l’iter del disegno di legge sulla sicurezza, saranno inserite due misure che punteranno a bloccare la diffusione tra i giovani delle cosiddette ’smart drugs’, ovvero le sostanze stimolanti ‘intelligenti’ ma illegali, e pubblicita’ ingannevoli ‘quali quelle connesse a iniziative anche di alcuni Comuni italiani che, con la scusa della promozione di culture indigene o altre idee simili, diffondono in particolare tra i piu’ giovani la cultura dell’uso della droga’. .
Le due misure, ha spiegato Giovanardi, ‘dovevano gia’ essere inserite nel ddl sulla sicurezza, ma abbiamo temuto che lo appesantissero’ ma e’ urgente, secondo il sottosegretario ‘contrastare l’uso di sostanze che in senso legale ancora non sono droghe, ma che sono oggetto di un fiorente commercio in ambigui esercizi commerciali denominati smart shop’.
NEL 2007 AUMENTANO LE RETATE, 60 AL GIORNO – In Italia nel 2007 sono aumentati i soggetti segnalati alle Prefetture per possesso di sostanze stupefacenti (32.413), soprattuto per possesso di cannabis (73%).
Aumentano anche le operazioni antidroga sul territorio nazionale (21.898 contro circa 20.700 del 2006: quasi 60 al giorno).
Crescono anche nell’anno scorso il numero di denunce e di ingressi nelle strutture penitenziarie per crimini commessi in violazione delle norme sugli stupefacenti sono state rispettivamente 35.238 (nel 2006 erano circa 33 mila) e 26.985: stabile il numero di ingressi in carcere di persone che hanno consumato sostanze psicoattive illegali, pari a circa il 27% del totale degli ingressi. Diminuiscono invece il numero di condanne per reati del genere, passate da 16.696 nel 2006 a 12.125 nel 2007.
Infine continua a scendere, come succede dal 2002, il costo delle droghe: in cinque anni la media dei prezzi massimi e minimi è passata da circa 96 euro a 82 per la cocaina, da 64 a 51 per l’eroina nera e da circa 84 euro a 73 per quella bianca.
COCAINA NON FA PIU’ TENDENZA, AUMENTA USO CANNABIS – Non cala piu’ la diffusione dell’uso di eroina, stabile il consumo della cocaina che sembra veder esaurita la moda e, dunque, l’aumento registrato negli anni precedenti per entrambi i generi e per tutte le classi di eta’. Aumenta, invece, la diffusione dell’uso di cannabis: l’1,4% degli italiani (14 persone ogni mille), di eta’ compresa tra i 15 ed i 64 anni consuma frequentemente cannabis.
Tra le 3 persone, ogni mille residenti, che hanno assunto eroina una o piu’ volte nel corso del 2007, solo una ne fa uso frequente. Un po’ piu’ alta la prevalenza di utilizzatori fra gli studenti, visto che 4 studenti ogni mille riferisce un uso frequente e per lo piu’ sono sono tra i diciassettenni maschi e tra le sedicenni femmine. Forse, secondo gli esperti che hanno curato la relazione, una esperienza transitoria che viene abbandonata precocemente al compimento della maggiore eta’.
Il consumo frequente di cocaina e’ riferito da una persona ogni mille residenti ma diventano 7 quelli che, pur non consumando ogni giorno, hanno fatto uso della sostanza nel corso dei 30 giorni precedenti l’intervista sulla quale si basa la relazione. Cosi’ come per l’eroina anche per la cocaina, essa e’ piu’ diffusa tra gli studenti: 4 ogni mille ne fanno uso frequente e complessivamente 20 ogni mille hanno usato cocaina nel corso del mese precedente la compilazione del questionario.
Il 7% degli italiani, invece, ha fatto uso di cannabis una o piu’ volte nel corso dei 30 giorni precedenti l’intervista, altrettante sono le persone che hanno assunto cannabis nel corso del 2007. Crescono i numeri del consumo ‘occasionale’ (una o piu’ volte negli ultimi dodici mesi), e l’incremento maggiore si e’ osservato tra ragazze e donne.
Si conferma assai diffuso il policonsumo, soprattutto di droga e alcol combinati, e i consumatori di droghe hanno un rischio una volta e mezza piu’ elevato di essere anche consumatori di alcol. Alto anche il consumo di stimolanti e allucinogeni, 6 persone su mille ne ha fatto uso almeno una volta nel corso del 2007.
Fonte: aduc droghe
Archiviato in: Legge e uso personale | Tag: alcol, carcere, decreto legge 92, droga, Fini - Giovanardi, multa, polizia stradale, ritiro patente, sanzioni guida ubriaco, stupefacenti, ubriaco
di Giulio Manfredi *
Martedì 27 maggio, è entrato in vigore il Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 26 maggio 2008.
L’art. 4 del decreto legge modifica per l’ennesima volta gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada (D. Lgs. 285/92). Una parte delle modifiche è giusta, opportuna e noi radicali la chiedevamo dall’agosto scorso: è stata eliminata la possibilità per il guidatore ubriaco perso o strafatto di evitare il carcere semplicemente rifiutando di sottoporsi all’ accertamento delle sue condizioni da parte degli agenti della Polizia stradale; la pura e semplice sanzione amministrativa prevista in precedenza è stata ora trasformata in sanzione penale; il carcere era già previsto, ricordiamolo, per chi si sottoponeva al test ed risultava con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro (g/l) o risultava aver assunto sostanze stupefacenti.
Il decreto legge ha introdotto, però, una grave disparità di trattamento fra alterazione psico-fisica da alcool e alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti: mentre rispetto alla prima sia le sanzioni penali che amministrative aumentano all’aumentare del tasso alcolemico, per quanto riguarda l’assunzione di sostanze stupefacenti è indifferente il tipo di sostanza utilizzato e la quantità, e la pena prevista è quella massima comminata al guidatore ubriaco: arresto da tre mesi a un anno e ammenda da 1.500 a 6.000 euro.
In buona sostanza, il governo ha fatto di tutta l’erba un fascio, con grande coerenza, poiché la legge “Fini-Giovanardi” attualmente in vigore equipara tutte le sostanze stupefacenti; così facendo, però, ha aperto la strada ad auspicabili ricorsi in via incidentale, attraverso i tribunali, alla Corte Costituzionale per palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (trattamento sanzionatorio uguale di situazioni palesemente dissimili).
* Giulio Manfredi e’ membro della Giunta di segreteria Radicali Italiani
fonte: aduc droghe
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Assemblea Nazionale degli Estimatori della Canapa
Bologna, 28 gennaio 2007
VAG61 via Paolo Fabbri 110
In questi anni in Italia i movimenti hanno subìto gravi sconfitte. Il pacifismo è un esempio, ma all’antiproibizionismo non è toccata una sorte migliore.
Cinque anni di governo del centro sinistra, poi cinque del centrodestra e ora di nuovo centrosinistra (all’epoca dell’assemblea, ndr), ma la situazione è andata peggiorando.
Oggi è in vigore una legge sulle droghe peggiore di quella modificata dal referendum del 1993, il quale è stato cancellato, con un colpo di spugna, dal decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi nella primavera del 2006.
La maggioranza politica di centro-sinistra, attualmente al governo(nel 2007, ndr), ha fissato nel proprio programma i seguenti impegni:
- una giustizia penale uguale per tutti
- la garanzia di un rigoroso rispetto dell’inviolabilità della libertà personale
- l’incentivo di programmi di cura delle tossicodipendenze al di fuori delle strutture detentive
- l’abolizione delle sanzioni amministrative per chi detiene sostanze stupefacenti per uso personale
La situazione sembrerebbe risolta, ma il tempo sta passando e poco o nulla viene fatto. Gli impegni assunti nel programma non sono ancora stati mantenuti, si perde tempo e intanto continua l’assurda repressione nei confronti degli estimatori della canapa.
Il raddoppio della quantità massima detenibile effettuato dal decreto Turco (poi abrogato, ndr) non affronta infatti la questione del mercato nero e della possibilità di autocoltivare canapa per uso personale.
Il decreto Turco sdogana inoltre (seppur raddoppiandola) il concetto di quantità massima detenibile, il che è come avvallare il ritorno alla “dose media giornaliera” abrogata dal referendum del ’93.
È sorprendente che nessuno parli di incostituzionalità del decreto Berlusconi-Fini-Giovanardi, dal momento che annulla e ribalta il risultato di un referendum popolare. E’ ingiustificato il fatto che non sia ancora stato abrogato.
Questo è molto grave.
La situazione odierna è dunque così riassumibile:
- il verdetto popolare del referendum ’93 non è stato rispettato
- il programma del governo attualmente in carica non è ancora stato attuato
- lampanti ingiustizie vedono come protagonisti “famosi e potenti” cocainomani liberi di espatriare o di tornare tranquillamente alle loro attività
- almeno 1/3 dei parlamentari consuma abitualmente sostanze vietate
- gli estimatori della canapa, rei di coltivare una pianta per aver deciso di non dare soldi alle mafie, subiscono regolari persecuzioni
- le mafie prosperano e le sostanze che mettono in circolazione sul mercato nero sono fuori controllo.
L’assemblea si è espressa molto chiaramente sulla necessità di pensare a nuove forme di iniziativa che non diano luogo a scontri ma ricerchino e propongano chiavi di lettura diverse affrontando la questione a partire da una vera evoluzione culturale.
Non possiamo stare ad aspettare che qualcuno decida per noi: occorre che i milioni di cittadini che vogliono far tornare la canapa nella normalità abbiano voce.
I governanti sono molto interessati al loro posto e noi dobbiamo essere in grado di far pesare, nelle loro scelte politiche, le nostre proposte e il nostro voto.
Occorre respingere ogni interferenza Vaticana, rivendicando la natura laica e di reciproca tolleranza della politica e ricordando ai cattolici che l’alcol contenuto nel vino da messa è una droga pesante, responsabile di milioni di morti, che viene tranquillamente pubblicizzata senza scandalo per nessuno.
In questo governo ci sono alcuni che sembrano muoversi nella nostra direzione, come il ministro Paolo Ferrero (il primo ad aver detto qualcosa di chiaro sul rapporto tra canapa e droghe legali e sul rapporto fra pericolosità delle sostanze e proibizione…) e questo ci lascia qualche speranza. Però non bisogna rischiare di cadere nella fiducia cieca, né delegare aspettando che vengano a darci qualche contentino.
Ma se non ci interpellano è anche perché non abbiamo nessuno che ci rappresenti, non siamo visibili.
documento postato da Giovanni Foresti
fonte : mariuana.it
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Firenze, 23 Marzo 2007. Una ricerca pubblicata sulla rivista “The Lancet” sostiene che l’alcool e il tabacco siano piu’ nocivi delle droghe proibite? E’ la scoperta dell’acqua calda. Basta ricordare che muoiono in Italia ogni anno circa 90.000 persone a causa del tabacco e 40.000 per l’alcool, a fronte di 0 (ZERO!) decessi per cannabis. Eppure quest’ultima e’ proibita, talmente proibita che, qualora se ne possegga piu’ di 0,5 grammi, si va in carcere dai 6 ai 20 anni.
Per questo, abbiamo messo a punto due proposte di legge, la prima per legalizzare la cannabis, la seconda per proibire alcool e tabacco alla stregua di tutte le altre sostanze gia’ inserite nelle tabelle della legge Fini-Giovanardi. I proibizionisti siano coerenti nelle loro idee! Qui la nostra campagna “Tutte legali o tutte proibite”: http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=15741
Fonte: Aduc-di la tua
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‘Drogarsi e’ illecito: come non e’ consentito inquinare l’ambiente, non si puo’ consentire che la gente si inquini dentro’: lo ha detto il sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi, spiegando ai giornalisti le sue idee in merito di politiche antidroga. ‘Bisogna rifare il dipartimento smantellato due anni fa, che e’ davvero una plancia di comando all’interno della quale coordinare le politiche internazionali, quelle nazionali, quelle di repressione e quelle di prevenzione’. ‘Rifaremo entro l’anno la conferenza internazionale sulle tossicodipendenze, con l’invito a tutti gli operatori del settore pubblico e del sociale’.
Marco Perduca, co-vicepresidente del Senato, esponente del Partito Radicale ed eletto nelle liste del Pd, saluta l’annuncio da parte del sottosegretario Carlo Giovanardi della convocazione, a fine 2008-inizio 2009, della Quarta Conferenza sulle tossicodipendenze, gia’ dato dal titolare della delega alla droga due giorni fa e ribadito oggi nel corso di un convegno. Perduca aggiunge pero’ che ‘prima di rivedere l’avvio di riforma del ministro Ferrero, occorre valutare scientificamente quanto due anni di approccio socio-sanitario alle tossicodipendenze e’ riuscito a ridurre in termini di aggravamento dei danni provocati dalla legge Fini-Giovanardi’. E a proposito del ripristino del Dipartimento antidroga, anch’esso annunciato da Giovanardi due giorni fa e ribadito oggi, secondo Perduca ‘riaccorpare tutto nel Dipartimento e’ un ritorno al passato del quale nessuno sente il bisogno’.
‘Accogliamo con favore la proposta di Carlo Giovanardi di riaprire il dipartimento nazionale per le politiche antidroga, chiuso dal governo Prodi nonostante gli importanti risultati raggiunti. Il ministero per le Politiche giovanili e’ pronto ad offrire la sua completa collaborazione, affinche’ la struttura di supporto possa trovare una collocazione e un dimensionamento adeguati, nonche’ un’operativita’ immediata’. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili.
fonte: aduc droghe
Archiviato in: Proibizionismo/Antiproibizionismo | Tag: consumo, depenalizzazione, Don Gallo, Fini - Giovanardi, proibizionismo
di Don Andrea Gallo
Cammino da quarant’anni sulla strada e rispetto la fatica di chi deve affrontare, con i propri figli, un percorso lungo e difficile. Mi sento vicino a coloro che non hanno mai la parola. Al contrario di molti che la monopolizzano, esercitando un vero colonialismo nella società. E sento il dovere di avvertire i giovani dei pericoli che corrono e delle risorse di cui possono disporre.
Nei confronti degli altri (media, politici, benpensanti, chiese, scuola) è mio diritto ridimensionare i problemi della dipendenza, chiarendoli in modo lucido nelle analisi e nella sintesi. Bisogna confrontarsi lealmente, approfondire e non ritenere verità assoluta la propria visione della realtà «droga». In questo campo minato, le metodologie devono costruirsi in un processo di trasformazione sociale collettiva.
L’allarme e l’emergenza di questi giorni costruiscono una deleteria disinformazione. Circolano falsi miti e leggende che fanno notizia, come «fuma uno spinello e muore». E quasi sempre chi lancia allarmi non costruisce politiche del bene comune. Si abbia il coraggio di affermare che le «droghe» non sono il vero e il primo rischio per la stragrande maggioranza dei giovani.
Si ammetta il fallimento della guerra all’offerta. La «Merce» circola e le piantagioni in Afghanistan sono triplicate. Il mercato clandestino è fiorente. La Comunità San Benedetto al Porto ha ospitato l’assemblea «Dipende da noi», che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone in rappresentanza di 40 centri sociali di tutta Italia.
La consapevolezza dei danni prodotti dalle leggi degli ultimi anni è stata forte e condivisa da tutti: nel 2006 spunta la Fini-Giovanardi, approvata a notte fonda come emendamento al decreto delle Olimpiadi di Torino. Si è deciso di partire dal prodotto droghe, demonizzandole e scatenando una persecuzione che mette tutto nelle mani del circuito repressivo: Prefetture, Questure, magistratura, carceri e quelle comunità aderenti all’impianto della nuova repressione. La tolleranza zero continua a impedire un rapporto educativo e sincero con i giovani. Si delinea un fronte bipartisan conservatore e immobilista che dice di combattere una battaglia in difesa dei giovani e finisce per conservare il nulla poiché il vecchio proibizionismo e lì come un ammasso di rottami in nome del quale non si va da nessuna parte.
Non è pedagogico definire una persona dal prodotto che usa. E’ un concetto limitato e poco scientifico attribuire a un prodotto una dimensione morale. Il fronte proibizionista (la droga fa male) cavalca questa corporativa nostalgia. E non pone alternative, che non siano le comunità terapeutiche, il privato d’elite finanziato dallo stato e un servizio pubblico depotenziato. Quest’ultimo diventa manovalanza per i ceti e le aree deboli del paese, con il suo ultimo stadio, il carcere, come discarica sociale.
La nuova maggioranza dopo le promesse elettorali non ha affrontato la riforma della legge Fini-Giovanardi. Perché? E’ un ritardo pesante.
La mitizzazione delle sostanze proibite aumenta l’attrazione, soprattutto tra i giovanissimi. Urge costruire una rete, con tutti quei soggetti che aspirano ad avere una funzione progettuale originale, non burocratica, che può essere realizzata solo intorno a un servizio pubblico forte. Predisporre programmi a «bassa soglia», incrementare trattamenti sulle esigenze di percorsi individualizzati, allestire interventi intermedi flessibili fra l’ambulatoriale e le comunità (unità di strada, centri diurni, attività sociali e domiciliari, lavoro, case alloggio, gruppi di auto-aiuto).
Urge in primis la totale depenalizzazione del consumo personale. Non spaventi la «legalizzazione» quando significa «darsi regole nuove». Governare un fenomeno complesso significa renderlo gestibile da chi lo vive: abbiamo lasciato morire troppe persone. La strategia che l’Ue propone si fonda su tre pilastri: lotta al traffico, prevenzione-cura e riabilitazione-riduzione del danno. Resta nei fatti la migliore strada percorribile. Questo processo deve coinvolgere tutti: cittadini, gruppi spontanei e istituzioni. Dobbiamo sollecitare gli enti locali a favorire pratiche e politiche sociali che costruiscano spazi di socializzazione nelle periferie, nei centri storici, nelle stazioni, nelle città piccole e grandi. Le crociate e i cacciatori di streghe sono inutili e dannosi.
Don Andrea Gallo
fonte: http://www.sanbenedetto.org
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Dichiarazione di Giulio Manfredi (giunta di segreteria Radicali Italiani):
“A gestire le politiche sulle tossicodipendenze rispunta Carlo Giovanardi, che assicura di “aver due o tre idee sulla prosecuzione della lotta alla droga”. A volte ritornano … il vero problema è che in loro assenza non è cambiato nulla. La legge sedicente “Fini-Giovanardi” (L. 21 febbraio 2006, n. 49) è in vigore da 801 giorni – come ci ricorda continuamente antiproibizionisti.it – di cui solo i primi 80 sono di competenza del precedente governo Berlusconi; tutti gli altri, quasi due anni, sono trascorsi sotto il governo Prodi, con la delega alle tossicodipendenze affidata a un ministro di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero.
Peraltro, non posso dimenticare che l’unica possibile piccolo cambiamento che poteva venire sul fronte della riduzione del danno, l’apertura di una narcosala a Torino, è stato affossato attivamente dalla compagna Livia Turco, ex ministro della Salute, che ha fatto gioco di sponda con il compagno Sergio Chiamparino, sindaco di Torino; e col ministro Ferrero alla finestra a guardare …
Dunque, il vero problema non è Carlo Giovanardi, che è solamente una delle espressioni più pittoresche di un regime proibizionista che accomuna il 95% della classe politica italiana, poiché le riserve mentali, non accompagnate da atti conseguenti, in politica come nelle aule dei tribunali, non hanno alcuna rilevanza.”.
fonte: aduc droghe
Archiviato in: Legge e uso personale, News dall'Italia e dal mondo | Tag: cassazione, Fini - Giovanardi, sentenza 17899, uso personale

Ha un segno garantista la sentenza numero 17899 (depositata il 5 maggio) della Cassazione, chiamata a decidere su un caso di un uomo fermato a Napoli in possesso di 51 grammi di cocaina. La Corte doveva stabilire se tale quantita’ legittimava l’arresto, in quanto poteva configurarsi l’uso non personale e quindi un reato. In sintesi la Cassazione ha deciso che il superamento del limite tabellare (previsto dalla Fini-Giovanardi per la cocaina) non introduce di per se’ la presunzione di colpevolezza.
fonte: aduc droghe
Archiviato in: Legge e uso personale | Tag: art 74, associazione, Fini - Giovanardi, legge 309/90
Art. 74.
Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope
1. Quando tre o piu’ persone si associano allo scopo di commettere piu’ delitti tra quelli previsti dall’articolo 73, chi promuove, costituisce, dirige, organizza o finanzia l’associazione e’ punito per cio’ solo con la reclusione non inferiore a venti anni.
2. Chi partecipa all’associazione e’ punito con la reclusione non inferiore a dieci anni.
3. La pena e’ aumentata se il numero degli associati e’ di dieci o piu’ o se tra i partecipanti vi sono persone dedite all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.
4. Se l’associazione e’ armata la pena, nei casi indicati dai commi 1 e 3, non puo’ essere inferiore a ventiquattro anni di reclusione e, nel caso previsto dal comma 2, a dodici anni di reclusione.
L’associazione si considera armata quando i partecipanti hanno la disponibilita’ di armi o materie esplodenti, anche se occultate o tenute in luogo di deposito.
5. La pena e’ aumentata se ricorre la circostanza di cui alla lettera e) del comma 1 dell’articolo 80.
6. Se l’associazione e’ costituita per commettere i fatti descritti dal comma 5 dell’articolo 73, si applicano il primo e il secondo comma dell’articolo 416 del codice penale.
7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla meta’ a due terzi per chi si sia efficacemente adoperato per assicurare le prove del reato o per sottrarre all’associazione risorse decisive per la commissione dei delitti.
8. Quando in leggi e decreti e’ richiamato il reato previsto dall’articolo 75 della legge 22 dicembre 1975, n. 685, abrogato dall’articolo 38, comma 1, della legge 26 giugno 1990, n. 162, il richiamo si intende riferito al presente articolo.