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16 ottobre 2008
‘E’ stato provato scientificamente che le droghe fanno male e Don Andrea Gallo e Marco Pannella devono smettere di dire che lo ’spinello ‘e’ bello”. Con queste parole il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi, si e’ rivolto al leader radicale e al fondatore della comunita’ di San Benedetto al porto di Genova, durante la presentazione della ‘Campagna Informativa 2008 contro la droga’ a Palazzo Chigi.
‘La prossima settimana andro’ a trovare don Gallo e gli diro’ che ci sono tante cose belle che si possono comunicare ai giovani’.
Fonte: aduc droghe
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5 settembre 2008
ROMA – La sperimentazione dovrebbe scattare già a fine settembre, massimo entro i primi di ottobre, ma ancora non si sa nulla (o quasi) sul test antidroga che dovrebbe consentire ai giovani di ottenere il via-libera per la patente. Nei giorni scorsi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, titolare delle deleghe per la lotta contro le droghe e per il servizio civile, ha confermato che l’esperimento scatterà entro il prossimo mese oltre che nel capoluogo sardo anche a Foggia, Verona e Perugia. A mettere appunto gli ultimi dettagli è il Dipartimento nazionale politiche antidroga (Dnpa) che in queste ore sta contattando le Regioni per completare la preparazione del progetto.
“Con ogni probabilità la sperimentazione decollerà ad ottobre nelle quattro città scelte – spiega Giovanni Serpelloni, direttore del dipartimento – ma non è escluso che in seguito possa estendersi anche ad altre regioni. L’idea è semplice: prevedere l’inserimento del drug-test nel momento in cui il candidato sta presentando i documenti per il foglio rosa, chiedendo al medico certificatore di indicarlo nell’idoneità alla guida”. Già oggi, infatti, gli aspiranti patentati devono superare la visita medica per ottenere il lasciapassare sanitario: visita oculistica, riflessi e il colloquio per l’anamnesi del medico. Presto, almeno nelle città-campione, ci sarà anche la voce relativa alle droghe.
“Ovviamente il medico chiederà al soggetto se faccia uso di droghe – prosegue Serpelloni – e nel caso abbia dei dubbi, chiedere al candidato di sottoporsi al drug-test sulle urine per poter rilasciare il certificato. Il test ha tre valenze: capire se il soggetto abbia fatto uso di droghe rilevabili nell’immediatezza dell’esame o, comunque, quattro o cinque giorni prima. Poi c’è la funzione deterrente e la terza è quella di rendere più specifico e completo il certificato di idoneità alla guida, che sino a oggi non prevedeva in alcun modo questo tipo di analisi”. Ma in pratica, cosa succederà? “Tutta dipende dal medico certificatore – conclude il direttore del Dipartimento nazionale politiche antidroga – potrà chiedere al candidato di sottoporsi al test e, in caso di positività, sospendere temporaneamente il rilascio del certificato. In caso di rifiuto, invece, spetterà a lui decidere se rilasciare o meno la certificazione sotto la sua diretta responsabilità. È chiaro che questa campagna ha una finalità soprattutto deterrente, anche perché sappiamo bene che esistono droghe che non possono essere rilevate in questo modo come l’Lsd, la chetamina o i funghi allucinogeni, per i quali occorrono altri tipi di analisi. I costi del drug-test sono minimi e restano a carico del candidato, proprio per questo abbiamo escluso il rilevamento dai capelli che sarebbe stato troppo costoso”.
Già in queste ore il Dnpa contatterà le regioni dove sta per decollare la sperimentazione, riunendo attorno ad un tavolo anche motorizzazioni civili e aziende sanitarie. Completati i preparativi, verrà firmato il decreto per il via definitivo, probabilmente entro la prima decade di ottobre.
Fonte: diregiovani.it
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5 settembre 2008
Dopo la sperimentazione a Verona, i controlli antidroga sulle strade arrivano anche a Ravenna: l’obiettivo e’ estenderli a tutta l’Italia entro la fine del 2009. Lo annuncia ad Affaritaliani.it il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. ‘A Ravenna, che ha chiesto di ospitare la sperimentazione – dice Giovanardi -, potra’ essere trasferita la struttura mobile per le analisi della droga. Con la buona volonta’ di tutti, e l’accordo di regioni ed enti locali, si puo’ estendere l’iniziativa a tutte le citta’ italiane’. Il sottosegretario riferisce che durante la sperimentazione a Verona, in un venerdi’ notte sono stati fermati 600 automobilisti, di cui un’ottantina sono stati sottoposti ad analisi. Il 43% e’ risultato positivo a droga o alcol.
Fonte: aduc droghe
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24 agosto 2008
Continuano le reazioni alla proposta del sottosegretario Carlo Giovanardi di affiancare medici ed infermieri alla polizia stradale per condurre test antidroga ai conducenti d’auto.
E’ giusto fare controlli, e’ impossibile farli a tappeto, su tutti: occorre selezionare le persone, come chi commette infrazioni ed incidenti, e magari i momenti topici che possono essere la notte e gli week end. Lo dice il farmacologo e direttore dell’Istituto di ricerca farmacologica ‘Mario Negri’ di Milano Silvio Garattini. “Non esiste la modica quantita’ – spiega Garattini – chi usa sostanze stupefacenti lo fa per avere certe sensazioni e non e’ comunque nelle condizioni di guidare in modo corretto non avendo risposte rapide e riflessi pronti”. Dunque, “e’ giusto – precisa Garattini – fare controlli come si fanno per l’alcool ma mirati e selettivi, per chi commette infrazioni, e soprattutto di notte e negli week end: non e’ possibile farli su tutti”.
Serviva un segnale forte, che fosse pure un valido deterrente, perche’ siamo in una situazione di vera e propria emergenza sociale: la prevenzione resta l’arma migliore ma i suoi risultati arrivano nel medio lungo periodo. E’ l’opinione sui test antidroga del Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma, Mario Falconi per il quale “le Forze dell’Ordine sapranno utilizzare i test in modo flessibile, intelligente ed appropriato”. Dunque, visti i quotidiani incidenti mortali causati, dovuti all’uso di sostanze stupefacenti, “nell’immediato, subito – nota Falconi – qualcosa, nella situazione di emergenza in cui siamo, andava fatto: ci voleva un segnale forte che funzionasse pure da deterrente, da usare con flessibilita’ ed intelligenza, da parte delle Forze dell’Ordine verso cui non nutro dubbi”. Resta quindi la prevenzione da fare soprattutto nelle scuole e nelle famiglie “due istituzioni purtroppo in forte crisi – conclude Falconi – E allora si investa di piu’ e meglio nella scuola pubblica e nella famiglia: i risultati pero’ verranno nel tempo ed oggi bisognava rispondere all’emergenza sociale per cui i test sono un segnale giusto e forte oltre che, credo, utile”.
I test antidroga su strada, meglio se a farli sono i medici, vanno bene, quel che non condivido affatto sono i test preventivi per la patente e il patentino: una vera idiozia di dubbia legalita’. A parlare e’ la senatrice dei Radicali eletta nelle del Pd e membro della Commissione Sanita’ del Senato, Donatella Poretti, sul piano di prevenzione antidroga disposto dal sottosegretario Carlo Giovanardi. “I test antidroga su strada, come gia’ in uso per l’alcool, vanno benissimo – aggiunge la Poretti – sono una buona iniziativa per la prevenzione ma a patto che le verifiche le facciano i medici e che non si criminalizzino i ragazzi che vanno in discoteca: gli incidenti non sono infatti causati solo da costoro”. Insomma, competenze giuste ed equilibrio nell’uso dei test. Quel che non piace alla Poretti sono, invece, i test preventivi per patente o patentino. “Un esame fatto prima del conseguimento della patente e’ “del tutto inutile – precisa – e l’unico strumento efficace sono i controlli stradali, come ci indicano la Commissione europea e l’Oms”, che relegano l’Italia all’ultimo posto nella Ue per controlli stradali: nel periodo 2003-06, solo il 3% della popolazione e’ stata sottoposta a test alcolemico presso check-points della polizia stradale almeno una volta e solo l’1% piu’ di una volta. In Francia, le percentuali sono rispettivamente del 17% e 15%; in Germania 17% e 7%; Olanda 23% e 14%; Finlandia 26% e 38%. “A seconda dell’esame impiegato si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all’alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell’esame – spiega la Poretti – Con l’esame del sangue, infatti, le tracce di alcool spariscono in poche ore, mentre quelle della cannabis rimangono fino a 30 giorni. Tutto questo a fronte del fatto che il 30-50% degli incidenti stradali e’ causato proprio dall’alcool”. Insomma, se i test su strada vanno bene, “per allinearci ai paesi europei su controlli stradali con etilometro e test tossicologici che sono il migliore strumento – conclude la Poretti – di prevenzione e riduzione degli incidenti”, i test preventivi per patente e per patentino sono inutili ed illegittimi.
Serve una campagna sull’interesse per la realta’ umana, propria e degli altri: una noto o un’auto sono di fatto un’arma potenziale di autodistruzione e di distruzione, si tratta di saperle usare bene per se stessi e gli altri. E’ quanto sostiene lo psichiatra Francesco Riggio in merito ai test antidroga di Giovanardi che, tra l’altro, chiosa lo psichiatra, “sono molto costosi”. Insomma, ha qualche dubbio sull’iniziativa? “Si’ perche’ non mi convince il modo di affrontare e risolvere le tragedie che quotidiamente si consumano sulle strade – risponde lo psichiatra – non si risolve cio’ con test e controlli e poi non vorrei che cio’ diventasse un sistema”. Ossia, solo provvedimenti e misure di repressione e niente prevenzione. “Anche chi usa sostanze o alcool, ed il loro effetto di alterazione lo producono a seconda della quantita’ introdotta, non e’ detto che procuri un danno a se stesso o agli altri: dipende da quanto il soggetto e’ consapevole del proprio stato ed e’ la consapevolezza che lo rendera’ prudente – spiega Riggio – Se la consapevolezza viene meno e – aggiunge – scatta l’indifferenza allora si’ che il soggetto diventa pericoloso per se’ e per gli altri”. Dunque, e’ l’indifferenza il vero nemico da affrontare? “Senz’altro e direi meglio: e’ l’anaffettivita’ che – conclude lo psichiatra – fa perdere l’amore, il senso per la vita per se stessi e per gli altri: ecco fare una campagna sull’interesse per la realta’ umana sarebbe una svolta e una vera rivoluzione”.
‘Sono sorpreso dalle dichiarazioni del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, Dott. Bianco, che adduce problematiche, ed in fondo si dichiara contrario, ai test antidroga che il Sottosegretario alle politiche antidroga, Giovanardi, in collaborazione con il Ministro Matteoli e la Polizia Stradale, avviera’ in via sperimentale venerdi’ prossimo sulle strade di alcune citta”. E’ quanto afferma Domenico Di Virgilio, vice presidente del gruppo parlamentare delPdl della Camera. ‘A questo punto mi chiedo – evidenzia Di Virgilio – si vuole o non si vuole fare prevenzione ? Si vuole o non si vuole salvaguardare i cittadini da incoscienti e irresponsabili che pur avendo assunto sostanze stupefacenti od alcool in eccesso, o entrambe, si mettono alla guida mettendo a rischio non solo la propria vita ma soprattutto quella di altre persone? Insomma la prevenzione e’ o non e’ uno dei cardini della medicina attuale?’. ‘Controllare se chi si mette alla guida, sia giovani che escono dalle discoteche, o chiunque altro, e’ nelle condizioni psico-fisiche per non essere un pericolo pubblico per se’ e per gli altri – ribadisce Di Virgilio – costituisce davvero una violazione dei diritti personali? A mio modesto modo di vedere assolutamente no, perche’ tutelare la salute dei cittadini e’ un diritto sancito non solo dal buon senso ma dalla stessa Costituzione italiana. Le cronache riportano pressoche’ quotidianamente incidenti mortali causati non solo dall’alcool ma anche dalla droga – conclude Di Virgilio – e, allora, le istituzioni non possono stare a guardare; e’ il momento di agire, e quindi plaudo all’iniziativa del Sottosegretario Giovanardi che invito a non demordere!’
Il prossimo incontro previsto per meta’ settembre del comitato centrale dell’ordine dei medici si occupera’ anche del contributo chiesto alla categoria nei controlli sulle strade con i test antidroga. Lo ha reso noto il vice presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Maurizio Benato. Nell’incontro, ha aggiunto Benato, i vertici dell’ordine dei medici esamineranno le misure introdotte. ‘Si tratta di questioni da approfondire, considerando i vari aspetti che riguardano l’impegno dei medici che – ha concluso – non si sono mai tirati indietro nel contribuire a progetti per la salute pubblica’.
Fonte: aduc droghe
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25 luglio 2008
“Se dovessi dire che tra tutti gli imprenditori italiani nessuno fa uso di droga, o che tra tutti i professionisti italiani, avvocati o medici, nessuno fa uso di droga, o che su 58 milioni di italiani nessuno fa uso di droga direi una cosa molto disonesta ed ipocrita”. Carlo Giovanardi sottolinea invece di non essere “ne’ ipocrita ne’ disonesto”, per questo ribadisce che “la droga, e purtroppo la cocaina e’ diffusa anche nei quartieri alti ed e’ la classica droga che trova diffusione anche tra coloro che hanno grandi responsabilita’ imprenditoriali, professionali e politiche”. Quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla lotta alla droga, e’ la spiegazione delle osservazioni che hanno indotto una cinquantina di deputati, primo firmatario il Pd Francesco Laratta, a presentare un’interpellanza. Nulla che giustifichi “considerazioni ipocrite come quelle che ho ascoltato oggi”, perche’ “ahime’, che ci siano parlamentari che hanno fatto uso o spacciato droga, e siano stati rinviati a giudizio” e’ certificato dalla cronaca. Giovanardi tiene invece a respingere l’accusa di una generica accusa al Parlamento, “che ho difeso dall’operazione, quella si’ diffamatoria, delle ‘Iene’ nella scorsa legislatura”.
“Giovanardi faccia i nomi. Dica chi usa cocaina in Parlamento. Lei non solo copre chi commette un grave reato, quanto infanga tutti gli onesti che siedono in Parlamento, tutti coloro che non usano sostanze stupefacenti”. Lo afferma il deputato del Pd, Franco Laratta, che con altri 50 parlamentari chiede conto al governo dell’affermazione di Giovanardi alla stampa. “Il confronto si e’ svolto oggi nell’aula di Montecitorio. Giovanardi, sottosegretario alla presidenza, rispondeva a Laratta e a 50 deputati del Pd, dell’Udc e di Idv. “Giovanardi si e’ anche innervosito ricordando le sue battaglie contro la droga”. Laratta lo ha provocato accusandolo di non voler fare i nomi e per questo di “infangare tutto il Parlamento”. Ha anche accusato il sottosegretario di “leggerezza”: “Lei non sa quello che dice, parla con superficialita’ di temi molto gravi. Il Parlamento deve essere una casa trasparenza. La invito a dire quello che sa, di denunciare i colpevoli. Ma Giovanardi non ha fatto alcun nome”.
Fonte: aduc droghe
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19 luglio 2008
E’ superata la polemica ideologica con le comunita’ terapeutiche sulla legge Fini-Giovanardi. La legge e’ stata digerita e si e’ preso atto che e’ una buona legge’. A parlare e’ uno dei due firmatari della normativa contro la tossicodipendenza, Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio e responsabile del Dipartimento nazionale antidroghe, che ha incontrato a Roma le stesse comunita’ per una ricognizione delle criticita’ del sistema. Dal confronto, ‘ho preso atto con grande soddisfazione che i paletti che abbiamo introdotto, ossia che drogarsi non e’ un diritto ma un illecito e che le misure per il tossicodipendente sono finalizzate al recupero e non sulla cronicizzazione, sono ampiamente condivise dagli operatori. Questo dimostra che le polemiche che hanno accompagnato la nascita dela legge erano infondate. Qui oggi, fra le tante comunita’ che abbiamo ascoltato, solo il Cnca ha sollevato qualche critica. Tutti gli altri, hanno posto questioni concrete con la voglia di contribuire al miglioramento del sistema’. In particolare, e’ emersa la necessita’ di rendere piu’ virtuoso il rapporto pubblico-privato e di superare le disuguaglianze dei servizi a livello regionale. Giovanardi ha annunciato che a breve si incontrera’ con la Conferenza stato-regioni per un approfondimento sul tema.
FEDERAZIONE COMUNITA’ CHIEDE PIU’ SOLDI E POTERE - La Federazione delle Comunita’ Terapeutiche ritiene ‘fondamentale che il nuovo Dipartimento nazionale assuma un ruolo di cerniera tra le diverse conoscenze, esperienze tecniche e le scelte politiche del Governo’. E’ quanto afferma la Fict al termine della riunione con il Sottosegretario Carlo Giovanardi. Tra le richieste della Fict, ‘l’integrazione dei servizi’ che deve avvenire in un’ottica simmetrica con il passaggio da Enti Ausiliari a Enti Accreditati, evitando competizioni inutili tra pubblico e privato. Chiesta anche una ‘omogeneita’ di trattamento su base nazionale’: molte Regioni, circa la meta’, non hanno ancora applicato gli Atti di Intesa Stato Regioni ed esiste una notevole differenza negli investimenti sui servizi Per quanto riguarda le risorse economiche, secondo la Fict si assiste, anno dopo anno, al depauperamento dei fondi (l’Italia investe nel settore la meta’ di quanto stanziato dagli altri paesi della UE) sia in personale per i servizi. La Fict ha proposto, tra l’altro, un coordinamento forte tra il il Governo Centrale e quello locale delle Regioni; il ripristino del fondo Nazionale per la lotta alla droga, separato per le Dipendenze; di impegnare le Regioni ad uno stanziamento per le dipendenze pari almeno all’ 1,5% del fondo sanitario di loro competenza; di costituire un Osservatorio Nazionale sulla droga che permetta una lettura omogenea e coordinata con quella delle Regioni.
Oltre ad un maggiore ruolo per se’, la Federazione spiega che tutte le droghe sono pesanti. Nessuna critica e’ stata mossa nei confronti della legge Fini-Giovanardi.
TICKET NEI SERT? PER GIOVANARDI E’ IDEA INTERESSANTE – Un contributo economico ai Sert da parte delle famiglie piu’ abbienti per le prestazioni ricevute dai congiunti. E’ una delle proposte avanzate da alcune comunita’ terapeutiche. Questa sorta di ticket, che nelle intenzioni dei sostenitori, dovrebbe essere applicato solo alle famiglie benestanti ed ovviare alla limitazione dei posti e quindi ad evitare di penalizzare chi ha meno possibilita’ economiche, e’ stato definito uno ’spunto interessante’ da Giovanardi. ‘E’ uno dei tanti argomenti che sono emersi oggi e sul quale va fatta una riflessione. Ma – ha precisato – non e’ l’unico’. Il sottosegretario ha segnalato che, ad esempio, in Brasile chi ricorre al servizio pubblico per la tossicodipendenza paga regolarmente il proprio contributo.
Fonte: aduc droghe
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18 luglio 2008
“Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per sottoporre a test tossicologici e alcolemici tutti coloro che fanno richiesta di patentino e patente di guida. E’ una vera e propria idiozia di dubbia legalità”: lo sostiene la senatrice radicale Donatella Poretti (Pd).
“Un esame fatto prima del conseguimento della patente è inutile”, afferma Poretti in un comunicato. In secondo luogo, “l’Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-points della polizia stradale almeno una volta, e solo l’1% sottoposto ai test piú di una volta”, mentre “il Governo ha tagliato i fondi per le Forze dell’Ordine con il Decreto fiscale, riducendo quindi i fondi che dovrebbero essere destinati ad un maggiore controllo delle strade”.
Secondo Poretti, poi, “a seconda dell’esame impiegato, si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all’alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell’esame”. Infine, “questo provvedimento è illegittimo”, afferma la senatrice radicale. “La legge europea ed italiana sancisce il divieto di rilascio della patente di guida a chi e’ dipendente o chi fa uso continuato ed abituale di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale”.
“Per questo col senatore Marco Perduca, ho rivolto un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio per avere chiarimenti sulla base legislativa di questa iniziativa.
Soprattutto, chiedo al Governo cosa intenda fare per raggiungere i livelli europei per quanto riguarda i controlli stradali con etilometro e test tossicologici, l’unico vero strumento di prevenzione e riduzione degli incidenti stradali”.
QUi il testo dell’interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=174
Fonte: aduc droghe
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Siamo fortemente perplessi dall’iniziativa annunciata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, di sottoporre a test alcolemici e tossicologici coloro che fanno richiesta della patente di guida.
Per prima cosa troviamo che sia un test del tutto inutile, in quanto difficilmente il candidato si presentera’ al test medico sotto l’effetto di droghe o alcolici. Cio’ che invece andrebbe fatto -ma che ovviamente e’ soluzione ben piu’ impegnativa- e’ quadruplicare i controlli sulle strade, dotando le forze dell’ordine della strumentazione adatta per pizzicare in flagrante chi guida sotto stato di alterazione. Questa si’ che sarebbe una rivoluzione! Ma d’estate, si sa, si proclamano iniziative clamorose e autopromozionali che lasciano il tempo che trovano.
Secondo, la legge europea e italiana vieta il rilascio della patente di guida a chi e’ dipendente o chi fa uso continuato di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale (direttiva 2006/126/CE e Codice della Strada). Non si puo’ quindi, allo stato attuale, impedire al consumatore occasionale di alcool o cannabis di ottenere la patente solo perche’ un test individua tracce di alcolici o cannabis, magari assunti giorni prima. Per farlo e’ necessario cambiare la legge, cosa che Giovanardi non ha il potere di fare.
Terzo, non ci risulta alcuna direttiva europea che imporrebbe un tale controllo entro il 2011, come sostiene Giovanardi, ma potremmo sbagliarci. Abbiamo chiesto delucidazioni all’Ufficio del Dipartimento della Presidenza del Consiglio, che pero’ non ci ha saputo rispondere.
Quarto, il fatto che l’eventuale risultato positivo ai test venga immediatamente notificato ai genitori, dimostra che l’iniziativa ha ben poco a che fare con la sicurezza stradale. E’ invece un maldestro tentativo di testare tutti i giovani italiani, cosa che non si e’ riusciti a fare regalando i kit antidroga alle famiglie in alcune citta’ italiane.
Nei prossimi giorni presenteremo un interrogazione parlamentare grazie alla senatrice Donatella Poretti per chiedere gli estremi della sperimentazione e su quali normative essa si basi.
Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc
Fonte: aduc droghe
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Un test per verificare se si e’ consumatori di droga e alcol e per chi risulta positivo non ci sara’ il rilascio di patente o patentino. Parte a settembre una nuova campagna per la sicurezza stradale promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga in 4 citta’ campione: Verona, Perugia, Foggia e Cagliari per ora le prescelte. La campagna si basa su un’iniziativa europea che scattera’ nel 2011 ma che l’Italia mette in campo con tre anni di anticipo per prevenire le stragi su strada. Ad annunciarla e’ il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia, droga e servizio civile, Carlo Giovanardi, che ne ha anticipato i contenuti nell’ambito della conferenza “Sicurezza stradale: invertiamo la rotta”, promossa oggi a Roma da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani nell’ambito dell’iniziativa “BastaUnAttimo”.
“La campagna promossa dal Dipartimento e’ un’iniziativa che punta sulla prevenzione contro l’uso di droghe e alcol per chi si mette al volante. I test verranno realizzati in 4 citta’ campione, scelte tra Nord, Centro, Sud e Isole maggiori, e verranno effettuati su tutti i giovani che faranno richiesta di patente auto o patentino per guidare moto e motorini. Chi risultera’ positivo al test non avra’ il documento di guida.
“I numeri dei morti, dei giovani che perdono la vita e di tutti quelli che rimangono invalidi a causa di un incidente su strada parlano chiaro: siamo difronte ad una ‘grande guerra’, le cifre sono impressionanti” dice ancora Giovanardi sottolineando che si tratta di “un fenomeno terribile. Questi ragazzi escono di casa la sera tutti vitali e non tornano piu’ alle loro famiglie. Per non parlare poi di quelli che rimangono invalidi”.
“I provvedimenti assunti dal precedente governo, quelli che sta prendendo l’attuale governo, come lo stop alla vendita di alcolici dopo le 2 del mattino, hanno prodotto un calo di vittime sensibile e tra gli emendamenti c’e’ anche la richiesta di vietare la vendita di alcolici non solo per le discoteche o i locali di ritrovo, ma anche per i ristoranti”. “Non c’e’ dubbio -dice il Sottosegretario- che va messa in campo una maggiore severita’, ma ci sono resistenze fortissime. Volevamo portare il divieto ben oltre le 2 del mattino, fino alle 3, ma le categorie coinvolte non si sono rese disponibili ad alcun accordo”.
“Non mi sembra -sottolinea- un modo di collaborare per la sicurezza di giovani e non”. “Inoltre, cito per tutti il caso di Ravenna, il Prefetto ha fatto chiudere un locale inadempiente, ma il giudice di Pace ha rinviato il provvedimento a marzo-aprile 2009 quando e’ in questa stagione, e’ adesso il maggior problema. Spesso si ritirano patenti e si calano punti sulla patente per infrazioni gravi alla sicurezza stradale, poi arriva il giudice di Pace e annulla la sanzione. Bisogna guardare alla vita e alla sicurezza di chi sta in strada”.
Fonte: aduc droghe
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25 giugno 2008
L’impianto della legge sulla droga Fini-Giovanardi “ha retto” e in particolare l’introduzione della soglia quantitativa ha “dispiegato pienamente i suoi effetti positivi”. Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, secondo cui i principi a cui si atterra’ il governo restano quelli di ritenere un illecito drogarsi e quello di affiancare a repressione e prevenzione una decisa azione di recupero del tossicodipendente. Nessuno spazio nel programma dell’esecutivo invece avranno le cosiddette “stanze del buco” e misure che puntano alla “riduzione del danno”. Presentando la Relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze, Giovanardi ha spiegato che qualsiasi terapia “deve essere finalizzata al recupero e non alla cronicizzazione”. Secondo Giovanardi vanno tenute ben distinte le due figure, e i relativi aspetti sanzionatori, di spacciatore e consumatore, quest’ultimo vittima al quale possono essere applicate soltanto sanzioni amministrative. Le statistiche sugli ingressi di tossicodipendenti in carcere dimostrano che l’effetto negativo della norma che ha introdotto la soglia quantitativo dell’uso personale di droga “non c’e’ assolutamente stato”; nel 2007 gli ingressi nelle strutture penitenziarie e’ ammontato a 27.985, il 27% del totale degli ingressi, una percentuale che si e’ rivelata stabile. La norma del testo unico e’ stata “accolta favorevolmente dagli operatori – ha osservato Giovanardi – cui e’ stato semplificato e agevolato il proprio compito, senza provocare affatto quei paventati effetti catastrofici circa la possibilita’ che il semplice consumatore di droga potesse irrimediabilmente finire in carcere”. Occasione di dibattito e confronto su quanto avvenuto finora e come affrontare il futuro sara’ – ha detto ancora Giovanardi – la quinta conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, il cui svolgimento e’ previsto per i primi mesi del 2009. “Inviteremo tutti gli operatori a partecipare e ci auguriamo che non ci siano defezioni ideologiche come e’ successo nell’ultima edizione”.
Obiettivo della Conferenza e del governo e’ di attuare una decisa opera di prevenzione nei confronti dei minorenni: bisogna intercettare precocemente il problema e informare la famiglia che dovra’ essere supportata adeguatamente al fine di gestire con efficacia la fase di scoperta e del successivo intervento.
Occorre “giocare d’anticipo” e intercettare precocemente ogni segnale che possa far capire ai genitori l’uso anche occasionale di alcol e droga da parte dei propri figli, cosi’ da poter avviare prima possibile i ragazzi ai percorsi di recupero. Giovanardi ha insistito sulla pericolosita’ della cannabis che puo’ lasciare “buchi nel cervello”: secondo un recente rapporto pubblicato dalla Casa Bianca nel 2007 la marijuana ha raggiunto il massimo livello di sempre di concentrazione di Thc, il principale principio attivo contenuto nelle sostanza, tale da provocare serie ripercussioni alla salute, con patologie cerebrali.
Giovanardi ha infine assicurato che “da qui a poche settimane” saranno resi effettivi i controlli sulle categorie di lavoratori a rischio, in attuazione del’art.125 del T.U. 309/90, che prevede specifici accertamenti di carattere sanitario volti ad evidenziare l’assunzione, occasionale o continuata, di sostanze stupefacenti.
FACILISSIMO TROVARLA A SCUOLA – La scuola e’ uno dei luoghi in cui i ragazzi italiani trovano la droga piu’ facilmente. La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata oggi rivela che il 31,3% degli italiani (tra i 15 e i 64 anni) e il 51% degli studenti (tra i 15 e i 19 anni) trova le sostanze illegali in modo ‘facile’ o ‘piuttosto facile’. A scuola il 12% ci trova facilmente eroina, il 26,4% la cannabis, il 5,7% gli stimolanti e il 4% gli allucinogeni. In discoteca il 15% degli studenti dice di poter comprare eroina, il 25% cocaina, oltre il 30% cannabis.
COCAINA E’ IN PARLAMENTO,NEGARLO E’ NEGARE REALTA’ “In Parlamento c’è la cocaina, non dirlo sarebbe negare la realtà”. Cosí il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Sul tema, in ogni caso, per Giovanardi bisogna fare chiarezza, perchè “non è vero che ne fa uso la metà dei parlamentari”.
85 ITALIANI SU 100 DISAPPROVANO GLI SPINELLI – Gli italiani sono abbastanza consapevoli dei rischi per la salute connessi al consumo di droghe, e hanno una forte opinione negativa sul loro uso, anche se esso si limita agli spinelli: e’ quanto emerge dalla Relazione. La maggior parte degli intervistati dagli autori della ricerca, infatti, disapprova l’uso di qualunque sostanza illegale (84,6%) e percepisce il rischio derivante dal farne uso (89,8%). Per la cannabis, il 70% esprime preoccupazione e l’80% ne biasima il consumo: si e’ quindi invertita la tendenza che aveva portato, negli ultimi anni, a una diminuzione della percentuale di chi disapprova gli spinelli.
IN DDL SICUREZZA MISURE SU SMART DRUG E PUBBLICITA’ – Nel Disegno di legge che accompagnera’ in Parlamento l’iter del disegno di legge sulla sicurezza, saranno inserite due misure che punteranno a bloccare la diffusione tra i giovani delle cosiddette ’smart drugs’, ovvero le sostanze stimolanti ‘intelligenti’ ma illegali, e pubblicita’ ingannevoli ‘quali quelle connesse a iniziative anche di alcuni Comuni italiani che, con la scusa della promozione di culture indigene o altre idee simili, diffondono in particolare tra i piu’ giovani la cultura dell’uso della droga’. .
Le due misure, ha spiegato Giovanardi, ‘dovevano gia’ essere inserite nel ddl sulla sicurezza, ma abbiamo temuto che lo appesantissero’ ma e’ urgente, secondo il sottosegretario ‘contrastare l’uso di sostanze che in senso legale ancora non sono droghe, ma che sono oggetto di un fiorente commercio in ambigui esercizi commerciali denominati smart shop’.
NEL 2007 AUMENTANO LE RETATE, 60 AL GIORNO – In Italia nel 2007 sono aumentati i soggetti segnalati alle Prefetture per possesso di sostanze stupefacenti (32.413), soprattuto per possesso di cannabis (73%).
Aumentano anche le operazioni antidroga sul territorio nazionale (21.898 contro circa 20.700 del 2006: quasi 60 al giorno).
Crescono anche nell’anno scorso il numero di denunce e di ingressi nelle strutture penitenziarie per crimini commessi in violazione delle norme sugli stupefacenti sono state rispettivamente 35.238 (nel 2006 erano circa 33 mila) e 26.985: stabile il numero di ingressi in carcere di persone che hanno consumato sostanze psicoattive illegali, pari a circa il 27% del totale degli ingressi. Diminuiscono invece il numero di condanne per reati del genere, passate da 16.696 nel 2006 a 12.125 nel 2007.
Infine continua a scendere, come succede dal 2002, il costo delle droghe: in cinque anni la media dei prezzi massimi e minimi è passata da circa 96 euro a 82 per la cocaina, da 64 a 51 per l’eroina nera e da circa 84 euro a 73 per quella bianca.
COCAINA NON FA PIU’ TENDENZA, AUMENTA USO CANNABIS – Non cala piu’ la diffusione dell’uso di eroina, stabile il consumo della cocaina che sembra veder esaurita la moda e, dunque, l’aumento registrato negli anni precedenti per entrambi i generi e per tutte le classi di eta’. Aumenta, invece, la diffusione dell’uso di cannabis: l’1,4% degli italiani (14 persone ogni mille), di eta’ compresa tra i 15 ed i 64 anni consuma frequentemente cannabis.
Tra le 3 persone, ogni mille residenti, che hanno assunto eroina una o piu’ volte nel corso del 2007, solo una ne fa uso frequente. Un po’ piu’ alta la prevalenza di utilizzatori fra gli studenti, visto che 4 studenti ogni mille riferisce un uso frequente e per lo piu’ sono sono tra i diciassettenni maschi e tra le sedicenni femmine. Forse, secondo gli esperti che hanno curato la relazione, una esperienza transitoria che viene abbandonata precocemente al compimento della maggiore eta’.
Il consumo frequente di cocaina e’ riferito da una persona ogni mille residenti ma diventano 7 quelli che, pur non consumando ogni giorno, hanno fatto uso della sostanza nel corso dei 30 giorni precedenti l’intervista sulla quale si basa la relazione. Cosi’ come per l’eroina anche per la cocaina, essa e’ piu’ diffusa tra gli studenti: 4 ogni mille ne fanno uso frequente e complessivamente 20 ogni mille hanno usato cocaina nel corso del mese precedente la compilazione del questionario.
Il 7% degli italiani, invece, ha fatto uso di cannabis una o piu’ volte nel corso dei 30 giorni precedenti l’intervista, altrettante sono le persone che hanno assunto cannabis nel corso del 2007. Crescono i numeri del consumo ‘occasionale’ (una o piu’ volte negli ultimi dodici mesi), e l’incremento maggiore si e’ osservato tra ragazze e donne.
Si conferma assai diffuso il policonsumo, soprattutto di droga e alcol combinati, e i consumatori di droghe hanno un rischio una volta e mezza piu’ elevato di essere anche consumatori di alcol. Alto anche il consumo di stimolanti e allucinogeni, 6 persone su mille ne ha fatto uso almeno una volta nel corso del 2007.
Fonte: aduc droghe