Germania. La cannabis efficace contro la ADHD
La somministrazione orale di dronabinolo, cioè di THC sintetico in capsule, allieva i sintomi del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.E’ quanto risulta da uno studio pubblicato dall’IACM (International Association for Cannabis as Medicine), che ha sede ad Heidelberg.Secondo l’associazione internazionale per la cannabis terapeutica, che si basa su uno studio dell’Universita’ di Heidelberg pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Criminology, fumare marijuana migliora nettamente le condizioni di chi è affetto dalla ADHD, riportando verso la normalità molte attività mentali.
fonte: www.droghe.aduc.it
Italia. Tutti i componenti della cannabis antidolorifici migliori dei singoli
Presto saranno pubblicati nella Phytotherapy Research i dati della ricerca che rivelano che l’estratto della pianta di cannabis da’ migliore sollievo ai dolori rispetto a quello fornito dai singoli componenti della pianta.
Per i ricercatori dell’universita’ di Milano, Dipartimento di farmacologia, sugli esperimenti compiuti su cavie l’efficacia dell’intera pianta si e’ rivelata maggiore. La somministrazione dei THC o CBD da’ minore effetto di quella dei componenti cannabinoidi multipli, insieme.
Due ricerche, autonome, hanno rivelato che l’inalazione della cannabis riduce significativamente il dolore provocato dall’Hiv, o quello delle lesioni al midollo spinale.
fonte: aduc.droghe
Tumori: Gb, cannabis potrebbe indebolire cellule cancro
17 luglio 2008
LONDRA - Farsi una canna come terapia contro il cancro: a Londra i ricercatori medici della St.George University sono arrivati alla conclusione che la cannabis è in grado di rallentare sviluppo e riproduzione delle cellule tumorali. A loro avviso il THC, principale ingrediente della cannabis, può avere un effetto benefico su tutte le tipologie di tumore, ma specialmente per quello al polmone e al cervello, oltre alla leucemia: indebolirebbe le cellule tumorali, rendendo così più efficace la chemioterapia.
Studi precedenti avevano dimostrato come le proprietà delle cannabis potevano essere base per medicinali utili ai malati di cancro: come antidolorifico ma anche stimolanti dell’appetito e per la riduzione della nausea.
Tuttavia all’annuncio dei risultati ai quali sono arrivati i ricercatori della St.George University è seguito un ammonimento a proposito del fumo della droga, in quanto per ora l’unica versione “sicura” della cannabis a uso terapeutico è stata generata in laboratorio. “Non sto in nessun modo incoraggiando la gente ad assumere cannabis, ci potrebbero essere più danni che vantaggi. Tuttavia questo studio dimostra come la sostanza sia una valida arma nella battaglia contro il cancro: per autorizzarne la somministrazione siamo abbastanza vicini, ma abbiamo bisogno di ulteriori riscontri. Credo che in due o tre anni si potrà utilizzare regolarmente”, ha detto ai giornalisti il dottor Wai Man Liu, che ha partecipato alla ricerca.
La dottoressa Joanna Owens, del Centro ricerca sul Cancro del Regno Unito, ha affermato che studi simili vanno incoraggiati: “Rendere le cellule tumorali più vulnerabili a vantaggio della chemioterapia o la radioterapia è un’ottima idea, ma siamo soltanto agli inizi”.
SDA-ATS
Fonte: swiss info
Scienza: Artrite
45 pazienti affetti da artrite alle ginocchia, che dovevano sottoporsi ad un intevento chirurgico, sono stati esaminati, ed è stata scoperta la presenza di recettori di cannabinoidi e di endocannabinoidi. Anandamide ed 2-AG erano presenti nel fluido delle giuntura dei pazienti, ma non nei fluidi di persone in buona salute che fungevano da controllo, potendo così considerare che i cannabinoidi possano avere un’attività antinfiammatoria nell’artrite. (Fonte: Richardson D, et al. Arthritis Res Ther 2008;10(2):R43.)
Fonte: iacm
Scienza: In pazienti affetti da epatite C, i cannabinoidi possono alleviare gli effetti collaterali dei farmaci anti-virali.
In accordo con i ricercatori dell’Università di Ottawa, Canada, l’uso di cannabinoidi può aiutare nel trattamento della perdita di appetito e nausea in pazienti affetti da epatite C sottoposti a cure con farmaci anti-virali. I dati dei pazienti affetti da epatite C che hanno ricevuto un trattamento con ribavirina ed interferone tra l’Agosto 2003 ed il Gennaio 2007, vengono rivisti. Dei 191 pazienti riconosciuti, 25 hanno ricevuto cannabinoidi e altri farmaci per via orale. Il trattamento con cannabinoidi è iniziato dopo tre settimane e mezzo dall’inizio del trattamento con antivirali. Il motivo dell’uso dei cannabinoidi è stato la perdita d’appetito (per il 72% del campione) e nausea (32%).
Il 64 % dei pazienti che hanno ricevuto cannabinoidi hanno manifestato un miglioramento nei sintomi. La media della perdita di peso prima della terapia era 4.5 kg. La perdita di peso si è stabilizzata dopo un mese dall’inizio del trattamento. La proporzione dei pazienti che hanno completato l’intera cura con anti-virali registrando un risultato positivo era maggiore nel campione trattato con cannabinoidi rispetto al gruppo di controllo.
(Fonte: Costiniuk CT, Mills E, Cooper CL. Evaluation of oral cannabinoid-containing medications for the management of interferon and ribavirin-induced anorexia, nausea and weight loss in patients treated for chronic hepatitis C virus. Can J Gastroenterol 2008;22(4):376-80.)
Fonte: iacm
Scienza: Nei pazienti malati di cancro sotto trattamento con oppiacei, il nabilone riduce il dolore e la nausea
Uno studio d’osservazione è stato condotto dall’Università di Toronto, Canada, su pazienti malati di cancro in stadio avanzato e sofferenti di dolore cronico, sull’efficacia del nabilone (un derivato sintetico del THC). 47 pazienti trattati con nabilone sono stati comparati con 65 malati di cancro non trattati con cannabinoidi.
I pazienti trattati con nabilone hanno avuto una diminuzione significativa del dolore, associato ad un uso in minore quantità di oppiacei. Ci sono stati miglioramenti anche per quanto riguarda la nausea, ansia e dolori vari. Comparandoli ai pazienti che non assumono nabilone, i pazienti (trattati con nabilone) iniziano con minor frequenza a usare farmaci come antinfiammatori di tipo non steroideo, antidepressivi triciclici, l’analgesico gabapentin, cortisonici (desametasone), antiemetici (metoclopramide e ondansetron), e hanno una tendenza a sospendere il loro uso.
(Fonte: Maida V, Ennis M, Irani S, Corbo M, Dolzhykov M. Adjunctive nabilone in cancer pain and symptom management: a prospective observational study using propensity scoring. J Support Oncol 2008;6(3):119-24.)
Fonte: iacm
Scienza: In uno studio clinico, la cannabis è un valido trattamento nel dolore neuropatico.
In uno studio clinico, placebo controllato, condotto su 38 pazienti (d’età media di 46 anni) all’Università della California, USA, il fumo di cannabis è efficace nel ridurre il dolore neuropatico derivante da diversi fattori (diabete, lesione al midollo spinale, sclerosi multipla ed altre cause).
I partecipanti hanno ricevuto cannabis con concentrazioni diverse in THC (3.5% o 7%) o placebo (senza THC) in tre differenti momenti con una distanza minima da una somministrazione all’altra di tre giorni. In ogni seduta, i pazienti hanno assunto lo stesso numero di inalazioni per ogni sigaretta, seguendo una procedura standardizzata, al fine di assicurare uniformità nella dose assunta ad ogni livello di concentrazione.
Tutti i partecipanti avevano fatto in passato, uso di cannabis, ma avevano sospeso la somministrazione di cannabis o marinol 30 giorni prima dell’inizio dello studio clinico. 31 pazienti usavano oppiacei ed hanno continuato l’uso durante lo studio. Entrambe le concentrazioni di cannabis hanno ridotto il dolore per diverse ore, non riscontrando significative differenze nell’effetto tra le due concentrazioni di cannabis. I ricercatori hanno osservato che “l’effetto psicoattivo era minimo e ben tollerato, ma l’indebolimento neuropsicologico è stato problematico, particolarmente con l’uso di cannabis contenente alte concentrazioni di pricipi attivi.
(Fonte: Wilsey B, Marcotte T, Tsodikov A, Millman J, Bentley H, Gouaux B, Fishman S. A randomized, placebo-controlled, crossover trial of cannabis cigarettes in neuropathic pain. J Pain. 2008 Apr 8 [Epub ahead of print])
Fonte: iacm
Scienza: Risultati preliminari di uno studio con il Sativex per dolori neuropatici dovuti a sclerosi multipla.
L’8 Aprile la GW Pharmaceuticals ha annunciato i risultati preliminari di uno studio di Fase III controllato con placebo del proprio estratto di cannabis “Sativex” su 339 pazienti con dolore centrale neuropatico dovuto a sclerosi multipla, i quali non avevano ottenuto risultati dalle esistenti terapie antidolorifiche. La principale conclusione dello studio è stata la proporzione dei pazienti il cui dolore fu ridotto di almeno il 30 per cento, come valutato su una scala numerica da 1 a 10. Il 50 per cento dei pazienti utilizzanti il Sativex ha sperimentato una riduzione del dolore di almeno il 30 per cento. Comunque, anche se la differenza fra il gruppo del Sativex e quello del placebo era fortemente in favore del Sativex, esso non è riuscito a raggiungere un significativo livello statistico a causa di una risposta inaspettatamente alta al placebo.
Dopo che furono annunciati i risultati negativi, le quotazioni della GW Pharmaceuticals persero più di un quarto del loro valore in un giorno. Questo studio è uno dei tre di Fase III sul Sativex eseguiti nel 2008, ciascuno dei quali mira a una diversa applicazione. L’altro studio EURopeo di Fase III per la spasticità della SM, richiesto l’anno scorso dal regolatore Britannico con lo scopo di raggiungere l’approvazione su questa applicazione, dovrebbe comunicare i risultati entro quest’anno. Stando al comunicato stampa la strategia di regolazione della GW è approvare la registrazione del Sativex per la spasticità da SM, in EURopa; e come antidolorifico nel cancro, negli Stati Uniti.
(Fonti: comunicato stampa della GW Pharmaceuticals del 8 Aprile
2008, Independent del 9 Aprile 2008 )
Fonte: iacm
Scienza: THC efficace nei disordini ossessivi-compulsivi, secondo rapporti su singoli casi.
I ricercatori di Berlino, Germania, hanno riportato all’American Journal of Psychiatry, due casi di disordine ossessivo-compulsivo trattati con successo con THC orale. Entrambi i pazienti, una donna di 38 anni ed un uomo di 36, erano refrattari ai trattamenti convenzionali quali neurolettici ed antidepressivi. Dopo che il primo paziente informò i medici che fumare la cannabis alleviava i suoi sintomi, furono aggiunti al trattamento con clomipramina, 10 mg di THC tre volte al giorno, il che portò in soli 10 giorni ad una significativa diminuzione dei sintomi.
Il secondo paziente ricevette dronabinol, che fu gradualmente aumentato fino alla dose di 10 mg THC due volte al giorno, sempre in aggiunta al piano terapeutico seguito. Una significativa riduzione dei sintomi fu osservata nelle successive due settimane. Il disordine ossessivo-compulsivo è un disturbo psichiatrico da ansia, di solito caratterizzato da pensieri ossessivi, stressanti, intrusivi e legati a gesti compulsivi (compiti o “rituali”) con i quali cercare di neutralizzare l’ossessione. Molti pazienti non rispondono bene alle terapie convenzionali che inoltre possono portare a seri effetti collaterali. Basandosi sull’osservazione che il THC è efficace nel trattamento dei tic della Sindrome di Tourette e sull’osservazione che la Sindrome di Tourette possa essere geneticamente collegata ad un disordine ossessivo-compulsivo, i ricercatori hanno ipotizzato che il THC possa ridurre anche questi sintomi.
Il breve articolo (una lettera all’editore) è disponibile su:
<ajp.psychiatryonline.org/cgi/content/full/165/4/536?maxtosh>
(Fonti: Schindler F, Anghelescu I, Regen F, Jockers-Scherubl M. Improvement in refractory obsessive compulsive disorder with dronabinol. Am J Psychiatry. 2008 Apr;165(4):536-7.)
Fonte: iacm
Spagna: Risultato positivo in Catalogna, per uno studio con il Sativex, estratto di cannabis.
Il 9 Aprile il governo della Catalogna ha pubblicato i risultati positivi del suo programma pilota per valutare il Sativex, estratto di cannabis – per via orale, come terapia su vari gruppi di pazienti.
Secondo la documentazione quasi la metà dei pazienti che hanno ricevuto il Sativex hanno risposto bene confermando il miglioramento dei loro sintomi. Un totale di 207 pazienti con le seguenti indicazione terapeutiche sono stati inclusi nello studio: 32 con dolore neuropatico dovuto a sclerosi multipla; 54 con spasticità dovuta a SM; 47 con dolore neuropatico dovuto a diverse condizioni mediche (diverse da SM); 41 con diagnosi di sindrome anoressia-cachessia dovuta a tumore o AIDS; 33 con nausea e vomito dovuta a trattamento chemioterapico.
Il programma pilota cominciò nel Gennaio 2006 su ordine del Capo del Dipartimento della Sanità Catalano e terminò nel Dicembre 2007. Il progetto ha visto la partecipazione di oltre 40 medici in 6 ospedali dell’area di Barcellona. Secondo Marina Geli, il Capo del Dipartimento della Sanità Catalano, nel caso di pazienti affetti da anoressia-cachessia associata ad AIDS, oltre il 53 per cento di essi ha riacquistato l’appetito. Il numero di pazienti presenti nel programma ed affetti da sclerosi multipla passati da dolori intollerabili a sopportabili è passato dal 66 per cento al 35 per cento.
Ulteriori notizie su:
<production.investis.com/gwp/pressreleases/currentpress/20>;
<www.420magazine.com/forums/international-cannabis>;-
(Fonti: Conferenza Stampa della GW Pharmaceuticals del 9 Aprile 2008,
www.420magazine.com <www.420magazine.com>; del 11 Aprile 2008 )
Fonte: iacm