Hempyreum’s Weblog


Perchè la marijuana fu proibita?

La vera storia

di Massimo Mazzucco

La marijuana (spagnolo), o cannabis (latino) o hemp (inglese) è una pianta che si potrebbe definire miracolosa, ed ha una storia lunga almeno quanto quella dell’umanità. Unica pianta che si può coltivare a qualunque latitudine, dall’Equatore alla Scandinavia, ha molteplici proprietà curative, cresce veloce, costa pochissimo da mantenere, offre un olio di ottima qualità (molto digeribile), ed ha fornito, dalle più antiche civiltà fino agli inizi del secolo scorso, circa l’80 per cento di ogni tipo di carta, di fibra tessile, e di combustibile di cui l’umanità abbia mai fatto uso.

E poi, cosa è successo? E’ successo che in quel periodo è avvenuto il clamoroso sorpasso dell’industria ai danni dell’agricultura, e di questo sorpasso la cannabis è stata chiaramente la vittima numero uno.

I nascenti gruppi industriali americani puntavano soprattutto allo sfruttamento del petrolio per l’energia (Standard Oil - Rockefeller), delle risorse boschive per la carta (editore Hearst), e delle fibre artificiali per l’abbigliamento (Dupont) – tutti settori nei quali avevano investito grandi quantità di denaro. Ma avevano di fronte, ciascuno sul proprio terreno, questo avversario potentissimo, e si unirono così per formare un’alleanza sufficientemente forte per batterlo.

L’unica soluzione per poter tagliare di netto le gambe ad un colosso di quelle dimensioni risultò la messa al bando totale. L’illegalità. Partì quindi un’operazione mediatica di demonizzazione, rapida, estesa ed efficace (”droga del diavolo”, “erba maledetta” ecc. ), grazie agli stessi giornali di Hearst (è il famoso personaggio di Citizen Kane/Quarto Potere, di O. Wells), il quale ne aveva uno praticamente in ogni grande città. Sensibile al denaro, e sempre alla ricerca di temi di facile presa popolare, Hollywood si accodò volentieri alla manovra, contribuendo in maniera determinante a porre il sigillo alla bara della cannabis (a sin. la locandina del fim “Marihuana: assassina di giovinezza - Un tiro, una festa, una tragedia”).

La condanna morale viaggiava rapida e incontrastata da costa a costa (non c’era la controinformazione!), e di lì a far varare una legge che mettesse la cannabis fuori legge fu un gioco da ragazzi. Anche perchè pare che i tre quarti dei senatori che approvarono il famoso “Marijuana Tax Act” del 1937, tutt’ora in vigore, non sapevano che marijuana e cannabis fossero la stessa cosa: sarebbe stato il genio di Hearst ad introdurre il nomignolo, mescolando le carte per l’occasione.

THOUGHTS ON CANNABIS

“How many murders, suicides, robberies, criminal assaults, holdups, burglaries and deeds of maniacal insanity it causes each year, especially among the young, can only be conjectured…No one knows, when he places a marijuana ciga-rette to his lips, whether he will become a joyous reveller in a musical heaven, a mad insensate, a calm philosopher, or a murderer…”

“Quanti omicidi, suicidi, furti, aggressioni criminali, rapine, scassi e gesti di follia maniacale provochi ogni anno, lo si può solo indovinare. Nessuno sa, nel mettere ad altri fra le labbra una sigaretta di marijuana, se ne faranno un allegro visitatore di paradisi musicali, un folle delirante, un tranquillo pensatore, o un assassino…”

HARRY J ANSLINGER . Commissioner of the US Bureau of Narcotics 1930-1962

Fatto sta che a partire da quel momento Dupont inondava il mercato con le sue fibre sintetiche (nylon, teflon, lycra, kevlar, sono tutti marchi originali Dupont), il mercato dell’automobile si indirizzava definitivamente all’uso del motore a benzina (Pochi sanno che il primo motore a gasolio inventato da Rudolf Diesel nel 1893 funzionava proprio con olio di arachidi e che Henry Ford successivamente invento una macchina alimentata da etanolo di canapa.), e Hearst iniziava la devastazione sistematica delle foreste del Sudamerica, dal cui legno trasse in poco tempo la carta sufficiente per mettere in ginocchio quel poco che era rimasto della concorrenza.

Al coro di benefattori si univa in seguito il consorzio tabaccai, che generosamente si offriva di porre rimedio all’improvviso “vuoto di mercato” con un prodotto cento volte più dannoso della cannabis stessa.

E le “multinazionali” di oggi, che influenzano fortemente tutti i maggiori governi occidentali, non sono che le discendenti dirette di quella storica alleanza, nata negli anni ‘30, fra le grandi famiglie industriali. (Nel caso qualcuno si domandasse perchè mai la cannabis non viene legalizzata nemmeno per uso medico, nonostante gli innegabili riscontri positivi in quel senso).

Come prodotto tessile, la cannabis è circa quattro volte più morbida del cotone, quattro volte più calda, ne ha tre volte la resistenza allo strappo, dura infinitamente di più, ha proprietà ignifughe, e non necessita di alcun pesticida per la coltivazione. Come carburante, a parità di rendimento, costa circa un quinto, e come supporto per la stampa circa un decimo.

Abbiamo fatto l’affare del secolo.

Fonte: luogocomune



UNA GIORNATA ALLA SCOPERTA DELLA RACCOLTA TRADIZIONALE DELLA CANAPA

26 agosto 2008

Sabato alle canapine dei piani di Ruscio l’iniziativa con i volontari del servizio civile nazionale e le pro locoCome si raccoglieva anticamente la canapa? Chi vuole scoprirlo potrà farlo nel corso di una giornata promossa presso il Museo della Canapa, una delle antenne dell’ecomuseo della Valnerina, in programma sabato 30 agosto.

L’iniziativa si tiene nell’ambito delle attività dei Volontari del servizio Civile Nazionale delle Pro Loco della Valnerina ed è realizzata dalle pro loco di Norcia, Ruscio, Trivio e Castelluccio, in collaborazione con il Cedrav, il Centro per la Documentazione e la Ricerca Antropologica in Valnerina e nella dorsale appenninica umbra.

L’appuntamento è alle 8.30 alle canapine dei piani di Ruscio, con la dimostrazione e pratica della raccolta della canapa eseguita secondo i metodi tradizionali, nell’ambito del progetto del Servizio Civile Nazionale 2007 - 2008.

Alle 11 seguirà una merenda per tutti, offerta dalle associazioni pro loco.

E’ consigliato un abbigliamento comodo, pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Se possibile portare con se’ falce o falcetto

Fonte: tuttoggi



Kerzers (FR): canapa, ordinata distruzione di campo

Svizzera, 19 luglio 2008

KERZERS (FR) - Un campo di due ettari di canapa dovrà essere distrutto nel comune friburghese di Kerzers dopo che analisi realizzate mercoledì hanno rivelato nelle piante tenori della sostanza psicoattiva THC dell’1,1 %, contro lo 0,3 % ammesso dalla Legge sugli stupefacenti (LStup). Il giudice istruttore ha pure avviato un procedimento penale - proprio per infrazione alla LStup - contro l’amministratore della società SanaSativa SA che gestisce la coltura.

Analisi realizzate in giugno sullo stesso campo erano risultate conformi alla legge, indica un comunicato odierno della polizia cantonale friburghese.

Fonte: swiss info



La canapa in Italia

Si può coltivare la canapa in Italia?
La risposta è sì, a condizione che venga coltivata una varietà a basso tenore di THC compresa nell’elenco approvato dall’Unione Europea e che sia seguita la procedura stabilita dalla Circolare del MIPAF n.1 dell’8 maggio 2002.

Dove e come si coltiva la canapa?
La canapa preferisce i terreni fertili alluvionali, si adatta però a tutti i terreni, anche fino ai 1500 metri di altitudine. Non soffre le gelate tardive. Soffre invece mortalmente il ristagno d’acqua, specialmente nel primo stadio di vegetazione. Si semina a febbraio/marzo. Riproducendo una tecnica antica sono in corso sperimentazioni di semina in secondo raccolto (dopo loietto, orzo, grano), in questo caso il pericolo è che se il terreno non è umido si incontrano difficoltà nella germinazione o che il caldo eccessivo secchi le piantine. La quantità di seme consigliata è di 50 chilogrammi per ettaro (10mila mq). Si consiglia di provvedere alla semina con seminatrice da grano con 15/20 centimetri tra le file, su terreno preparato che abbia un’umidità sufficiente alla germinazione.
Così seminata la canapa è autodiserbante (le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti, per cui fanno morire tutte le infestanti). Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.
Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all’abbondante e profondo apparato radicale.
Si raccoglie 10 giorni dopo la fine della fioritura, nel mese di agosto, così come si fa per la fienagione. Si taglia con in genere con barra falciante, la si lascia seccare in campo e la si imballa con normale rotopressa.

Conviene coltivare canapa?
La difficoltà del decollo della coltivazione della canapa è dovuta al fatto che mancano ancora macchine agricole efficienti per la prima trasformazione del prodotto. In questi anni però si sono fatti passi avanti per cui si può pensare che le prime macchine agricole per la lavorazione di grandi quantitativi saranno disponibili verso fine 2007. Coltivare conviene anche per formarsi una tecnica colturale adeguata all’area in cui si opera.
Venendo all’aspetto più immediato del ritorno economico le previsioni oggi sono queste:
costi: Kg 50 di seme a Euro 5,50 al chilogrammo, pari a Euro 275,00 + IVA, lavorazione del terreno normale come per qualsiasi semina;
ricavi: oltre al contributo dell’ Unione Europea sui seminativi, che varia da zona a zona e comunque da circa 100 euro a 450 euro per ettaro, la canapa produce mediamente chilogrammi 13.000 per ettaro e sarà venduta a un prezzo che sarà di circa euro 0,07 al chilogrammo franco arrivo, per cui si realizzerà mediamente euro 700,00 per ettaro. Ricavi maggiori possono essere conseguiti se si recupera il seme da olio o se si fanno produzioni di nicchia.

Fonte: assocanapa



Con la canapa si può!

Come si fa il sapone?
Mescolare acqua e soda (attenzione il processo sviluppa calore!). Portare l’olio di canapa ottenuto spremendone i semi alla stessa temperatura della soluzione, e mescolare con un frullino. Una volta raggiunta la giusta consistenza, mettere il composto in stampi, e infornare. Dopo poco avrete il vostro sapone biologico alla canapa.

Come si fa la carta usando la canapa?
Pestare rami e foglie in un mortaio; alla pappetta che si forma aggiungere acqua e vinavil, ed eventualmente acqua ossigenata per sbiancare. Stendere il composto su di un setaccio, e lasciare asciugare a lungo. Ora la vostra carta è pronta!

La pasta con la farina di canapa?
Si fanno tostare i semi in forno e si tritano per formare della farina. Poi la si impasta insieme con acqua e uova. Una volta stesa e tagliata a strisce la si cuoce in acqua salata e buon appetito!

E’ possibile fare il BioDiesel con la canapa? Come?
Il processo che segue è molto pericoloso. Le istruzioni date sono solo indicative. Non fare nulla senza le adeguate nozioni.

Spremere a freddo i semi di canapa per ottenere l’olio. Mischiare il metanolo (ottenibile per pirolisi) con lisciva, così da formare metossido di sodio. Mischiare quest’ultimo con l’olio, e mescolare. Lasciar riposare, così che la glicerina si depositi sul fondo. In superficie rimarrà il BioDiesel.

Fonte: tiaccaciproduzioni



La canapa e l’energia
Giugno 15, 2008, 12:43 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: , , ,

Si parla di 50 anni fa…

Henry Ford, colui che ha inventato la catena di montaggio e la produzione di massa ha inventato la prima macchina ecologica, la Ford T…

La Ford T era una macchina interamente costruita con la Canapa Indiana… Già… Quella cannabis fuorilegge che alcuni fumano, ma che potrebbe essere usata per produrre carta, carburanti e addirittura la carrozzeria delle auto… Tra l’altro la carrozzeria era resistentissima e rispetta l’ambiente.

Utilizzando la Canapa per la produzione di auto e carburanti (ma anche mobili… Perchè la Canapa ha una potenzialità enorme) non ci sarebbero i problemi di intaccare le riserve di grano e frumento che attualmente servono a sfamare le popolazioni mondiali, ma iniziano ad essere usati per la produzione di biocarburanti.

Perchè è scomparsa la canapa?

Semplice!

La canapa non fa business, la canapa è coltivabile da tutti e tutti avrebbero potuto produrre carburante a casa, la canapa potrebbe essere di tutti… Invece plastica, metallo e, soprattutto, petrolio, sono solo delle Lobby.

Apriamo gli occhi e non facciamoci prendere in giro!

La tecnologia, vi ricordo, che è stata inventata 50 anni fa, adesso potrebbe essere soltanto migliorata, e la resina con cui venne costruita la mitica Ford T risultava parecchio resistente… Nel filmato dell’epoca venne presa a “mazzate”… Già… Proprio con una mazza… Ebbene… La mazza rimbalzava e l’auto non si scalfiva e nemmeno si spaccava la carrozzeria…

Fonte: Flusso canalizzatore weblog



Come produrre un BioDiesel in casa o in fattoria
Maggio 31, 2008, 9:56 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: , , ,

 Il Biodiesel di canapa potrebbe costituire il carburante liquido del futuro. La canapa può dare una produzione di olio maggiore di qualsiasi altro tipo di raccolto odierno (soia, cartamo, etc). Trent’anni fa i fagioli di soia erano un argomento su cui ridere per gli agricoltori americani. Chi avrebbe detto che in trent’anni la soia sarebbe diventata la principale coltura americana per olio e proteine? La stessa cosa sta succedendo per la canapa. E chi sa cosa i prossimi trenta anni porteranno all’agricoltura della canapa americana. I carburanti di canapa sono un ulteriore beneficio dell’Agricoltura Industriale Nazionale della Canapa. Nel 1997 più di 10 Stati (americani) stanno prendendo in considerazione leggi per la coltivazione industriale della canapa. Nel frattempo il seme di canapa deve essere coltivato fuori dagli Stati Uniti. La maggior quantità del peso del costo dell’altrimenti economicissima canapa è dovuto esattamente al trasporto attraverso il globo. Il seme per produrre un gallone di olio può costare sino a 100$. Tutte le produzioni e i trasporti vengono colpiti dai costi astronomici. Aspetto con ansia il giorno quando un agricoltore potrà produrre il suo olio di canapa per carburante al prezzo di un dollaro al gallone. La seguente formula per produrre Carburante Diesel con la canapa funzionerà egregiamente per ottenere piccole quantità di carburante che attiverà il vostro altoparlante al “Rally della Canapa” di quest’estate. Un generatore diesel da 4 Kw usa circa un litro all’ora. Immaginate di andare al microfono e dire: “la mia voce vi giunge grazie al carburante ottenuto dalla canapa!”. Vedere per credere. “Vi farò fare un giro per la capitale dello Stato, Signor Senatore, con la mia macchina funzionante a canapa!” BioDiesel, non nuovi carburanti. La DOE e la USDA hanno fornito fondi per la ricerca per anni. La conferenza delle Americhe sulle Biomasse a Burlington nel Vermont ha fornito più di una dozzina di documenti presentati su tutti gli aspetti della canapa come coltura da olio. Ma continuiamo.
Come ottenere un Titolare Biodiesel privo di acidi grassi
Misurate il contenuto di acidi grassi del vostro olio: mescolate 1 ml di olio con 10° ml di Alcool Isopropile = 2 gocce fenoltaliano in soluzione (disponibile nei negozi di forniture chimiche). Aggiungete lentamente lo 0,1% di soluzione di lisciva ( 1 gm in 1 l d’acqua) fino a quando la soluzione rimane rosa per 10 secondi (2° gocce = 1ml). Tenete nota dei millilitri usati di soluzione o,1%. Metanolo. Avrete bisogno di 200 ml di metanolo per litro di olio di semi di canapa. Il Metanolo può essere acquistato come Drigas nella maggior parte di negozi di auto, leggete le etichette per trovare il metanolo. Evitate il metanolo dei negozi di ferramenta (alcool di legno) in quanto può contenere troppa acqua.
Metossido di Sodio
Per ogni litro di olio di canapa avrete bisogno di 1 gr di lisciva granulare solida per ogni ml di soluzione 0,1% di lisciva usata nel Titolare privo di acidi grassi più 3,5 gr. Sciogliete completamente la giusta quantità di lisciva nel metanolo (Lisciva Red Devil può essere acquistata in drogheria). Questo miscuglio produce Metossido di sodio.
Mixer
Il tipo di mixer dipende dalla quantità utilizzata. Un frullatore va bene per piccole quantità. Un trapano elettrico e un miscelatore di vernici su asta allungabile va bene per un bidone da 5 galloni. Un interruttore per controllare la velocità può essere ricavato da un interruttore di controllo della luminosità.
Transesterfication
Una volta che la lisciva catalizzatrice si è sciolta senza sedimenti può essere aggiunto l’olio al metanolo/lisciva mescolando continuamente. All’inizio il miscuglio diventa più spesso, poi si raffina continuando con la reazione. Prendere campioni ogni 5 minuti con un contagocce in un tubo per test o in un contenitore chiaro. Il miscuglio si separerà in uno strato leggero, in cima, di bio diesel, ed uno in fondo più scuro di glicerina, sapone e catalizzatore. Continuare a mescolare 30, 60 minuti.fino a quando rimane costante. Smettere di mescolare. Andate a pranzo. Quando tornate il tutto si sarà separato in due strati distinti. Avete appena preparato quello che potrebbe essere il carburante del futuro per una società autosufficiente. Lasciate riposare 8 ore. Versate e tenete lo strato superiore di diesel in un contenitore separato. Un contenitore con fondo a imbuto va bene
Pulizia
Il carburante biodiesel greggio potrebbe avere qualche catalizzatore, alcool e glicerina che causerebbero problemi al motore, così per assicurarne lunga durata il carburante greggio deve essere pulito con acqua. Prima gentilmente, poi energicamente, sciacquatelo con acqua fino a quando l’acqua risulta chiara e il ph dell’acqua è lo stesso dell’acqua iniziale. Lasciare riposare. Asciugare l’acqua nel Biodiesel crea vapore. Così scaldatelo lentamente e con attenzione. A 100 gradi C la maggior parte dell’acqua crea una coalescenza e ricade sul fondo. Deve essere completamente rimossa dal fondo prima di scaldare a temperatura superiore. ATTENZIONE! INDOSSARE ABITI PROTETTIVI E PROTEZIONE ANCHE PER GLI OCCHI. SE NON ELIMINATE L’ACQUA PRIMA DI SCALDARE NUOVAMENTE POTETE PROVOCARE UN’ESPLOSIONE DI LIQUIDO BOLLENTE!. Tolta l’acqua scaldate il biodiesel a 15°° C/300F per terminare l’asciugatura. Raffreddate, filtrate e tenete in un recipiente ben chiuso marcato da etichetta ben visibile: “100% carburante di canapa-Metil-.estere- Carburante casalingo”. Questo carburante può essere mescolato in qualsiasi proporzione con diesel di petrolio. Test dinamometrici indicano uscita di potenza con fino al 75% di riduzione in particelle e scorie. Non necessita di modifiche alcun motore che lo utilizzi. Altri oli vegetali al momento risultano troppo costosi per usarli per guidare attraverso il paese. Non è questo l’obbiettivo dell’articolo. Il nostro scopo è di dimostrare la possibilità di esistenza di questo tipo di carburante. E’ tempo di dare una possibilità alla canapa. Le piccole quantità di carburante diesel possono giocare un ruolo importante nell’educare noi ed i nostri politici sulle speranze riposte nella canapa. Per altri lettori sorgeranno domande: che altro posso usare come materiale base che sia poco costoso fino a quando non sarà possibile coltivare la canapa? Soia, girasole, cartamo sono al momento oggetto di tests.
Presentato alla Conferenza: ” Il futuro della canapa della British Columbia (Canada)
“Gli autobus del New Jersey provano carburante vegetale”
La Società dei Trasporti del New Jersey sta conducendo un test di quattro mesi su di un carburante modificato contenente olio vegetale come quello di soia (semi di canapa). Il Comitato Nazionale per Bio Diesel fornisce gratuitamente il carburante grazie ad un sussidio del Comitato Unificato della Soia. Il carburante B-20 contenente il 20% di olio vegetale, è stato sviluppato dalla Twin Rivers Technology di Quincy-Massachussets. La canapa industriale non ha proprietà psicoattive secondo la definizione della Comunità Economica Europea, il contenuto di THC è meno dello 0,3%. In generale, le varietà con seme a basso THC senza proprietà psicoattive sono quelle che hanno un contenuto di THC di meno dello 0,1%.

 

Fonte: greensite



Canapa, la carta senza gli alberi intorno
Maggio 13, 2008, 9:09 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag:

Veniva utilizzata sia in oriente che in occidente sin dai tempi antichi, ma con la scoperta del nylon fu completamente messa da parte, quando non addirittura boicottata. Sto parlando della canapa, che l’Italia produceva sin dall’epoca romana e della migliore qualità al mondo. Ora solo grazie all’impegno del Consorzio Canapa Italia, da circa dieci anni questa pianta è tornata a rivivere con tutti i suoi innumerevoli utilizzi: oltre 50 mila, dai tessuti, alle vernici, i materiali per l’edilizia, la cosmesi, i prodotti detergenti, l’olio alimentare, ma soprattutto per produrre carta. Vi chiederete: perché converrebbe usare la canapa? Perché un ettaro di canapa può produrre tanta carta quanto 4 ettari di foresta, perché è una pianta che ricresce continuamente e inoltre perché non richiede prodotti chimici come gli alberi per separare la lignina dalla cellulosa. Per un approfondimento leggi L’albero sacro e Usi della canapa. Per trovare prodotti di canapa visita Fatti di canapa

Fonte: Blogeko



CANNABIS TIPO FORTE 2008: gli espositori
Maggio 13, 2008, 7:22 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: , ,

Si fa presto a dire: “stand da tutta Europa” (e non solo)!

Nell’accogliente cornice del Palanord di Bologna, sarà veramente presente il Gotha della scena cannabinica mondiale!
Molti dei pionieri che hanno scritto la storia della cannabis in Europa hanno dato la disponibilità ad essere presenti Gli Dei della cannabis scenderanno quindi dal loro profumatissimo Olimpo per incontrare tutti voi!

Inoltre, pittoreschi stands provenienti da tutta l’Unione Europea illustrano il mercato globale della canapa: dall’oggettistica per fumatori alle moderne soluzioni per il giardinaggio ecologico ed alternativo.
Cannabis Tipo Forte può veramente dire di vedere rappresentate le molteplici scene locali europee: ovviamente a farla da padrone sarà la scena olandese (che ha regalato al pianeta l’esistenza dei “coffeshop” nonché la chiara dimostrazione del fallimento di ogni teoria proibizionista) ma non meno interessanti sono le realtà inglesi, spagnole, tedesche, francesi, svizzere e portoghesi (una gradita “new entry”, grazie ad una legge decisamente all’avanguardia).
Inoltre, accogliamo con entusiasmo realtà territorialmente lontane come India e Cina, ma che vedono protagoniste persone mosse da una passione comune alla nostra. Si può veramente dire che l’amore per la cannabis riesce ad unire persone da tutti i continenti!

Per tre giorni, tutto questo potrà accadere realmente, proprio davanti ai vostri occhi

Cannabis tipo forte.com



Augello [An] denuncia la canapa legale
Maggio 13, 2008, 6:59 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: ,

Il senatore Andrea Augello ha la vista lunga e ha il vantaggio di essere stato consigliere regionale del Lazio. Così, non gli sfugge nulla di ciò che accade nella sodoma e gomorra di via della Pisana, sede del consiglio regionale e dunque, dall’alto del suo nuovo incarico, non perde tempo, impugna la penna e scrive alla ministra della sanità Livia Turco, per chiedere conto del delitto che si sta consumando con la complicità della Regione. Il delitto è Canapa live, una associazione di Allumiere, nord del Lazio, che, udite udite, ha ricevuto un finanziamento di qualche migliaio di euro per provare a coltivare su quel territorio la canapa, coltura antica della zona, addirittura con la complicità dell’università della Tuscia.
A segnalare l’oscura trama sono stati i «ragazzi» di Azione giovani, che lo hanno detto al loro senatore denunciando che oggi e domani, ad Allumiere, ci sarà perfino un convegno in occasione del primo raccolto. La pianta è stata sradicata da quel territorio, dove da sempre veniva coltivata poiché colpevole di assomigliare alla cannabis indica. Come avrebbero fatto le forze dell’ordine a reprimere la coltivazione della seconda se non erano in grado di distinguerla dalla prima? Meglio farla sparire per sempre da quei luoghi nei quali per antica tradizione [con la canapa si facevano le corde delle navi] veniva lavorata. L’associazione Canapa live [e la consigliera regionale rea di aver finanziato il progetto, Anna Pizzo] hanno penstato di invitare il senatore Augello per mostrargli praticamente la differenza tra l’orribile spinello e la scandalosa pianta con la quale si fanno abiti, tessuti, biocombustibili, mangime per animali, plastiche, farmaci, prodotti di bellezza, carta…