Hempyreum’s Weblog


C Ice: dalla Svizzera il tè freddo ai fiori di cannabis

Potremmo definirla una bevanda stupefacente…

È il tè freddo chiamato C Ice, confezionato in Svizzera dalla Thurella e venduto in Austria, Germania, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e altri stati dell’est Europa (non credo che in Italia si trovi…).

Il suo segreto, come è ben chiaro dall’etichetta della lattina in cartone da 25 cl, è la cannabis: infatti il tè è aromatizzato al 5% con lo sciroppo di fiori di canapa indiana.

Il sapore non è niente male, il C Ice è piuttosto dissetante anche se sembra un normale tè freddo e ovviamente non ha effetti stupefacenti, oltre a quello di placare la sete!

Fonte: gusto blog.it



Olio di canapa: Prevenzione e terapia delle malattie cardiovascolari

Agosto 5, 2007

Jonas Elia*, Dany Belotherkovsky**
*dott. Jonas Elia, medico chirurgo specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile.
** Belotherkovsky Dany, diplomato in Riflessologia ed in Medicina Omeopatica, attualmente studente nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” in Roma.

Le cause per cui si esplicita una malattia cardiovascolare sono molteplici e non tutte ancora ben chiare.

I principali fattori di rischio attualmente conosciuti consistono: alti livelli ematici di colesterolo non HDL (VLDL,IDL,LDL), basse livelli di HDL (colesterolo buono), aumento dei valori dei trigliceridi,  ipertensione e sovrappeso.

Il possibile precoce sviluppo dell’ aterosclerosi può provocare eventi cardiaci, trombosi ed ictus cerebrali, mentre l’ipertensione ed il sovrappeso aumentano l’incidenza del diabete di tipo 2, che complica il quadro principale comportando l’incremento d’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Si sospetta che possano esserci anche altre cause, in particolare di natura infettiva e la sclerosi (indurimento) della parete arteriosa che compare con l’avanzare  dell’età.

Questi termini ormai sono diventati di uso quotidiano, visto che nell’arco della vita di quasi il 60 percento della popolazione,  si manifestano  sintomi di malattie cardiovascolari.

L’aterosclerosi è considerata una malattia infiammatoria cronica che ha origine dall’infiammazione delle parete interna (intima) dei vasi sanguigni; tale processo  può creare le placche contenenti colesterolo, e insieme all’aggregazione piastrinica  può quindi provocare l’ostruzione dei vasi - in particolar modo delle arterie coronarie che portano il sangue (e quindi l’ossigeno) al muscolo cardiaco (l’occlusione delle arterie coronarie è la prima causa di infarto cardiaco).

La terapia farmacologia attualmente offerta dalla medicina moderna consiste nell’uso di farmaci che abbassano i livelli ematici del colesterolo (statine), altri che diminuiscono la pressione sanguigna (Calcio-antagonisti e nitrati) e altri che sono farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, che diminuiscono l’aggregazione piastrinica; di solito per protocollo si prescrivono tutti gli agenti farmacologici in dosi diverse (a secondo del quadro clinico) per combattere i principali fattori di rischio.

Il problema della terapia con questi farmaci sintetici è dato dagli effetti collaterali, abbastanza significativi e talora gravi: problemi della funzionalità epatica, miopatie (la cerivastatina è stata ritirata dal commercio nel 2001 proprio per questo), rallentamento del battito cardiaco e senso di affaticamento, problemi a  livello gastrico, e molti altri ancora (leggere il foglio illustrativo per ogni farmaco).

Quindi, le soluzioni adottate dalla medicina moderna consistono nell’utilizzo di composti sintetici che inibiscono le attività enzimatiche o bloccano i recettori specifici, situazione in cui l’organismo cerca di superare gli ostacoli sintetici attraverso l’attivazione di vie metaboliche alternative,  fatto che spiega l’aumento costante delle dosi dei farmaci nel tempo.

Da studi più recenti su esseri umani e su modelli animali, è risultato che la somministrazione dell’olio di semi di canapa:

* Abbassa i livelli ematici di colesterolo non HDL.³-4
* Abbassa i livelli ematici dei trigliceridi.³-4
* Diminuisce il grado di aggregazione piastrinica.6
* E cardioprotettiva dopo un danno al miocardio.

L’olio di canapa contiene1,7 componenti attivi come gli acidi grassi essenziali omega-3 e 6 che sono costituenti importanti ed essenziali delle membrane delle cellule che rivestono le pareti dei vasi sanguigni ed hanno il ruolo di mantenere la corretta funzionalità cellulare.

Il rapporto e la forma chimica di tali acidi grassi essenziali, permette all’organismo di metabolizzarli in composti piu attivi, per usarli come mediatori o ligandi specifici solo quando richiesto dall’omeostasi (equilibrio) senza però ostacolare o bloccare le vie metaboliche; oltre al fatto che l’olio di canapa contiene la vitamina E, i fitosteroli, il canabidiolo (CBD: canabinoide non psicoattivo), mircelene, clorofilla e molti altri composti naturali che funzionano in sinergia, aumentando gli effetti benefici.

Con l’uso quotidiano di olio di canapa possiamo prevenire in buon parte la progressione di aterosclerosi agendo direttamente sui fattori di rischio, mantenendo piu elastiche le pareti dei vasi senza avere gli effetti collaterali, se invece è già in atto la terapia con farmaci l’olio di canapa puo dare ulteriore miglioramento del quadro clinico, sempre consultando il medico curante.

Gli studi menzionati sopra sono a favore di tale concezione e siamo certi che in futuro studi simili e piu ampi confermeranno gli effetti benefici dell’olio di canapa sia nelle malattie cardiovascolari sia in altre patologie .

Bibliografia e Versione stampabile (PDF).

fonte: modin.org



Dott. Jonas Elia, specialista in Olio di Canapa

Dott. Jonas Elia, Medico Chirurgo
Specialista in pediatria e neuropsichiatria infantile
MOEL delle Comunità Ebraiche d’Italia

dal forum: tiaccaciproduzioni.info
Ai miei pazienti grandi e piccini
Dott Jonas Elia
Sono ormai 34 anni (luglio 2006) che esercito la professione in qualità di medico occidentale tradizionale per formazione e pratica, ed è dal 1990 circa che ho iniziato a curare in maniera allargata, usando quella che era la medicina popolare dei miei antenati ebrei vissuti in Libia per circa duemila anni.
Come voi sapete, la spinta forte è venuta dal sogno di mia figlia, sofferente di asma bronchiale di media gravità per circa dieci anni in cura senza successo prima da una famosa allergologa e poi da un grande omeopata.
Nel sogno lei sarebbe guarita mangiando i frutti di canapa, antica colazione invernale degli ebrei di Libia, e così infatti è successo.
Dal 1999 ho trovato, finalmente in Italia, prima i frutti e poi l’olio di canapa.
All’inizio prescrissi la canapa agli asmatici guarendoli, poi a tutti coloro che soffrivano di vie respiratorie, poi a paziente con eczema, poi con malattia fibrocistica del seno e così via, avendo in mano un “farmaco” miracoloso di cui avevo scoperto il ruolo nel processo infiammatorio.
Oggi l’Umanità è in una fase storica particolare (non posso divulgarmi) per cui l’infiammazione esasperata è la caratteristica fondamentale di ogni individuo. L’Atopia è la condizione di esaltata infiammabilità che è alla base della malattia.
L’infiammazione normalmente è una condizione essenziale per la salvaguardia del singolo organismo dalla aggressione di agenti esterni ed interni. Ad esempio: se io esco fuori svestito e mi ammalo vuol dire che devo stare attento a come mi espongo, così nei confronti del sole, delle escursioni termiche, dell’assunzione di cibi e pietanze nuove e sconosciute; l’infiammazione ci salvaguarda dall’estinzione.
Oggi però l’infiammazione è salita a livelli eccessivi.

Esistono varie concause: uno stile di vita errato, un’alimentazione incongrua, abitudini sessuali esasperate, la mancanza di un credo religioso, portano ad uno stato infiammatorio esasperato che si ripercuote per primo su quelli che sono gli organi ed apparati geneticamente e costituzionalmente più fragili.
Alla nascita lo stato atopico può avere tre modalità di espressione: a carico

1) del distretto cutaneo (dermatite atopica etc.);

2) del distretto respiratorio (adenoidi, tonsilliti, otiti, asma etc.);

3) del distretto gastrointestinale (con reflusso gastroesofageo, vomito e patologie varie intestinali d’intolleranza e malassorbimento).

Questi tre gruppi di manifestazioni non sono entità separate, ma possono coesistere mescolate in varie maniere anche in un singolo individuo.
Il latte materno contiene gli acidi grassi essenziali che permettono il graduale passaggio dall’ambiente uterino a quello esterno, proteggendo dai disturbi nefasti di tipo respiratorio, cutaneo e gastrointestinale.
Quando il latte materno è scarso o assente o il grado di atopia (del neonato) è elevato, allora iniziano i problemi.
Al di fuori del latte materno non ci sono validi sostituti. Si possono utilizzare latti idrolisati parziali (meno allergici del latte artificiale normale) di riso, di riso e carrube, ultimo di soia per la sua allergenicità. L’alto costo dei latti idrolisati spinti è controindicazione al loro uso immediato. L’introduzione alla nascita dei frutti di canapa (come decotto) permette di riportare l’Atopia a livelli accettabili in breve tempo.
Il frutto di canapa contiene in quantità valida gli acidi grassi essenziali presenti, nel latte materno.
Per ragioni non ancora perfettamente chiare (importante è il fatto che le mucche vengono nutrite per legge con soia) il latte vaccino e derivati tutti; e le uova di galline (anch’esse per legge allevate con soia, fra l’altro) accendono il fuoco dell’Atopia.
Quindi per una crescita ottimale del neonato è fondamentale il latte di mamma più a lungo possibile, almeno 6 mesi come unico cibo, evitando alla mamma latte vaccino e derivati, specie il formaggio grana e parmigiano che per la loro ricchezza di proteine sono dannosi in questa fase.
La carne di mucca e pollo nel bambino allattato al seno con supplemento di frutti di canapa, non pone problemi nel divezzamento.
Per i derivati lattei, il primo che si può introdurre è lo yogurt che non dà assolutamente fastidio, poi i formaggi freschi, poi il latte vaccino trattato termicamente (a lunga conservazione per i bambini) in cui il trattamento termico riduce l’allergenicità dell’alimento, poi il latte vaccino pastorizzato del commercio ed ultimo, con tranquillità, il parmigiano e il grana.
La comparse di fenomeni atopici deve essere l’indicazione per una saggia retromarcia, aspettando tempi migliori. Lo stesso comportamento prudente vale per il pomodoro e il pesce.
La somministrazione dei frutti di canapa (come decotto nel neonato come olio con la pappa) permette di ridurre in maniera soddisfacente lo stato di esagerata infiammabilità; è chiaro che proprio per lo stato deficitario, nel primo anno non si sospende d’estate, come negli anni successivi.
E l’adulto? L’adulto è un bimbo atopico sofferente da tempo, che essendo “acceso” ha avuto modo di sperimentare su di sé i vari tipi d’espressione dell’atopia a seconda dell’età: acne comedonica, cisti del seno, ovariche, endometriosi, e poi tumori e flogosi d’organo.
Anche l’infarto miocardio ha la flogosi alla sua base.
L’assunzione di canapa riporta la flogosi a livelli soddisfacenti, per un buon livello qualitativo di vita.
In linea di massima nell’estate torrida è sconsigliata la canapa proprio per il discorso che il corpo ha bisogno di infiammarsi; solo chi è malato deve assumere canapa anche d’estate fino a raggiungere un giusto equilibrio. Per quanto riguarda anche gli altri antichi medicamenti, quanto io ho scritto in questi fogli è frutto di consolidata mia esperienza e verifica scientifica.

Trasmissione Radiofonica Dott Jonas Elia su Radiosei

Come era trasmessa il Il Giovedi 10 Gennaio 2008 alle 12:30

clica per sentire 1 parte


clica per sentire 2 parte

Trasmissione televisiva Dott. Jonas

9 maggio 2007

Guarda il video su: video.google.it



Salsa di semi di canapa sativa
Maggio 10, 2008, 1:13 pm
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Ho creato questa salsina l’anno scorso scorso, durante le mie sperimentazoni crudiste.

E’ fatta con semi di canapa sativa alimentare e… è strepitosamente buona !

Per quanto riguarda i semi di canapa della mia salsina, si trovano facilmente nei negozi di alimentazione naturale oppure direttamente ordinando sui siti specializzati.

Il loro uso dovrebbe essere quotidiano, visto l’elevato apporto nutrizionale: forniscono tutti gli amminoacidi essenziali e contengono fino al 90% di acidi grassi polinsaturi, tra cui anche il pregiato acido Gamma Linolenico.

Inoltre forniscono minerali, fibre, vitamine, proteggono il ricambio naturale delle cellule e rafforzano il sistema immunitario. Una bomba di energia, in pratica!
La salsina l’ho pensata per accompagnare verdure affettate ma volendo si può spalmare anche sul pane.

(continua…)



Cibo dalla canapa parte 1
Maggio 9, 2008, 8:26 pm
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Cibo dalla canapa

Quando si parla del potenziale commerciale della Canapa, la maggior parte della gente pensa al vestiario, ai tessuti, al cordame e simili. Anche se il seme di canapa è molto più nutriente di quello di soia in quasi tutti gli aspetti ed altrettanto versatile, la tipica reazione alla canapa in quanto cibo è che ha limitate applicazioni al di là delle barrette di noccioline al cioccolato e dei biscotti. Nonostante questo, sono convinto che il potenziale della canapa come ingrediente per il cibo nelle nazioni industrializzate e specialmente gli Stati Uniti, incontra o supera quello per i tessili. E per una semplice ragione: gli acidi grassi essenziali.

Gli Acidi Grassi Essenziali


Il Dottor Udo Erasmus, un´autorità sui grassi e gli oli alimentari, ha dichiarato l´olio di canapa “L´olio naturale maggiormente bilanciato” per il suo alto contenuto ed il rapporto ottimale 1:3 dei due acidi grassi essenziali Omega-3 Linolenico (LNA) ed Omega-6 Linoleico (LA). Il suo profilo insolitamente ben bilanciato significa che si potrebbe usarlo tutta la vita senza mai soffrire da mancanza di Acidi Grassi Essenziali. E contiene anche l´Omega-6 Gamma Lonolenico (GLA) che lo rende unico tra gli oli commestibili (nessun altro olio da semi comuni contiene il GLA).

Cos´è tutto questo chiasso attorno agli Acidi Grassi Essenziali? Considerate questo: in anni recenti i consumatori hanno cambiato le loro diete riducendo, e in molti casi eliminando, la loro assunzione di grassi nella dieta alimentare. Diete basate sulle teorie ed i libri della Dott.ssa Pritkin e Mc Dougall parlano del 10 % di calorie provenienti dai grassi, e le nuove linee guida ufficiali Americane suggeriscono che le calorie dai grassi ammontino al 30%.

II consumatori hanno recepito il messaggio alla grande, e le compagnie di prodotti alimentari hanno risposto introducendo sul mercato nuovi prodotti con ridotto quantitativo di grasso o senza grasso ad una velocità fenomenale. E le riviste delle industrie alimentari tutte proclamano il nuovo mantra: “eliminare i grassi”. Un forte aumento, nell´industria di prodotti alimentari, precedentemente stagnante è stato in imitazioni, intensificatori, e riempitivi, inventati semplicemente per sostituire o ridurre i grassi nel cibo.

Ma cosa succede quando il grasso viene ridotto nella dieta? Più che per energia concentrata, la ragione per cui gli esseri umani devono consumare grassi è di acquisire un´adeguata quantità dei due acidi grassi essenziali LNA e LA… ecco perché sono chiamati “essenziali” mentre gli altri sono semplici “acidi grassi”. Le tipiche sorgenti di grasso alimentari moderne (l´olio di mais e di soia) sono purtroppo carenti o sprovvisti degli acidi grassi essenziali, in più essi di solito vengono idrogenati, eliminando quindi la loro bontà.

Dato che questa già sottile quantità di acidi grassi essenziali viene ulteriormente ridotta da una dieta che tende ad eliminare i grassi, la loro assunzione si ritrova al di sotto dei livelli richiesti. Col passare del tempo si sviluppa una mancanza di acidi grassi essenziali.

Questa mancanza può condurre a funzionamenti neurologici e visivi anormali, ipertensione, sbilanciamento ormonale, difficoltà di rimarginare le ferite e nella crescita delle cellule, mentre una mancanza di GLA può provocare artrite e sindrome premestruale.

La dose giornaliera raccomandata di LA è dal 3% al 6% di calorie (tra i 9 e i 18 gr., circa 0.5 once o un cucchiaino), e circa 1/3 per l´LNA (da qui il rapporto ottimale di 1:3). L´unico modo per prevenire la mancanza di Acidi Grassi Essenziali è di consumarne in una quantità abbastanza alta relativamente agli altri grassi (aumentando la percentuale di calorie dai grassi apportati dagli acidi grassi essenziali). Per cui la qualità dei grassi nella dieta è molto importante, specialmente quando si riduce la quantità di grassi.

In parole povere, pensate agli Acidi Grassi Essenziali come ai grassi “buoni”, e tutti gli altri come ai “cattivi”. Questo concetto diventerà popolare nei mesi ed anni a venire attraverso i mass media. E quando lo sarà, il cibo a base di canapa e l´olio di canapa saranno in cima alla lista dei “grassi buoni”, dato che sono l´80% degli Acidi Grassi Essenziali.
(immediatamente seguiti dal lino, la primula, la borraggine, ed altre fonti minori di acidi grassi essenziali.

Ma mentre questi contengono uno o entrambi di tali acidi grassi, nessuno è paragonabile come quantità di entrambi più il GLA che contiene la canapa).

Dato che la tendenza verso i “nutriceutici” (sostanze nutritive o cibo che prevengono malattie) continua, il crescente numero di consumatori sofisticati chiederà grassi “buoni” e salutari dal proprio cibo, e la canapa è nella miglior posizione per incontrare tale richiesta.



Cibo dalla canapa parte 2
Maggio 9, 2008, 8:16 pm
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Non ho mai sentito parlare di uso di radiazioni per tale operazione negli Stati Uniti o altrove. Inoltre, non sarebbe economicamente proponibile, non è garantito e vi sono pochi luoghi dove farlo. Il bromuro di etile potrebbe essere usato, dato che viene già usato per tutti i semi importati. Si dice che sia abbastanza volatile da non rimanere a lungo sul seme trattato.

Negli Stati Uniti raccomando caldamente che quando acquistate seme di canapa richiediate al venditore di fornirvi una copia di tale certificato e lo teniate fisicamente vicino al luogo dove viene tenuto il seme, così come una copia nei vostri files. Uno dei primi a sviluppare l´idea del cibo di canapa, Alan Brady, venne arrestato in California perché il mulino a cui aveva portato il suo seme di canapa aveva avvertito lo Sceriffo. Anche se poi le accuse vennero lasciate cadere e gli venne restituito il seme, casi come questo mostrano bene la necessità di tenere il certificato di sterilizzazione a portata di mano.

Si parla molto del danneggiamento del seme dopo il processo di sterilizzazione. Io non ho trovato alcuno studio che supportasse una tale conclusione. Ritengo che non vi sia molto danno al seme dal processo di sterilizzazione, specialmente alla parte grassa, per diverse ragioni:

  • la parte esterna del seme è molto spessa e in genere rimane integra;
  • la temperatura interna del seme è certamente inferiore ai 212 F;
  • il seme tende a muoversi durante la vaporizzazione, e quindi si raffredda a intermittenza durante i quindici minuti in cui dura tale processo;
  • la proteina non viene denaturata dal processo;
  • i grassi non vengono trasformati a questa temperatura, anche se una corteccia esterna di seme si rompe, inizia ad ossidarsi a causa del calore e dell´ossigeno;
  • i volatili continuano a crescere con i semi sterilizzati;
  • il processo è stato pianificato in modo da applicare la quantità minima di calore per rendere il seme incapace di riprodursi mantenendo intatte le capacità nutritive per i volatili;intatte le capacità nutritive per i volatili;
  • molto olio di canapa pressato-espulso è soggetto a temperature interne che superano quelle della sterilizzazione e per periodi più lunghi.

In ogni caso credo che la qualità generale della “freschezza” sia accelerata dal processo di sterilizzazione, ancora più evidente in casi di lunga permanenza in depositi.
La reale inutilità della richiesta sterilizzazione del seme che è incapace di produrre quantità utilizzabili di THC è che il germoglio del seme di canapa è la chiave per produrre diversi cibi!

Il germoglio aumenta la parte nutritiva, migliora la digeribilità, riduce i costi (1 libbra di seme produce 3 libbre di germoglio riducendo i costi di 2/3), e ancora più importante migliora la trasportabilità in quanto la parte esterna del seme si rompe e può essere rimossa con getti d´acqua o altri metodi.

Questo è il motivo per cui le compagnie che risiedono nei paesi in cui non viene richiesta la sterilizzazione sono tra le principali produttrici di cibo di canapa, specialmente per l´esportazione. Il seme di canapa grezzo, fresco e riproducibile è tanto gustoso quanto i semi di girasole, molto commestibile senza che le pellicole esterne rimangano in mezzo ai denti. C´è la possibilità di utilizzare enzimi naturali per ammorbidire e rimuovere la pellicola esterna del seme, e questo necessita di ulteriori ricerche.

fonte: http://www.usidellacanapa.it/

Hempyreum Weblog Team



Hemp-Fu : tofu di canapa
Maggio 8, 2008, 11:14 am
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E’ da poco arrivato in commercio un nuovo tipo di tofu: si chiama “Hemp-fu”, si ottiene dalla canapa, ha un gusto molto gradevole e si trova in comodi panetti bianchi al naturale o in crocchette e burger alla piastra.

Il suo ingresso sul mercato rappresenta un’interessante alternativa ai più classici secondi vegetali quali legumi, tofu di soia, tempeh e seitan e può essere integrato nella dieta non solo da vegetariani e vegani, ma anche da tutti coloro che amano provare cibi nuovi e non vogliono sfruttare gli animali per alimentarsi.

Il processo di produzione consiste nell’ammollo e nella spremitura a freddo dei semi della Cannabis Sativa, pianta molto versatile della quale si utilizzano semi, foglie e fusto per produrre alimenti, carta, tessuti, tappeti, materiali isolanti ed essenze aromatiche per la cosmesi. In particolare, dai semi decorticati si ottengono gustosi snack, creme, salse, gelati, olio e formaggio vegetale.

Il tofu di canapa o Hemp-fu è molto simile per aspetto al tradizionale tofu di soia (bianco e soffice), ma presenta proprietà organolettiche molto diverse. Rispetto al classico tofu è più saporito, ha una consistenza più friabile ed una granulosità maggiore. Può essere consumato crudo in insalata, frullato per ottenere una salsa da spalmare o saltato in padella per renderlo più croccante. Dal punto di vista nutrizionale non ha nulla da invidiare al “cugino” di soia; 100g di tofu di canapa apportano 170 kcal, 16g di proteine, 5.9g di grassi, 12.9g di carboidrati e ben 10.7g di fibre. Entrando più nel dettaglio l’Hemp-fu presenta:

  • un ottimo profilo aminoacidico per la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali
  • un basso contenuto di aminoacidi solforati dannosi per la mucosa intestinale
  • un buon contenuto di lisina normalmente poco rappresentata nei cereali e negli ortaggi

Inoltre il tofu di canapa offre una maggior concentrazione di fibra rispetto a legumi, cereali e tofu di soia.

In conclusione

Il tofu di canapa è un buon prodotto per:

  1. il buon apporto proteico globale (particolarmente utile nei ragazzi in crescita e negli sportivi)
  2. la presenza e la distribuzione degli aminoacidi essenziali (complessivamente migliore di cereali e di legumi in genere)
  3. il basso contenuto di aminoacidi solforati
  4. l’apporto di lisina e metionina (aminoacidi presenti in quantità limitata rispettivamente in cereali e legumi)
  5. l’ottima presenza di fibre che aiutano a regolarizzare l’intestino e riducono il rischio di diabete e di ipercolesterolemia

Per finire, proprio perché prodotto a partire solo da semi di canapa, l’Hemp-fu non contiene ne’ soia ne’ glutine e può quindi essere tranquillamente consumato sia da chi è allergico alle proteine della soia, sia da chi è intollerante al glutine.

All’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata può rappresentare una valida alternativa non solo ai classici secondi vegetali, ma anche e soprattutto a quelli di origine animale.

Profilo nutrizionale

Apporto proteico totale

Il contenuto proteico del tofu di canapa (16.3 g/100g) è molto maggiore di quello di legumi (10.2 g), cereali (10.2 g) e tofu di soia (8.5g).

Presenza e distribuzione aminoacidi essenziali (AAe)

Tutti gli aminoacidi essenziali sono presenti nel tofu di canapa (ISOLEUCINA, LEUCINA, TIROSINA, FENILALANINA, LISINA, METIONINA, TREONINA, VALINA). Complessivamente il contenuto di AAe è maggiore nel tofu di canapa rispetto a cereali e legumi (unica eccezione per la fenilalanina presente in minor quantità).

Presenza e distribuzione aminoacidi solforati

Gli aminoacidi solforati (METIONINA e CISTINA) vengono metabolizzati nell’intestino e determinano la produzione di idrogeno solforato tossico per la mucosa colica; un loro eccesso alimentare risulta quindi dannoso. Nello specifico il tofu di canapa presenta un contenuto di metionina superiore a cerali e legumi e di cistina inferiore. I prodotti di origine animale ne sono la fonte maggiore.

Presenza di lisina e di metionina

La lisina è un aminoacido poco rappresentato nei cerali, la metionina lo è poco nei legumi; consumare un piatto di cereali + legumi consente di ottenere un apporto aminoacidico completo e sovrapponibile a quello degli alimenti animali.

Il contenuto di lisina e di metionina nella canapa è superiore a quello di cerali e legumi.

Apporto di fibre

Il contenuto di fibre del tofu di canapa (10.7 g) è molto maggiore di quello di legumi (8.4 g), cereali (4.8 g) e tofu di soia (minimo).

Qualche idea su come prepararlo

TOFU DI CANAPA IN PADELLA

Ingredienti:
tofu di canapa; olio extra vergine di oliva o di sesamo; uvette; pinoli; foglioline di prezzemolo

Tagliare il tofu a fettine. Scaldare un sottile strato di olio in una padella antiaderente e dorare le fette di tofu da entrambi i lati; aggiungere un cucchiaio di uvette ed uno di pinoli e lasciar soffriggere per qualche minuto. Servire ben caldo guarnendo con le foglioline di prezzemolo.

SFORMATO DI TOFU DI CANAPA

Ingredienti:
fiocchi d’avena; tofu di canapa fresco; 1 barbabietola rossa lessata; 1 mazzetto di prezzemolo; semi di sesamo; 1 spicchio d’aglio; timo; peperoncino rosso in polvere; qualche foglia di menta o di basilico; olio extravergine d’oliva; sale marino integrale

Scaldare in un tegamino poco olio ed aggiungere il peperoncino e 1 pizzico di sale; unire i fiocchi d’avena e mescolare bene. Trasferire il composto in uno stampo da forno precedentemente unto ed infornare per 20 minuti a 180 gradi. Nel frattempo frullare il tofu con la barbabietola, 1 pizzico di sale, il sesamo, lo spicchio di aglio, il prezzemolo ed il timo. Una volta cotto, spalmare sullo sformato di avena la crema di tofu e decorare con le foglie di menta o di basilico. Servire caldo o freddo.

SPAGHETTI CON RAGU’ DI TOFU DI CANAPA

Ingredienti:
spaghetti integrali; tofu di canapa fresco; prezzemolo e menta tritati; tamari; olio extravergine d’oliva; sale marino integrale; zenzero grattugiato; gomasio (semi di sesamo tostati con il sale)

Preparare il ragù amalgamando il tofu con poco olio, qualche goccia di tamari e le erbe tritate. Cuocere gli spaghetti e condire con il ragù di tofu; spolverizzare con del gomasio e dello zenzero grattugiato.

PASTA AL TOFU DI CANAPA E ZUCCHINE

Ingredienti:
pasta integrale; zucchine; tofu di canapa; 1 cipolla; olio extravergine d’oliva; sale marino integrale; tamari

Affettare le zucchine longitudinalmente e stufarle in poco olio insieme alla cipolla tagliata a striscioline. Nel frattempo mettere a cuocere la pasta. Sminuzzare il tofu, aggiungerlo alle zucchine e proseguire la cottura. Quando la pasta sarà cotta, versarla nella padella con le zucchine ed il tofu, mescolare delicatamente, aggiustare di sale e proseguire la cottura a fuoco vivo per 5 minuti. Servire insaporendo con qualche goccia di tamari.

Dott.ssa Michela De Petris
Medico Chirurgo
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Fonte : scienzavegetariana.it