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Canada. British Columbia. Cannabis e cocaina influenzano diversamente la guida
Luglio 7, 2008, 4:42 pm
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7 luglio 2008

Secondo la ricerca pubblicata sul Traffic Injury Prevention, la cannabis e la cocaina hanno diversi effetti sulle attivita’ psicomotorie.

I ricercatori del Centro per la tossicodipendenza della British Columbia hanno indagato le abitudini degli automobilisti, adulti, abituali consumatori di cannabis, cocaina e alcol.

Secondo la ricerca, con la cannabis le persone guidano piu’ prudentemente o addirittura vi rinunciano.

fonte: aduc droghe



Israele. Studio: per la guida piu’ pericoloso l’alcool della cannabis
Maggio 18, 2008, 1:02 pm
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Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Accident Analysis and Prevention, basse dosi di cannabis e alcool hanno un diverso impatto sulle attivita’ psicomotorie.

La ricerca delle university’ Hebrew e di Negev, ha studiato l’impatto dell’alcol e del THC sulla guida di 14 automobilisti, ed e’ risultata un diverso effetto delle due sostanze.

Si legge nella ricerca: “Il tasso di velocita’ e’ stato il piu’ variabile e osservabile rispetto alle due sostanze, ma con opposti effetti. Le sigarette di THC rendevano gli automobilisti meno veloci, mentre l’alcol piu’ veloci. Sempre per dosi controllate”.

Sia l’alcol che la cannabis diminuivano la capacita’ dell’automobilista di stare nella propria corsia, aumentando anche i tempi di reazione, ma le due sostanze non hanno aumentato il numero degli incidenti.

Complessivamente, i fumatori di cannabis si comportavano come coloro che avevano uno 0,05% di tasso alcolico nel sangue.

“La ricerca rivela che, anche se ci sono delle similitudini nell’impatto delle sostanze, soprattutto con basse dosi, aumentando entrambe i tempi di reazione e difficolta’ a mantenere la corsia, delle differenze ci sono. In particolare, i soggetti sono consapevoli delle loro difficolta’ dopo avere fumato e per questo guidano piu’ cautamente; mentre l’alcol li rende troppo sicuri e per questo guidano piu’ velocemente”

fonte: aduc.droghe



Scienza: Cannabis e la guida
Maggio 15, 2008, 10:18 pm
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Secondo le ricerche di scienziati britannici, una modica quantità di cannabis può effettivamente migliorare le prestazioni di guida. Un gruppo di 20 guidatori tra i 21 e i 40 anni hanno partecipato a una prova di guida simulata. Dieci di essi avevano fumato l’equivalente di circa mezza sigaretta di cannabis. Soggetti sotto cannabis hanno ottenuto un punteggio superiore di quelli sobri nella maggioranza delle prove compresi il tempo di reazione e il numero delle collisioni. Simon Smith Wright, direttore di Burnout ’s Communications, ha detto: “I risultati della nostra indagine mostrano chiaramente che una quantità piccola o moderata di cannabis è effettivamente abbastanza utile a migliorare le prestazioni alla guida.”

(Fonte: Evening News )



Italia. Polizia Stradale: test sulla saliva non hanno alcun valore probatorio
Maggio 13, 2008, 8:18 pm
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Continuano le stragi sulle strade italiane, ma l’andamento dell’incidentalita’ sulla rete extraurbana nel 2008, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno segna un calo complessivo che si attesta attorno all’8 per cento. E’ quanto assicura la Polizia stradale che sottolinea comunque la necessita’ di tenere alta l’attenzione sul fenomeno per prevenire soprattutto gli incidenti causati da eccesso di velocita’, uso di droga e alcol. Grande efficacia ha gia’ dimostrato l’introduzione del ‘tutor’ (colonnine per il controllo automatico della velocita’) ma l’impegno resta forte sugli strumenti di verifica del tasso alcolico e di presenza di stupefacenti di chi e’ al volante. ‘Se per il primo caso, grazie all’etilometro - spiega Domenico Protospataro, dirigente nazionale della Polstrada - il controllo e’ immediato ed efficace (800mila controlli nel 2007) per chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti il discorso si fa’ piu’ complesso soprattutto per quanto riguarda i tempi. L’unico strumento certificato per appurare il tasso tossicologico e’ quello del prelievo ematico che si puo’ fare solo in strutture ospedaliere’. Il test sulla saliva gia’ in uso sulle strade e’ infatti ancora sperimentale, non ha quindi al momento nessun valore probatorio ‘Per questo - aggiunge il dirigente della Polizia stradale - in stretta collaborazione con il ministero della salute abbiamo approntato un protocollo operativo che di recente e’ stato oggetto di valutazione e sperimentazione per sostiuire gli esami del sangue con il test sulla saliva. Una sperimentazione gia’ avviata e finalizzata all’individuazione di strumenti che consentano di poter operare il controllo gia’ su strada anche per chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, come accade ad esempio in altri paesi come il Regno Unito’.

In gergo si definiscono ‘test speditivi’, ovvero dall’utilizzo immediato, ed hanno un livello di attendibilita’ ‘molto elevato’. Sono i test attualmente utilizzati dalle forze dell’ordine per verificare se chi e’ alla guida e’ sotto l’effetto di stupefacenti o alcol: ‘Si tratta - afferma il direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanita’, Piergiorgio Zuccaro - di esami molto affidabili, ma da soli non bastano e la prima arma per debellare gli incidenti su strada resta l’intensificazione dei controlli stessi’. Dunque, sottolinea il tossicologo, ‘gli strumenti per verificare se chi guida non e’ in grado di farlo, perche’ appunto sotto l’effetto di alcol o droga, ci sono e sono anche molto efficaci. Ma resta la necessita’ di intensificare ulteriormente i controlli su strada, come gia’ le forze dell’ordine stanno facendo, proprio per impedire la guida pericolosa’. Dal punto di vista tecnico pero’, precisa Zuccaro, i kit in uso sono ‘di elevata qualita’. Dalla forma di piccole scatolette, si utilizzano prelevando un campione di saliva o sudore. In pochi minuti - spiega l’esperto - si ottiene cosi’ un primo risultato circa la positivita’ del soggetto a sostanze stupefacenti, mentre test sull’espirato, i test del palloncino, indicano l’abuso di alcol’. Questi esami, ribadisce Zuccaro, ‘hanno un elevato grado di attendibilita’, con pochi casi di falsi negativi’. Successivamente al test ’speditivo’ su strada, il soggetto viene quindi accompagnato in ospedale per ‘confermare la sua positivita’ a droga o alcol - precisa il tossicologo - attraverso esami del sangue o delle urine’. Insomma, i test oggi usati ’sono sicuri, anche se nuovi test sono sempre possibili e saranno sicuramente presi in considerazione, e soprattutto i test ’su strada’ - afferma Zuccaro - sono gli unici che permettono in tempi rapidi di sapere se chi guida e’ in quel momento sotto l’effetto di sostanze pericolose’. Ma la vera e piu’ potente arma per prevenire gli incidenti stradali causati da alcol e droga, conclude l’esperto dell’Iss, ‘restano i controlli e la presenza massiccia delle forze dell’ordine, vero deterrente alla guida rischiosa’.



Canapa e circolazione stradale
Maggio 8, 2008, 10:00 pm
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Probabilmente il rischio acuto più concreto è di tipo indiretto e consiste nella possibilità di causare o subire incidenti, soprattutto della circolazione.

Una dose di canapa diminuisce la concentrazione, riduce la capacità di orientamento, limita la coordinazione dei movimenti e rallenta i riflessi e i tempi di reazione; in questo senso, si comporta come l’alcol. In laboratorio l’effetto di uno spinello sulle funzioni psicomotrici è stato paragonato ad un’alcolemia dello 0.7-1%.

E’ però probabile che in condizioni più realistiche di quelle sperimentali l’effetto risulti meno marcato. Inoltre la canapa causa una lieve dilatazione delle pupille, accompagnata da un rallentamento della reazione alla luce, particolarmente di notte.

E’ stato osservato che i fumatori tendono a sovrastimare l’influsso della droga sulla guida. Di conseguenza sono più concentrati e guidano più lentamente e con maggiore prudenza. Con l’alcol invece succede piuttosto il contrario.

La capacità di guida è certamente compromessa per 2-4 ore dopo il consumo, in parallelo con l’evoluzione degli effetti; secondo alcuni autori l’influsso può protrarsi fino a 24 ore.

L’associazione di alcol amplifica evidentemente i rischi.
Fonte:Panoramica sulla canapa e i suoi derivati
di Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale aggiunto

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USA: Disputa sulla patente di un consumatore di marijuana medica
Maggio 8, 2008, 9:22 pm
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Un impiegato del Dipartimento della Motorizzazione (DM) è stato sottoposto a procedimento disciplinare per aver richiesto una revisione straordinaria della patente a un consumatore di marijuana medica con un caso aperto davanti alla Corte Suprema USA, secondo una comunicazione dell’Agenzia del 14 gennaio.

Dopo che l’avvocato di Diane Monson si è lamentato che la sua assistita era stata ingiustamente presa di mira per la revisione, in assenza di violazioni del codice stradale, il DM ha concluso che la signora non doveva presentarsi per il riesame, ha detto il portavoce Bill Branch.

Monson, che usa il farmaco per il mal di schiena, il mese scorso ha avuto dal DM un invito a presentarsi per il riesame, pena la perdita della patente. L’invito non diceva il perché di questa richiesta. In genere, questi colloqui di riesame sono richiesti in casi di guidatori coinvolti in gravi incidenti o trovati a guidare in stato di ebbrezza da alcool o droghe almeno tre volte negli ultimi tre anni. L’avvocato della Monson, David Michael, ha detto che lei era stata scelta per il suo uso di cannabis per il dolore.

Branch ha detto che l’impiegato del DM avrebbe dovuto raccogliere più informazioni prima di convocare la Monson. Monson e un’altra donna californiana, Angel Raich, hanno citato il Procuratore Distrettuale John Ashcroft perché temevano che le loro piante di cannabis sarebbero sparite dopo esser state sequestarte nel 2002.

(Fonte: Associated Press del 14 gennaio 2005)

Hempyreum Weblog Team



Canada:uomo sotto l’effetto alla guida, non dimostrabile
Maggio 8, 2008, 8:26 pm
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31-03-2006 Canada. L’effetto negativo della marijuana sul guidatore non è
dimostrabile.

Un tribunale dell’Ontario ha assolto un uomo accusato di aver guidato sotto l’effetto della marijuana in quanto non ci sono “prove scientifiche” sufficienti per dimostrare che la sostanza interferisce sulla capacità di guidare un veicolo a motore.
Il fatto. Nel maggio del 2005 Steven Ayotte, 33 anni, si era fermato sul lato della strada per una gomma forata. Per stanchezza, invece di cambiare la ruota aveva deciso di dormire nell’auto per qualche ora. Dopo che alcuni residenti lo avevano invitato ad andarsene dalla loro area, era intervenuto un poliziotto che aveva sentito un forte odore di marijuana provenire da Ayotte. Il poliziotto aveva quindi sottoposto il guidatore al test di sobrietà, giungendo alla
conclusione che Ayotte non era in grado di guidare. Sempre secondo il poliziotto, Ayotte aveva confessato di aver fumato due canne. Ma la corte ha assolto l’uomo in quanto non ha ritenuto dimostrati ne’ l’effetto negativo della marijuana sulla guida ne’ che il suo comportamento quella sera fosse dovuto necessariamente all’assunzione della sostanza illecita.

fonte: notizie radicali

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Studio in Spagna
Maggio 8, 2008, 8:23 pm
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Secondo la letteratura scientifica, la guida sotto effetto di cannabis puo’ aumentare gli errori fino al 60%, soprattutto entro la prima ora dall’assunzione. ”Lo studio piu’ recente in questo campo - spiega Roberta Pacifici, dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanita’ - e’ stato fatto in Spagna, su piloti dell’aeronautica sottoposti a test nei simulatori. E’ emerso che sia gli errori gravi che quelli meno gravi aumentano del 60%, e la reattivita’ diminuisce del 40-45% a un’ora dall’assunzione. Inoltre i soggetti studiati impiegavano per fare uno stesso tragitto fino al triplo del tempo”. Secondo la ricercatrice, l’effetto di questa sostanza puo’ durare fino a qualche ora: ”ovviamente - continua Pacifici - dipende dalla dose assunta e dal soggetto, in generale si puo’ pero’ dire che l’inizio dell’attivita’ psicotropa si ha dopo 25 minuti, il picco e’ intorno a un’ora dopodiche’ l’attivita’ inizia a diminuire. Dopo tre o quattro ore gli effetti in genere spariscono, cosi’ come la quantita’ della sostanza rilevabile nel sangue, mentre nelle urine i metaboliti rimangono per diversi giorni”.

fonte: blog socialmente inutile

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Canapa:capacità di guida
Maggio 8, 2008, 8:21 pm
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I FATTI

Ingerita in forti dosi, la marijuana probabilmente provoca menomazioni nella capacità di guida alla maggioranza delle persone. Tuttavia non è provato che la marijuana nei modelli di consumo correnti, contribuisca sostanzialmente al numero degli incidenti automobilistici in America.

Numerosi studi hanno ricercato prove della presenza di droghe nel sangue o nelle urine dei conducenti coinvolti in incidenti mortali. Essi hanno tutti riscontrato la presenza di alcol nel 50 0 più per cento dei casi. Assai meno frequente è la presenza di marijuana. Inoltre, nella maggioranza dei casi in cui è stata rilevata tale presenza, è risultato presente anche l’alcol.
Ad esempio, un recente studio promosso dalla U.S. National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), che ha comportato l’analisi di circa 2.000 incidenti mortali, i conducenti riscontrati positivi per la marijuana sono stati del 6,7% In più dei due terzi di questi ultimi casi, era presente l’alcol, che può essere stato il principale responsabile dell’esito fatale.

Per valutare accuratamente il contributo della marijuana agli incidenti mortali, il tasso positivo tra i conducenti morti dovrebbe essere messo a confronto con il tasso positivo di un campione casuale di guidatori non coinvolti in incidenti fatali. Poiché il tasso di consumo di marijuana del mese precedente per gli americani al disopra dell’età legale per la guida è pari a circa il 12%, in un dato giorno qualsiasi una notevole proporzione di tutti i conducenti risulterebbe positiva, particolarmente perché i metaboliti della marijuana restano nel sangue e nell’urina molto dopo la fine degli effetti psicoattivi.

Uno studio recente ha accertato che un terzo di coloro che vengono fermati per “guida pericolosa” tra le 7 del pomeriggio e le 2 del mattino - soprattutto giovani di sesso maschile - sono risultati positivi per la sola marijuana. Per poter essere significativi, i risultati di tali test dovrebbero esser posti a confronto con quelli di un gruppo di controllo equivalente di guidatori.

Un numero di studi di simulatori di guida ha dimostrato che la marijuana non produce il tipo di menomazione psicomotoria evidente anche con modesti quantitativi di alcol. Anzi, in un recente studio della NHTSA, il solo esito statisticamente rilevante collegato alla marijuana è risultato la diminuzione della velocità.

Un recente studio sulla effettiva capacità di guida sotto l’influenza della cannabis - impiegando il medesimo protocollo usato per provare il potenziale di menomazione delle droghe medicinali - ha valutato l’impatto del placebo e di tre dosi attive di THC in tre prove di guida, una delle quali nel traffico urbano di alta densità.

Una menomazione correlata alla dose è stata è stata osservata a carico della capacità dei conducenti di mantenere una posizione laterale costante. Tuttavia, anche con la dose più alta di THC, la menomazione era relativamente inferiore - simile a quella osservata con concentrazioni di alcol nel sangue comprese tra lo 0.03 e lo 0.07% e numerose medicazioni legali. I conducenti sotto l’influsso della marijuana tendevano inoltre a guidare più lentamente e ad accostarsi con maggior cautela ad altre autovetture.

Pur dando atto di alcuni limiti del presente studio, gli autori concludono che “il THC non è una droga altamente menomatrice”.

Fonte: fuoriluogo

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Cannabis e circolazione stradale : Come sviluppano gli scienziati…
Maggio 8, 2008, 8:17 pm
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Cannabis e circolazione stradale : Come sviluppano gli scienziati i
valori limite del THC nel sangue?

Dr. Franjo Grotenhermen

Il THC come tante altre sostanze (oppiacei, sonniferi,anfetamine ed
alcool) possono influenzare l’abilità alla guida. Per questi motivi ,il
legislatore ha decretato una modifica della legge sulla circolazione
stradale che è entrata in vigore il 1. agosto 1998 , con la quale si può
procedere in contrasto alla partecipazione alla circolazione stradale
sotto l’influenza di droghe illegali come la cannabis e gli oppiacei in
quanto trasgressione. Inoltre nel paragrafo 24a della Legge sul traffico
stradale si afferma: ” Trasgredisce chi guida un veicolo sotto
l’influenza di una sostanza inebriante definita della tabella rispetto a
questa disposizione. Un tale effetto è presente, se una sostanza
nominata in questo allegato viene dimostrata nel sangue”: Nell’allegato
vengono per esempio citati il Tetraidrocannabinolo (THC) e la morfina.

Nel corso di una audizione di esperti nella commissione traffico del
Bundestag nella primavera del 1997 questo regolamento era discusso
rispetto a questa tematica. Soprattutto dal momento che il THC é
riscontrabile essenzialmente molto più a lungo nel sangue di quanto duri
l’effetto. Negli anni passati per questi motivi, molti consumatori di
cannabis ricevettero un divieto di guida , perché gli era stato
diagnosticato del THC nel sangue un giorno dopo l’ultimo consumo.
Secondo la definizione della legge essi partecipavano alla circolazione
sotto l’influenza della cannabis. A molti scienziati risulta chiaro, che
questa definizione è insensata. Dall’altra parte è difficile, in maniera
analoga al valore “per mille” come previsto per l’alcool , fissare un
valore soglia concreto, al di sopra del quale sia riscontrabile una
concreta invalidazione della capacità di condurre un veicolo. Questo
fatto dipende dal fatto che la concentrazione del THC nel sangue è molto
variabile e non esiste un rapporto diretto tra la concentrazione del THC
nel sangue e una concentrazione del THC nel cervello.Questo punto venne
utilizzato da molti uomini politici per non fissare alcun valore soglia
all’interno della legge.

Presumilmente un valore limite cattivo é meglio di nessun valore
limite.Anche la Corte Costituzionale ha indicato in una sua recente
sentenza, che al disotto di un 1 ng/ml (Nanogrammo per Millilitro) di
THC nel sangue non si può dedurre che esista un peggioramento. La cosa è
ovviamente un progresso rispetto ad una interpretazione troppo rigida
delle disposizioni di legge, ma sicuramente non è sufficiente. Io ho
fatto parte di un gruppo di lavoro di dieci esperti di sei
paesi(Germania, Paesi bassi, Gran Bretagna, Canada, USA, Australia) ,
che nel recente congresso internazionale sulla sicurezza stradale di
Glasgow tenuto nell’agosto 2004, ha proposto un valore soglia del THC
nel sangue da 5 fino a 10 ng/ml . Questo valore di limite corrisponde
all’incirca da una concentrazione del sangue di alcool del 0,5 per
mille. Dalla Germania hanno partecipato al gruppo oltre a me anche il
Prof. Berghaus dell’Università di Colonia e il Prof. Krüger
dell’Università di Würzburg .

Numerosi studi hanno dimostrato come le persone con una bassa
percentuale di THC nel sangue non dimostrano un rischio maggiore di
incidente. Nello studio australiano finora più grande del 2004 ,il
rischio di incidenti relativo ai consumatori di cannabis aumentava solo
quando questi dimostravano più di 5 ng/ml THC nel sangue. 5 ng/ml di THC
nel sangue corrispondono a circa 10 ng/ml di THC nel siero sanguigno.Il
siero sanguigno è la parte liquida del sangue senza i corpi del sangue.

Il fumo di una sigaretta di cannabis provoca dopo 5 minuti delle
concentrazioni massime da 50 fino a 300 ng/ml di THC nel siero
sanguigno. Le concentrazioni poi si abbassano entro 3,4 ore in
concentrazioni di livello di pochi nanogrammi.Ma la situazione nel caso
di consumatori occasionali e regolari è differente. Nel caso dei
consumatori occasionali la concentrazione di THC dopo il fumo di una
sigaretta di cannabis cala in generale entro 5-10 ore sotto 1 ng/ml .In
caso di forti consumatori il THC però spesso può essere dimostrato nel
sangue anche 24 fino a 48 ore dopo l’ultimo consumo. In una ricerca
dell’Istituto Medico Legale della Università di Heidelberg il THC nei
forti consumatori ( più di una canna al giorno) era dimostrabile dopo 24
fino a 48 ore in concentrazioni tra i 1,3 e il 6,4 ng/ml nel siero
sanguigno. Anche dopo che uno degli 11 consumatori abituali moderati(1
canna o meno al giorno) il THC era presente dopo 24 ore in una
concentrazione nel siero sanguigno di 1,8 ng/ml. Nel caso di consumatori
occasionali(meno di una canna alla settimana) il THC non era più
riscontrabile 24 ore dopo l’ultimo consumo.

Hempyreum Weblog Team