Hempyreum’s Weblog


Usa. Niente seppi, niente consumai: le ambizioni del “Just Say no”
Luglio 22, 2008, 3:56 pm
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22-07-2008
 
Droga: vietato parlarne.E’ questa l’elevata ambizione del programma “Just Say No”, una sorta di ‘tolleranza zero’ contro l’informazione sulla droga. Non che si tratti, naturalmente, di una censura a tutto campo sulle sostanze illegali. Sarebbe troppo semplice.L’intenzione del “Just Say No” è quello di limitare il più possibile la trasmissione di dati e di racconti di esperienze individuali. Meglio così, ritiene Robert Ali che dirige i Drug and Alcohol Servces SA clinical services.Può sempre sembrare che i governi statali e il governo federale siano indulgenti con siffatte sostanze.Classici esempi di nemici da debellare sono i siti dove gli utenti si dilungano sugli effetti dell’ecstasy o di mix strani, oppure su come è meglio o peggio assumere certe sostanze.”Dopo mezz’ora mi sentivo così e cosà…il mio cuore andava a mille all’ora…ne basta un quarto di pillola” eccetera: tutti concetti da censurare.In realtà, spiega il professor David Caldicott, tossicologo di Adelaide, è proprio l’assenza di un’informazione grosso modo ufficiale a spingere i ragazzi a fare da soli, con tutti i rischi che ne derivano.Più che preoccuparsi per l’incitamento all’uso, ci sarebbe da preoccuparsi per l’esattezza di quanto si raccontano a voce o via web.

fonte: www.droghe.aduc.it



Nuova Zelanda. Commissione Salute ascolta i sostenitori della marijuana terapeutica
Luglio 22, 2008, 10:07 am
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22-07-2008

Ai membri della commissione salute del Parlamento neozelandese e’ stato chiesto di legalizzare il consumo terapeutico della marijuana.
I sostenitori della marijuana terapeutica sono stati auditi dalla Commissione, a cui viene richiesto che sia modificata la legge a riguardo.
Billy McKee, tra i sostenitori del cambiamento, ha dichiarato che spesso i consumatori sono disoccupati e osteggiati dai familiari, e accade che quando la coltivano siano derubati. La sua casa per dieci volte e’ stata visitata dai ladri, e il suo cane ucciso.
Per un altro sostenitore, la marijuana terapeutica darebbe ai giovani il messaggio che e’ un medicinale e non qualcosa da usare per “ribellione”.

fonte: www.droghe.aduc.it



Italia. Fuma contro il dolore. Arrestato: si suicida

21-07-2008

Lei era sdraiata sul sedile destro reclinabile della vecchia Fiat 126, lui per terra poco lontano dalla vettura, probabilmente nel tardivo tentativo di scampare alla morte che aveva scelto per sè e la compagna. È morta avvelenata dai fumi di scarico dell’auto, convogliati nell’abitacolo con un tubo nel chiuso di un garage di un casolare ottocentesco, una coppia di conviventi agli arresti domiciliari per la detenzione di oltre tre chili di marijuana.

Giuseppe Mercuri, di 59 anni, un possidente terriero di Sannicola, e la sua convivente, la cittadina francese Sophie Chaffurin, di 43, erano stati arrestati lo scorso 13 luglio. I carabinieri della Compagnia di Gallipoli avevano trovato nella loro tenuta, in località “La Guardia”, la grossa partita di marijuana: una metà nascosta nel camino, il resto sepolto in giardino.

A nulla la difesa dell’uomo: la droga, che fumava sin da giovane, serviva per uso personale, per alleviare i dolori di una malattia incurabile.

Inevitabile l’arresto e il carcere di Lecce dove la coppia è stata rinchiusa per tre giorni. La detenzione è stata successivamente tramutata dal Gip negli arresti nella propria abitazione.

Sono stati i carabinieri a trovare i cadaveri sabato sera nel corso del quotidiano giro di controllo dei detenuti ai domiciliari. Nessuna traccia di violenza, nulla che possa far pensare a qualcosa di diverso da un duplice suicidio consenziente. I primi esami del medico legale, a quanto si è appreso, farebbero risalire al pomeriggio di ieri la morte. Sarà comunque l’autopsia - disposta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce Giovanni Gagliotta - a confermare il decesso per avvelenamento da monossido di carbonio, e a datare con precisione l’ora della morte.

Sulle motivazioni alla base del doppio suicidio, gli investigatori propendono per l’incapacità dei due di sopportare la vergogna dopo l’arresto. Ma non sarebbe esclusa neanche un’altra spiegazione, collegate al sequestro dell’ingente partita di marijuana alla coppia nell’ipotesi, per ora tutta da dimostrare, che i due possano aver accettato di custodirla per conto di qualche spacciatore in cambio di denaro.

fonte: www.aduc.droghe.it



Germania. La cannabis efficace contro la ADHD
Luglio 20, 2008, 3:28 pm
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La somministrazione orale di dronabinolo, cioè di THC sintetico in capsule, allieva i sintomi del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.E’ quanto risulta da uno studio pubblicato dall’IACM (International Association for Cannabis as Medicine), che ha sede ad Heidelberg.Secondo l’associazione internazionale per la cannabis terapeutica, che si basa su uno studio dell’Universita’ di Heidelberg pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Criminology, fumare marijuana migliora nettamente le condizioni di chi è affetto dalla ADHD, riportando verso la normalità molte attività mentali.

fonte: www.droghe.aduc.it



Italia. Dipartimento antidroga sulla patente: si’ all’alcool, no alle droghe
Luglio 18, 2008, 11:10 am
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Nonostante l’alcool causi il 30-50% degli incidenti stradali, si potra’ berlo (basta non essere alcolizzati) ed ottenere ugualmente la patente.

Tolleranza zero, invece, verso qualsiasi sostanza illegale. Bastera’ anche uno spinello fumato mesi prima per fallire l’esame di idoneita’ per la patente.

Lo precisa il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza Consiglio dei Ministri, che chiede “la collaborazione di tutti”.

“La sperimentazione proposta -si spiega nella nota di Palazzo Chigi- punta a valutare scientificamente se introducendo test tossicologici al momento della richiesta della patente di guida, si possa ridurre il numero di persone che ottengono la patente di guida (sia di motocicli che di auto) e utilizzano sostanze stupefacenti o abusano di alcol.

Il codice della strada prevede gia’ che per ottenere tale abilitazione debbano sussistere tutte le condizioni mediche e psichiche che connotino una idoneita’ alla guida e che queste debbano essere regolarmente certificate da personale medico abilitato a tale scopo.

Nulla di sorprendente quindi se non che per rilasciare tale certificazione si vuole introdurre una maggior attenzione e rigore nel formulare tale giudizio di idoneita’ utilizzando strumenti diagnostici, che gia’ il medico potrebbe utilizzare se volesse approfondire dubbi o sospetti, anche tramite la commissione patenti”.
 
“Inoltre, che una persona che utilizza droghe o abusa di alcol, anche occasionalmente, possa essere definita ‘non idonea’ a condurre automezzi, crediamo sia fuori discussione stante le leggi attuali ma anche semplicemente il buon senso.

L’utilita’ dell’introduzione dell’uso di esami tossicologici al momento della visita di idoneita’ alla guida non sta solo nell’individuare le persone positive ma anche e soprattutto nello scoraggiare anticipatamente quelle persone che usano, anche occasionalmente, droghe o abusano di alcol, a presentarsi a tali esami, senza aver interrotto prima di richiedere l’abilitazione alla guida tale comportamento a rischio per la propria ed altrui salute”.    

“Per quanto riguarda l’avviso ai genitori di condizioni di rischio individuate dai sanitari in persone minorenni  esso non solo e’ opportuno ma doveroso nei confronti di chi esercita la potesta’ genitoriale ed e’ chiamato a provvedere obbligatoriamente provvedere alla tutela della salute dei figli.

Il medico non potra’ sottrarsi quindi, per i minorenni, dal comunicare ai loro genitori il rischio salute (sia fisica che psichica) che tali ragazzi corrono nell’usare droghe (anche occasionalmente) o nell’abusare di alcol”.

“Si specifica, inoltre, che questa iniziativa, di tipo sperimentale, andra’ ad affiancarsi ad altre iniziative (gia’ sperimentate con successo) di intensificare i controlli sulle strade pero’ con metodiche piu’ efficienti e sofisticate al fine di rendere piu’ efficaci le azioni delle forze dell’ordine soprattutto nei controlli notturni.

Ben vengano comunque tutti i contributi, anche quelli particolarmente critici per migliorare il protocollo di intervento”, conclude la nota.

fonte: www.droghe.aduc.it



Canada. Sondaggio: niente carcere per chi consuma droga
Luglio 18, 2008, 10:02 am
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Il concetto di “pena alternativa” si è fatto largo tra i canadesi.

Vi sono alcuni reati che più di altri non dovrebbero prevedere la detenzione.

Particolarmente convinti delle pene alternativi sono i cittadini dell’Ontario, 3 su quattro, e oltre 8 su 10 vorrebbero che il consumo di marijuana fosse depenalizzata.

Ma la si pensa così un po’ ovunque, compreso l’Alberta, dove oltre il 70% ritiene molto più grave la clonazione delle carte di credito.

E’ quanto risulta da un’indagine online svolta dalle Angus Reid Strategies.

fonte: www.droghe.aduc.it



Austria. Parlamento dice si’ alla marijuana terapeutica
Luglio 15, 2008, 9:09 am
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Il Parlamento austriaco ha ammesso che ai malati gravi sia concesso il consumo, dietro prescrizione medica, della marijuana.

La nuova legge permette la coltivazione della cannabis per fini terapeutici alla AGES, l’Agenzia per la salute e l’alimentazione.

Michael Bach, presidente dell’Associazione per lo studio del dolore OeSG, ha accolto felicemente la nuova legge.

“E’ benvenuta qualsiasi iniziativa che renda possibile lo sviluppo e l’utilizzo di nuovi medicinali. I derivati della cannabis sono sempre piu’ usati per fini terapeutici”.

Il possesso o la vendita della cannabis non per fini terapeutici e’ punito con sei mesi di detenzione

fonte: www.aduc.it



Italia. Rasta e cannabis, altre reazioni alla sentenza della Cassazione
Luglio 13, 2008, 11:27 am
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Continuano le reazioni alla sentenza della Corte di Cassazione, che ha annullato la condanna per possesso di oltre un etto di cannabis per un adepto rasta.

“Sono stati usati tutti gli aggettivi possibili e immaginabili per commentare la sentenza della Cassazione che stabilisce il diritto di drogarsi per motivi religiosi”. Lo dice in una nota Gabriella Carlucci del Pdl.

“La sentenza apre scenari inquietanti sui quali dobbiamo interrogarci, infatti, se secondo la Corte la religione e’ giustificazione plausibile, significa che infibulazione e bigamia possono essere leciti e condivisi.

Drogarsi e’ un reato punto e basta, se ai giudici non riesce proprio d’immaginare gli effetti devastanti delle loro sentenze si rileggano la confessione, proprio ieri dell’assassino di Federica Squarise; ‘Ero strafatto e l’ho uccisa’.

Non mi pare ci sia altro da aggiungere - ha concluso Carlucci -, tranne una palese contraddizione nelle sentenze della Corte stessa che sempre ieri dichiarava illecita la coltivazione di cannabis”.    

“L’Onorevole Carlucci lamenta che la sentenza della Cassazione sancisce il diritto di drogarsi per motivi religiosi.

Ora, posto che fumare del Ganja, provare per credere, possa essere considerato ‘drogarsi’, non credo che riconoscere diritti ‘comunitari’ possa consentire il governo di qualsiasi fenomeno, neanche per i presunti tutelati”: lo dichiara in un comunicato Marco Perduca, esponente del Partito Radicale eletto al Senato col Pd.

 ”I giudici della Cassazione hanno ritenuto di limitare i danni della legislazione italiana in merito alle sostanze stupefacenti creando dei diritti speciali per un gruppo religioso”, prosegue Perduca.

“La sentenza del 6 luglio scorso rappresenta peró il perfetto contrario di ció che lo Stato di diritto dovrebbe affermare e garantire, e cioè che la legge è uguale per tutti, legge che peró dovrebbe regolamentare le libere scelte dei cittadini - purch‚ queste non ledano la libertó e/o le scelte altrui - e non imporre visioni etiche.

Assumere sostanze stupefacenti, di per s‚, non lede le libertà di alcuno, proibire tale attività ha invece creato una serie di danni che vanno ben oltre l’eventuale tossicità delle sostanze”.

 ”Ricordo allo stesso tempo - conclude l’esponente radicale - che in Italia, in virtú del Concordato, per i rappresentanti del clero cattolico esistono privilegi e immunità che li pongono al di fuori, o al di sopra, della legge molto di piú di quanto dall’altro giorno non lo siano i rasta”.    

“E’ al tempo stesso allarmante e disarmante rilevare l’assoluta superficialita’ e la totale ignoranza della legge dimostrata dai numerosi parlamentari, della maggioranza cosi’ come dell’opposizione, che non sono riusciti a trattenersi dal commentare, a sproposito, la recente sentenza della Sesta Sezione Penale della Cassazione in materia di detenzione di sostanze stupefacenti.

Se solo ci si prendesse la briga di leggere quanto affermato dalla Suprema Corte, ci si accorgerebbe facilmente che non e’ stato fatto altro che applicare la legge attualmente in vigore”. Cosi’ Marco Contini, segretario dell’Associazione Politica Antiproibizionisti.it, commenta la sentenza della Cassazione che consente l’uso dell’ hashish per i rasta. 

“Non soltanto, dunque, non e’ mutata la giurisprudenza in materia, ma si e’ ribadito un principio fondamentale, ovvero che non basta il semplice possesso di una quantita’ piu’ o meno rilevante di sostanza per poter affermare ‘automaticamente’ che questa e’ detenuta a fini di spaccio.

Volendo fare una considerazione politica a questo riguardo -aggiunge Contini- non si puo’ che evidenziare come il tentativo di introdurre dei parametri rigidi, perpetrato attraverso le modifiche introdotte dalla legge 49/2006, si sia rivelato un completo fallimento”.

“Tuttavia, cio’ non significa affatto che chi pratica la religione rastafariana sia ‘esente’ dall’applicazione della legge. In base alla cosiddetta ‘Fini-Giovanardi’, infatti -commenta ancora il segretario di Antiproibizionisti.it- il puro e semplice consumo delle sostanze indicate in tabella non e’ mai consentito e il superamento delle soglie relative a ciascuna di esse ha il solo scopo di rappresentare un ‘potenziale discrimine’ tra l’uso personale e lo spaccio”.

Per Contini tuttavia non “si puo’ fare a meno di considerare le circostanze di tempo, luogo e modalita’ comportamentali dell’imputato, quelle che l’art. 73 descrive come ‘altre circostanze dell’azione’, fondamentali per stabilire se l’illecito commesso sia di natura penale o amministrativa.

D’altra parte -aggiunge- un’altra recente sentenza della Suprema Corte, la n.17899, gia’ aveva rilevato come le modifiche apportate nel 2006 non avessero inciso minimamente sulla struttura del concetto di detenzione ad uso personale, cosi’ come prevista dal d.p.r. 309/90, la quale e’ rimasta condizione di non punibilita’ della condotta”.

Non e’ vero, quindi secondo il segretario di Antiproibizionisti.it che “sono stati riconosciuti ‘diritti speciali’ per un gruppo religioso, semplicemente si e’ ritenuto che chi, in virtu’ di una propria abitudine o credenza religiosa, fa regolarmente uso di una determinata sostanza, verosimilmente possa detenerne dei quantitativi, anche consistenti, per il proprio uso personale, senza avere alcuna intenzione di cederli a terzi”.

“Per questo motivo potra’ subire una sanzione amministrativa, anche pesante, ma non incorrera’ in un reato penale, con tutto cio’ che questo comporta.

Va detto, infine, che, alla luce di questo pronunciamento, non si puo’ escludere che in futuro ci possa essere qualcuno che, nascondendosi strumentalmente sotto una presunta appartenenza religiosa a cui e’ del tutto estraneo, tenti di coprire subdolamente delle condotte realmente criminose.

Resto pero’ dell’idea -conclude Contini- che cio’ non e’ sufficiente per sovvertire il principio per cui si resta innocenti fino a prova del contrario”.

fonte: www.aduc.it



Australia. Studio: con lo spinello meglio il rap del pop
Luglio 11, 2008, 11:42 am
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Lo spinello lega bene con la musica rap e va meno d’accordo con quella pop.

Una ricerca australiana, condotta su quasi mille ragazzi, ha mostrato l’esistenza di un legame tra il tipo di musica ascoltata e la tendenza a fare uso di droghe leggere.

Lo rivela la Fondazione Mariani, di Milano, diventata in questi anni un punto di riferimento per gli studi su musica e cervello.

In particolare, lo studio ha dimostrato che ‘lo spinello va forte tra i frequentatori di eventi musicali in cui si ascolta rap o musica dance e house, ed e’ un po’ meno diffuso tra i fan del pop’.

La ricerca, condotta dal gruppo che fa capo a Megan Lim del Centro di epidemiologia e ricerca sulla salute pubblica dell’Istituto Macfarlane Burnet di Melbourne, aveva lo scopo di studiare la diffusione delle droghe leggere nelle diverse culture giovanili urbane e di identificare i luoghi piu’ appropriati per intervenire con le campagne di prevenzione.

Per questo, i ricercatori hanno diffuso dei questionari al pubblico di un festival musicale e ne hanno raccolti 939, tutti compilati da ragazzi tra i 16 e i 29 anni.

Il risultato e’ stato chiaro: il 46% di loro ha dichiarato di aver fatto uso di droga negli ultimi mesi (soprattutto cannabis), una percentuale decisamente piu’ alta di quella rilevata nella media dei ragazzi di quell’eta’ da uno studio nazionale del 2004, che si attestava sul 18%.

In particolare, si e’ visto che in testa ai consumatori di droga si trovano i ragazzi che amano la musica piu’ ascoltata nelle discoteche. Ed e’ li’, conclude lo studio, che si deve intervenire.

fonte: www.aduc.it



Olanda. Governo va alla guerra della marijuana
Luglio 11, 2008, 11:36 am
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l governo olandese ha reso noto che usera’ la mano dura contro le coltivazioni di marijuana, con la costituzione di una task force.

La task force unira’ la polizia e le autorita’ locali e nazionali nella lotta alle organizzazioni criminali coinvolte nella produzione di droga, ha fatto sapere il ministero della giustizia.

Il ministro della giustizia Piet Hein Donner ha espresso la speranza di raggiungere una sostanziale diminuzione delle coltivazioni entro il 2011.

In Olanda la coltivazione di marijuana e’ illegale, e’ pero’ ammesso il suo consumo e quello di altre droghe leggere.

Da qualche anno, pero’, il governo sta cercando di cancellare l’immagine di un paese ‘dove tutto e’ possibile’, con leggi piu’ dure sulle droghe e sulla prostituzione.    

fonte: www.aduc.it