Hempyreum’s Weblog


Italia. Tutti i componenti della cannabis antidolorifici migliori dei singoli
Luglio 20, 2008, 1:18 pm
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Presto saranno pubblicati nella Phytotherapy Research i dati della ricerca che rivelano che l’estratto della pianta di cannabis da’ migliore sollievo ai dolori rispetto a quello fornito dai singoli componenti della pianta.
Per i ricercatori dell’universita’ di Milano, Dipartimento di farmacologia, sugli esperimenti compiuti su cavie l’efficacia dell’intera pianta si e’ rivelata maggiore. La somministrazione dei THC o CBD da’ minore effetto di quella dei componenti cannabinoidi multipli, insieme.
Due ricerche, autonome, hanno rivelato che l’inalazione della cannabis riduce significativamente il dolore provocato dall’Hiv, o quello delle lesioni al midollo spinale.

fonte: aduc.droghe



Nasce a Sant’Anatolia (PG) il museo della canapa, sabato l’inaugurazione
Luglio 8, 2008, 8:49 pm
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Recuperare e trasmettere l’arte della lavorazione della canapa. Questo l’obiettivo del museo della canapa che sarà inaugurato a Sant’Anatolia di Narco il prossimo 12 luglio. Situato presso l’ex sede del Palazzo Comunale, la struttura rientra nella rete ecomuseale che il Cedrav, a partire dal 1995, ha realizzato in Valnerina, al fine di studiare, conservare e valorizzare i saperi tradizionali, l’arte del saper fare, il patrimonio storico, naturale e culturale di questa area. L’ecomuseo si presenta come un “museo diffuso”, articolato in centri di visita e percorsi tematici in grado di fornire i “codici di accesso” al territorio. Con l’obiettivo di permettere l’esercizio di attività ed antichi mestieri, l’ecomuseo cerca di recuperare siti e strutture tradizionali, conservando per altro una ricca dotazione di beni e salvaguardando saperi e tecniche operative ancora presenti nelle culture locali. Il museo della canapa si articola su due livelli, con una serie di sale all’interno delle quali sarà possibile ammirare le diverse fasi di lavorazione della canapa. Al primo livello, infatti, appositi strumenti ricorderanno le fasi di coltivazione, macerazione, essiccazione, gramolatura e cardatura della canapa. Accanto a questa, un’apposita sala, dotata di otto telai, di cui due tradizionali, sarà sede del laboratorio di tessitura rivolto alle scuole, ai residenti e a tutti coloro che saranno interessati a riscoprire questa antica arte. Al livello superiore troveremo due sale dedicate alla tessitura tradizionale e agli strumenti legati al ciclo di lavorazione della fibra grezza, una sala destinata alla tessitura moderna. L’ultima sala ospita la Collezione Tessile Lamberto Gentili e i tessuti donati dagli abitanti del comune di Sant’Anatolia di Narco.

Spiega il sindaco di Sant’Anatolia di Narco, Santini (nella foto), che “l’ecomuseo raccoglie le testimonianze della realtà storica della nostra città ma anche di tutta la Valnerina, con un particolare riferimento all’utilizzo della canapa nella vita domestica. Al tempo stesso, aggiunge Santini, il museo, con il laboratorio e la possibilità di partecipare a corsi di tessitura, consente di migliorare l’offerta nei confronti dei turisti.

Alla cerimonia di inaugurazione, prevista per le ore 17 di sabato prossimo, prenderanno parte Silvano Rometti e Carlo Liviantoni, rispettivamente Assessore alla Cultura e Assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Sauro Cristofani, Assessore all’Ambiente della Provincia di Perugia, Amedeo Santini, Sindaco del Comune di Sant’Anatolia di Narco e Pietro Bellini, Presidente del Cedrav.

fonte: tuttoggi.info



La chiesa del proibizionismo e l’avventura della riforma
Luglio 6, 2008, 5:38 pm
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di Peter Cohen

In memoria di Giancarlo Arnao (1927-2000), autore di Proibito capire. Proibizionismo e politica di controllo sociale, Torino 1990.

A prescindere dalla loro origine e dalla retorica ufficiale circa le loro funzioni, oggi il modo migliore di considerare i trattati Onu sulle droghe è alla stregua di testi religiosi. Essi hanno acquisito una patina di intrinseco ed indiscutibile valore, attraendo a promuoverli una conventicola di autentici credenti e proseliti. Costoro anelano ad una visione del Genere umano per cui l’astinenza da certe droghe costituisce un dogma nello stesso modo in cui altri testi religiosi potrebbero proibire certi alimenti o attività. I trattati Onu sulle droghe formano così la base della Chiesa internazionale della Proibizione delle droghe. L’appartenenza a questa chiesa è diventata una fonte di sicurezza indipendente, e combatterne i nemici è diventato motivo automatico di virtù.

Nella storia della cultura occidentale, abbiamo conosciuto molte chiese. Le più conosciute sono la Chiesa cattolica, con il suo Ufficio centrale della fede a Roma, ma anche la Chiesa del comunismo, governata infine dal suo Comitato centrale che si trovava un tempo a Mosca. Tutte queste chiese conoscono e adorano testi fondamentali che non servono a promuovere la comprensione scientifica e lo sviluppo sociale, ma piuttosto a promuovere il dogma della Chiesa stessa, la fede, e il regno delle sue Istituzioni. Quando poco più di un secolo fa, per ragioni ormai irrilevanti, gli Usa in preda all’ispirazione scrissero le prime versioni dei primi trattati globali sulle droghe, nessuno avrebbe potuto prevederne i risultati.

Ma allora, ha forse qualcuno previsto la diramazione di testi fondamentali costituiti e i successivi principali quartieri generali della Cristianità e perfino del Comunismo?

Vista in termini sociologici, l’equazione fra i trattati Onu sulle droghe e la Fede potrebbe non risultare immediatamente evidente. Come ho scritto altrove (Cohen, 2000), la nascita dell’individualismo nella metà del XVIII secolo, con le sue risultanti lotte contro la dipendenza, il colonialismo e la schiavitù, potrebbe essere vista come la culla delle nostre moderne mitologie sulle droghe e la dipendenza. Il concetto di droga e il concetto di dipendenza erano espressioni sincere di quella nuova ideologia, la religione per così dire, del “libero individuo”. Nella culla dell’individualismo sono nati e cresciuti nuovi movimenti e culture che hanno cercato di creare l’”indipendenza” e l’”emancipazione” sia dei popoli che delle persone. Lo scopo che definirebbe l’Umanità, ottenere la “grazia” di Dio per l’anima, dal XVIII secolo in poi è stata sostituito con l’”indipendenza” e più tardi con la “salute” del corpo. Qui non intendo discutere le interpretazioni specifiche di “indipendenza” o “salute” che vemgono scelte, perché in questo mio breve scritto non sono rilevanti.

Anche le ideologie socialiste possono essere interpretate come espressioni di quella nuova visione dell’individualità e della libertà, la più conosciuta ed indagata delle quali è stata il marxismo. Dovremmo comprendere che, in termini filosofici, la Prima internazionale comunista e il primo trattato globale sulle droghe hanno gli stessi genitori secolari, hanno prodotto simili imperi istituzionali e hanno avuto come conseguenza delle Inquisizioni altrettanto distruttive.

Nella Chiesa cattolica, le congregazioni del Sacro collegio dei cardinali o i relativi dipartimenti amministrativi decidevano su questioni relative ai santi, agli eretici e alle strategie secolari del Sant’Uffizio. Una famosa congregazione - la congregazione dell’Indice - decideva quali libri potessero essere letti dai fedeli. Ad esempio, in una delle loro riunioni, nel 1616 (il 5 marzo) si decise di bandire la lettura dell’astronomia copernicana, in quanto “falsa e contraria alle Sacre scritture” (Sobell, 1999).

Nella Chiesa della Proibizione abbiamo svariate di queste congregazioni in cui i cardinali della Proibizione confrontano i testi sacri con le politiche di tutto il mondo e decretano se queste politiche siano sante o no. Non ha senso cercare di dimostrare alle congregazioni dove ci ha portato la versione antidroga dell’emancipazione, così come non ha senso andare a Roma a dire alle congregazioni dei cardinali che ci sono più modi di condurre una vita virtuosa ed etica che attraverso Cristo o seguendo strettamente la Bibbia.

I luoghi in cui i cardinali della Proibizione si riuniscono sono irrilevanti. A Vienna, a Roma, a New York, le scene sono identiche. I cardinali lì riuniti sono scelti non per esprimere problemi inerenti ai testi sacri, ma per generare la fede, l’unanimità e possibilmente la gloria. Le burocrazie che organizzano queste riunioni sono gli esegeti del testo e delle regole che guidano la fede.

I burocrati della Chiesa della Proibizione non vengono reclutati per le loro conoscenze nel campo della sociologia, della farmacologia, del consumo di droghe, o dei problemi che il proibizionismo crea a centinaia di milioni di persone da Malaga a Memphis, da Mosca fino all’angolo di casa mia. I burocrati antidroga vengono assunti per la loro ortodossia religiosa e per la loro utilità per la Chiesa; e naturalmente i loro posti di lavoro sono spesso lontani dal mondo dei consumatori di droghe o dagli effetti della politica delle droghe.

E per quanto concerne la riforma della politica delle droghe? La riforma non avviene durante gli incontri delle congregazioni, né i riformatori di tale politica dovrebbero concentrare la loro attenzione su quel livello. Le congregazioni Onu hanno le stesse probabilità di promuovere un cambiamento in questo campo, quante ne ha il Festival della canzone europea.

Poiché una congregazione dei cardinali proibizionisti non ha esercito (a differenza dei vecchi Papi o del vecchio segretario generale del partito comunista sovietico), il suo vero potere sarà dimostrato dal tempo. La Chiesa della Proibizione ha solo poteri di fede, di credo, di intimidazione e di soggezione. Per quanto tempo la Chiesa può mantenere questi poteri e prolungare la sua ortodossia senza guardare o prestare ascolto alle piccole riforme che stanno avvenendo dappertutto? Le riforme in essere sono le stanze del consumo in Germania, le leggi per la decriminalizzazione in Portogallo, i coffee shops in Olanda. Esse sono gli scambi di siringhe (quasi segreti) a New York, ma anche la disponibilità di siringhe al super market, alla luce del sole, in quel paese della Toscana dove tu avevi affittato la tua villa.

La riforma della politica delle droghe è locale e il poco potere politico che i riformatori hanno non dovrebbe essere sprecato con la Chiesa o le sue Congregazioni.

La riforma della politica delle droghe è legata inestricabilmente alle politiche e alle culture locali. Non possono esserci due sistemi di riduzione del danno identici. Perciò, la riforma della politica delle droghe prima procede e poi si diversifica a livello locale. Solo lì la riforma può rispondere agli innumerevoli, unici insiemi di condizioni e costrizioni. Persino sotto brutali regimi proibizionistici, a livello locale i riformatori della politica delle droghe possono dare voce alle persone che hanno bisogno del cambiamento, e agire per loro conto. Dai quartieri, dalle comunità, dalle città e dalle regioni, la riforma può infine arrivare alle capitali nazionali e internazionali.

Le nostre uniche chances sono locali perché nelle arene locali noi possiamo essere gli specialisti. A livello delle Congregazioni, nessuno vuole il cambiamento. E là, noi siamo gli anti-specialisti. Cambiamento e riforma sono nemici dei cardinali di tutte le Chiese consolidate, compresa quella della Proibizione. I Cardinali temono il cambiamento e vietano che se ne discuta. Anche quando le voci della riforma parlano dentro le sacre stanze in cui i Cardinali si riuniscono, e anche quando essi sono costretti ad ascoltare, le parole dei riformatori appartengono a lingue che i cardinali non riescono capire e che non vorrebbero tradurre. Per i cardinali, il semplice fatto di capire le parole dei riformatori potrebbe essere visto come un cedimento alle forze della miscredenza e dell’eresia.

Per riassumere, la vera sfida alla legittimità dei Trattati sulle droghe non consisterà nel portare iniziative di cambiamento al livello della Congregazione. Il vero test lo avremo quando paesi singoli o gruppi di paesi capiranno che i cambiamenti di cui le loro città hanno bisogno contravverranno sempre a qualche frase o virgola dei testi sacri. O, come Fazey osserva in questo numero (Fazey, 2003) <>.

Quando hanno introdotto cambiamenti contrari ai testi sacri, i paesi europei finora hanno scoperto che non è successo niente! Essi scoprono che la Chiesa non può impedire loro di riformare le loro leggi o almeno le loro politiche, ed essi scoprono (a volte con meraviglia) che la Chiesa non cerca neanche di fermarli. Questo è già successo in Germania, Svizzera, Olanda e in molti altri posti.

Comunque, i paesi a volte scoprono - come può essere il caso del Canada nel prossimo futuro - che le loro discussioni locali sulla riforma della politica delle droghe sono divenute profondamente minacciose per la Chiesa della Proibizione e i suoi cardinali. In tali casi, l’autonomia di una nazione può essere sfidata, non dalla stessa Chiesa proibizionista, ma dai governi nazionali per i quali il sostegno alla Chiesa proibizionista è più importante della loro stessa Costituzione. Questo porta la Riforma molto oltre la politica locale delle droghe. Perciò tali paesi eretici dovranno dare vita a nuove coalizioni, e quando tali coalizioni saranno forti abbastanza, allora la riforma della politica delle droghe potrà essere portata al livello delle Convenzioni (Bewley-Taylor, 2003). Ma la riforma della politica delle droghe non aspetterà così a lungo. Le riforme che stanno già avvenendo svuoteranno le Convenzioni, proprio come la santità di Roma, le pompose Congregazioni ed eserciti un tempo temibili non hanno potuto impedire l’avvento della riforma ed infine, che le chiese europee si svuotassero, che il divorzio diventasse un fatto consueto e che l’aborto sia diventato un diritto umano persino in Spagna, una volta il paese dei re cattolici.

I Trattati internazionali sulle droghe sono tra i testi più sacri della Chiesa della Proibizione delle droghe. Nelle riunioni della Chiesa, ovunque siano tenute, si troveranno persone inginocchiate davanti ad essi in posizioni ridicole, perché per loro i testi contengono le parole sacre della divinità. Una prospettiva riformista sui Trattati o un rifiuto di inginocchiarsi davanti ai testi, sono azioni molto pericolose ora per i paesi, così come la crescente egemonia degli Usa ha conseguenze che spingono più in avanti l’estremismo e l’ortodossia. Più i Cesari statunitensi sfruttano la loro egemonia, più le Convenzioni Onu sulle droghe simbolizzano il loro desiderio di definire e controllare il genere umano, così come il loro stato-gulag, il loro esercito e la loro flotta di portaerei ne sono l’espressione materiale.

Acknowledgements

Thanking Harry Levine, Craig Reinarman, Peter Webster and Dava Sobell for their help. References
Arnao, G. (1990). Proibito capire. Proibizionismo e politica di controllo sociale. Edizioni Gruppo Abele, Torino.
Bewley-Taylor, D. Challenging the UN Drug Control Conventions: Problems and Possibilities. International Journal of Drug Policy 14, 171-179.
Cohen, P., 2000. Is the addiction doctor the voodoo priest of western man?Addiction Research 8 6, pp. 589-598 Special issue.
Fazey, C., 2003. The Commission of Narcotic Drugs and the United Nations International Drug Control Programme: politics, policies and prospect for change. International Journal of Drug Policy 14, pp. 155-169.
Sobell, D., 1999. Galileo’s daughter, London, Penguin Books.

Cohen, Peter (2003), The drug prohibition church and the adventure of reformation.

International Journal of Drug Policy, Volume 14, Issue 2, April 2003, pp. 213-215.
© Copyright 2003 Peter Cohen. All rights reserved.
Traduzione: Grazia Zuffa e Maria Grazia Marchionni.

fonte: www.cedro-uva.org

visto su: www.hanf-info.ch



Italia. Relazione tossicodipendenze. Il solito elenco della sconfitta e dell’incapacita’

l sottosegretario Carlo Giovanardi, ha illustrato i dati della Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze per l’anno 2007.
Ecco i titoli che l’agenzia stampa Ansa ha dato ai vari “lanci” per informare:
- droga: per gli studenti piu’ facile trovarla, anche a scuola
- droga: aumentano i morti,stabile eroina ma incremento cocaina
- droga: si attenua trend aumento cocaina ma non cannabis
- droga: aumentano soggetti segnalati a prefetture per possesso
- droga: aumentati del 200% nel 2007 controlli su guidatori
- droga: eroina e cocaina costano sempre meno,aumenta cannabis
- droga: aumentano consumatori cocaina in cura,meno eroinomani
- droga: 85 italiani su 100 disapprovano gli spinelli
- droga: Giovanardi, situazione grave ma non allarmante

Cosa c’e’ di diverso dalle relazioni degli anni precedenti? A parte i numeri in se’, in valore assoluto e percentuale, la differenza non c’e’: il trend e’ di crescita in tutte le direzioni. Questo vuol dire che la legge in vigore, concepita e attuata per invertire questo trend, non sta dando i risultati auspicati.
Una legge -e’ bene ricordarlo- approvata dal Governo Berlusconi il 21/02/2006 modificando in fase di conversione un decreto legge per assicurare il corretto svolgimento delle Olimpiadi invernali di Torino. L’opposizione di centro-sinistra in Parlamento mostro’ tutto il proprio disappunto, sconcerto, rabbia e annuncio’ dura battaglia che, nella legislatura chiusa lo scorso aprile, ha solo significato conferma di una legge che ha visto i suoi maggiori oppositori dell’epoca trasformati nei suoi esecutori per eccellenza.
Ora e’ di nuovo Governo Berlusconi e tocca al sottosegretario Giovanardi ricordarci –suo malgrado- di avere uno strumento legislativo inadeguato, al pari dell’inadeguatezza che si riscontra in tutto il mondo: con consumo e produzione sempre in aumento e con strutture di sicurezza e sanitarie che girano su se stesse senza azzardare approcci diversi che trattino i malati non come delinquenti e avochino alla legalita’ statuale cio’ che e’ stato regalato a delinquenti e terroristi. I nostri legislatori lo hanno fatto con droghe piu’ diffuse, piu’ pericolose e piu’ mortali come tabacco e alcool, ma non hanno alcuna intenzione (Onu in testa) di provare per le droghe oggi illegali.
Noi, siccome non nutriamo alcuna speranza/fiducia che a breve ci possa essere una inversione di questo folle e suicida trend, continueremo nella nostra opera di denuncia, informando sullo sfascio e stimolando tutte le istituzioni ad affrontare il problema in modo diverso.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

fonte: aduc.droghe



L’erba di Elena
Giugno 23, 2008, 11:21 am
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Canapa e Sclerosi multipla. Testimonianze
Giugno 22, 2008, 6:21 pm
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Olanda. Pochi giorni ancora per fumare spinello ‘impuro’ nei coffee shop
Giugno 22, 2008, 11:29 am
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Giorni contati per lo spinello nei coffee shop olandesi. Dal primo luglio nei Paesi Bassi sara’ vietato fumare tabacco in bar, ristoranti e locali pubblici. Le nuove regole, gia’ in vigore in molti altri Paesi europei, non avrebbero niente di strano se non riguardassero anche quei locali dove, per legge, dal 1976 si puo’ liberamente consumare hashish o marijuana. La cannabis, venduta legalmente nei coffee shop, e’ l’ingrediente principale, ma per fare uno spinello e’ indispensabile anche il tabacco, tranne nel caso in cui si fumi solo ‘erba’. La quantita’ dipende dal consumatore, ma e’ tuttavia necessario avere del tabacco per ‘rollare’ una canna, come spiegano minuziosamente anche i siti online dedicati agli amanti dell’argomento. Paradossalmente, dunque, in Olanda, nei locali pubblici autorizzati si potra’ continuare a fare uso di droghe leggere, ma non a fumarle mescolate con il tabacco, quindi niente joint, canna o spinello che dir si voglia. ‘I coffee shop saranno trattati come tutti gli altri locali pubblici. Sarebbe sbagliato fare eccezioni, la gente non capirebbe’, avverte il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende. ‘In un caffe’ si va per bere qualcosa, in un ristorante per mangiare, ma quando si va in un coffee shop e’ per fumare’, ribatte Marc Jacobsen, a capo dell’associazione nazionale dei proprietari di coffee shop, che ha chiesto al governo di prendere speciali provvedimenti per questi locali. E i diretti interessati, i consumatori? Stando ad una serie di interviste realizzate finora nella citta’ olandesi, non sembrano preoccuparsi piu’ di tanto. Se sara’ necessario ‘compreremo l’erba e andremo a fumare a casa’, dicono. Intanto ci sono coffee shop, soprattutto ad Amsterdam, che gia’ stanno allestendo luoghi separati per offrire ai clienti la possibilita’ di continuare a fumare sul posto. Altri si stanno attrezzando mettendo a punto strumenti alternativi. Come il cosiddetto ‘vaporizzatore’, un apparecchio elettrico che dovrebbe consentire di trasformare direttamente la cannabis in vapore da inalare evitando cosi’ l’uso di tabacco e cartine. Molti si chiedono poi come potranno essere attuate le ispezioni per verificare se si fumano spinelli ‘puri’ oppure contenenti anche tabacco, dannoso per la salute di chi lavora nei coffee shop piu’ che per coloro che hanno deliberatamente scelto di usare droghe. Da tempo nella permissiva Olanda il vento e’ cambiato anche nei confronti delle droghe leggere: in alcune citta’ si e’ cominciato a chiudere i coffee shop vicino alle scuole, in altre e’ stato vietato il consumo di cannabis ai poliziotti, anche fuori dal lavoro ‘per dare l’esempio’. Giro di vite infine per ostacolare il cosiddetto turismo dello spinello. L’iniziativa ha provocato una protesta infuocata dei comuni di frontiera del Belgio dopo che quelli dell’Olanda hanno spostato i bar del fumo nelle zone periferiche di confine, proprio per ostacolare il turismo della droga nelle citta’.

fonte: aduc.droghe



Cannabis terapeutica. Assessore sanita’ Bolzano al collega della Sicilia sul Sativex: ottimi risultati, aiutate vostri pazienti
Giugno 19, 2008, 6:29 pm
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Il diritto a non soffrire in Italia e’ ancora un miraggio, specialmente quando l’unico farmaco efficace per alleviare il dolore e’ derivato da una pianta ‘malvagia’, la cannabis. Alcune settimane fa avevamo denunciato l’ennesimo caso di sofferenza inutile che ci veniva segnalato dalla Sicilia e riguardava una donna affetta da sclerosi multipla, costretta dalla burocrazia a rinunciare all’unico trattamento in grado di alleviare i sintomi della malattia: il cannabinoide Sativex.
La signora Giuseppina, vista l’impossibilita’ di ottenere il farmaco dalla Regione Sicilia, si era rivolta alla Provincia di Bolzano, uno dei pochi luoghi dove il Sativex e’ prescritto e rimborsato dalla Ausl.
Nella risposta , l’Assessore della Sanita’ di Bolzano Richard Theiner, nel ribadire gli ‘ottimi risultati’ del Sativex, invita il collega siciliano a prendere adeguatamente in considerazione la richiesta della paziente. Queste le sue parole:
“Le comunico che la Provincia Autonoma di Bolzano, visti gli ottimi risultati per il trattamento del dolore neuropatico nei pazienti affetti da sclerosi multipla che non rispondono in modo efficace alle terapie di uso comune, ha deciso di erogare gratuitamente il farmaco ai propri assistiti in regime di Day Hospital con contestuale apertura di una cartella clinica. Ritengo che presso l’Assessorato alla Sanita’ della Regione Sicilia, che legge per competenza, si potrebbe trovare una concreta risposta in quanto, a livello locale, non mi e’ possibile soddisfare la Sua richiesta. Auspico che ci sia una adeguata considerazione per la Sua richiesta.”.
Ci auguriamo che l’Assessore Massimo Russo voglia ascoltare il collega di Bolzano.
Soprattutto, rivolgiamo un appello urgente al ministro della Salute Maurizio Sacconi affinche’ ponga rimedio alla allucinante situazione dei molti malati di sclerosi multipla che sono oggi costretti a soffrire inutilmente in alcune Regioni italiane. Invitiamo il ministro anche a promuovere la sensibilizzazione e l’aggiornamento del personale sanitario sui farmaci cannabinoidi, ancora troppo sconosciuti ai medici italiani.



Italia. Sul sito della Polizia le nuove regole sulla guida in stato di ebbrezza
Giugno 16, 2008, 7:17 pm
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Torna ad essere reato il rifiuto a sottoporsi al test di alcool e droga e aumentano le pene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Prevista la revoca della patente, la confisca del veicolo e l’arresto fino a un anno. E’ la Polizia di Stato a ricordare, sul proprio sito ufficiale www.poliziadistato.it, le modifiche al codice della strada contenute nel decreto legge che fa parte del pacchetto sicurezza approvato dal Governo.

‘Nell’attesa di essere convertite in legge dal Parlamento (ci sono 60 giorni di tempo) le nuove norme sono comunque in vigore dal 27 maggio.Nello specifico: per chi guida con un tasso alcolico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro si prevede l’arresto fino a 6 mesi, la sospensione della patente per un periodo di tempo compreso fra 6 mesi e 1 anno e un’ammenda da 800 a 3.200 euro. Chi supera anche il limite di 1,5 g/l -rileva la Polizia- puo’ stare in carcere pure per un anno, pagare una multa fino a 6.000 euro e in piu’ gli viene confiscata l’auto’.

Rifiutare di sottoporsi al test ‘comporta la multa da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da 3 mesi a 1 anno. Il pacchetto sicurezza inserisce anche alcune modifiche al codice penale in tema di omicidio colposo e lesioni colpose, elevando da 5 a 6 anni il massimo della pena detentiva, nel caso di omicidi commessi violando le norme sulla circolazione stradale (da 12 a 15 anni se muoiono piu’ persone). Viene innalzata la pena per chi, dopo aver provocato un incidente, non si ferma o non presta soccorso: da 6 mesi a 3 anni di reclusione per chi non si ferma, da 1 a 3 anni per chi non presta soccorso’.

Se una persona provoca un incidente stradale sotto effetto di alcool o droga ‘le sanzioni previste dal codice della strada (articoli 186 e 187 ) sono raddoppiate. Inoltre -continua la Polizia sul suo sito ufficiale- se lo stato di alterazione e’ provocato da un tasso alcolemico superiore a 1,5 gr/l o per l’uso di sostanze stupefacenti, sono in vigore specifiche sanzioni per i reati di omicidio colposo (reclusione da 3 a 10 anni) lesioni colpose gravi (e’ prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni) lesioni colpose gravissime (reclusione da 1 anno e 6 mesi fino a 4 anni). In piu’, con la sentenza di condanna, il giudice dispone il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni’.

Sono stati 10.942 i controlli effettuati sulle strade italiane nei due weekend seguiti all’entrata in vigore delle misure contenute nel decreto legge che compone il ‘pacchetto sicurezza’. Le cifre relative alle verifiche delle forze dell’ordine fanno registrare una percentuale dell’8,58% di automobilisti trovati positivi ai test per verificare i casi di guida in stato di ebbrezza.

Nel corso dei servizi di prevenzione e contrasto delle ’stragi del sabato sera’ effettuati dalla Polizia stradale e dai Carabinieri nei due fine settimana seguiti all’approvazione del decreto, altri 33 automobilisti sono stati scoperti alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Sono stati in tutto 162 i veicoli sequestrati ai fini della confisca dalle forze dell’ordine.

In tema di sicurezza stradale, ‘Non ti bere la vita. Esci con Bob’ e’ una delle iniziative di maggior successo della Polizia Stradale. All’ingresso delle discoteche viene consegnato un braccialetto di gomma blu. Il ragazzo e’ scelto dal proprio gruppo come la persona che non berra’ alcolici per tutta la serata. Il Bob di turno, mantenendo il suo impegno, potra’ guidare l’auto in modo sicuro, riaccompagnare gli amici a casa e ricevere in premio una maglietta.

‘Non berti la vita!’: questo lo slogan dell’iniziativa realizzata dalla Polizia di Stato insieme alla Fondazione Ania per la sicurezza stradale e al Silb (associazione degli imprenditori dei locali da ballo) che ha l’obiettivo di combattere la guida in stato di ebbrezza. Lo scopo e’ soprattutto quello di prevenire gli incidenti causati dall’alcol che secondo le stime dell’istituto superiore di Sanita’ costituiscono il 30 per cento degli incidenti gravi.

Favorire comportamenti piu’ corretti alla guida da parte dei giovani consente di lavorare sul futuro, cercando di far capire ai giovani che e’ possibile divertirsi senza rischiare. Al termine della campagna 2006 ai ragazzi risultati negativi alla prova dell’etilometro sono stati consegnati oltre 3600 ingressi omaggio per le discoteche.
‘In generale dopo aver bevuto qualcosa di alcolico le persone tendono a sentirsi comunque perfettamente in grado di guidare, ma non e’ cosi’. I sintomi che esprime chi ha nel sangue 0,5 grammi/litro sono sicuramente poco evidenti rispetto a chi ne ha 0,8 ma in entrambi i casi comunque il sistema centrale nervoso risulta compromesso o alterato. Studi scientifici -si legge sulle pagine web istituzionali della Polizia- dimostrano infatti che una percentuale anche piccola di alcol nel sangue rallenta i riflessi e dunque i tempi di reazione’.

‘Si riduce il campo visivo; diminuisce anche del 30/40 per cento la capacita’ di percezione degli stimoli sonori e luminosi e quindi la capacita’ di reazione cosi’ come la percezione del rischio.
Peso, sesso ed eta’ -fa notare la Polizia- influenzano il metabolismo dell’alcol e possono quindi anche essere determinanti nel raggiungimento o meno del limite previsto dalla legge’.

E’ comunque provato che 12 grammi di alcool, che comportano una concentrazione di 0,2 grammi di alcol nel sangue in una persona di circa 60 chili di peso a stomaco pieno, corrispondono in linea di massima a: 1 bicchiere da 125 ml di vino; 1 lattina da 330 ml di birra; 1 bicchierino da 40 ml di superalcolico; 1 bicchiere da 80 ml di aperitivo. ‘Per superare i limiti massimi -viene rilevato- dunque basta poco. Ancora meno per le donne, la cui costituzione fisica le rende piu’ vulnerabili all’alcool’.

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Italia. La droga come automedicazione
Giugno 16, 2008, 7:14 pm
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La droga ormai e’ un’automedicazione’ per problemi psicologici profondi, che andrebbero affrontati insieme a quello della dipendenza. Lo hanno affermato gli esperti riuniti a Roma dalla fondazione di Noopolis, in un convegno su ‘La doppia diagnosi nelle dipendenze’.
‘Lo scopo del convegno e’ far capire che dietro le dipendenze da droghe o alcool ci possono essere problemi eclatanti, come la depressione grave - spiega Bruno Silvestrini, presidente della fondazione - ma anche meno eclatanti, ed e’ necessario affrontarli anche per poter fare una diagnosi precoce’.
Secondo i dati presentati al convegno, il fenomeno delle dipendenze non accenna a diminuire, anzi ha raggiunto dimensioni drammatiche:’Secondo l’osservatorio di Lisbona un europeo su cinque rischia di entrare a contatto con sostanze che danno dipendenza - conferma Massimo Clerici, del dipartimento di Neuroscienze dell’universita’ di Milano Bicocca - se si pensa che lo 0,5% degli europei viene seguito nei centri appositi si ha un’idea di quanto possa essere sommerso il fenomeno. Una delle nuove forze che traina le dipendenze e’ la presenza di un nuovo mercato su Internet, che rende piu’ accessibili le sostanze’.

fonte: aduc.droghe