Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: carlo giovanardi, Donatella Poretti, test antidroga per ottenere la patente
18 luglio 2008
“Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha annunciato l’avvio di una sperimentazione per sottoporre a test tossicologici e alcolemici tutti coloro che fanno richiesta di patentino e patente di guida. E’ una vera e propria idiozia di dubbia legalità”: lo sostiene la senatrice radicale Donatella Poretti (Pd).
“Un esame fatto prima del conseguimento della patente è inutile”, afferma Poretti in un comunicato. In secondo luogo, “l’Italia risulta ultimo Paese europeo nel periodo 2003-2006 per controlli stradali con il solo 3% della popolazione sottoposta ai test alcolemici presso check-points della polizia stradale almeno una volta, e solo l’1% sottoposto ai test piú di una volta”, mentre “il Governo ha tagliato i fondi per le Forze dell’Ordine con il Decreto fiscale, riducendo quindi i fondi che dovrebbero essere destinati ad un maggiore controllo delle strade”.
Secondo Poretti, poi, “a seconda dell’esame impiegato, si rischia di negare la patente ad una persona che ha fumato un solo spinello un mese prima, dandola invece all’alcolizzato che cessa di bere qualche ora prima dell’esame”. Infine, “questo provvedimento è illegittimo”, afferma la senatrice radicale. “La legge europea ed italiana sancisce il divieto di rilascio della patente di guida a chi e’ dipendente o chi fa uso continuato ed abituale di sostanze psicotrope, e non certo al consumatore occasionale”.
“Per questo col senatore Marco Perduca, ho rivolto un’interrogazione alla Presidenza del Consiglio per avere chiarimenti sulla base legislativa di questa iniziativa.
Soprattutto, chiedo al Governo cosa intenda fare per raggiungere i livelli europei per quanto riguarda i controlli stradali con etilometro e test tossicologici, l’unico vero strumento di prevenzione e riduzione degli incidenti stradali”.
QUi il testo dell’interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=174
Fonte: aduc droghe
Nonostante l’alcool causi il 30-50% degli incidenti stradali, si potra’ berlo (basta non essere alcolizzati) ed ottenere ugualmente la patente.
Tolleranza zero, invece, verso qualsiasi sostanza illegale. Bastera’ anche uno spinello fumato mesi prima per fallire l’esame di idoneita’ per la patente.
Lo precisa il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza Consiglio dei Ministri, che chiede “la collaborazione di tutti”.
“La sperimentazione proposta -si spiega nella nota di Palazzo Chigi- punta a valutare scientificamente se introducendo test tossicologici al momento della richiesta della patente di guida, si possa ridurre il numero di persone che ottengono la patente di guida (sia di motocicli che di auto) e utilizzano sostanze stupefacenti o abusano di alcol.
Il codice della strada prevede gia’ che per ottenere tale abilitazione debbano sussistere tutte le condizioni mediche e psichiche che connotino una idoneita’ alla guida e che queste debbano essere regolarmente certificate da personale medico abilitato a tale scopo.
Nulla di sorprendente quindi se non che per rilasciare tale certificazione si vuole introdurre una maggior attenzione e rigore nel formulare tale giudizio di idoneita’ utilizzando strumenti diagnostici, che gia’ il medico potrebbe utilizzare se volesse approfondire dubbi o sospetti, anche tramite la commissione patenti”.
“Inoltre, che una persona che utilizza droghe o abusa di alcol, anche occasionalmente, possa essere definita ‘non idonea’ a condurre automezzi, crediamo sia fuori discussione stante le leggi attuali ma anche semplicemente il buon senso.
L’utilita’ dell’introduzione dell’uso di esami tossicologici al momento della visita di idoneita’ alla guida non sta solo nell’individuare le persone positive ma anche e soprattutto nello scoraggiare anticipatamente quelle persone che usano, anche occasionalmente, droghe o abusano di alcol, a presentarsi a tali esami, senza aver interrotto prima di richiedere l’abilitazione alla guida tale comportamento a rischio per la propria ed altrui salute”.
“Per quanto riguarda l’avviso ai genitori di condizioni di rischio individuate dai sanitari in persone minorenni esso non solo e’ opportuno ma doveroso nei confronti di chi esercita la potesta’ genitoriale ed e’ chiamato a provvedere obbligatoriamente provvedere alla tutela della salute dei figli.
Il medico non potra’ sottrarsi quindi, per i minorenni, dal comunicare ai loro genitori il rischio salute (sia fisica che psichica) che tali ragazzi corrono nell’usare droghe (anche occasionalmente) o nell’abusare di alcol”.
“Si specifica, inoltre, che questa iniziativa, di tipo sperimentale, andra’ ad affiancarsi ad altre iniziative (gia’ sperimentate con successo) di intensificare i controlli sulle strade pero’ con metodiche piu’ efficienti e sofisticate al fine di rendere piu’ efficaci le azioni delle forze dell’ordine soprattutto nei controlli notturni.
Ben vengano comunque tutti i contributi, anche quelli particolarmente critici per migliorare il protocollo di intervento”, conclude la nota.
fonte: Aduc droghe
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Il concetto di “pena alternativa” si è fatto largo tra i canadesi.
Vi sono alcuni reati che più di altri non dovrebbero prevedere la detenzione.
Particolarmente convinti delle pene alternativi sono i cittadini dell’Ontario, 3 su quattro, e oltre 8 su 10 vorrebbero che il consumo di marijuana fosse depenalizzata.
Ma la si pensa così un po’ ovunque, compreso l’Alberta, dove oltre il 70% ritiene molto più grave la clonazione delle carte di credito.
E’ quanto risulta da un’indagine online svolta dalle Angus Reid Strategies.
fonte: Aduc droghe