Hempyreum’s Weblog


Mondo. Oltre il 2008, oltre il proibizionismo
Luglio 9, 2008, 10:23 am
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“E’ ora che la comunità internazionale si convinca del fatto che un mondo privo di droga è fuori dalla realtà, e che bisogna semmai concentrare gli sforzi per ridurre l’impatto di certe sostanze sull’individuo e sulla società”, spiega Graham Boyd, direttore dell’ACLU Drug Law Reform Project, che partecipa Forum “Beyond 2008”.

Sostenuto dall’Onu, il forum, che durerà dall’8 all’11 luglio, per la prima volta garantirà alle organizzazioni non-governative di influenzare la politica internazionale sulle droghe

Il forum rilascerà un documento di intenti che verrà presentato alla commissione Onu sulle droghe, la UNCND, e all’UN Office on Drugs and Crime nel marzo 2009, quando una sessione speciale dell’Assemblea determinerà l’indirizzo delle Nazioni Unite su questa materia.

fonte: aduc



Nazioni Unite: Antonio Costa

Durante la conferenza annuale della commissione sulle sostanze stupefacenti (CND) delle Nazioni Unite tenutasi in Marzo, al direttore dell’ufficio ONU per gli stupefacenti ed il crimine (UNODC), Antonio Costa, è stato chiesto di spiegare il fatto per cui in Olanda non c’è un alto tasso di uso di cannabis come invece viene registrato nei paesi circostanti. Come già in altre occasioni, il Sig. Costa ha evitato di rispondere alla domanda.

Guarda la registrazione dell’intervento inserita su youtube.com:

Fonte: iacm



Scienza: Artrite
Luglio 9, 2008, 12:18 am
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: , ,

45 pazienti affetti da artrite alle ginocchia, che dovevano sottoporsi ad un intevento chirurgico, sono stati esaminati, ed è stata scoperta la presenza di recettori di cannabinoidi e di endocannabinoidi. Anandamide ed 2-AG erano presenti nel fluido delle giuntura dei pazienti, ma non nei fluidi di persone in buona salute che fungevano da controllo, potendo così considerare che i cannabinoidi possano avere un’attività antinfiammatoria nell’artrite. (Fonte: Richardson D, et al. Arthritis Res Ther 2008;10(2):R43.)

Fonte: iacm



Scienza: Danno cerebrale
Luglio 9, 2008, 12:15 am
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Ricercatori dell’Università di Oxford, Gran Bretagna, hanno esaminato le strutture cerebrali di fumatori abituali di cannabis che hanno iniziato l’uso in giovane età. Hanno trovato delle anomalie nel corpo calloso, che possono essere la conseguenza di un uso a lungo termine di cannabis da parte di persone di giovane età. Il corpo calloso connette l’emisfero sinistro del cervello a quello destro. (Fonte: Arnone D, et al. Neuroimage 2008 Mar 14 [Electronic publication ahead of print])

Fonte: iacm



Scienza: In pazienti affetti da epatite C, i cannabinoidi possono alleviare gli effetti collaterali dei farmaci anti-virali.

In accordo con i ricercatori dell’Università di Ottawa, Canada, l’uso di cannabinoidi può aiutare nel trattamento della perdita di appetito e nausea in pazienti affetti da epatite C sottoposti a cure con farmaci anti-virali. I dati dei pazienti affetti da epatite C che hanno ricevuto un trattamento con ribavirina ed interferone tra l’Agosto 2003 ed il Gennaio 2007, vengono rivisti. Dei 191 pazienti riconosciuti, 25 hanno ricevuto cannabinoidi e altri farmaci per via orale. Il trattamento con cannabinoidi è iniziato dopo tre settimane e mezzo dall’inizio del trattamento con antivirali. Il motivo dell’uso dei cannabinoidi è stato la perdita d’appetito (per il 72% del campione) e nausea (32%).

Il 64 % dei pazienti che hanno ricevuto cannabinoidi hanno manifestato un miglioramento nei sintomi. La media della perdita di peso prima della terapia era 4.5 kg. La perdita di peso si è stabilizzata dopo un mese dall’inizio del trattamento. La proporzione dei pazienti che hanno completato l’intera cura con anti-virali registrando un risultato positivo era maggiore nel campione trattato con cannabinoidi rispetto al gruppo di controllo.

(Fonte: Costiniuk CT, Mills E, Cooper CL. Evaluation of oral cannabinoid-containing medications for the management of interferon and ribavirin-induced anorexia, nausea and weight loss in patients treated for chronic hepatitis C virus. Can J Gastroenterol 2008;22(4):376-80.)

Fonte: iacm



Scienza: Nei pazienti malati di cancro sotto trattamento con oppiacei, il nabilone riduce il dolore e la nausea
Luglio 9, 2008, 12:06 am
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: , , , ,

Uno studio d’osservazione è stato condotto dall’Università di Toronto, Canada, su pazienti malati di cancro in stadio avanzato e sofferenti di dolore cronico, sull’efficacia del nabilone (un derivato sintetico del THC). 47 pazienti trattati con nabilone sono stati comparati con 65 malati di cancro non trattati con cannabinoidi.

I pazienti trattati con nabilone hanno avuto una diminuzione significativa del dolore, associato ad un uso in minore quantità di oppiacei. Ci sono stati miglioramenti anche per quanto riguarda la nausea, ansia e dolori vari. Comparandoli ai pazienti che non assumono nabilone, i pazienti (trattati con nabilone) iniziano con minor frequenza a usare farmaci come antinfiammatori di tipo non steroideo, antidepressivi triciclici, l’analgesico gabapentin, cortisonici (desametasone), antiemetici (metoclopramide e ondansetron), e hanno una tendenza a sospendere il loro uso.

(Fonte: Maida V, Ennis M, Irani S, Corbo M, Dolzhykov M. Adjunctive nabilone in cancer pain and symptom management: a prospective observational study using propensity scoring. J Support Oncol 2008;6(3):119-24.)

Fonte: iacm



Scienza: In uno studio clinico, la cannabis è un valido trattamento nel dolore neuropatico.
Luglio 9, 2008, 12:03 am
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: , , ,

In uno studio clinico, placebo controllato, condotto su 38 pazienti (d’età media di 46 anni) all’Università della California, USA, il fumo di cannabis è efficace nel ridurre il dolore neuropatico derivante da diversi fattori (diabete, lesione al midollo spinale, sclerosi multipla ed altre cause).

I partecipanti hanno ricevuto cannabis con concentrazioni diverse in THC (3.5% o 7%) o placebo (senza THC) in tre differenti momenti con una distanza minima da una somministrazione all’altra di tre giorni. In ogni seduta, i pazienti hanno assunto lo stesso numero di inalazioni per ogni sigaretta, seguendo una procedura standardizzata, al fine di assicurare uniformità nella dose assunta ad ogni livello di concentrazione.

Tutti i partecipanti avevano fatto in passato, uso di cannabis, ma avevano sospeso la somministrazione di cannabis o marinol 30 giorni prima dell’inizio dello studio clinico. 31 pazienti usavano oppiacei ed hanno continuato l’uso durante lo studio. Entrambe le concentrazioni di cannabis hanno ridotto il dolore per diverse ore, non riscontrando significative differenze nell’effetto tra le due concentrazioni di cannabis. I ricercatori hanno osservato che “l’effetto psicoattivo era minimo e ben tollerato, ma l’indebolimento neuropsicologico è stato problematico, particolarmente con l’uso di cannabis contenente alte concentrazioni di pricipi attivi.

(Fonte: Wilsey B, Marcotte T, Tsodikov A, Millman J, Bentley H, Gouaux B, Fishman S. A randomized, placebo-controlled, crossover trial of cannabis cigarettes in neuropathic pain. J Pain. 2008 Apr 8 [Epub ahead of print])

Fonte: iacm