Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: Giovanardi, proibizionismo, Relazione tossicodeipendenze
l sottosegretario Carlo Giovanardi, ha illustrato i dati della Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze per l’anno 2007.
Ecco i titoli che l’agenzia stampa Ansa ha dato ai vari “lanci” per informare:
- droga: per gli studenti piu’ facile trovarla, anche a scuola
- droga: aumentano i morti,stabile eroina ma incremento cocaina
- droga: si attenua trend aumento cocaina ma non cannabis
- droga: aumentano soggetti segnalati a prefetture per possesso
- droga: aumentati del 200% nel 2007 controlli su guidatori
- droga: eroina e cocaina costano sempre meno,aumenta cannabis
- droga: aumentano consumatori cocaina in cura,meno eroinomani
- droga: 85 italiani su 100 disapprovano gli spinelli
- droga: Giovanardi, situazione grave ma non allarmante
Cosa c’e’ di diverso dalle relazioni degli anni precedenti? A parte i numeri in se’, in valore assoluto e percentuale, la differenza non c’e’: il trend e’ di crescita in tutte le direzioni. Questo vuol dire che la legge in vigore, concepita e attuata per invertire questo trend, non sta dando i risultati auspicati.
Una legge -e’ bene ricordarlo- approvata dal Governo Berlusconi il 21/02/2006 modificando in fase di conversione un decreto legge per assicurare il corretto svolgimento delle Olimpiadi invernali di Torino. L’opposizione di centro-sinistra in Parlamento mostro’ tutto il proprio disappunto, sconcerto, rabbia e annuncio’ dura battaglia che, nella legislatura chiusa lo scorso aprile, ha solo significato conferma di una legge che ha visto i suoi maggiori oppositori dell’epoca trasformati nei suoi esecutori per eccellenza.
Ora e’ di nuovo Governo Berlusconi e tocca al sottosegretario Giovanardi ricordarci –suo malgrado- di avere uno strumento legislativo inadeguato, al pari dell’inadeguatezza che si riscontra in tutto il mondo: con consumo e produzione sempre in aumento e con strutture di sicurezza e sanitarie che girano su se stesse senza azzardare approcci diversi che trattino i malati non come delinquenti e avochino alla legalita’ statuale cio’ che e’ stato regalato a delinquenti e terroristi. I nostri legislatori lo hanno fatto con droghe piu’ diffuse, piu’ pericolose e piu’ mortali come tabacco e alcool, ma non hanno alcuna intenzione (Onu in testa) di provare per le droghe oggi illegali.
Noi, siccome non nutriamo alcuna speranza/fiducia che a breve ci possa essere una inversione di questo folle e suicida trend, continueremo nella nostra opera di denuncia, informando sullo sfascio e stimolando tutte le istituzioni ad affrontare il problema in modo diverso.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
fonte: aduc.droghe
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: marijuana, marijuana terapeutica, regolamentazione marijuana
30 giugno 2008
Una commissione indipendente composta da ex amministratori governativi ha dichiarato il fallimento della guerra alle droghe, e i sindaci delle tre maggiori citta’ hanno acconsentito a sostenerne le raccomandazioni.
Il prestigioso comitato chiede politiche alternative: la marijuana terapeutica, l’aumento dei centri per la disintossicazione e dei programmi per il metadone, la disponibilita’ delle siringhe sterili per i tossicodipendenti, la decriminalizzazione di tutte le droghe, la tassazione e la regolamentazione della marijuana.
I sindaci di San Juan, Caguas e Mayaguez hanno proposto le proprie citta’ per l’attuazione dei progetti pilota.
Per il comitato, l’alto numero di omicidi e atti criminali sono un grave problema, causati dai traffici connessi alle droghe, e se le raccomandazioni fossero accolte porterebbero benefici alla sicurezza pubblica, ossia ridurrebbero il crimine, il numero dei detenuti, e delle infezioni di HIV ed epatiti.
Fonte: aduc droghe
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: canapa, cannabis, Claudia Sterzi, proposta di legge legalizzazione cannabis, Rita Bernardini
I parlamentari del partito radicale eletti nelle liste del Pd presenteranno un disegno di legge sulla cannabis terapeutica e una proposta per la legalizzazione delle sostanze stupefacenti.
Siena, 18 giugno 2008 – I parlamentari del partito radicale eletti nelle liste del Pd presenteranno un disegno di legge sulla cannabis terapeutica, l’utilizzo cioe’ della cannabis per la cura di alcune malattie. Lo ha annunciato Rita Bernardini segretaria del partito radicale, parlamentare, a Siena per il processo che dovra’ decidere su un episodio avvenuto nel giugno del 2002 relativo alla cessione e distribuzione gratuita di mariuana in Piazza del Campo. “Devo dire che ancora dobbiamo studiare come sara’ questa proposta. In ogni caso vorremmo fare qualcosa di inattaccabile perche’ in poco tempo si arrivi alla sua approvazione”. L’episodio per cui Bernardini e altri due esponenti del partito radicale, Giulio Braccini e Claudia Sterzi sono sotto processo riguardava un’azione di disobbedienza civile dedicata alla cannabis terapeutica e alla necessita’ di utilizzare farmaci contro il dolore a base di principi attivi estratti dalla canapa.
La legalizzazione delle sostanze stupefacenti e’ nel calendario dell’azione politica del partito radicale assieme alla battaglia sulla cannabis terapeutica. “Contemporaneamente alla proposta che riguarda questa sostanza – ha detto oggi a Siena Rita Bernardini, parlamentare del Pd e segretaria del Partito radicale – vorremmo presentarne un’altra per la legalizzazione delle sostanze stupefacenti. È chiaro che la legalizzazione, non liberalizzazione – ha sottolineato Bernardini – non puo’ essere uguale per tutte le droghe ma va regolamentata in modo diverso. Ad esempio per l’eroina ne prevediamo la somministrazione controllata. Si tratta di una proposta che abbiamo presentato anche nelle scorse legislature. Pero’ quello che dobbiamo fare – ha aggiunto Bernardini – e’ creare un forte movimento di unita’ per puntare all’approvazione di questa legge. “. La segretaria radicale ha sottolineato, come ha detto anche la responsabile dell’associazione radicale antiproibizionisti Claudia Sterzi, ” che per chiedere la calendarizzazione delle discussione in Parlamento siamo disposti a tornare a fare azioni di disobbedienza civile”.
Il proibizionismo con la faccia feroce che vige in Italia non ha ridotto il fenomeno della droga, anzi lo ha incrementato: ci sono cinque milioni di consumatori di hashish e mariuana. Una situazione che ha arricchito le mafie e coloro che ci speculano. Se la mariuana fosse una semplice produzione agricola non avrebbe il valore che ha oggi: essendo proibita vale di piu’. Mi piacerebbe sapere visto tutta questa ostinazione delle forze politiche se ci siano legami fra criminalita’ politica e la criminalita’ che si arricchisce con il traffico di stupefacenti. Per capire basta andare in Campania e vedere quali sono i legami tra la criminalita’ politica e la situazione di oggi.”.Su questo ci campano a dismisura mafie, camorra, n’drangheta, sacra corona unita”.
Fonte: Agi
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: canapa, coltivare canapa con basso tenore di thc in Italia, come si coltiva la canapa
Si può coltivare la canapa in Italia?
La risposta è sì, a condizione che venga coltivata una varietà a basso tenore di THC compresa nell’elenco approvato dall’Unione Europea e che sia seguita la procedura stabilita dalla Circolare del MIPAF n.1 dell’8 maggio 2002.
Dove e come si coltiva la canapa?
La canapa preferisce i terreni fertili alluvionali, si adatta però a tutti i terreni, anche fino ai 1500 metri di altitudine. Non soffre le gelate tardive. Soffre invece mortalmente il ristagno d’acqua, specialmente nel primo stadio di vegetazione. Si semina a febbraio/marzo. Riproducendo una tecnica antica sono in corso sperimentazioni di semina in secondo raccolto (dopo loietto, orzo, grano), in questo caso il pericolo è che se il terreno non è umido si incontrano difficoltà nella germinazione o che il caldo eccessivo secchi le piantine. La quantità di seme consigliata è di 50 chilogrammi per ettaro (10mila mq). Si consiglia di provvedere alla semina con seminatrice da grano con 15/20 centimetri tra le file, su terreno preparato che abbia un’umidità sufficiente alla germinazione.
Così seminata la canapa è autodiserbante (le piante di canapa crescono più velocemente delle infestanti, per cui fanno morire tutte le infestanti). Di conseguenza, la canapa lascia il terreno totalmente diserbato.
Normalmente non ha bisogno di irrigazione e migliora la struttura del terreno grazie all’abbondante e profondo apparato radicale.
Si raccoglie 10 giorni dopo la fine della fioritura, nel mese di agosto, così come si fa per la fienagione. Si taglia con in genere con barra falciante, la si lascia seccare in campo e la si imballa con normale rotopressa.
Conviene coltivare canapa?
La difficoltà del decollo della coltivazione della canapa è dovuta al fatto che mancano ancora macchine agricole efficienti per la prima trasformazione del prodotto. In questi anni però si sono fatti passi avanti per cui si può pensare che le prime macchine agricole per la lavorazione di grandi quantitativi saranno disponibili verso fine 2007. Coltivare conviene anche per formarsi una tecnica colturale adeguata all’area in cui si opera.
Venendo all’aspetto più immediato del ritorno economico le previsioni oggi sono queste:
costi: Kg 50 di seme a Euro 5,50 al chilogrammo, pari a Euro 275,00 + IVA, lavorazione del terreno normale come per qualsiasi semina;
ricavi: oltre al contributo dell’ Unione Europea sui seminativi, che varia da zona a zona e comunque da circa 100 euro a 450 euro per ettaro, la canapa produce mediamente chilogrammi 13.000 per ettaro e sarà venduta a un prezzo che sarà di circa euro 0,07 al chilogrammo franco arrivo, per cui si realizzerà mediamente euro 700,00 per ettaro. Ricavi maggiori possono essere conseguiti se si recupera il seme da olio o se si fanno produzioni di nicchia.
Fonte: assocanapa
Archiviato in: Canapa e alimentazione | Tag: canapa, cannabis, tè aromatizzato con sciroppo di fiori di canapa indian
Potremmo definirla una bevanda stupefacente…
È il tè freddo chiamato C Ice, confezionato in Svizzera dalla Thurella e venduto in Austria, Germania, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e altri stati dell’est Europa (non credo che in Italia si trovi…).
Il suo segreto, come è ben chiaro dall’etichetta della lattina in cartone da 25 cl, è la cannabis: infatti il tè è aromatizzato al 5% con lo sciroppo di fiori di canapa indiana.
Il sapore non è niente male, il C Ice è piuttosto dissetante anche se sembra un normale tè freddo e ovviamente non ha effetti stupefacenti, oltre a quello di placare la sete!
Fonte: Gusto blog
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: canapa, depenalizzare lo spinello, svizzera e canapa
28 giugno 2008 14.01
OLTEN (SO) – “Sì”, per un soffio, all’iniziativa sulla canapa: questo il risultato emerso oggi dall’assemblea dei delegati del PLR riunita ad Olten (SO). La proposta di depenalizzare lo spinello è passata con 86 voti contro 83.
Durante la discussione hanno prevalso gli argomenti di chi ha sostenuto che le proibizioni non hanno finora dato i risultati sperati. Per i contrari invece liberalizzare il consumo rappresenterebbe un segnale sbagliato da parte della società.
I delegati hanno anche accolto a stragrande maggioranza la revisione della legge sugli stupefacenti.
fonte: swiss info
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: canapa, politica sulla canapa, svizzera e canapa
28 giugno 2008 13.21
BADEN (AG) – I delegati del Partito popolare democratico (PPD), riuniti oggi in assemblea a Baden (AG), hanno deciso di bocciare l’iniziativa popolare “per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani” con 170 voti contro 48 e 14 astensioni. La votazione si terrà il 30 novembre.
Né il consigliere agli Stati grigionese Theo Maissen, che appartiene al comitato d’iniziativa, né il suo collega svittese in parlamento Bruno Frick hanno convinto i delegati. Secondo il grigionese si tratta di riconoscere l’incapacità di far rispettare il divieto della canapa. Sarebbe allora meglio controllare la vendita e il consumo dello stupefacente, ha detto.
La consigliera nazionale Ruth Humbel (AG), che si è battuta per la bocciatura dell’iniziativa, ha ricordato che il PPD auspica che la polizia possa punire il consumo con una multa. “Non vogliamo criminalizzare i consumatori”, ha detto rimpiangendo che l’idea del partito non sia passata in parlamento. Per l’argoviese, il testo, malgrado il suo titolo, non permette di proteggere efficacemente la gioventù. La Svizzera attirerebbe numerosi consumatori e spacciatori da tutta Europa, ha ammonito.
I delegati hanno inoltre adottato con 211 voti contro 1 e 15 astensioni una risoluzione in favore della revisione della Legge sugli stupefacenti (LStup). Questa norma sarà pure posta in votazione il 30 novembre se il relativo referendum avrà successo.
Fonte: swiss info
Archiviato in: Canapaterapia | Tag: canapa, canapa e dolore neuropatico, canapa terapeutica, thc
27 giugno 2008
Una nuova ricerca sulla cannabis terapeutica dimostra che fumare marijuana lenisce il dolore neuropatico anche se puo’ temporaneamente rallentare alcune abilita’ mentali.
Lo sostengono i ricercatori della University of California, Davis in un rapporto pubblicato sull’edizione di giugno della rivista scientifica The Journal of Pain.
Lo studio si e’ concentrato su 38 pazienti affetti da dolore neuropatico che hanno smesso di fumare cannabis 30 giorni prima della sperimentazione.
Durante le sessioni, che si sono svolte ogni tre giorni, i pazienti hanno fumato sigarette di cannabis con livelli differenti di Thc o senza Thc.
Dopo aver fumato, i pazienti hanno classificato l’intensita’ del dolore. Il livello di sofferenza era inferiore nei pazienti che avevano fumato sigarette con livelli piu’ alti di Thc. Infatti, e’ stata notata una relazione indirettamente proporzionale fra la quantita’ di Thc inalata ed il livello del dolore.
L’effetto della cannabis sul dolore e’ di una o due ore.
I pazienti hanno anche esperito test sulla memoria prima e dopo l’assunzione di cannabis. I risultati hanno mostrato un maggior declino della memoria nei pazienti che avevano assunto maggiori quantita’ di Thc.
I ricercatori hanno quindi suggerito attenzione nel prescrivere la cannabis terapeutica, specialmente ai giovani, in quanto vulnerabili agli effetti psichiatrici della sostanza.
Fonte: aduc salute
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: canapa, cannabis, dipartimento antidroga, droga, droga leggera, politica, Proibizionismo/Antiproibizionismo
l’EMCDDA diffonde uno studio con una prospettiva a suo dire liberale
giovedì 26 giugno 2008
L’EMCDDA, ovvero il Centro di monitoraggio sulle droghe della comunità europea, con sede a Lisbona, ha pubblicato ieri uno studio sull’uso di cannabis negli stati dell’Unione Europea. Settecento pagine in cui si tenta di rispondere ad una semplice domanda, da molti punti di vista: “come trovare informazione di qualità sull’uso di cannabis, tra la selva di studi ed opinioni che circolano sull’argomento?”.
Molto spazio è dedicato all’uso terapeutico della cannabis, mentre un capitolo approfondisce e descrive i mutamenti occorsi con l’allargamento dell’Unione nel 2005. Studi ed approfondimenti dedicati alle politiche, strategie e ai controlli legislativi sull’uso di cannabis da cui emerge che in Europa tra la popolazione adulta una persona su cinque ha fatto uso di marijuana o hashish e che “oltre 13 milioni di Europei ne ha fatto uso nel mese scorso”.
Lo studio sul campo non manca di fare il paragone tra i prezzi medi di un grammo di cannabis: da 1,4 euro in Spagna fino a 21,5 euro in Norvegia. Il rapporto sottolinea anche le disparità presenti tra i vari stati a livello legale: se nel 2000 il Portogallo ha allentato le sanzioni, altri paesi come Danimarca ed Italia hanno invece inasprito le loro leggi.
D’altronde, proprio in Danimarca si trova Christiania, il quartiere che secondo il magazine Time è una delle ultime comuni d’Europa, a Copenaghen. Lì c’era la celebre Pusher Street, chiusa definitivamente, con l’intervento delle forze dell’ordine, nel marzo 2004. “Questo capitolo è scritto con una prospettiva liberale” si legge nell’introduzione al capitolo del rapporto EMCDDA dedicato alle vicende di Christiania “allo scopo di illustrare come un inasprimento della legge possa trovare resistenza ad ogni tentativo di rompere una prestabilita tolleranza.
Il capitolo documenta gli sforzi considerevoli fatti per chiudere un mercato della droga stabilito da lunga data. Questi sforzi hanno avuto successo, anche se secondo l’autore è stata usata una mano troppo pesante e non sono stati raggiunti tutti i benefici sperati nel ridurre l’uso di cannabis”. Lo studio sulle cifre mercato delle droghe, basato soprattutto sui dati forniti dall’UNODC (United Nations Office on Drugs), dall’Interpol e dall’Organizzazione Mondiale delle dogane, rileva che la coltivazione mondiale di cannabis è cresciuta nel corso degli anni ‘90, e fino al 2004, al passo con la crescente domanda. L’Europa resta il mercato maggiore per i consumatori di resine di cannabis, grazie ai rifornimenti del Marocco, la cui importanza sta però decrescendo.
Nel complesso, lo studio dell’EMCDDA, pubblicato non a caso nella Giornata Internazionale dell’Unione Europea contro l’Abuso di Droghe e contro il Traffico Illecito, descrive la situazione attuale senza propendere né per la legalizzazione né per il ricorso a sanzioni più pesanti rispetto a quelle attualmente in vigore in molti paesi.
MANUELA PIEMONTE
Archiviato in: Proibizionismo/Antiproibizionismo | Tag: canapa, cannabis, politica, proibizionismo

da www.aduc.it