Hempyreum’s Weblog


Come produrre un BioDiesel in casa o in fattoria
Maggio 31, 2008, 9:56 pm
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 Il Biodiesel di canapa potrebbe costituire il carburante liquido del futuro. La canapa può dare una produzione di olio maggiore di qualsiasi altro tipo di raccolto odierno (soia, cartamo, etc). Trent’anni fa i fagioli di soia erano un argomento su cui ridere per gli agricoltori americani. Chi avrebbe detto che in trent’anni la soia sarebbe diventata la principale coltura americana per olio e proteine? La stessa cosa sta succedendo per la canapa. E chi sa cosa i prossimi trenta anni porteranno all’agricoltura della canapa americana. I carburanti di canapa sono un ulteriore beneficio dell’Agricoltura Industriale Nazionale della Canapa. Nel 1997 più di 10 Stati (americani) stanno prendendo in considerazione leggi per la coltivazione industriale della canapa. Nel frattempo il seme di canapa deve essere coltivato fuori dagli Stati Uniti. La maggior quantità del peso del costo dell’altrimenti economicissima canapa è dovuto esattamente al trasporto attraverso il globo. Il seme per produrre un gallone di olio può costare sino a 100$. Tutte le produzioni e i trasporti vengono colpiti dai costi astronomici. Aspetto con ansia il giorno quando un agricoltore potrà produrre il suo olio di canapa per carburante al prezzo di un dollaro al gallone. La seguente formula per produrre Carburante Diesel con la canapa funzionerà egregiamente per ottenere piccole quantità di carburante che attiverà il vostro altoparlante al “Rally della Canapa” di quest’estate. Un generatore diesel da 4 Kw usa circa un litro all’ora. Immaginate di andare al microfono e dire: “la mia voce vi giunge grazie al carburante ottenuto dalla canapa!”. Vedere per credere. “Vi farò fare un giro per la capitale dello Stato, Signor Senatore, con la mia macchina funzionante a canapa!” BioDiesel, non nuovi carburanti. La DOE e la USDA hanno fornito fondi per la ricerca per anni. La conferenza delle Americhe sulle Biomasse a Burlington nel Vermont ha fornito più di una dozzina di documenti presentati su tutti gli aspetti della canapa come coltura da olio. Ma continuiamo.
Come ottenere un Titolare Biodiesel privo di acidi grassi
Misurate il contenuto di acidi grassi del vostro olio: mescolate 1 ml di olio con 10° ml di Alcool Isopropile = 2 gocce fenoltaliano in soluzione (disponibile nei negozi di forniture chimiche). Aggiungete lentamente lo 0,1% di soluzione di lisciva ( 1 gm in 1 l d’acqua) fino a quando la soluzione rimane rosa per 10 secondi (2° gocce = 1ml). Tenete nota dei millilitri usati di soluzione o,1%. Metanolo. Avrete bisogno di 200 ml di metanolo per litro di olio di semi di canapa. Il Metanolo può essere acquistato come Drigas nella maggior parte di negozi di auto, leggete le etichette per trovare il metanolo. Evitate il metanolo dei negozi di ferramenta (alcool di legno) in quanto può contenere troppa acqua.
Metossido di Sodio
Per ogni litro di olio di canapa avrete bisogno di 1 gr di lisciva granulare solida per ogni ml di soluzione 0,1% di lisciva usata nel Titolare privo di acidi grassi più 3,5 gr. Sciogliete completamente la giusta quantità di lisciva nel metanolo (Lisciva Red Devil può essere acquistata in drogheria). Questo miscuglio produce Metossido di sodio.
Mixer
Il tipo di mixer dipende dalla quantità utilizzata. Un frullatore va bene per piccole quantità. Un trapano elettrico e un miscelatore di vernici su asta allungabile va bene per un bidone da 5 galloni. Un interruttore per controllare la velocità può essere ricavato da un interruttore di controllo della luminosità.
Transesterfication
Una volta che la lisciva catalizzatrice si è sciolta senza sedimenti può essere aggiunto l’olio al metanolo/lisciva mescolando continuamente. All’inizio il miscuglio diventa più spesso, poi si raffina continuando con la reazione. Prendere campioni ogni 5 minuti con un contagocce in un tubo per test o in un contenitore chiaro. Il miscuglio si separerà in uno strato leggero, in cima, di bio diesel, ed uno in fondo più scuro di glicerina, sapone e catalizzatore. Continuare a mescolare 30, 60 minuti.fino a quando rimane costante. Smettere di mescolare. Andate a pranzo. Quando tornate il tutto si sarà separato in due strati distinti. Avete appena preparato quello che potrebbe essere il carburante del futuro per una società autosufficiente. Lasciate riposare 8 ore. Versate e tenete lo strato superiore di diesel in un contenitore separato. Un contenitore con fondo a imbuto va bene
Pulizia
Il carburante biodiesel greggio potrebbe avere qualche catalizzatore, alcool e glicerina che causerebbero problemi al motore, così per assicurarne lunga durata il carburante greggio deve essere pulito con acqua. Prima gentilmente, poi energicamente, sciacquatelo con acqua fino a quando l’acqua risulta chiara e il ph dell’acqua è lo stesso dell’acqua iniziale. Lasciare riposare. Asciugare l’acqua nel Biodiesel crea vapore. Così scaldatelo lentamente e con attenzione. A 100 gradi C la maggior parte dell’acqua crea una coalescenza e ricade sul fondo. Deve essere completamente rimossa dal fondo prima di scaldare a temperatura superiore. ATTENZIONE! INDOSSARE ABITI PROTETTIVI E PROTEZIONE ANCHE PER GLI OCCHI. SE NON ELIMINATE L’ACQUA PRIMA DI SCALDARE NUOVAMENTE POTETE PROVOCARE UN’ESPLOSIONE DI LIQUIDO BOLLENTE!. Tolta l’acqua scaldate il biodiesel a 15°° C/300F per terminare l’asciugatura. Raffreddate, filtrate e tenete in un recipiente ben chiuso marcato da etichetta ben visibile: “100% carburante di canapa-Metil-.estere- Carburante casalingo”. Questo carburante può essere mescolato in qualsiasi proporzione con diesel di petrolio. Test dinamometrici indicano uscita di potenza con fino al 75% di riduzione in particelle e scorie. Non necessita di modifiche alcun motore che lo utilizzi. Altri oli vegetali al momento risultano troppo costosi per usarli per guidare attraverso il paese. Non è questo l’obbiettivo dell’articolo. Il nostro scopo è di dimostrare la possibilità di esistenza di questo tipo di carburante. E’ tempo di dare una possibilità alla canapa. Le piccole quantità di carburante diesel possono giocare un ruolo importante nell’educare noi ed i nostri politici sulle speranze riposte nella canapa. Per altri lettori sorgeranno domande: che altro posso usare come materiale base che sia poco costoso fino a quando non sarà possibile coltivare la canapa? Soia, girasole, cartamo sono al momento oggetto di tests.
Presentato alla Conferenza: ” Il futuro della canapa della British Columbia (Canada)
“Gli autobus del New Jersey provano carburante vegetale”
La Società dei Trasporti del New Jersey sta conducendo un test di quattro mesi su di un carburante modificato contenente olio vegetale come quello di soia (semi di canapa). Il Comitato Nazionale per Bio Diesel fornisce gratuitamente il carburante grazie ad un sussidio del Comitato Unificato della Soia. Il carburante B-20 contenente il 20% di olio vegetale, è stato sviluppato dalla Twin Rivers Technology di Quincy-Massachussets. La canapa industriale non ha proprietà psicoattive secondo la definizione della Comunità Economica Europea, il contenuto di THC è meno dello 0,3%. In generale, le varietà con seme a basso THC senza proprietà psicoattive sono quelle che hanno un contenuto di THC di meno dello 0,1%.

 

Fonte: greensite



CANCRO: FUMARE ERBA NON E’ DANNOSO COME TABACCO
Maggio 31, 2008, 9:11 pm
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(AGI/REUTERS) - New York, 26 ott. - Anche se si fuma come le sigarette, la marijuana sembra avere proprieta’ che contrastano l’azione cancerogena del tabacco. Lo rivela uno studio pubblicato dalla rivista Harm Reduction Journal e condotto dal dottor Robert Malamede, dell’Universita’ del Colorado.
La differenza risiede nell’azione spesso contrapposta di nicotina e Thc, l’ingrediente attivo della marijuana. Mentre la nicotina causa il cancro ai polmoni, il Thc contrasta l’azione delle componenti chimici cancerogeni della marijuana.
In sostanza, la nicotina attiva un enzima che converte determinati componenti chimici presenti sia nel fumo di tabacco che in quello di marijuana in forma cancerogena. Ma gli esperimenti sui topi dimostrano che il Thc blocca l’attivita’ dell’enzima in questione.
Diversi sono anche gli effetti sul sistema immunitario di tabacco e marijuana. Il tabacco produce degli irritanti che agiscono sul sistema respiratorio scatenando i dannosi radicali liberi, che contribuiscono allo sviluppo delle celule cancerose. Ma i cannabinoidi, sia quelli contenuti nella marijuana che quelli che si trovano naturalmente nell’organismo umano, sono in grado di inibire la risposta infiammatoria. Inoltre, mentre le cellule che rivestono il tratto respiratorio sono munite di recettori che fungono da ricettacoli per la nicotina, non sono stati individuati recettori per la marijuana. La nicotina riesce a impedire a queste cellule di “suicidarsi” qua te sono proprio quelle che degenerano il tumori.
Cio’ non toglie che chi fuma cannabis sia piu’ soggetto a tosse cronica e frequenti affezioni respiratorie: ma il cancro ai polmoni sembra risparmiato. (AGI)



A San Patrignano la tossicodipendenza si combatte anche con l’alcool

di Pietro Yates Moretti

Per San Patrignano, indiscutibilmente un punto di riferimento dell’attuale politica sulle droghe, non esiste differenza fra droghe pesanti e droghe leggere. Una canna fumata per rilassarsi una tantum pone lo stesso rischio alla salute individuale e collettiva di una iniezione di eroina. Cosi’ come chi condivide uno spinello con un amico e’ da perseguire (per cessione di stupefacenti) alla stregua di uno spacciatore di eroina. Questa filosofia e’ stata fatta propria dalla legge attuale sulle droghe, la cosiddetta Fini-Giovanardi, che non distingue ai fini delle sanzioni, anche penali, il consumo o possesso di qualsiasi sostanza illegale, dalla cannabis all’eroina.
Indipendentemente dal giudizio che possiamo dare su questo approccio -il nostro e’ estremamente negativo- appare evidente che anche San Patrignano qualche eccezione alla regola la fa. E la fa per una sostanza che, ancorche’ legale, e’ oggi una delle piu’ letali al mondo, seconda solo al tabacco: l’alcool. Vediamo…

“Prodotti enogastronomici, vini pregiati, degustazioni, lezioni con chef stellati, convegni e l’ area ‘goodfood’ con le coltivazioni in alternativa alla droga sono protagonisti di ‘Squisito’, manifestazione inaugurata a San Patrignano e dedicata all’enogastronomia. ‘San Patrignano - dice Andrea Muccioli, responsabile della comunita’ - luogo di rieducazione e di recupero per i ragazzi non e’ un posto isolato, ma un luogo che dialoga col mondo. E ‘Squisito’ e’ un’occasione importante per raccontare questa realta’ e l’impegno dei ragazzi tutti direttamente coinvolti nella organizzazione di questo evento. ‘Squisito’ permette ad esperti del gusto e della gastronomia di confrontarsi con i ragazzi che stanno diventando professionisti nei vari comparti agroalimentari’. (Da un lancio dell’agenzia Ansa)

Ma il vino, si obietta, non e’ un superalcolico e lo si puo’ bere in maniera responsabile.  Uhmmm… allora qualche differenza fra droga leggera e droga pesante c’e’. O no? Infatti, tutte le argomentazioni che comunemente vengono portate contro la legalizzazione della cannabis sono molto, ma molto piu’ calzanti nel caso del vino:
- dicono: la cannabis porta al consumo di sostanze piu’ pesanti. Anche il vino, specialmente perche’ la sostanza stupefacente in questo caso e’ la stessa identica dei superalcolici, anche se diluita.
- dicono: la cannabis e’ una sostanza che fa ’sballare’. Anche il vino. Provate a berne anche solo un bicchiere a stomaco vuoto
- dicono: la cannabis potrebbe creare dipendenza. Il vino la puo’ creare senza ombra di dubbio. Negli Stati Uniti un buon 15-20% degli alcolizzati lo e’ divenuto con birra e vino durante i party universitari.
- dicono: la cannabis potrebbe far male alla salute. Anche il vino, senza alcun dubbio

Chi fra voi lettori e’ contrario alla legalizzazione della cannabis e al contempo un appassionato degustatore di vini (lo e’ anche il sottoscritto, tempo e portafogli permettendo), non potra’ non aver pensato: tutto dipende dall’uso che se ne fa! Una cosa e’ bere un bicchiere di vino a cena, un’altra e’ sgolarsene tre bottiglie la mattina a colazione. E poi, solo una piccolissima parte di chi beve vino diventa un alcolizzato!
Siamo d’accordo, d’accordissimo. E’ una questione di uso ed abuso. Il problema e’ che queste (giustissime) affermazioni valgono anche per la cannabis. Chi fuma uno spinello non lo fa necessariamente per sballarsi, sfuggire alla realta’, per isolarsi dall’umanita’. Magari lo fa per rilassarsi alla fine della giornata, preferendola alla mezza bottiglia di vino che altri scelgono per lo stesso motivo. Cosi’ come solo una piccolissima parte di chi si fa una canna finisce nel tunnel della dipendenza da droghe pesanti. Basti pensare che secondo alcune stime, circa la meta’ dei giovani italiani ha provato la cannabis almeno qualche volta, ed un quarto di loro fuma spinelli con una qualche regolarita’. Davvero ci dobbiamo aspettare mezza generazione di eroinomani ed alcolizzati?
Quel che e’ sicuro e’ che oggi diversi produttori industriali di una sostanza alcolica come il vino vengono premiati da una comunita’ di recupero dalla tossicodipendenza. Al contrario, quello che si coltiva qualche piantina di cannabis sul terrazzo per uso esclusivamente personale, viene incarcerato e condannato ad una vita da ex galeotto.
Questa, anche per i piu’ ottusi, non puo’ non apparire per quello che e’: una incolmabile contraddizione. Contraddizione che ogni anno a San Patrignano si celebra in occasione di ‘Squisito’.

fonte: aduc.droghe



Italia. La crociata dell’Udc contro la fiera della canapa

Vedere, toccare e parlare di tutto quello che ruota all’universo della canapa. E’ questo l’ obiettivo che si sono posti gli organizzatori di ‘Cannabis tipo forte’, la mostra-convegno sulla canapa in programma da ieri a domenica al Palanord di Bologna. Un’iniziativa al centro delle polemiche, alla quale ha gia’ dichiarato guerra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla droga, Carlo Giovanardi, che ha proposto di vietare questo tipo di iniziative, e al centro di interpellanze parlamentari e di consiglieri regionali presentate dall’Udc. Gli organizzatori hanno respinto le polemiche, sottolineando che tutto si svolge nella massima legalita’, presentando una serie di obiettivi e invitando a parlare nei loro convegni gli esponenti politici che li criticano. ‘Noi parliamo soprattutto di uso medico della canapa - ha spiegato il vicepresidente dell’associazione, Michele Dagres - e dei suoi usi nella terapia del dolore. In Italia sono riconosciuti e autorizzati, ma e’ vietata la coltivazione. Noi siamo contrari alla cultura dello sballo e non siamo certo quelli che dicono che drogarsi fa bene. Anzi combattiamo, anche all’interno della fiera, quelli che lucrano sul proibizionismo, bloccando gli spacciatori in accordo con la polizia e i carabinieri, che qui a Bologna stanno facendo un lavoro splendido, con controlli discreti, tesi a individuare ed arrestare gli spacciatori. Insomma, in qualche modo, con la nostra attivita’, anche noi combattiamo la mafia’. In mostra, fra i padiglioni della fiera bolognese, ci sono articoli per fumatori, le piu’ importanti banche dei semi europee e tutto quello che serve per la coltivazione domestica. Ma ci sono anche esempi dell’uso industriale della canapa, soprattutto in ambito tessile ed energetico. Grande curiosita’, da quest’anno, per alcune aziende che producono generi alimentari con la farina di canapa: dai biscotti alla birra, dal pesto al basilico, fino alla cioccolata. ‘Cannabis tipo forte’ ha poi lanciato quest’anno l’idea della costituzione di ‘Medical cannabis social club’, per far ottenere la licenza adeguata a gruppi di malati, per le piantagioni collettive, sul modello di quanto avviene in Spagna e in Olanda.

La mostra ‘Cannabis tipo forte’ in corso a Bologna e’ “apparentemente border line ma, opportunamente verificata, potrebbe essere oltre i limiti della legalita’”. A denunciarlo il capogruppo dell’Udc in Regione Emilia Romagna e consigliere comunale, Silvia Noe’, che fa sapere di essere stata anche quest’anno a visitare la manifestazione “per verificarne il reale svolgimento rispetto allo scopo scientifico e terapeutico che si ripropone”. “La mia percezione - fa sapere Noe’- e’ che c’e’ poco di terapeutico e molto invece di commerciale e di cultura dello sballo. Sono presenti espositori italiani ed internazionali che vendono bevande eccitanti, semi di piante illegali, attrezzature sofisticate per coltivare in casa piante e funghi, kit completi per sniffare cocaina e su richiesta anche ‘qualcosa d’altro’”. “Per questa ragione martedi’ portero’ il caso in consiglio comunale, sempreche’ non venga ulteriormente censurata, ma nel frattempo invito Cofferati che ha autorizzato questa mostra di cui oggi si dichiara preoccupato, a visitarla e a rendersi conto di persona”.

Secondo il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini non e’ nient’altro che un appuntamento per ‘favorire la cultura dello sballo e veicolare l’idea che drogarsi non solo non fa male, ma e’ bello’. Casini, insieme al deputato dell’Udc Gian Luca Galletti, si e’, infatti, rivolto con un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro del’Interno per sottolineare ‘l’inopportunita’ di ospitare una fiera come questa’ in ‘uno spazio pubblico’. I due parlamentari ricordano poi come l’ideatore dell’evento Fabrizio Cinquini sia ‘agli arresti domiciliari per la seconda volta’ con l’accusa di ‘coltivazione e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti’. L’ufficio stampa del Comune di Bologna fa sapere, comunque, di non essere a conoscenza di questa protesta dell’Udc e di non aver ricevuto lamentele da parte di cittadini o istituzioni per lo svolgimento dell’evento dedicato alla ‘Cannabis’.

fonte: aduc.droghe