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Giovanardi: “Tolleranza zero….” (L’intervento)

tratto da: circolodellaliberta.it

“Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo introdurre nell’ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda, anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere”.
Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, in vista della manifestazione “Cannabis tipo forte 2008″, interamente dedicata al mondo della cannabis e in programma dal 30 maggio al 1 giugno a Bologna, a pochi giorni di distanza dal caso di Roma, dove un tossicodipendente ha investito con l’auto e ucciso due giovani fidanzati, e di Milano, dove i carabinieri hanno sgominato una banda di spacciatori adolescenti che al termine delle lezioni rifornivano i propri compagni di scuola. “È evidente che verso le droghe c’è una leggerezza preoccupante – ha spiegato Giovanardi – favorita negli ultimi anni da condizioni politiche  e culturali che hanno fatto passare in secondo piano i danni irreversibili, e scientificamente dimostrati, che subisce chiunque faccia un uso precoce di stupefacenti”.
Proprio per questo motivo, “oltre a insistere su prevenzione e formazione, e ad avere invitato prefetti e questori a vigilare e attivarsi con determinazione per contrastare queste irresponsabili iniziative – ha proseguito il sottosegretario – ci impegneremo a trovare gli strumenti normativi più idonei per non permettere più che manifestazioni propagandistiche come la tre giorni sulla canapa a Bologna possano svolgersi liberamente. E lo faremo con il consenso dell’opinione pubblica, perché questi falsi profeti dello sballo non sono la maggioranza, ma solamente una minoranza rumorosa della popolazione”.
Quanto all’ipotesi di una maggiore severità nei confronti dei consumatori, Giovanardi ha spiegato che il decreto legge sulla sicurezza “ha inasprito le pene per chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’influsso di sostanze psicotrope, e abolito la norma che sollevava dal penale chi si rifiutava di fare l’etilometro, introducendo dei deterrenti forti. Per il resto, l’intenzione è quella di mantenere la Fini-Giovanardi, che è una legge equilibrata per cui lo spacciatore va in carcere mentre il consumatore, che viene considerato una vittima, va incontro solo a sanzioni amministrative”.



ALLARME CENSURA. Giovanardi: parlare o manifestare per la legalizzazione della cannabis deve essere vietato

Una legge per dire basta alle manifestazioni pubbliche che si trasformino in una sorta di sagra della droga, anche se leggera. L’intenzione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Carlo Giovanardi, e’ quella di “introdurre strumenti normativi per non permettere piu’ che manifestazioni propagandistiche, come la tre giorni sulla canapa (terapeutica, ndr) a Bologna, in programma dal 30 maggio al 1 giugno, possano svolgersi liberamente”. Intervistato dal sito dei ‘Circoli della Liberta’ di Michela Vittoria Brambilla, Giovanardi spiega: “Vogliamo dire basta alla cultura della droga. E per farlo vogliamo introdurre nell’ordinamento una norma che impedisca di fare propaganda, anche indiretta, a tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere”. “Questo anche alla luce dell’eccessiva e preoccupante leggerezza nei confronti delle droghe, che ha contribuito a creare le condizioni per casi quali quello di Roma, dove un tossicodipendente ha investito con l’auto e ucciso due giovani fidanzati, e quello di Milano, dove una banda di spacciatori adolescenti, sgominata dai carabinieri, riforniva di droga i propri compagni di scuola”.

fonte: aduc.droghe



Per il Governo e’ meno ‘rischioso’ guidare ubriachi che sotto l’influenza di qualsiasi sostanza illegale

di Giulio Manfredi *

Martedì 27 maggio, è entrato in vigore il Decreto Legge 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica.), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 26 maggio 2008.

L’art. 4 del decreto legge modifica per l’ennesima volta gli artt. 186 e 187 del Codice della Strada (D. Lgs. 285/92). Una parte delle modifiche è giusta, opportuna e noi radicali la chiedevamo dall’agosto scorso: è stata eliminata la possibilità per il guidatore ubriaco perso o strafatto di evitare il carcere semplicemente rifiutando di sottoporsi all’ accertamento delle sue condizioni da parte degli agenti della Polizia stradale; la pura e semplice sanzione amministrativa prevista in precedenza è stata ora trasformata in sanzione penale; il carcere era già previsto, ricordiamolo, per chi si sottoponeva al test ed risultava con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro (g/l) o risultava aver assunto sostanze stupefacenti.

Il decreto legge ha introdotto, però, una grave disparità di trattamento fra alterazione psico-fisica da alcool e alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti: mentre rispetto alla prima sia le sanzioni penali che amministrative aumentano all’aumentare del tasso alcolemico, per quanto riguarda l’assunzione di sostanze stupefacenti è indifferente il tipo di sostanza utilizzato e la quantità, e la pena prevista è quella massima comminata al guidatore ubriaco: arresto da tre mesi a un anno e ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

In buona sostanza, il governo ha fatto di tutta l’erba un fascio, con grande coerenza, poiché la legge “Fini-Giovanardi” attualmente in vigore equipara tutte le sostanze stupefacenti; così facendo, però, ha aperto la strada ad auspicabili ricorsi in via incidentale, attraverso i tribunali, alla Corte Costituzionale per palese violazione dell’art. 3 della Costituzione (trattamento sanzionatorio uguale di situazioni palesemente dissimili).

* Giulio Manfredi e’ membro della Giunta di segreteria Radicali Italiani

fonte: aduc droghe



Italia. Alto Adige. Assessore Theiner: cannabis e morfina siano utilizzati senza pregiudizi contro il dolore

Le necessità della persona malata restano centrali nel sistema sanitario e in tal senso rivestono primaria importanza le terapie più avanzate, il sostegno psicologico e il rapporto umano nell’alleviare la sofferenza: è quanto afferma l’assessore provinciale alla Sanità e politiche sociali Richard Theiner in concomitanza con la Giornata delle cure pallative e la Giornata del sollievo. Molti i progetti avviati dalla Provincia.

“La lotta contro il dolore è uno degli obiettivi più importanti della scienza medica: non soffrire inutilmente è un diritto dei pazienti e il legislatore nazionale deve far fronte a quest’esigenza”, sottolinea l’assessore Theiner. Il malato deve essere considerato con attenzione verso a tutti i suoi bisogni psichici, fisici, sociali e spirituali, familiari. Nell’occasione della Giornata annuale, l’Assessorato ribadisce l’intenzione di incentivare l’assistenza palliativa: il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Oswald Mayr, è stato incaricato di approntare un programma per l’assistenza palliativa con particolare riferimento all’assistenza a domicilio. “La collaborazione fra medici di base del territorio e altre professioni sanitarie – specifica Theiner – è essenziale per migliorare lo standard di trattamento domiciliare delle persone gravemente ammalate o in fin di vita.”

In questa direzione va anche l’impegno dell’Assessorato provinciale alla Sanità e politiche sociali per la sensibilizzazione del personale sanitario. A marzo è iniziato il primo corso biennale sulle cure palliative per medici di base, organizzato dall’Ufficio formazione personale sanitario in collaborazione con l’Università di Bologna ed esperti locali, al quale partecipano 23 medici di medicina generale. Il trattamento residenziale si attua nel Centro provinciale per le cure palliative Casa di Cura Fonte S. Martino di Merano, destinata soprattutto all’assistenza dei malati di cancro in fase avanzata. Nel 2006 l’Assessorato alla sanità ha messo a disposizione oltre 890mila € per il pagamento delle rette. I pazienti del Centro, convenzionato con l’Azienda sanitaria per 12 posti letto, sono assistiti da un team multidisciplinare (medico, infermiere, psicologo, assistente spirituale, terapista della riabilitazione) con specifica formazione e sufficienti a garantire la più alta qualità e continuità assistenziale.

Riguardo alle sostanze per combattere il dolore, l’Assessorato ricorda che sono molto efficaci, ma si riscontra ancora un’elevata diffidenza ad utilizzarle. In Italia, nonostante i forti progressi degli ultimi anni, le terapie oppiacee sono scarsamente utilizzate, molto meno che negli altri Paesi europei e in maniera non omogenea nelle diverse strutture sanitarie. Farmaci utili, come cannabis o morfina, devono poter essere utilizzati senza pregiudizi dai numerosi pazienti che hanno diritto a un trattamento efficace contro il dolore, sia in fase terminale della vita che per lenire il dolore delle malattie croniche. “Combattere con successo il dolore e la sofferenza comporta preparazione, cultura, formazione e un alto grado di cooperazione ed integrazione tra le professionalità”, conclude Theiner.

fonte: aduc.droghe