Hempyreum’s Weblog


Canada. Il 5% delle Forze Armate fuma marijuana
Maggio 24, 2008, 6:48 pm
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In teoria, da una parte ci sono le forze dell’ordine contro la droga, dall’altra parte la società che vuole farne uso e le forze dell’ordine che glielo impediscono.

E allora chissà perché su 20 soldati e marinai canadesi, uno, cioè il 5%, fa uso di sostanze illecite. Non sono pochi quindi, su un campione di 3 mila militari da costa a costa, quelli pescati positivi dai test “random”.

In media il 6,5% dei marina e il 5% dell’esercito risultano positivi, quasi tutti per marijuana. A quanto pare, il programma di tolleranza zero volute dai vertici delle Canadian Forces non ha dato i risultati sperati.

fonte: aduc.droghe



I bambini nati da madri che fumano canapa soffrono della sindrome fetale da canapa?
Maggio 24, 2008, 1:38 pm
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Se una tale sindrome esiste, i casi sono talmente rari che non può essere dimostrata. Molte madri fumano canapa durante la gravidanza in quanto le aiuta a controllare la nausea chiamata “nausea mattutina” e molti affermano che addirittura aumenta l’appetito e riduce lo stress.

Questo risulta essere particolarmente importante in paesi meno sviluppati, dove le moderne cure mediche non sono facilmente disponibili, ma anche in questo caso, i benefici derivanti da un uso responsabile della canapa possono superare i rischi persino sotto la moderna medicina.

Studi condotti in Giamaica hanno mostrato come madri che fumano canapa in gravidanza hanno bambini più sani, ma questo potrebbe derivare al guadagno extra generato dalla vendita della canapa e da altri fattori.

E’ stata una bugia abbastanza comune durante la guerra alle droghe sostenere che la canapa e specialmente la cocaina causavano malformazioni alla nascita o problemi comportamentali come fa l’alcool. Questo spaventa le madri che vengono spinte a ritenere che le droghe sono “cattive”.

Queste affermazioni non sono basate su ricerche scientifiche – molte non prendono nemmeno in considerazione lo stile di vita o le condizioni di vita delle madri prima di mettersi a puntare l’indice contro le droghe.

Ovviamente le madri in attesa non dovrebbero fumare canapa per quanto possibile. Se si abusa della canapa si può creare un problema di salute sia per la madre che per il bambino.

Il Delta-9-THC attraversa la placenta ed entra nel feto. Stranamente, però, il metabolite della canapa, 11-nor-carbossi-delta-9-THC non lo fa, e il feto non trasforma il delta-9-THC in 11-nor come fa il corpo della madre, così i bambini che devono ancora nascere non sono esposti all’11-nor.

Il terzo trimestre è il periodo maggiormente vulnerabile. I genitori dovrebbero tenere questi fattori in considerazione quando decidono di usare la canapa.

fonte: Chanvre-info



Dal Marocco ad Amsterdam in una sola fumata
Maggio 24, 2008, 12:12 pm
Archiviato in: Proibizionismo/Antiproibizionismo | Tag: , ,

Quando un giovane amico italiano dice: “vado ad Amsterdam” il pensiero non corre al formaggio olandese o ai musei. Immancabilmente, un sorriso malizioso rivela quale immagine si stia formando nella mente dell’interlocutore: nuvole e nuvole di fumo, aroma di hashish. Fumo che avvolge i famosissimi “coffee-shops”, dove l’hashish si compra come le caramelle. E si fuma in tranquillità.

Chi va ad Amsterdam pensa che le droghe leggere siano, in Olanda, del tutto legali. La realtà è più complicata: sono vietate, ma sono tollerate, e sono oggetto di direttive che non hanno forza di legge. In breve, fumare implicerebbe solo una multa, che però non viene mai comminata. Questa tolleranza si chiama “gedogen”.

Una zona grigia di questa portata ha però i suoi limiti: un coffee-shop non può assolutamente vendere droghe pesanti. Può possedere al massimo 500 gr di merce nel suo magazzino. Non può venderne più di 5 gr. a persona, sempre che si tratti di adulti e non di minori. Non può farsi pubblicità. Se rispetta queste regole, potrà condurre tranquillamente il suo commercio. La distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere è fondamentale, in Olanda. Il fumo è tollerato, anche perchè considerato un fatto sociale inevitabile: i consumatori regolari di hashish e marijuana sono circa 700.000. Si sviluppano così misure sociali volte a contenerne gli effetti, mentre d’altro canto sono attive stringenti politiche sanitarie volte alla lotta contro le droghe pesanti.

Ma la domanda è d’obbligo: da dove viene tutto questo “materiale”?

Ecco che arrivano le vere stranezze. Infatti, se in Olanda è il fumo è praticamente legale, è illegale…importarlo. Ma, da qualche parte, bisogna pure che arrivi. Inoltre, visto che nel menu dei coffee-shops c’è scritto sempre “fumo marocchino”- con tanto di indicazione della regione di provenienza- non ci possono essere dubbi che l’hashish abbia passato la frontiera.

È dagli anni ’70 che – come recentemente riportava il settimanale indipendente marocchino Telquel – i coffee-shops olandesi hanno vissuto un vero e proprio boom. Molti sono stati aperti dagli stessi marocchini emigrati, orginari del Rif, la zona del Nord in cui si coltiva la cannabis. Gli anni ’80 sono stati gli anni d’oro del fumo marocchino: oltre ad essere buono, era l’unico importabile, a causa del contesto internazionale.

Negli anni ’90 il governo olandese si è accorto che il fenomeno cominciava a prendere dimensioni preoccupanti: quindi, i controlli si sono intensificati, soprattutto per impedire che l’Europa venisse invasa- come infatti avviene, dall’hashish proveniente dall’Olanda, tramite il mercato nero.

La stessa Unione Europea ha preso a protestare contro la tolleranza olandese. Molti coffee-shops non in regola sono stati chiusi, e il rilascio di nuove licenze è congelato. Nel frattempo, il mercato locale si sta adeguando: spopola la coltivazione dell’erba “casalinga” chiamata Skunk, che viene addizionata con sostanze chimiche per darle un effetto più potente. I poliziotti sorvolano la campagna in elicottero, con telecamere a raggi infrarossi, per individuare le coltivazioni. I marocchini d’Olanda, però, continuano a preferire il loro hashish: almeno, è naturale. E i controlli della polizia non sembrano giungere fino alle frontiere.
Fonte: la differenza



Le sette dannate fasi dell’Antiproibizionista©

Fonte:forum di tiaccaciproduzioni.info

Fase 1 – Totale inconsapevolezza
Fase 2 – Parziale consapevolezza
Fase 3 – Incazzatura!
Fase 4 – W la Rivoluzione…
Fase 5 – Abbattimento&Delusione.
Fase 6 – Totale consapevolezza
Fase 7 – Presa di coscienza

In dettaglio:

Fase 1. Totale inconsapevolezza…
Mangi dormi (fumi) e non capisci un cazzo, e in fondo ti sta bene così.

Fase 2. Parziale Consapevolezza.
Nella quasi totalità dei casi, casualmente (meno per necessità)…apri gli occhi e vieni a conoscenza di quanta merda c’è in giro…perdi i riferimenti…quel che ti avevano detto buono si dimostra cattivo e il contrario.

Fase 3. Incazzatura!
«Ma come? Ma cosa? Ma checazzo? Per tutto questo tempo mi sono fatto fottere come un pollo? ….Ah ma adesso ve lo rompo io il culo!»….che porta alla fase successiva….cioè:

Fase 4. W la Rivoluzione…
Vai in giro a cercar di svegliare quanta più gente è possibile…sbraiti, parli di rivoluzione…vuoi cambiare il mondo.

Fase 5. Abbattimento&Delusione.
Ti rendi conto che più ne sai e più la gente non ti crede…sei convinto di essere il Salvatore, ma vieni trattato peggio di Giuda…Mediti di suicidarti.

Fase 6. Totale consapevolezza.
Ormai sai…non puoi più far finta di niente…ma nello stesso tempo sai anche che non puoi fare nulla per cambiare le cose…e cerchi di limitare i danni…magari creandoti un tuo micromondo dove far entrare solo le cose che «vale la pena»…

Fase 7. Presa di coscienza. (suddivisa in 4 punti)
a. Sfrutta il sistema a tuo vantaggio.
b. Tutto quello che vedi è falso…quindi ragionaci sopra, informati e vedi come agire (se ne vale la pena).
c. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
d. Vedi di non farti inculare (che poi i cazzi sono i tuoi…e gli amici, ai quali prima facevi comodo…improvvisamente sembrano essersi vaporizzati).

by Ivan the Terrible & Delta9



Germania. THC efficace contro il disordine ossessivo compulsivo
Maggio 24, 2008, 10:57 am
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La somministrazione orale del cannabinoide sintetico dronabinolo allevia i sintomi in chi è affetto da disordine ossessivo compulsivo. E’ quanto risulta da uno studio pubblicato nel numero di aprile dell’American Journal of Psychiatry.
I ricercatori dell’Università di Berlino si basano gli effetti mostrati da due pazienti: una donna di 38 anni, che con tre dosi quotidiane di dronabinolo dava segni di miglioramento dopo 10 giorni, e un uomo di 36 anni, al quale, con due dosi quotidiane sono serviti 15 giorni.
Né l’una né l’altro hanno subito effetti collaterali.

fonte: aduc droghe