Hempyreum’s Weblog


E bravo il governatore, ora difende la marijuana
Maggio 23, 2008, 9:35 pm
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schArnold Schwarzenegger, governatore della California: «La marijuana non è una droga», ha detto  in un’intervista al magazine britannico «GQ». Schwarzenegger ha dichiarato di non aver mai assunto droghe nella sua vita. Nello stesso tempo, tuttavia, l’ex Terminator del cinema ha ammesso di aver fumato della marijuana negli Anni Settanta. La riprova è stata addirittura filmata nel documentario sul bodybuilding «Pumping Iron» del 1977 (guarda il video). «Non si tratta di droga, ma solo di una foglia», ha spiegato Schwarzenegger. «La mia droga, invece, era il sollevamento pesi, mi creda», ha aggiunto il sessantenne governatore, padre di quattro bambini. Schwarzenegger ha raccontato poi di non voler condannare l’atteggiamento di quei politici che assumono droghe: «Il compito di un politico è quello di fare del suo meglio per i cittadini e il paese», ha detto. «Perché mi dovrebbe interessare, se un politico prima di andare a letto ingoia dei sonniferi, fintantoché riesce a svolgere il suo lavoro?».

Fonte: la torre di babele



Media e canne
Maggio 23, 2008, 9:19 pm
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Un impressionante elenco di giovani vite spezzate dalla sciagurata legge fini-giovanardi oltre che dalla ignoranza barbara di giornalastri di paese e dai sgt. ” Garçia di turno…

Tratto dal “Manifesto” del 12 ottobre 2007, p.12

Storie di ordinaria criminalizzazione che conducono al suicidio. Da Forlì a Pantelleria, quando l’arresto fa scalpore e la morte non è notizia.

Di Guido Blumir Giovedì 5 luglio 2007

Forlì. È una tranquilla serata della dolce estate italiana. Un giovane ai tavolini di un bar all’aperto fuma discretamente uno spinello. Il fatto non sfugge allo sguardo acuto dei militari del Nucleo operativo e radiomobile di San Martino, che si avvicinano minacciosi alla scena del crimine. Il ragazzo si sbarazza della canna, ma i carabinieri immediatamente afferrano il corpo del reato e sottopongono a un incalzante interrogatorio lo sventurato. Perquisizione a casa del giovane, a Castrocaro. «Fiutano ogni centimetro della camera», «non si lasciano incantare da quella parete che sa di cultura. Libri ovunque». Dentro a un libro trovano alla fine una modesta quantità di hascisc. Il ragazzo, Alberto Mercuriali, è sotto choc ma per un paio di giorni non succede nulla. Domenica mattina, la bomba: un’intera pagina del quotidiano locale viene dedicata al caso. «Imbottito di droga» (a caratteri cubitali). «Insospettabile agronomo smascherato dai carabinieri». «Possesso di stupefacenti per traffico». Non c’è il nome, ma in un piccolo paese tutti lo riconoscono. Lunedì mattina, il giovane collega un tubo di gomma allo scappamento della propria auto e si suicida. Giuseppe Ales, 23 anni, incensurato, geometra, Pantelleria. Manovale nel tempo libero per aiutare la famiglia: il padre, anziano agricoltore, ha perso una gamba a causa del diabete. All’alba del 20 marzo 2005, uno squadrone di Carabinieri armati di mitra gli piomba in casa. Rinvenute alcune piantine di marijuana alte pochi centimetri. Scattano le manette. In caserma, lunghi interrogatori e serrati confronti. Denuncia penale per traffico e produzione di stupefacenti. Processo per direttissima entro pochi giorni a Trapani. Da 1 a 6 anni di carcere. Intanto, per Ales, arresti domiciliari. Poche ore dopo, Il Giornale di Sicilia spara i titoloni: «Scoperto traffico nell’isola, arrestati gli spacciatori». La mattina di domenica, il fratello più piccolo apre la porta della cameretta di Giuseppe e lo trova impiccato con una corda al soffitto. Cristian Brazzo, 21 anni, incensurato, operaio. Vigodarzere (piccolo comune alle porte di Padova). 24 giugno 2004, sera. In macchina con alcuni amici. Stanno fumando uno spinello, vicino al fiume Brenta. Carabinieri. Controllo documenti. Perquisizione vettura. Tre grammi di hascisc. Tutti in caserma. I militari informano i giovani che verranno segnalati alla prefettura. Il gruppetto si scioglie. Christian resta solo, telefona ai genitori che tarderà. Ma non arriva. Il giorno dopo la sua auto viene rinvenuta vicino al fiume. Una settimana dopo, il fiume restituisce il corpo. Bruno Bardazzi, giovane operaio, incensurato. Prato, 2003. Viene fermato e denunciato per presunto spaccio perché trovato in possesso di pochi grammi di hascisc. Si toglie la vita. Marco Pettinato, 26 anni, Isolabella (piccolo comune a 30 km. da Torino). Lavora al prosciuttificio Rosa. Presidente della Pro Loco. Incensurato. Giugno 2002: viene segnalato «uno strano viavai» nei locali della stessa. I carabinieri intervengono: nel gruppetto Pettinato è quello con l’hascisc addosso, pochi grammi. Arrestato e denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Alla fine dell’iter, condanna a 4 mesi. Settembre 2002. Pettinato si slaccia la cintura dei jeans, la appende alla recinzione del campo di calcio e si impicca. Lo trova la madre. Alessandro Maciocia, Cremona, primi mesi del 2002. Trovato con 2,5 gr. di hascisc. Vicino a lui un minorenne con 250 gr. Viene coinvolto nella vicenda per «concorso». Non regge al peso dell’odissea. Si suicida con il gas di scarico della sua auto. Lascia un biglietto: «Non c’entro niente». Un caso simile a Umbertide (Perugia). Nel 1993 un referendum (55,3 a 44,7) aveva depenalizzato il consumo. Ma restavano alcuni spiragli, come la coltivazione, l’uso di gruppo, la cessione di piccole quantità fra amici, duramente puniti. Chi voleva la mano pesante, ne approfittava. Diversi giudici invece (anche in Cassazione) assolvevano, ritenendo quei comportamenti assimilabili all’uso personale. Nel 2001 però il ministro dell’Interno Scajola lancia l’operazione «Strade pulite». Per la parte meno professionale e avveduta delle forze dell’ordine è giocoforza usare le retate di consumatori per fare numero. Intanto, Fini lancia la sua campagna per una legge più dura. Partono così quattro anni in cui si assiste a un’applicazione anticipata della «legge Fini», con il raddoppio di fermi, arresti, etc. Si crea un meccanismo perverso: a causa del battage governativo, l’arresto di fumatori dà maggiore visibilità a chi lo effettua. Le storie di suicidi che abbiamo raccontato hanno caratteristiche comuni: giovani, incensurati, lavoratori, di famiglie semplici, in paesi o piccole città. È lì che si scatena l’inferno. I fermati non hanno, come nelle famiglie borghesi delle metropoli, penalisti di spicco a spiegargli che riusciranno a farli assolvere. Sono stritolati dalla macchina e impauriti. Additati nel paese. I sei suicidi sono accaduti in questi anni (2001-2005). Ogni anno. Dopo la tragedia di Pantelleria (marzo 2005), si entra in un clima di campagna elettorale. Tutti i partiti del centrosinistra promettono che cambieranno subito la legge Fini (approvata poi tre mesi prima delle elezioni) e la vecchia legge nei suoi punti più ambigui: una chiara depenalizzazione come nel programma. Il 2006 è il primo anno senza suicidi. Forse perché la prospettiva di un cambiamento induce molti a pensare che, qualunque guaio succeda, verrà poi annullato dalla nuova legge. Dal giugno 2006 il nuovo governo la annuncia in arrivo, mese dopo mese. Ma è passato un anno e si è diffuso in molti consumatori un clima di sfiducia e mancata speranza. È forse in questo contesto, in questa perdita di speranza, che è avvenuta la tragedia di Castrocaro. Ora abbiamo, con assoluta urgenza, il dovere etico e politico di moltiplicare gli sforzi.

 



SVIZZERA / Studio: buoni voti malgrado la cannabis
Maggio 23, 2008, 9:01 pm
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Uno studio dell’Universita’ di Losanna conclude che fumare saltuariamente uno spinello non riduce le prestazioni scolastiche; se mai c’e’ differenza tra chi usa solo cannabis e chi fuma anche sigarette. L’altra notizia e’ che il rischio di sconfinare su droghe pesanti e’ molto esiguo. Ancora, i consumatori occasionali di cannabis hanno un vantaggio sui non fumatori di tabacco: di solito hanno un rapporto migliore con gli amici e sono piu’ attivi nello sport. In compenso hanno relazioni meno buone con i genitori. Gli autori dello studio mettono pero’ in guardia dalla banalizzazione della cannabis, se non altro perche’ lo spinello porta facilmente all’uso regolare di tabacco.

Fonte: aduc



Cannabinoidi x combattere tumore al cervello
Maggio 23, 2008, 5:17 pm
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Nella prima parte della ricerca, i ricercatori hanno provocato un tumore al cervello nelle cavie e le hanno curate con i cannabinoidi, poi hanno analizzato i geni associati alla crescita dei vasi sanguigni del tumore e hanno scoperto che i cannabinoidi avevano inibito una grande varieta’ di geni connessi al VEGF.

Una recente ricerca, apparsa nel numero del 15 agosto della rivista specializzata “Cancer Research” ha dimostrato che l’ingrediente attivo della canapa puo’ aiutare la lotta contro il tumore al cervello. I ricercatori hanno dichiarato che i cannabinoidi, colpendo i geni necessari allo sviluppo del tumore, ne impediscono la formazione.

I cannabonoidi, e’ risultato dagli esperimenti, hanno inibito i geni necessari alla produzione del VEGF (fattore di crescita vascolare), nei topi di laboratorio con un tumore al cervello e in due pazienti con un glioblastoma multiforme. Il VEGF e’ una proteina che stimola la crescita dei vasi sanguigni, e i tumori, infatti, necessitano di abbondanti quantita’ di sangue per la loro rapida crescita, cosi’ quando il VEGF e’ inattivo, i tumori sono soffocati per mancanza di sangue e nutrimento.

Manuel Guzman, professore di biochimica e biologia molecolare alla Universidad Complutense di Madrid, ha detto che l’inibizione del VEGF e’ uno dei piu’ promettenti approcci alla lotta contro i tumori, aggiungendo che “studi precedenti gia’ hanno dimostrrato che i cannabinoidi possono inibire la crescita, nei topi, dei tumori originati nei vasi sanguigni, ma la recente ricerca fa avanzare le conoscenze su come essi intervengono”.

Nello studio, i ricercatori hanno osservato gli effetti di trattamenti con i cannabinoidi sul gliobastoma multiforme, una forma di tumore al cervello, considerata una delle forme peggiori, con una diagnosi di uno o due anni di vita.

La cura consiste, generalmente, nella operazione, seguita da radiazioni e/o chemioterapia, ma molto spesso, invece di essere distrutto, questo tipo di tumore continua a svilupparsi.

Per crescere, tutti i tumori necessitano di una rete di vasi sanguigni da cui trarre nutrimento, e molti creano queste reti con un processo, detto angiogenesi.

Nella prima parte della ricerca, i ricercatori hanno provocato un tumore al cervello nelle cavie e le hanno curate con i cannabinoidi, poi hanno analizzato i geni associati alla crescita dei vasi sanguigni del tumore e hanno scoperto che i cannabinoidi avevano inibito una grande varieta’ di geni connessi al VEGF.

Nella seconda parte, hanno iniettato i cannabinoidi in campioni di tumore, prelevati da due pazienti affetti da glioblastoma, e in entrambi il livello di VEGF era piu’ basso, dopo la somministrazione della sostanza.

fonte: Hanf-info



Canapa da fibra, dal seme ai macchinari
A Terra Futura, venerdì 23 maggio Palazzina Lorenese sala 26, ore 10.30, presentazione a cura di Canapone srl, in collaborazione con Arsia

Una coltivazione sempre più sostenibile. La coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa da fibra sono gli obiettivi del progetto promosso dall’Arsia nel 2004 che è stato affidato, tramite bando pubblico, alla società Canapone srl.
Il progetto trae origine dalla Legge Regionale n. 12 del 2003 “Progetto pilota relativo alla coltivazione, trasformazione e commercializzazione della canapa a scopi produttivi ed ambientali”.
I risultati intermedi del progetto, che è giunto al terzo anno di attività e che ha lo scopo di contribuire a rendere possibile il ritorno della coltivazione della canapa in Toscana e la realizzazione di prodotti a base di canapa italiana, saranno presentati venerdì 23 maggio in un seminario realizzato a cura di Canapone srl, in collaborazione con Arsia, nell’ambito di Terra Futura (ore 10,30, palazzina Lorenese, sala 26).
Nell’ambito del progetto sono state riprodotte in Italia le varietà storiche italiane che oggi sono a disposizione degli agricoltori e, grazie alla messa a punto di un prototipo di mietitrebbiatrice, è stata ottenuta una elevata qualità del seme, con un’alta percentuale di germinabilità.
Il progetto prevede anche la messa a punto di una macchina per il taglio delle bacchette di canapa che consentirà di fornire all’industria tessile fibra lunga, utilizzando varietà italiane ad alta resa, senza dover ricorrere a tecniche agronomiche ad elevato impatto ambientale.
E’ in corso infine la realizzazione di un impianto pilota per la macerazione e l’asciugatura della fibra, che riproduce i processi naturali (basati sull’utilizzo di acqua, sole ed aria) con il supporto di tecnologie moderne e con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, a limitato impatto ambientale e con costi sostenibili.
I risultati finali del progetto, che si concluderà alla fine di novembre 2008, verranno presentati in occasione di un convegno che l’Arsia organizzerà entro la primavera del 2009.

ARSIA – REGIONE TOSCANA

fonte: intoscana.it




Italia. Politica sulla droga inefficace? Colpa della falsa informazione su distinzione fra droghe leggere e pesanti
Maggio 23, 2008, 11:01 am
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Nel corso degli ultimi ‘15 anni, false informazioni, false comunicazioni e false credenze, come quella che vi fosse una distinzione tra droghe leggere e le altre’, hanno determinato una situazione difficile, tanto da essere ‘di fronte alla perdita di una fetta della nostra gioventu”, invischiata nel gorgo della dipendenza.

A sostenerlo e’ Andrea Muccioli, responsabile della Comunita’ San Patrignano, intervenuto – insieme all’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali di Milano, Mariolina Moioli e a quello alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna – a una conferenza stampa sull’Executive International Master in comunicazione e strategie di intervento nelle tossicodipendenze organizzato dallo Iulm.

Sul fronte dell’emergenza droga, a giudizio di Muccioli, quello che e’ mancato, oltre a una buona ‘comunicazione, informazione e dissuasione’, sono stati i modelli forniti dagli adulti e ‘la responsabilita’ ad educare’, in famiglia come a scuola e nella societa’. ‘Tra i giovani c’e’ una enorme diffusione di droghe, in particolar modo di cocaina. Se poi viene addirittura definita e percepita come ‘cool’, di moda, non possiamo aspettarci niente di diverso vista la pessima qualita’ di educatori e di modelli’ che vengono mostrati.

Secondo il numero uno di San Patrignano, ‘attualmente i giovani usano sostanze’ che esaltano, come ‘la cocaina e l’ecstasy. Poi seguira’ una ondata di sostanze calmanti come l’eroina: una droga combatte gli effetti dell’ altra e poi, a una ondata segue un reflusso’.

fonte: aduc.droghe