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Oggi i cittadini di Amsterdam scendono in piazza. Motivo della protesta sono le esternazioni e l’operato del sindaco Job Coehn e, soprattutto, del suo vice Loodewijck Asscher (scuola Rudy Giuliani). L’idea dei due è molto semplice: rendere Amsterdam una città “pulita” eliminando le vetrine del sesso a pagamento ed i coffee shop dove è possibile la libera vendita di marijuana, sostituendoli con alberghi di lusso per ricchi pensionati. Un esempio di società tollerante e mentalmente aperta unico al mondo quello olandese. E Amsterdam, con le sue bellezze architettoniche ed il suo quieto vivere, ne è lo splendido simbolo. La scusa da presentare ai media è quella di un vertiginoso aumento della criminalità e della dipendenza legata al consumo di “spinelli”. False e tendenziose entrambe le motivazioni. Provate a recarvi nei Paesi Bassi ancora adesso: un’oasi di pace rispetto alle disastrate e “cafone” città italiane.
Il modello della tolleranza, che permette ad una prostituta di esercitare proprio accanto alla porta di una chiesa (protestante ovviamente), funziona perfettamente. La cannabis non fa assolutamente male come vogliono farci credere i cultori della “tolleranza zero”e “legalità” è una parola che ha ancora un senso, soprattutto se paragonata alla “monnezza” delle strade napoletane. Tutti idealmente in piazza Dam dunque, per difendere quelle idee che rappresentano una speranza anche per noi, stretti tra l’oscurantismo cattolico ed uno squallido perbenismo piccolo-borghese.
7 febbraio 2008
di Domenico Camodeca
Fonte: http://www.ccsnews.it
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La marijuana è più potente di prima.
Con quest’affermazione si cerca di far passare l’idea che le droghe sono tutte uguali. Magari una volta la Marijuana era una droga “leggera”, ma oggi, con le manipolazioni, questa è diventata una droga “pesante”. Fini lo dichiara apertamente in una trasmissione pubblica, come se fosse vero e come se lui ne fosse personalmente informato. Solo che non cita un solo studio, una fonte, un parere scientifico, o altro a sostegno di questa tesi. E’ vero e basta, l’ha detto lui, l’ha detto in Tv per cui se non è vero lo diventa. Poi magari si accodano anche altri, fino a giornali seri come Repubblica che titolava in un articolo :
“Svizzera stop alla marijuana Ogm ” dove si afferma che la marijuana del Canton Ticino contenga il 25 % di THC ( il principio attivo ). Ma è vero o no questa asserzione?
Che ci siano tanti tipi di marijuana, alcune più potenti altre più blande è sicuramente vero. La differenza, però, non sta solo nella concentrazione. La marijuana non contiene un solo principio attivo, ma numerosi. Le varietà di THC sono molte. Per cui la diversa combinazione, i diversi dosaggi tra questi vari principi contribuisce a determinare la potenza, il tipo, la qualità della marijuana e/o dei sui derivati.
Oltre che da Fini, la storia fu ripresa da Sirchia. Ma da dove nasce? Fu il prefetto Soggiu (responsabile del dipartimento nazionale per le politiche antidroga) a mettere in giro questa idea.
Peccato però che Il prof Franco Lodi, tossicologo e direttore dell’istituto di medicina legale dell’Università di Milano, che riceve da polizia e carabinieri i campioni sequestrati per le analisi, in una delle più grandi piazze di consumo italiane, afferma : “I valori della cannabis italiana si attestano sul 5/6 % in qualche raro caso arrivano all’8 % “. Quindi o si dice che il prof Lodi mente sapendo di mentire, visto che è informatissimo data la professione, oppure mentono, sbagliano, confondono,terrorizzano, Sirchia, Fini, Soggiu, fate voi. Per me la seconda che ho detto!!
Quanto le affermazioni di Fini e compagnucci siano fasulle lo rivela anche un altro studio. Ma di quelli seri, non quelli di Sirchia e Fini. Dal 1980 un istituto specializzato presso l’università del Mississippi (Potency Monitoring Project) analizza ogni anno più di mille campioni provenienti da tutti gli Stati Uniti, e perfino dalla Colombia e dai Caraibi, dove sono in atto le più sofisticate tecniche di coltivazione. Tale istituto ha rilevato che la percentuale di principio attivo è rimasta nel tempo stabile tra il 3 ed il 6 %. Confrontare per quanto affermato Blumil “Marihuana” ed. Einaudi .
Libro che invito i signori sopra a leggere, cosi da evitare figuracce (ma tanto la faccia è tosta!!).
Perchè almeno il dott. Sirchia a salvaguardia della sua fama, su una questione che lo dovrebbe vedere competente avrebbe il dovere di informarsi o quantomeno di non diffondere false informazioni. Peggio ancora legiferare su dati sbagliati, sapendo che sono sbagliati e mandare per questo in galera qualcuno!! Sicuramente è inconcepibile che si basino leggi, che incideranno sulla vita di tanti (visto il grandissimo numero di consumatori). Ciò è davvero insopportabile. Di certo non è una novità.
Un ‘altra affermazione che gira, parallela a quella sopra, è che oggi la marijuana è più potente perchè si produce una “micidiale sensimilla“! Ma cosa vuol dire sensimilla? Vuol dire semplicemente “senza semi”! Questa è una tecnica di coltivazione nota dalla notte dei tempi, gli ogm non ci azzeccano niente. Si tratta di evitare l’impollinazione della pianta femmina da parte di quella maschio. La canapa è una pianta dioica con il maschio che produce polline con il quale feconda la femmina, che produrrà infiorescenze ricche di semi.
La sensimilla si ottiene estirpando dalla coltivazione gli esemplari maschi prima della produzione del polline. Questo impedisce che la femmina compia il suo ciclo dando luogo a fiori e frutti (semi). Cosa che farà si che la pianta avrà una maggiore infiorescenza (la parte buona da fumare!) ed una maggiore quantità di resina. Maggiore quantità non significa maggiore concentrazione, non confondiamo. Supponiamo di trovare un sistema per produrre da un litro di latte due kg di burro invece del kg standard. Questa sarà una tecnica per produrre più burro, che non è detto ci un dia un burro più grasso o più buono. Semplicemente ne avremo di più. Quindi il motivo è avere maggior quantità di erba da fumare con una singola pianta. Infatti i semi mica li puoi fumare! C’è anche un motivo di ordine pratico: non potendosi fumare, i semi vanno scartati e questa è operazione molto fastidiosa. That’s all baby! Sensimilla quindi non significa pianta più potente. Se la pianta, il seme, non sono “buoni” in partenza, o se la pianta viene coltivata in modo sbagliato, anche con questa tecnica si avrà una sensimilla non buona da fumare!
Ma se anche dessimo per scontato che sia come dicono Fini e compagnucci, che si abbia un marijuana più potente. Alla peggio si avrebbe che un fumatore otterrebbe lo stesso effetto con una minore quantità di sostanza. E che problema è? O si vuole sostenere che si rischia l’overdose? Questa ancora teoricamente possibile, costringerebbe un assuntore a fumarne qualche Kg e probabilmente morirebbe per lo schifo e non per overdose da THC! La verità che da quando si conosce questa sostanza ad oggi non è stato possibile dimostrare una sola morte a causa di questa sostanza. Figuratevi che casotto avrebbero messo su i proibizionisti nel caso se ne fosse potuto dimostrare anche solo una! Invece sono costretti ad inventarsi balle colossali, con campagne terroristiche, antiscientifiche e controproducenti, visto che, se l’obiettivo era ridurre il consumo, si è ottenuto l’esatto contrario per la gioia dei trafficanti.
Fonte: Fuoriluogo
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: colnsulta, Giovanardi, lotta alle droghe, proibizionismo, stupefacenti
Una ‘conferenza a fine anno o al massimo all’inizio del prossimo’ che coinvolga ‘gli operatori pubblici e del privato sociale’ per portare avanti ‘l’impegno comune contro questo flagello’. E’ il primo impegno di Carlo Giovanardi per riprendere la lotta alle droghe, come prevede la sua nuova delega da sottosegretario alla presidenza del Consiglio. A margine di un incontro della sua formazione politica, i Popolari liberali, Giovanardi ha confermato che il percorso sara’ guidato da un concetto semplice, ’se non e’ lecito inquinare l’ambiente, meno che mai puo’ esserlo inquinare se stessi dentro’. A partire da questo principio, ‘accetteremo tutti i suggerimenti che possono venire per rendere piu’ efficace questo contrasto’. Nessuna intenzione, pero’, di modificare lo status del consumatore di stupefacenti: ‘Il fatto che con la Fini-Giovanardi siano finiti in carcere migliaia di ragazzi perche’ fumavano uno spinello e’ una balla enorme, perche’ noi abbiamo fatto una legge che distingue fra spacciatore e consumatore, che va recuperato e a cui non si applicano sanzioni penali’.
fonte: aduc.droghe
Archiviato in: Canapa al volante | Tag: alcool, guida, incidenti, Israele, thc, volante
Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Accident Analysis and Prevention, basse dosi di cannabis e alcool hanno un diverso impatto sulle attivita’ psicomotorie.
La ricerca delle university’ Hebrew e di Negev, ha studiato l’impatto dell’alcol e del THC sulla guida di 14 automobilisti, ed e’ risultata un diverso effetto delle due sostanze.
Si legge nella ricerca: “Il tasso di velocita’ e’ stato il piu’ variabile e osservabile rispetto alle due sostanze, ma con opposti effetti. Le sigarette di THC rendevano gli automobilisti meno veloci, mentre l’alcol piu’ veloci. Sempre per dosi controllate”.
Sia l’alcol che la cannabis diminuivano la capacita’ dell’automobilista di stare nella propria corsia, aumentando anche i tempi di reazione, ma le due sostanze non hanno aumentato il numero degli incidenti.
Complessivamente, i fumatori di cannabis si comportavano come coloro che avevano uno 0,05% di tasso alcolico nel sangue.
“La ricerca rivela che, anche se ci sono delle similitudini nell’impatto delle sostanze, soprattutto con basse dosi, aumentando entrambe i tempi di reazione e difficolta’ a mantenere la corsia, delle differenze ci sono. In particolare, i soggetti sono consapevoli delle loro difficolta’ dopo avere fumato e per questo guidano piu’ cautamente; mentre l’alcol li rende troppo sicuri e per questo guidano piu’ velocemente”
fonte: aduc droghe