Hempyreum’s Weblog


Marijuana & Legge: Perchè non dire NO alla Marijuana ?
Maggio 16, 2008, 7:52 pm
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Parole di »Lester Grinspoon [ dottore in Medicina e NON CONSUMATORE ] autore del libro Marijuana, la Medicina Proibita

Quando cominciai a occuparmi della marijuana nel 1967, non dubitavo che si trattasse di una droga molto nociva che, sfortunatamente, veniva usata da un numero sempre maggiore di giovani incoscienti che non ascoltavano o non potevano capire i moniti sulla sua pericolosità.

La mia intenzione era di descrivere scientificamente la natura e il grado di questa pericolosità.

Nei tre anni successivi, mentre passavo in rassegna la letteratura scientifica, medica e profana, il mio giudizio cominciò a cambiare. Arrivai a capire che anch’io, come molte altre persone in questo paese, ero stato sottoposto a un lavaggio del cervello. Le mie credenze circa la pericolosità della marijuana avevano scarso fondamento empirico. Quando completai quella ricerca, che ha rappresentato la base per un libro, mi ero ormai convinto che la cannabis fosse considerevolmente meno nociva del tabacco e dell’alcol, le droghe legali di uso più comune.

Allora io credevo ingenuamente che, una volta che la gente avesse capito che la marijuana era molto meno pericolosa di altre droghe già legalizzate, avrebbe favorito la sua legalizzazione. Nel 1971 io prevedevo fiduciosamente che la cannabis sarebbe stata legalizzata per gli adulti entro il decennio.

Non avevo ancora imparato che le droghe illecite hanno una proprietà molto strana: non sempre chi ne fa uso si comporta irrazionalmente, mentre ciò accade sicuramente a molti non-consumatori.
Invece di rendere la marijuana legalmente disponibile agli adulti, abbiamo continuato a criminalizzare molti milioni di americani. Circa 300.000 persone, per lo più giovani, vengono arrestate a causa della marijuana ogni anno, e il clima politico si è ormai deteriorato così gravemente che è diventato difficile discutere sulla marijuana in modo aperto e libero.



Combatti la mafia! Pianta marijuana!

E’ il momento di lanciare una campagna di informazione per ottenere una nuova legge!
E’ il momento che anche chi non la fuma si metta a coltivarla!

Secondo le inchieste più recenti la metà dei giovani italiani fa uso di cannabis.
Vogliamo mandarli tutti in galera?
La mariuana è vietata dalla legge italiana pur essendo meno tossica dell’alcol, delle sigarette, degli psicofarmaci e dei fast food!
In Italia alcol e sigarette fanno migliaia di morti all’anno.

L’uso di alcol è connesso a comportamenti violenti, omicidi e incidenti stradali. Nessun decesso è invece mai stato collegato all’uso di marijuana e derivati (hashish). Fumare erba riduce l’aggressività e rende più prudenti nella guida.
Non esiste un solo studio, una sola statistica che possano far pensare che la canapa indiana abbia un elevato livello di pericolosità.
Il che non vuol dire che faccia bene. Si tratta sempre di una sostanza tossica. Ma è meno tossica delle patatine fritte industriali. Inoltre la cannabis indica ha effetti benefici per chi soffre di svariate malattie e effetti anestetici e rilassanti utili per le persone che si sottopongono a chemioterapia.
Ancora molti italiani sono convinti che la liberalizzazione della marijuana porterebbe a un aumento dell’uso di droghe pesanti come eroina e cocaina.
Non esiste nessuna prova in questa direzione.
Esiste invece la prova indiscutibile del contrario:
in Olanda la maria è consumata liberamente da più di 20 anni e questo fatto ha portato alladiminuzione del consumo di droghe pesanti.
L’esperienze di semi-legalizzazione in Svizzera ha ormai anni di esperienza e ha dato anch’essa risultati positivi. Altri paesi stanno seguendo questo esempio.
In Italia abbiamo una legge peggiore di quella in vigore 5 anni fa. Il governo Prodi l’ha leggermente migliorata alzando le dosi tollerate, ma ancora aspettiamo una nuova legge.

Oggi l’illegalità delle droghe e in particolare della cannabis frutta alla criminalità miliardi di euro ogni anno.

I giovani per acquistare la marijuana devono nella maggioranza dei casi avere rapporti con spacciatori malavitosi che vendono anche crack, eroina, cocaina e altre droghe pesanti. E questo è molto più rischioso della semplice assunzione della sostanza!!!
Il denaro proveniente dallo spaccio di droghe è un possente strumento finanziario con il quale la criminalità organizzata si infiltra nell’economia legale.
La repressione del consumo di marijuana costa allo stato miliardi di euro e distoglie forze militari indispensabili per combattere la vera criminalità.
Questa è un’emergenza nazionale, non il fatto che i giovani si fanno le canne!

E’ infine da notare che l’importazione illegale di canapa pesa in modo sensibile sulla nostra bilancia del commercio con l’estero. Una legge demenziale ci costringe a importare in Italia la cannabis che da noi cresce benissimo.

Vista la situazione del governo Prodi, ostaggio dell’ala cattolico-autoritaria capitanata dell’irritabile Mastella, temiamo che una nuova legge o non ci sarà o farà schifo.

Ma oggi abbiamo la possibilità di tentare di ottenere una liberalizzazione almeno parziale della canapa indiana. Ovviamente siamo favorevoli alla totale depenalizzazione di tutte le droghe e alla liberalizzazione della marijuana.

Lanciamo quindi un appello ai padri, a chi odia la criminalità, a chi ha cuore le sofferenze di centinaia di migliaia di malati: lanciamo una campagna di disobbedienza civile di massa: piantiamo marijuana! Facciamo crollare il mercato della malavita.
(E se della criminalità e dei malati non ve ne frega niente fatelo almeno per i soldi che lo stato risparmierebbe e per salvare la bilancia dei pagamenti con l’estero!)

Sfidiamo il governo Prodi sul terreno del buon senso.

Chiediamo

LA DEPENALIZZAZIONE TOTALE PER USO TERAPEUTICO SU SEMPLICE PRESCRIZIONE MEDICA E LA VENDITA IN FARMACIA DELLA CANNABIS.

LA DEPENALIZZAZIONE DELLA CANNABIS PER USO PERSONALE (Cioè il reato di spaccio resta ma deve essere provato. Con la legge attuale se superi la quantità minima sei automaticamente considerato spacciatore. Inoltre la legge attuale prevede noie anche per chi viene trovato in possesso di una quantità minima.)

LA DEPENALIZZAZIONE DELLA COLTIVAZIONE PER USO PERSONALE.

SOSTIENI QUESTA CAMPAGNA!!!

Per saperne di più e ribattere ai proibizionisti:
Giancarlo Arnao Cannabis Uso e Abuso
(Trascrizione del libro)
Un testo eccellente che demolisce una per una le falsità sulle droghe leggere. Scritto da un grande che ho conosciuto.

Fonte: Il blog di Jacopo Fò (2007)



Cannabis e sclerosi multipla: Riassunto dei risultati dello Studio Multicentrico randomizzato sull’uso della canapa relativo allo studio clinico nella Sclerosi Multipla
Maggio 16, 2008, 5:06 pm
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Il più ampio studio intrapreso nel trattamento dei sintomi della SM ha messo in luce che la canapa non ha effetti significativi sulla spasticità muscolare, misurata da una scala di valutazione indipendente sulla spasticità denominata “scala di Ashworth”.

Tuttavia una maggioranza di pazienti che ha assunto il farmaco ha ritenuto che questo avesse ridotto i sintomi della loro spasticità così come del dolore.

Ci sono inoltre evidenze relative al fatto che il trattamento con la canapa migliori la mobilità.

Questo studio britannico è stato effettuato su più di 600 pazienti con Sclerosi Multipla stabile e spasticità, sostenuto dal Medical Research Council and the MS Society of Great Britain and Northern Ireland, è stato pubblicato su Lancet.

Non vi è una spiegazione chiara sulla differenza fra i risultati oggettivi e soggettivi sull’effetto della canapa sulla spasticità ma il gruppo di ricerca suggerisce che questo possa riflettere una riduzione delle manifestazioni della spasticità piuttosto che un effetto sulla rigidezza del muscolo di per se.

fonte: http://www.clicmedicina.it/

Hempyreum Weblog Team



Usi medici della canapa e del THC parte 1
Maggio 16, 2008, 4:59 pm
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Osservazioni generali

Ci sono notevoli differenze nelle conoscenze sugli usi medici della canapa e dei cannabinoidi nelle diverse malattie.

Per la nausea e il vomito associato con la chemioterapia anticancro, l’anoressia e la cachessia nell’HIV/AIDS, la spasticità nella sclerosi multipla e nelle lesioni traumatiche del midollo spinale, ci sono forti evidenze di benefici medici.

Per molte altre indicazioni, come epilessia, disturbi del movimento e depressione ci sono molti meno dati disponibili.

Tuttavia, le prove scientifiche per una specifica indicazione non riflettono necessariamente il reale potenziale terapeutico per una data malattia.

Gli studi clinici con singoli cannabinoidi o, meno spesso, con preparazioni della pianta intera (canapa fumata, estratto di canapa in capsule) sono spesso stati ispirati da esperienze positive aneddotiche di pazienti che avevano usato prodotti grezzi di canapa.

Gli effetti anti-emetici, stimolatori dell’appetito, rilassanti, analgesici e l’uso terapeutico nella sindrome di Tourette furono tutti scoperti in questo modo.

Osservazioni accidentali hanno anche rivelato effetti terapeuticamente utili. Ciò è avvenuto in uno studio su pazienti con malattia di Alzheimer, in cui il fine principale era l’esame degli effetti stimolatori dell’appetito del THC.

Ma non solo aumentò l’appetito e la massa corporea, ma anche diminuirono i comportamenti anormali fra i pazienti. La scoperta della diminuzione della pressione endo-oculare con la somministrazione di THC, all’inizio degli anni 1970, fu anch’essa dovuta a una felice casualità.

Altre interessanti indicazioni che non sono state scientificamente investigate, ma restano problemi comuni nella moderna medicina possono beneficiare del trattamento con canapa e cannabinoidi.

Per questa ragione, negli ultimi tre-quattro anni sono state condotte delle indagini interrogando le persone che usano canapa a scopo terapeutico.

Sono state condotte sia come interviste orali non standardizzate nel corso di ricerche sul potenziale terapeutico della cannabis da parte di istituzioni scientifiche o statali (in Gran Bretagna, il Select Committee sulla scienza e la tecnologia della Camera dei Lord, negli USA l’Institute of Medicine) sia come indagini anonime utilizzando questionari standardizzati.

Nausea e vomito

Il trattamento degli effetti collaterali associati alla chemioterapia antitumorale è l’indicazione meglio documentata dei cannabinoidi, con circa 40 studi (THC, nabilone, altri analoghi del THC, canapa).

La maggior parte degli studi è stata condotta negli anni 1980. Il THC deve essere dato a dosi relativamente alte, per cui i suoi effetti collaterali si manifestano abbastanza spesso.

In uno studio, il THC è stato inferiore alla metoclopramide ad alte dosi. Non ci sono confronti del THC con i moderni antagonisti della serotonina.

Mentre il dronabinol è meno accettato nel trattamento degli effetti collaterali della chemioterapia, nella medicina popolare i cannabinoidi rimangono ben accettati e sono spesso usati anche in altre cause di nausea, incluse l’AIDS e l’epatite.

Anoressia e cachessia

Un effetto stimolatore dell’appetito del THC è stato osservato con dosi giornaliere refratte, per un totale di 5 mg. Se richiesto, la dose giornaliera può essere aumentata fino a 20 mg.

In uno studio a lungo termine di 94 pazienti con AIDS, l’effetto stimolatore dell’appetito del THC è continuato per mesi, confermando il miglioramento dell’appetito notato in uno studio più breve di 6 settimane. Su una scala visiva analogica, il THC ha raddoppiato l’appetito rispetto a un placebo.

I pazienti hanno tendenzialmente mantenuto un peso stabile lungo un periodo di sette mesi. Un effetto positivo sul peso corporeo fu anche riportato in 15 pazienti con malattia di Alzheimer che in precedenza rifiutavano il cibo.

Spasticità

In piccoli studi clinici del delta-9-tetraidrocannabinolo, nabilone e canapa, è stato osservato un effetto benefico sulla spasticità provocata da sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale.

Fra gli altri sintomi influenzati positivamente, dolore, parestesie, tremore e atassia. Nella medicina popolare ci sono segnalazioni di miglior controllo della vescica e dell’intestino.

C’è anche qualche evidenza aneddotica di benefici della canapa nella spasticità dovuta a lesioni cerebrali.

Disturbi del movimento

Ci sono alcune segnalazioni aneddotiche positive di una risposta terapeutica alla canapa nella sindrome di Tourette, la distonia e la discinesia tardiva. L’uso nella sindrome di Tourette è attualmente oggetto di studi clinici.

Molti pazienti hanno solo un modesto miglioramento, tuttavia alcuni mostrano una risposta notevole o addirittura un completo controllo dei sintomi. Nei pazienti con SM, a seguito della somministrazione di THC si è avuto un beneficio nell’atassia e una riduzione del tremore.

Nonostante occasionali segnalazioni positive, nessun successo obiettivo è stato osservato nel parkinsonismo o nella malattia di Huntington.

Tuttavia, i prodotti a base di canapa potrebbero dimostrarsi utili nella discinesia indotta dalla levodopa nella malattia di Parkinson, senza peggiorare i sintomi primari.



Usi medici della canapa e del THC parte 2
Maggio 16, 2008, 4:50 pm
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Dolore

Ci sono solo pochi studi clinici dei cannabinoidi in condizioni dolorose. In uno studio, il THC orale si è dimostrato efficace nel dolore da cancro in dosi di 15 o 20 mg. Tuttavia alcuni pazienti ebbero effetti collaterali intollerabili.

In uno studio in doppio cieco su un singolo caso, un paziente con febbre mediterranea familiare chiaramente ridusse il suo bisogno di oppiacei quando riceveva il THC rispetto a quando riceveva il placebo.

La canapa è stata usata con successo nella moderna medicina popolare in una moltitudine di condizioni dolorose, tra cui l’emicrania e altre forme di cefalea, malattie muscolo-scheletriche, artrite, nevralgie, neuropatie, dismenorrea, colite ulcerosa, malattia di Crohn, ecc.

Glaucoma

Nel 1971, durante una ricerca sistematica sugli effetti della canapa in consumatori sani, fu osservato che essa riduceva la pressione endo-oculare.

Nei 12 anni seguenti sono stati fatti numerosi studi in soggetti sani e in malati di glaucoma con canapa e diversi cannabinoidi naturali e sintetici. La canapa diminuisce la pressione interna dell’occhio del 25-30% in media, a volte fino al 50%.

Alcuni cannabinoidi non psicotropi, e in misura minore, anche alcuni costituenti non-cannabinoidi della canapa diminuiscono la pressione endo-oculare.

Epilessia

L’uso nell’epilessia è fra le più antiche indicazioni storiche della canapa. Esperimenti su animali hanno fornito prove degli effetti antiepilettici di alcuni cannabinoidi.

L’effetto anticonvulsivo della fenitoina e del diazepam sono stati potenziati dal THC. Secondo pochi “case report” del XX secolo, alcuni pazienti epilettici continuano a utilizzare la canapa per controllare un’altrimenti incontrollabile malattia convulsiva.

L’uso di canapapuò occasionalmente scatenare convulsioni.

Asma

Gli esperimenti per studiare gli effetti antiasmatici del THC o della canapa datano principalmente dagli anni 1970, e sono tutti studi “in acuto”.

Gli effetti di una sigaretta di canapa (2% THC) o del THC per bocca (15 mg), rispettivamente, corrispondono all’incirca a quelli di dosi terapeutiche dei comuni broncodilatatori (salbutamolo, isoprenalina).

Siccome l’inalazione di preparati di canapa può irritare la mucosa bronchiale, la somministrazione orale o un altro sistema alternativo sarebbero preferibili.

Pochissimi pazienti hanno sviluppato broncocostrizione dopo inalazione di THC.

Dipendenza e astinenza

Secondo “case report” storici e moderni,. la canapa è un buon rimedio per combattere i sintomi da astinenza nella dipendenza da benzodiazepine, oppiacei e alcool.

Per questa ragione, è stata chiamata da alcuni “droga di passaggio all’indietro”. In questo contesto, sia la riduzione dei sintomi fisici dell’astinenza che dello stress collegato alla sospensione dell’abuso di droghe può avere un posto fra i suoi benefici.

Sintomi psichiatrici

Un miglioramento dell’umore nella depressione reattiva è stato osservato in diversi studi clinici con il THC.

Ci sono segnalazioni addizionali che riferiscono un beneficio con i cannabinoidi in diversi disturbi e malattie psichiatriche, come disturbi del sonno, sindromi ansiose, sindrome bipolare, distimia.

Vari autori hanno espresso differenti punti di vista su canapa e sindromi psichiatriche. Mentre alcuni enfatizzano i problemi causati dalla canapa, altri ne promuovono le potenzialità terapeutiche.

Molto probabilmente i prodotti a base di cannabis possono essere sia benefici che dannosi, a seconda del caso specifico.

Il medico curante e il paziente devono essere aperti a una valutazione critica dell’argomento, ed essere franchi su entrambe le possibilità.

Malattie autoimmuni e infiammazione

In diverse sindromi dolorose secondarie a processi infiammatori (p.es. colite ulcerosa, artrite) i prodotti a base di canapa possono agire non solo come analgesici, ma anche dimostrare capacità anti-infiammatorie.

Per esempio, alcuni pazienti che usano canapa riferiscono una minore necessità di steroidi e di FANS. Inoltre, ci sono alcune segnalazioni di effetti positivi dell’automedicazione con canapa in condizioni allergiche.

Non è ancora chiaro se i prodotti a base di canapa possono avere un effetto rilevante sui processi eziopatogenetici delle malattie autoimmuni.

Sindromi varie e miste

Ci sono numerose segnalazioni positive da parte di malati in condizioni patologiche che non possono essere facilmente inquadrate nelle categorie precedenti, come gli acufeni, la “sindrome di stanchezza cronica”, la “sindrome delle gambe irrequiete”, e altre.

Diverse centinaia di possibili indicazioni della canapa e del THC sono state descritte dai vari autori.

I prodotti a base di canapa spesso hanno ottimi effetti in malattie con una sintomatologia multiforme, coperta dallo spettro delle azioni del THC.

Per esempio, nelle sindromi dolorose di origine infiammatoria (p.es. artrite), o accompagnate da un tono muscolare aumentato (p.es. crampi mestruali, lesioni del midollo spinale), o in malattie con nausea e anoressia, accompagnate da dolore, ansia e depressione (p.es. AIDS, cancro, epatite C).

fonte: http://www.cannabis-med.org/italian/patients-use.htm

Hempyreum Weblog Team



Canapa ed epilessia
Maggio 16, 2008, 4:32 pm
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Giovedì 23 marzo 2000 un giornale di Cosenza “Il Quotidiano” pubblica a tutta pagina questo titolo:

«Quando la canapa non costituisce reato»

Nell’occhiello si legge: «Assolto dalla Corte d’appello un giovane accusato di detenzione di canapa»

Nel sottotitolo: «La difesa ne ha dimostrato gli effetti terapeutici nell’epilessia». Giampiero Tiano, questo il nome del giovane, è venuto a trovarmi per raccontarmi la sua storia, ben fornito di cartelle cliniche ed altra documentazione.

Attualmente ha 27 anni, diploma di geometra, all’età di 19 anni era stato investito da un’autovettura e condotto in gravi condizioni all’ospedale. Diagnosi: trauma cranico con frattura del massiccio facciale, emorragia subaracnoidea, fratture multiple del tavolato cranico e dell’orbita di sinistra, fratture scomposte del femore sinistro e dell’omero sinistro.

Dopo 45 giorni di stato comatoso e due mesi di ricovero è stato dimesso dall’ospedale.

A distanza di un anno, proprio nello stesso giorno dell’incidente, è preda di una crisi epilettica insorta durante il sonno.

Viene ricoverato in ospedale e curato con luminale, farmaco antiepilettico, che continua ad assumere regolarmente per 9-10 mesi.

Durante questi mesi apprende, da un libro del Dr. Arnao, che la canapa poteva essere una cura alternativa ai barbiturici nella prevenzione delle crisi epilettiche, pertanto decide di sperimentarla su se stesso con la speranza di evitare i pesanti effetti collaterali dei barbiturici.

Sospende di sua iniziativa la terapia barbiturica e si procura la canapa che non aveva mai fumato prima.

Non ha più assunto farmaci antiepilettici ma ha fumato spinelli tutti i giorni in numero variabile da tre o quattro fino ad otto in un giorno.

Chiaramente il dosaggio non è valutabile vista l’incognita del mercato nero sia in termini di qualità che di disponibilità.

Dal 1994 al 1997 non ha avuto nessuna crisi epilettica né ha sofferto di particolari effetti collaterali derivanti dall’assunzione di questa sostanza.

fonte: http://www.chanvre-info.ch/info/it/Epilessia-e-canapa-quando-l-erba.html

Hempyreum Weblog Team



Canapa ed emicrania
Maggio 16, 2008, 4:28 pm
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Carol Miller, una malata di emicrania classica, descrive la sua esperienza come segue: ho avuto il mio primo attacco di emicrania a scuola, quando avevo quattordici anni.

Gli effetti ottici di scintillio e tremolio, che inizialmente mi parvero curiosi, mi logorarono la vista al punto che non riuscivo a leggere cosa c’era scritto sulla lavagna. Chiesi il permesso di uscire dall’aula, entrai in infermeria e vomitai per diverse ore finché mia madre non venne a prendermi.

Dopo che questa situazione si era ripetuta diverse volte, mia madre mi portò dal nostro medico, amico intimo di famiglia e vicino di casa, dal quale mi facevo visitare molto spesso perché avevo un sacco di allergie.

Lui e mia madre si trovarono d’accordo sull’idea che i mal di testa fossero causati dalla recente morte della mia sorellina, così lui non mi prescrisse niente contro la nausea e il dolore. Nonostante i mal di testa continuassero con una certa regolarità, fu soltanto in college che mi venne diagnosticata l’emicrania e che ricevetti le prime cure.

All’infermeria del college mi diedero l’Ecotrin [aspirina rivestita], che mi fu di qualche aiuto per il mal di testa ma non per gli effetti ottici o per la nausea. Mi fece venire anche un tremendo bruciore di stomaco.

Una volta il dolore era così forte che mi fecero un’iniezione di Demerol [un oppiaceo sintetico], che spazzò via il dolore pressoché completamente, ma mi lasciò in uno stato di delirio. Alle volte prendevo uno sciroppo al gusto di banana (probabilmente codeina) che mi faceva venire molto sonno.

Ricordo che era difficile farcela nel periodo degli esami di fine anno perché ero davvero sconvolta. Oltre tutto quella era la stagione in cui la mia asma peggiorava notevolmente.

Dopo la laurea, mentre lavoravo all’Università dell Indiana, fui visitata da un medico privato che mi prescrisse il Mudrane [un’associazione di farmaci che comprende efedrina e fenobarbitale], avvertendomi che dava assuefazione. Smisi di prenderlo perché mi sembrava che riducesse la mia pressione a valori così bassi che riuscivo a malapena a lavorare.

Dopo che mi fui trasferita a San Francisco mi diedero da prendere il Darvon [propossifene, un altro oppiaceo], ma me ne servii solo per poco tempo perché mi faceva venire l’esantema.

Per un certo tempo avevo preso l’aspirina insieme alla codeina, ma trovavo che questa combinazione di farmaci mi rendesse terribilmente stitica. Quando rimasi incinta del mio primo bambino, ero molto preoccupata per le mie cure.

Un amico mi disse che non c’era una medicina che potessi prendere senza correre rischi, e mi suggerì di ricorrere alle erbe. Stavo studiando erboristeria e mi preparavo a un parto naturale, perciò questo suggerimento mi sembrò giusto. Provai lo scullap, un tè leggero di valeriana e camomilla, e poi la lavanda.

I tè avevano un effetto calmante e il ritmo di vita più lento, dopo che avevo lasciato il mio lavoro, mi fecero bene: le emicranie diventarono rare.

Diversi anni dopo le emicranie ritornarono, e mio marito mi disse che aveva letto che la canapa andava bene per il mal di testa. Ero sbalordita.

Due tiri e un breve riposo allontanarono completamente la nausea e il mal di testa. Non appena mi accorgevo di quel particolare tremolio nel campo visivo che mi preannunciava un’emicrania in arrivo, potevo fumare un po’ di canapa e schiacciare un breve pisolino: l’emicrania non si manifestava affatto.

In genere ero pronta a tornare al lavoro nel giro di mezz’ ora. Mi dava uno straordinario senso di potere avere finalmente un tale controllo sulle mie emicranie.

Nei diciotto anni che sono passati da quando ho cominciato a fare uso di canapa per alleviare l’emicrania, mi sono fatta sorprendere diverse volte senza la mia canapa quando ero lontana da casa. Una volta provai a prendere il Tylenol e mi accorsi che era abbastanza efficace contro il dolore, ma per niente contro la nausea e gli effetti ottici.

Anche le mie figlie maggiori (che ora hanno diciassette e ventun anni) sono soggette a emicranie occasionali, che hanno cominciato a manifestarsi con le prime mestruazioni. Entrambe traggono uno straordinario sollievo dalla canapa.

Mia madre soffre di forti mal di testa, ma non ha mai fatto uso di canapa perché è illegale. Se la passa veramente male con i medicinali che le hanno prescritto: ha problemi di nausea, stitichezza, pressione alta. Le dico spesso che quando la canapa sarà legale, e lei la userà per la prima volta e si renderà conto di quanto ha sofferto inutilmente per tutti questi anni, allora si arrabbierà sul serio.

Il sollievo dall’emicrania potrebbe essere semplicemente un altro effetto analgesico della canapa, ma uno studio suggerisce che ci sia di mezzo qualcosa di più.

Si è scoperto che il THC inibisce il rilascio di serotonina dal sangue dei malati di emicrania durante un attacco (ma non in altre occasioni).

Questa conclusione necessita di conferme e il suo significato rimane oscuro, ma potrebbe essere un indizio utile per ulteriori ricerche.

fonte: http://www.hanf-info.ch/info/de/Emicrania.html

Hempyreum Weblog Team



Italia. Giovanardi: drogarsi deve essere vietato come inquinare l’ambiente

‘Drogarsi e’ illecito: come non e’ consentito inquinare l’ambiente, non si puo’ consentire che la gente si inquini dentro’: lo ha detto il sottosegretario alla famiglia Carlo Giovanardi, spiegando ai giornalisti le sue idee in merito di politiche antidroga. ‘Bisogna rifare il dipartimento smantellato due anni fa, che e’ davvero una plancia di comando all’interno della quale coordinare le politiche internazionali, quelle nazionali, quelle di repressione e quelle di prevenzione’. ‘Rifaremo entro l’anno la conferenza internazionale sulle tossicodipendenze, con l’invito a tutti gli operatori del settore pubblico e del sociale’.
Marco Perduca
, co-vicepresidente del Senato, esponente del Partito Radicale ed eletto nelle liste del Pd, saluta l’annuncio da parte del sottosegretario Carlo Giovanardi della convocazione, a fine 2008-inizio 2009, della Quarta Conferenza sulle tossicodipendenze, gia’ dato dal titolare della delega alla droga due giorni fa e ribadito oggi nel corso di un convegno. Perduca aggiunge pero’ che ‘prima di rivedere l’avvio di riforma del ministro Ferrero, occorre valutare scientificamente quanto due anni di approccio socio-sanitario alle tossicodipendenze e’ riuscito a ridurre in termini di aggravamento dei danni provocati dalla legge Fini-Giovanardi’. E a proposito del ripristino del Dipartimento antidroga, anch’esso annunciato da Giovanardi due giorni fa e ribadito oggi, secondo Perduca ‘riaccorpare tutto nel Dipartimento e’ un ritorno al passato del quale nessuno sente il bisogno’.

‘Accogliamo con favore la proposta di Carlo Giovanardi di riaprire il dipartimento nazionale per le politiche antidroga, chiuso dal governo Prodi nonostante gli importanti risultati raggiunti. Il ministero per le Politiche giovanili e’ pronto ad offrire la sua completa collaborazione, affinche’ la struttura di supporto possa trovare una collocazione e un dimensionamento adeguati, nonche’ un’operativita’ immediata’. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, ministro per le Politiche giovanili.

fonte: aduc.droghe