15/04/2008
Ventinove giovani ricoverati in tre mesi per intossicazione da piombo; tutti lamentavano crampi addominali, nausea, anemia, affaticamento. È successo in Germania, nell’area di Lipsia, dove non si registravano casi di intossicazione da piombo da almeno venti anni. Evento straordinario dunque. Altri elementi in comune tra i pazienti intossicati: l’età, essere fumatori, avere dei piercing, fumare la marijuana usando il “bong”, cioè una pipa ad acqua fatta in casa.
Alle parole bong e marijuana i medici che hanno soccorso i ragazzi hanno avuto l’illuminazione: hanno chiesto ai pazienti se avessero ancora della marijuana in casa, l’hanno analizzata e vi hanno trovato tracce di piombo. Svelato, dunque, l’arcano. Gli spacciatori avevano deliberatamente aggiunto del piombo nelle confezioni di marijuana, il metallo si è depositato sulle foglie e ha intossicato chi ne ha fatto uso. Il motivo è semplice: aumentare il peso del pacchetto in vendita.
In ogni chilo di marijuana venduta c’erano 100 grammi di piombo; allungare la confezione di marijuana con il piombo faceva risparmiare agli spacciatori materia prima per un valore di mille euro. I medici hanno denunciato l’accaduto alle autorità competenti che sono riusciti a trovare altri ragazzi, alla fine 150 in tutto, che avevano fatto uso di marijuana contraffatta. I ragazzi sono stati tutti curati; gli spacciatori assicurati alla giustizia.
Il caso sembra perfetto per una puntata del Dr House, ma non è un’invenzione di abili sceneggiatori: è, come si direbbe in tv, tratto da una storia vera, che è stata raccontata sulle pagine della rivista medica New England Journal of Medicine.
Fonte: Lead poisoning due to adulterated marijuana. N Engl J Med 2008; 358:1641-2.
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