[5 Ottobre 2007]
Il senatore Andrea Augello ha la vista lunga e ha il vantaggio di essere stato consigliere regionale del Lazio. Così, non gli sfugge nulla di ciò che accade nella sodoma e gomorra di via della Pisana, sede del consiglio regionale e dunque, dall’alto del suo nuovo incarico, non perde tempo, impugna la penna e scrive alla ministra della sanità Livia Turco, per chiedere conto del delitto che si sta consumando con la complicità della Regione. Il delitto è Canapa live, una associazione di Allumiere, nord del Lazio, che, udite udite, ha ricevuto un finanziamento di qualche migliaio di euro per provare a coltivare su quel territorio la canapa, coltura antica della zona, addirittura con la complicità dell’università della Tuscia.
A segnalare l’oscura trama sono stati i «ragazzi» di Azione giovani, che lo hanno detto al loro senatore denunciando che oggi e domani, ad Allumiere, ci sarà perfino un convegno in occasione del primo raccolto. La pianta è stata sradicata da quel territorio, dove da sempre veniva coltivata poiché colpevole di assomigliare alla cannabis indica. Come avrebbero fatto le forze dell’ordine a reprimere la coltivazione della seconda se non erano in grado di distinguerla dalla prima? Meglio farla sparire per sempre da quei luoghi nei quali per antica tradizione [con la canapa si facevano le corde delle navi] veniva lavorata. L’associazione Canapa live [e la consigliera regionale rea di aver finanziato il progetto, Anna Pizzo] hanno penstato di invitare il senatore Augello per mostrargli praticamente la differenza tra l’orribile spinello e la scandalosa pianta con la quale si fanno abiti, tessuti, biocombustibili, mangime per animali, plastiche, farmaci, prodotti di bellezza, carta…
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