Hempyreum’s Weblog


Canapa, la carta senza gli alberi intorno
Maggio 13, 2008, 9:09 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag:

Veniva utilizzata sia in oriente che in occidente sin dai tempi antichi, ma con la scoperta del nylon fu completamente messa da parte, quando non addirittura boicottata. Sto parlando della canapa, che l’Italia produceva sin dall’epoca romana e della migliore qualità al mondo. Ora solo grazie all’impegno del Consorzio Canapa Italia, da circa dieci anni questa pianta è tornata a rivivere con tutti i suoi innumerevoli utilizzi: oltre 50 mila, dai tessuti, alle vernici, i materiali per l’edilizia, la cosmesi, i prodotti detergenti, l’olio alimentare, ma soprattutto per produrre carta. Vi chiederete: perché converrebbe usare la canapa? Perché un ettaro di canapa può produrre tanta carta quanto 4 ettari di foresta, perché è una pianta che ricresce continuamente e inoltre perché non richiede prodotti chimici come gli alberi per separare la lignina dalla cellulosa. Per un approfondimento leggi L’albero sacro e Usi della canapa. Per trovare prodotti di canapa visita Fatti di canapa

Fonte: Blogeko



Cannabis: l’Olanda chiede di legalizzarla
Maggio 13, 2008, 8:58 pm
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: , ,

25/04/2008

L’Italia vieta di coltivarla personalmente

Roma - Il presidente del sindacato di polizia olandese NPB, Hans van Duijin, ha dichiarato che la lotta alla cannabis e’ inutile, in quanto provoca solamente un maggior numero di atti criminali, per questo auspica la legalizzazione delle droghe leggere. Inoltre, vorrebbe che i tossicodipendenti di lunga data fossero in grado di assumere le droghe sotto controllo medico.

«Queste sono le uniche strategie in grado di combattere il crimine connesso alle droghe. Le forze di polizia sono costrette ad occuparsi di questi crimini invece di occuparsi di quelli più gravi», aggiungendo che molti poliziotti condividono questa idea.

Per Hans van Duijin, i politici sono riluttanti all’idea di legalizzare le droghe leggere a causa delle pressioni a livello internazionale. Per questo, conclude van Duijin, preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia.

In Italia arriva la sentenza delle sezioni penali unite della Cassazione, secondo cui chi coltiva anche una sola piantina di cannabis per uso personale deve finire in carcere. La coltivazione, per uso personale, potrebbe spezzare il cerchio che lega il consumatore al fornitore. Ricordiamo che a fronte di oltre 4 milioni di morti ogni anno nel mondo per tabagismo, la cannabis non ha causato un solo decesso dimostrabile.
Quando la ragione va a farsi benedire!

Primo Mastrantoni, segretario Aduc.



Marijuana al piombo: più di 150 ragazzi intossicati
Maggio 13, 2008, 8:48 pm
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: ,

15/04/2008

Ventinove giovani ricoverati in tre mesi per intossicazione da piombo; tutti lamentavano crampi addominali, nausea, anemia, affaticamento. È successo in Germania, nell’area di Lipsia, dove non si registravano casi di intossicazione da piombo da almeno venti anni. Evento straordinario dunque. Altri elementi in comune tra i pazienti intossicati: l’età, essere fumatori, avere dei piercing, fumare la marijuana usando il “bong”, cioè una pipa ad acqua fatta in casa.

Alle parole bong e marijuana i medici che hanno soccorso i ragazzi hanno avuto l’illuminazione: hanno chiesto ai pazienti se avessero ancora della marijuana in casa, l’hanno analizzata e vi hanno trovato tracce di piombo. Svelato, dunque, l’arcano. Gli spacciatori avevano deliberatamente aggiunto del piombo nelle confezioni di marijuana, il metallo si è depositato sulle foglie e ha intossicato chi ne ha fatto uso. Il motivo è semplice: aumentare il peso del pacchetto in vendita.

In ogni chilo di marijuana venduta c’erano 100 grammi di piombo; allungare la confezione di marijuana con il piombo faceva risparmiare agli spacciatori materia prima per un valore di mille euro. I medici hanno denunciato l’accaduto alle autorità competenti che sono riusciti a trovare altri ragazzi, alla fine 150 in tutto, che avevano fatto uso di marijuana contraffatta. I ragazzi sono stati tutti curati; gli spacciatori assicurati alla giustizia.

Il caso sembra perfetto per una puntata del Dr House, ma non è un’invenzione di abili sceneggiatori: è, come si direbbe in tv, tratto da una storia vera, che è stata raccontata sulle pagine della rivista medica New England Journal of Medicine.

Fonte: Lead poisoning due to adulterated marijuana. N Engl J Med 2008; 358:1641-2.



Italia. Polizia Stradale: test sulla saliva non hanno alcun valore probatorio
Maggio 13, 2008, 8:18 pm
Archiviato in: Canapa al volante | Tag: , , , ,

Continuano le stragi sulle strade italiane, ma l’andamento dell’incidentalita’ sulla rete extraurbana nel 2008, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno segna un calo complessivo che si attesta attorno all’8 per cento. E’ quanto assicura la Polizia stradale che sottolinea comunque la necessita’ di tenere alta l’attenzione sul fenomeno per prevenire soprattutto gli incidenti causati da eccesso di velocita’, uso di droga e alcol. Grande efficacia ha gia’ dimostrato l’introduzione del ‘tutor’ (colonnine per il controllo automatico della velocita’) ma l’impegno resta forte sugli strumenti di verifica del tasso alcolico e di presenza di stupefacenti di chi e’ al volante. ‘Se per il primo caso, grazie all’etilometro - spiega Domenico Protospataro, dirigente nazionale della Polstrada - il controllo e’ immediato ed efficace (800mila controlli nel 2007) per chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti il discorso si fa’ piu’ complesso soprattutto per quanto riguarda i tempi. L’unico strumento certificato per appurare il tasso tossicologico e’ quello del prelievo ematico che si puo’ fare solo in strutture ospedaliere’. Il test sulla saliva gia’ in uso sulle strade e’ infatti ancora sperimentale, non ha quindi al momento nessun valore probatorio ‘Per questo - aggiunge il dirigente della Polizia stradale - in stretta collaborazione con il ministero della salute abbiamo approntato un protocollo operativo che di recente e’ stato oggetto di valutazione e sperimentazione per sostiuire gli esami del sangue con il test sulla saliva. Una sperimentazione gia’ avviata e finalizzata all’individuazione di strumenti che consentano di poter operare il controllo gia’ su strada anche per chi guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, come accade ad esempio in altri paesi come il Regno Unito’.

In gergo si definiscono ‘test speditivi’, ovvero dall’utilizzo immediato, ed hanno un livello di attendibilita’ ‘molto elevato’. Sono i test attualmente utilizzati dalle forze dell’ordine per verificare se chi e’ alla guida e’ sotto l’effetto di stupefacenti o alcol: ‘Si tratta - afferma il direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanita’, Piergiorgio Zuccaro - di esami molto affidabili, ma da soli non bastano e la prima arma per debellare gli incidenti su strada resta l’intensificazione dei controlli stessi’. Dunque, sottolinea il tossicologo, ‘gli strumenti per verificare se chi guida non e’ in grado di farlo, perche’ appunto sotto l’effetto di alcol o droga, ci sono e sono anche molto efficaci. Ma resta la necessita’ di intensificare ulteriormente i controlli su strada, come gia’ le forze dell’ordine stanno facendo, proprio per impedire la guida pericolosa’. Dal punto di vista tecnico pero’, precisa Zuccaro, i kit in uso sono ‘di elevata qualita’. Dalla forma di piccole scatolette, si utilizzano prelevando un campione di saliva o sudore. In pochi minuti - spiega l’esperto - si ottiene cosi’ un primo risultato circa la positivita’ del soggetto a sostanze stupefacenti, mentre test sull’espirato, i test del palloncino, indicano l’abuso di alcol’. Questi esami, ribadisce Zuccaro, ‘hanno un elevato grado di attendibilita’, con pochi casi di falsi negativi’. Successivamente al test ’speditivo’ su strada, il soggetto viene quindi accompagnato in ospedale per ‘confermare la sua positivita’ a droga o alcol - precisa il tossicologo - attraverso esami del sangue o delle urine’. Insomma, i test oggi usati ’sono sicuri, anche se nuovi test sono sempre possibili e saranno sicuramente presi in considerazione, e soprattutto i test ’su strada’ - afferma Zuccaro - sono gli unici che permettono in tempi rapidi di sapere se chi guida e’ in quel momento sotto l’effetto di sostanze pericolose’. Ma la vera e piu’ potente arma per prevenire gli incidenti stradali causati da alcol e droga, conclude l’esperto dell’Iss, ‘restano i controlli e la presenza massiccia delle forze dell’ordine, vero deterrente alla guida rischiosa’.



CANNABIS TIPO FORTE 2008: gli espositori
Maggio 13, 2008, 7:22 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: , ,

Si fa presto a dire: “stand da tutta Europa” (e non solo)!

Nell’accogliente cornice del Palanord di Bologna, sarà veramente presente il Gotha della scena cannabinica mondiale!
Molti dei pionieri che hanno scritto la storia della cannabis in Europa hanno dato la disponibilità ad essere presenti Gli Dei della cannabis scenderanno quindi dal loro profumatissimo Olimpo per incontrare tutti voi!

Inoltre, pittoreschi stands provenienti da tutta l’Unione Europea illustrano il mercato globale della canapa: dall’oggettistica per fumatori alle moderne soluzioni per il giardinaggio ecologico ed alternativo.
Cannabis Tipo Forte può veramente dire di vedere rappresentate le molteplici scene locali europee: ovviamente a farla da padrone sarà la scena olandese (che ha regalato al pianeta l’esistenza dei “coffeshop” nonché la chiara dimostrazione del fallimento di ogni teoria proibizionista) ma non meno interessanti sono le realtà inglesi, spagnole, tedesche, francesi, svizzere e portoghesi (una gradita “new entry”, grazie ad una legge decisamente all’avanguardia).
Inoltre, accogliamo con entusiasmo realtà territorialmente lontane come India e Cina, ma che vedono protagoniste persone mosse da una passione comune alla nostra. Si può veramente dire che l’amore per la cannabis riesce ad unire persone da tutti i continenti!

Per tre giorni, tutto questo potrà accadere realmente, proprio davanti ai vostri occhi

Cannabis tipo forte.com



Augello [An] denuncia la canapa legale
Maggio 13, 2008, 6:59 pm
Archiviato in: Canapa e usi industriali | Tag: ,

Il senatore Andrea Augello ha la vista lunga e ha il vantaggio di essere stato consigliere regionale del Lazio. Così, non gli sfugge nulla di ciò che accade nella sodoma e gomorra di via della Pisana, sede del consiglio regionale e dunque, dall’alto del suo nuovo incarico, non perde tempo, impugna la penna e scrive alla ministra della sanità Livia Turco, per chiedere conto del delitto che si sta consumando con la complicità della Regione. Il delitto è Canapa live, una associazione di Allumiere, nord del Lazio, che, udite udite, ha ricevuto un finanziamento di qualche migliaio di euro per provare a coltivare su quel territorio la canapa, coltura antica della zona, addirittura con la complicità dell’università della Tuscia.
A segnalare l’oscura trama sono stati i «ragazzi» di Azione giovani, che lo hanno detto al loro senatore denunciando che oggi e domani, ad Allumiere, ci sarà perfino un convegno in occasione del primo raccolto. La pianta è stata sradicata da quel territorio, dove da sempre veniva coltivata poiché colpevole di assomigliare alla cannabis indica. Come avrebbero fatto le forze dell’ordine a reprimere la coltivazione della seconda se non erano in grado di distinguerla dalla prima? Meglio farla sparire per sempre da quei luoghi nei quali per antica tradizione [con la canapa si facevano le corde delle navi] veniva lavorata. L’associazione Canapa live [e la consigliera regionale rea di aver finanziato il progetto, Anna Pizzo] hanno penstato di invitare il senatore Augello per mostrargli praticamente la differenza tra l’orribile spinello e la scandalosa pianta con la quale si fanno abiti, tessuti, biocombustibili, mangime per animali, plastiche, farmaci, prodotti di bellezza, carta…



War on drugs - Una crociata bipartisan che fa male a tutto

di Don Andrea Gallo

Cammino da quarant’anni sulla strada e rispetto la fatica di chi deve affrontare, con i propri figli, un percorso lungo e difficile. Mi sento vicino a coloro che non hanno mai la parola. Al contrario di molti che la monopolizzano, esercitando un vero colonialismo nella società. E sento il dovere di avvertire i giovani dei pericoli che corrono e delle risorse di cui possono disporre.

Nei confronti degli altri (media, politici, benpensanti, chiese, scuola) è mio diritto ridimensionare i problemi della dipendenza, chiarendoli in modo lucido nelle analisi e nella sintesi. Bisogna confrontarsi lealmente, approfondire e non ritenere verità assoluta la propria visione della realtà «droga». In questo campo minato, le metodologie devono costruirsi in un processo di trasformazione sociale collettiva.

L’allarme e l’emergenza di questi giorni costruiscono una deleteria disinformazione. Circolano falsi miti e leggende che fanno notizia, come «fuma uno spinello e muore». E quasi sempre chi lancia allarmi non costruisce politiche del bene comune. Si abbia il coraggio di affermare che le «droghe» non sono il vero e il primo rischio per la stragrande maggioranza dei giovani.

Si ammetta il fallimento della guerra all’offerta. La «Merce» circola e le piantagioni in Afghanistan sono triplicate. Il mercato clandestino è fiorente. La Comunità San Benedetto al Porto ha ospitato l’assemblea «Dipende da noi», che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone in rappresentanza di 40 centri sociali di tutta Italia.

La consapevolezza dei danni prodotti dalle leggi degli ultimi anni è stata forte e condivisa da tutti: nel 2006 spunta la Fini-Giovanardi, approvata a notte fonda come emendamento al decreto delle Olimpiadi di Torino. Si è deciso di partire dal prodotto droghe, demonizzandole e scatenando una persecuzione che mette tutto nelle mani del circuito repressivo: Prefetture, Questure, magistratura, carceri e quelle comunità aderenti all’impianto della nuova repressione. La tolleranza zero continua a impedire un rapporto educativo e sincero con i giovani. Si delinea un fronte bipartisan conservatore e immobilista che dice di combattere una battaglia in difesa dei giovani e finisce per conservare il nulla poiché il vecchio proibizionismo e lì come un ammasso di rottami in nome del quale non si va da nessuna parte.

Non è pedagogico definire una persona dal prodotto che usa. E’ un concetto limitato e poco scientifico attribuire a un prodotto una dimensione morale. Il fronte proibizionista (la droga fa male) cavalca questa corporativa nostalgia. E non pone alternative, che non siano le comunità terapeutiche, il privato d’elite finanziato dallo stato e un servizio pubblico depotenziato. Quest’ultimo diventa manovalanza per i ceti e le aree deboli del paese, con il suo ultimo stadio, il carcere, come discarica sociale.

La nuova maggioranza dopo le promesse elettorali non ha affrontato la riforma della legge Fini-Giovanardi. Perché? E’ un ritardo pesante.

La mitizzazione delle sostanze proibite aumenta l’attrazione, soprattutto tra i giovanissimi. Urge costruire una rete, con tutti quei soggetti che aspirano ad avere una funzione progettuale originale, non burocratica, che può essere realizzata solo intorno a un servizio pubblico forte. Predisporre programmi a «bassa soglia», incrementare trattamenti sulle esigenze di percorsi individualizzati, allestire interventi intermedi flessibili fra l’ambulatoriale e le comunità (unità di strada, centri diurni, attività sociali e domiciliari, lavoro, case alloggio, gruppi di auto-aiuto).

Urge in primis la totale depenalizzazione del consumo personale. Non spaventi la «legalizzazione» quando significa «darsi regole nuove». Governare un fenomeno complesso significa renderlo gestibile da chi lo vive: abbiamo lasciato morire troppe persone. La strategia che l’Ue propone si fonda su tre pilastri: lotta al traffico, prevenzione-cura e riabilitazione-riduzione del danno. Resta nei fatti la migliore strada percorribile. Questo processo deve coinvolgere tutti: cittadini, gruppi spontanei e istituzioni. Dobbiamo sollecitare gli enti locali a favorire pratiche e politiche sociali che costruiscano spazi di socializzazione nelle periferie, nei centri storici, nelle stazioni, nelle città piccole e grandi. Le crociate e i cacciatori di streghe sono inutili e dannosi.

Don Andrea Gallo

fonte: http://www.sanbenedetto.org



Italia. Giovanardi annuncia ripristino Dipartimento antidroga
Maggio 13, 2008, 5:56 pm
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: ,

La prima cosa che fara’ Carlo Giovanardi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, sara’ ripristinare il Dipartimento Nazionale per la lotta alle tossicodipendenze, che il governo Prodi aveva abolito. ‘Occorre rimettere in piedi il Dipartimento - ha spiegato Giovanardi all’Ansa - perche’ in questi due anni e’ venuto meno un importante strumento di coordinamento, che solo puo’ fornire una visione organica del problema delle dipendenze in tutti i suoi aspetti. Bisogna recuperare anche le professionalita’ che ne facevano parte’. Secondo il sottosegretario ‘non c’e’ stato in questi due anni un momento per ragionare in termini unitari del problema droga’.

fonte: aduc.droghe



Energetica 2008 : V edizione di “Salviamoci la canapa” 13/14 giugno 2008

PARCO LA PINETINA RIOTORTO – PIOMBINO (LI)
APERTURA ORE 19 – CHIUSURA ORE 2.30

I N G R E S S O L I B E R O


E’ giunto alla quinta edizione il forum sulla canapa che in quattro anni ha raccolto intorno a sé forti consensi e un pubblico di oltre 15.000 persone. Si tratta di una due giorni di informazione, confronto e musica che si svolge a Piombino-Riotorto il 13 ed il 14 giugno, nella la bella pineta a due passi dal mare, con apertura alle ore 19 e conclusione della serata alle 2.30. Tutti i concerti si svolgeranno dalle 11 alle ore 01.00. Bar e ristorante alla canapa aperti fino a chiusura!!

Le serate propongono un’offerta musicale molto giovane, come ad esempio Quartiere Coffee gruppo emergente di Grosseto o l’apertura dei Matti delle Giuncaie (folk maremmano!), che il 13 giugno saranno affiancati dai Djs del sound Lion King. Il 14 giugno la serata è nelle vibez della riddim band Soul Love in cui i mattatori saranno ASK, Dr. Boots, Ciscomanna, Papa Massi e il grande Raina, speciale ospite della serata che ci concede la Villa Ada Crew de Roma!! Ad accompagnare la serata con le sue tunes Dj Rude Vibes.
Ad organizzare l’evento è l’associazione Nojerksite - www.nojerksite.it, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Piombino Ass. Attività Giovanili e lo ha richiesto anche al Consiglio Regionale Toscano ed alla Provincia di Livorno. La djscampagna di demonizzazione della canapa prosegue, portando sotto gli occhi di tutti i suoi controversi aspetti e gli effetti dannosi che produce su più versanti. L’equiparazione della marijuana con le droghe pesanti portata avanti dalla legge Fini mette insieme, nelle carceri sempre più affollate del post-indulto, ragazzi colpevoli di una “fumata illecita” con quanti hanno commesso reati ben più gravi.
Inoltre non si deve scordare che la canapa può essere impiegata nel campo tessile, in quello medico ed energetico e la sua messa al bando rischia di privare di cure quanti ne hanno bisogno e mette a repentaglio il suo prezioso utilizzo nel campo delle energie non inquinanti.
Salviamoci la Canapa si apre a 360° anche all’informazione sulle nuove energie e sul rispetto per l’ambiente, dedicandosi alla promozione della canapa come valida risorsa alternativa al petrolio per molte applicazioni, come le bioplastiche o il carburante delle nostre auto, ma anche alla diffusione delle “buone pratiche”, sia individuali, che collettive.
writers Nel corso del festival, in pineta si svolgeranno due grandi serate di reggae concert, che vedranno la musica giamaicana quale filo conduttore musicale in grado di portare al pubblico la libertà, la gioia di vivere e la non discriminazione tra le genti del mondo.

Ristorante alla canapa, Bar, Birreria alla canapa e non e tanti banchetti di artigianato, di canapa e non, coloreranno il week end di Energetica 2008.
Due giorni di buona musica e con la consueta raccolta benefica di Nojerksite per le campagne di sostegno alla Jamaica. Un tassello per la batt



Italia. Rapporto: il Lazio seconda regione per narcotraffico
Maggio 13, 2008, 11:02 am
Archiviato in: News dall'Italia e dal mondo | Tag: , , ,

Il Lazio e’ la seconda regione nella graduatoria di diffusione del reato d’usura, per il traffico di stupefacenti segue la Lombardia e precede la Campania’. E’ quanto si legge nel Rapporto dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalita’ della Regione Lazio, presentato nell’ambito del Forum Pa. Per quanto riguarda i sequestri di beni, fino al dicembre 2006 erano stati messi 322 sigilli (189 solo a Roma citta’ per un totale di 268 se s considera la provincia), il 4% degli oltre 7.000. Il Lazio - sottolinea il Rapporto - e’ in graduatoria solo dietro alla Sicilia, alla Calabria e alla Campania.
Per quel che riguarda i procedimenti penali per reati direttamente di mafia o collegati secondo i dati delle relazioni annuali della Direzione nazionale antimafia 2006-2007, i procedimenti avviati dalla Dda di Roma nel 2005 sono stati 204 (droga, tratta e associazione mafiosa), piu’ che a Reggio Calabria (189). Un trend - spiega ancora il Rapporto - confermato per il periodo luglio 2006-giugno 2007 con 143 procedimenti avviati dalla dda di Roma, dietro solo alle principali distrettuali antimafia di Calabria, Campania e Sicilia e alla dda di Milano.
Il Rapporto conferma quanto affermato anche dal Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo secondo cui la mafia c’e’ perche’ c’e’ ricchezza. ‘Le organizzazioni criminali tradizionali e quelle provenienti da altre nazioni sono attratte dalle opportunita’ offerte non solo dal tessuto economico di forte appetibilita’, ma anche dal fatto che la Capitale e la Regione sono luogo di decisione e pianificazione delle grandi iniziative economiche, per la realizzazione di infrastrutture, di distribuzione dei fondi per lo sviluppo’.