Un tribunale federale ha abbattuto un’importante restrizione nel programma governativo per la cannabis medica.La restrizione riguarda i canadesi a cui è stata prescritta la cannabis come trattamento, i quali non saranno più obbligati a dipendere dalle forniture del governo federale. La sentenza presa dal giudice Barry Strayer, rilasciata il 10 gennaio 2008, concede, ai pazienti in trattamento con cannabis, più libertà nello scegliere il proprio coltivatore, e permette ai coltivatori di fornire la droga a più pazienti invece che ad uno solo. Al momento, i pazienti possono coltivare la propria cannabis mentre i coltivatori hanno il divieto di fornirla a più di un paziente alla volta.
Nella sentenza di 23 pagine, Strayer considera la fornitura incostutizionale ed arbitraria, “causa agli individui maggiori difficoltà di rifornimento”. Il governo deve anche riconsiderare le richieste avanzate da un gruppo di pazienti che chiedono, portando l’argomentazione in tribunale, la possibilità di permettere loro il rifornimento da un singolo produttore-fornitore. Mentre il governo discute la possibilità di fornire la cannabis a coloro che non se la possono coltivare da soli, meno del 20% dei pazienti, attualmente, usa forniture governative. Il governo può ricorrere in appello sulla sentenza.
(Fonte: Canadian Press of 11 January 2008 )
Una clinica medica di Tel Aviv ha cominciato a distribuire cannabis ai pazienti sofferenti di AIDS, legalmente e con l’approvazione del ministero della salute. La clinica ha cominciato la distribuzione 6 mesi fa. Secondo la legge israeliana la cannabis può essere utilizzata legalmente dai pazienti che hanno ricevuto il permesso speciale da parte del ministero della salute.
La cannabis è approvata solitamente per pazienti affetti da cancro, AIDS o infiammazioni croniche dell’intestino. La clinica, di cui il ministero della salute non ha reso pubblico il nome, fornisce la cannabis in piccole quantità ed in modo controllato, quando un paziente è autorizzato al suo uso. Un portavoce dell’Associazione Isaraeliana per il Cancro, afferma che la droga può ridurre gli effetti collaterali nei pazienti sotto cura con chemioterapici, e l’organizzazione potrebbe aggiungere informazioni in merito sul proprio sito web.
(Fonte: Jerusalem Post of 6 January 2008, personal communication by Dr. Raphael Mechoulam)
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Uno studio condotto da ricercatori svizzeri, ha rivelato che i giovani che fumano solo Marijuana e non anche tabacco stanno meglio e non presentano grossi rischi psicosociali rispetto a quelli che fumano entrambe.
Nell’articolo, pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, si legge che la cannabis-marijuana è la droga illegale più popolare al mondo e consumata dai giovani.
Nello studio sono stati seguiti 5263 giovani: 455 fumatori di sola Marijuana, 1703 fumatori di tabacco e Marijuana e 3105 non fumatori. La scoperta è stata che la maggior parte dei fumatori di Marijuana è di sesso maschile, sportivo, vive con entrambi i genitori e ha un buon livello di studio.
Gli adolescenti fumatori di marijuana e tabacco sono stati indicati per essere a elevato rischio per problemi comportamentali (aggressivi e iperattivi), caratteristiche trovate in percentuale molto inferiore nei fumatori di sola Marijuana.
Fonte: bioblog.it (13 novembre 2007)
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Secondo un ampio studio caso-controllo condotto da ricercatori dell’Università del Missouri in Columbia, la cannabis non aumenta il rischio di lesioni accidentali che richiedano ospedalizzazione. I ricercatori hanno valutato l’associazione fra uso di droghe illegali e lesioni accidentali tra adulti di età tra i 18 e i 60 anni. Sono stati intervistati 2161 soggetti che hanno necessitato trattamento al pronto soccorso e 1856 controlli comparabili per età e sesso.
Fra i casi, il 27% ha subito un trauma da caduta, il 19% è stato colpito da un oggetto, il 18% è stato coinvolto in un incidente a bordo di un veicolo a motore, mentre i rimanenti si erano feriti con altri meccanismi. “L’uso dichiarato di marijuana nei sette giorni precedenti il trauma risultava associato in questo studio ad una sostanziale diminuzione del rischio di incidente”, hanno riferito i ricercatori. Viceversa, l’uso di altre droghe illecite e l’uso di alcolici nelle sei ore precedenti era associato “ad un rischio di trauma accidentale grandemente aumentato”.
(Fonte: Vinson D. Marijuana and other illicit drug use and the risk of injury: a case-control study. Missouri Medicine 2006; 103 [2]).
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C’è un diffuso sostegno tra la popolazione tedesca a favore dell’uso dei derivati naturali della cannabis nel trattamento medico dei malati gravi. Una larga maggioranza è anche favorevole a che i costi del trattamento col dronabinolo, il componente attivo della cannabis, siano coperti dalle mutue. Questo è quanto risulta da un sondaggio condotto dall’Istituto Allensbach nel mese di giugno. Il favore più alto è stato espresso dagli strati più istruiti e dai sostenitori dei partiti minori, come i liberali (FDP, Partito Liberale Democratico), i verdi e i socialisti (partiti di sinistra). Ma anche fra i diplomati e fra i fedeli del Partito Cristiano Democratico (CDU/CSU) la percentuale dei favorevoli andava oltre il 70%.
Secondo i risultati del sondaggio, il 77% dei tedeschi è favorevole a consentire un trattamento dei malati gravi con derivati naturali della canapa, come la marijuana o l’hashish, a patto che sia un medico a raccomandare il trattamento e la mutua rifiuti di pagare la terapia col dronabinolo. Solo l’11% dei partecipanti al sondaggio ha manifestato parere contrario. Inoltre, il 77% dei tedeschi è favorevole a che le mutue coprano i costi del trattamento col dronabinolo, purché ci sia la ragionevole certezza dell’efficacia del farmaco. Solo il 7% si è dichiarato contrario.
Il sondaggio è stato eseguito su 1438 cittadini, di età uguale o superiore ai 16 anni, che sono stati intervistati individualmente sulle loro conoscenze e opinioni sull’impiego medico dei derivati della cannabis. Il 69% di coloro che hanno risposto era già al corrente dell’uso per scopi medicinali della cannabis o dei suoi derivati di sintesi contenenti lo stesso principio attivo, mentre solo il 31% ne è venuto a conoscenza per la prima volta nel corso dell’intervista.
Secondo l’Associazione Germanica per la Cannabis Terapeutica (ACM), Neunkirchen-Seelscheid, che aveva commissionato lo studio, questo è stato il primo sondaggio su questo argomento in un paese dell’Unione EURopea. Il Dr Franjo Grotenhermen, presidente dell’ACM, si è dichiarato molto lieto e, non più di tanto, sorpreso dei risultati. “In sondaggi analoghi condotti negli USA la risposta favorevole ha toccato fra il 60% e il 70%, mentre in Canada ha raggiunto il 90% circa”, ha affermato Grotenhermen. “La gente sa distinguere fra l’uso medico e quello ricreativo dei derivati della cannabis. Visto che la situazione legale è insoddisfacente, vorrei che i politici responsabili meditassero sui risultati. Gli assuntori di cannabis terapeutica non dovrebbero più essere obbligati all’illegalità”.
Lo studio sulla cannabis terapeutica dell’Istituto di Sondaggi Allensbach è disponibile per essere scaricato come documento pdf sul sito: www.cannabis-med.org/german/allensbach.pdf
Fonte: Iacm
Gb. Ricerca israeliana e spagnola sugli effetti positivi della canapa per l’Alzheimer
Un medicinale a base di canapa potrebbe migliorare la memoria nei pazienti con l’Alzheimer.
La rivelazione e’ stata fatta da scienziati israeliani e spagnoli al Royal Pharmaceutical Society, in Gran Bretagna.
Il composto della canapa potrebbe significativamente migliorare gli effetti della perdita della memoria nei malati, ma occorre stare attenti al THC, hanno dichiarato nel loro intervento i ricercatori.
Dieci anni fa, fu lanciato dalla Royal Pharmaceutical il protocollo per dimostrare l’efficacia terapeutica della canapa, da cui sono partiti i tests clinici del Governo sui benefici della sostanza per i malati di sclerosi multipla.
Il professor Raphael Mechoulam, della Hebrew University di Gerusalemme, nelle sue ricerche ha inoltre scoperto che la canapa potrebbe essere utile nel combattere i sintomi del diabete di Tipo 1.
Per questo sono necessarie ulteriori ricerche sui potenziali benefici di un medicinale, senza THC.
Il professor Tony Moffat, presidente del simposio, ha dichiarato nel suo intervento che negli ultimi dieci anni sono stati fatti molti progressi, ma sono necessarie ulteriori ricerche.
Un medicinale a base di canapa e’ gia’ disponibile in Canada.
fonte: Aduc
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Ogni tanto ce ne s dimentica, ma in effetti, quale sarebbe il motivo scientifico a sostegno del proibizionismo? La domanda torna d’attualita’ lunedi’ prossimo, quando un giudice di Boston si pronuncerà sulla costituzionalità delle leggi dello Stato del Massachusetts che proibiscono l’uso di marijuana. Si tratta di un’udienza preliminare ottenuta da Keith Stroup del NORML Legal Counsel e da Rick Cusick, editore della rivista High Times. La loro speranza è di mostrare l’infondatezza, dal punto di vista scientifico e patologico, del probizionismo. Stroup e Cusick, accusati di essersi scambiati uno spinello nel 2007, porteranno in tribunale vari esperti di prestigio, tra cui il docente di medicina Lester Grinspoon di Harvard, il giurista Richard Bonnie della University of Virginia e il prof. Keith Saunders della Northeastern University.
fonte: aduc droghe
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E’ stato colto in flagrante mentre annaffiava due piantine di marijuana, alte 35 e 14 cm, in un terreno vicino alla propria abitazione a Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias). In manette, arrestato dai carabinieri della compagnia locale, e’ finito G.G., venticinquenne operaio del posto. Nella successiva perquisizione domiciliar i militari hanno rinvenuto altre due piante di cannabis e 11 semi di canapa indiana, ricoperti da un involucro in ovatta e pronti per essere invasati. L’operaio dovra’ rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
fonte: aduc droghe